Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 23 novembre 2016

Il picco del petrolio in un mondo privo di fatti: la nuova abbondanza petrolifera del Texas occidentale

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR


A volte ho la sensazione di vivere in un universo senza fatti dove le leggi della fisica valgono solo se ci credi. (Immagine)

Così, l'USGS se ne esce con un comunicato stampa che i media hanno immediatamente diffuso in termini di grande scoperta: 20 miliardi di barili, da qualche parte in Texas in un luogo chiamato "Wolfcamp”. Bloomberg moltiplica il numero per l'attuale prezzo del petrolio e se ne esce con un titolo che recita: “Un tesoro in petrolio da 900 miliardi di dollari”, in  un pezzo che parla di “abbondanza” e di “regalo che continua a regalare”. USA Today parla de “Il più grande giacimento di petrolio mai trovato negli Stati Uniti”. E che dire dei commenti? Solo alcuni esempi.

Come farà il nostro nuovo presidente - DRILL BABY DRILL!!! Indipendenza energetica – che sicuramente ha un bel dito da mostrare. Il dito medio agli arabi del Medio Oriente.
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Ricordo la fine degli anni 70 quando gli scienziati hanno detto che avremmo finito il petrolio alla fine degli anni 90. Mi chiedo dove stiano lavorando ora quelli scienziati. Cambiamento climatico?
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Si stanno costantemente trovando riserve. Il presidente Trump aprirà più terra ed oceano aperto per le trivellazioni sicure. Una cosa che l'amministrazione Obama non aveva idea di come fare...
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ma naturalmente la sinistra radicale, determinata a far tornare la civiltà occidentale una società di cacciatori-raccoglitori di 10.000 anni fa, farà tutto quello che può per impedire che questa nazione un tempo grande diventi energeticamente (indi)dipendente e che mandi permanentemente via a calci da questo paese le nazioni petrolifere barbare di teste con turbanti.
Un gran divertimento, davvero, e tutto fatti-gratis. Ma supponiamo, per una volta, che i fatti contino. Cosa dobbiamo dire del “più grande giacimento mai trovato negli Stati Uniti”? Un punto è che non è stato “trovato” niente di nuovo; la formazione di Wolfcamp era ben conosciuta e veniva già sfruttata. L'USGS ha solo fatto nuove stime; probabilmente valide all'interno delle ipotesi formulate, ma si stratta solo di questo: una stima. Non significa che queste risorse sono state scoperte (osservate che l'USGS dice esplicitamente "non scoperte"). Così, quello che tutto ciò significa è che, statisticamente, queste risorse dovrebbero essere lì, ma nessuno può esserne completamente sicuro e non sarebbe la prima volta che queste stime si rivelano ottimistiche (in questo caso, il numero tondo “20” è un po' più che sospetto).

Ma lasciate perdere queste cosucce; ipotizziamo che questi 20 miliardi di barili ci siano davvero. Come si profila questa quantità in confronto alla situazione petrolifera mondiale? Ecco alcuni dati, presi da Bloomberg (non proprio un covo di Cassandre).


L'altro dato che ci serve è quello del consumo mondiale di petrolio che, secondo “Index Mundi” è oggi un po' più di 33 miliardi di barili all'anno. Quindi, vedete dalla figura che, durante perlomeno l'ultimo decennio, abbiamo costantemente bruciato più petrolio di quello che abbiamo potuto scoprire. Ora, se ci fossero state altre grandi scoperte quest'anno sarebbero state strombazzate a sufficienza da esserci ben note. Quindi, aggiungendo 20 miliardi di barili del giacimento di Wolfcamp al magro totale del 2016, probabilmente non raggiungiamo ancora un totale di 33 miliardi. In prospettiva, quello che possiamo dire è che, per quest'anno, le scoperte petrolifere sono state solo un po' di meno di quello che il mondo ha consumato. La notizia sarebbe questa, se contassero i fatti. 

Ma non è nemmeno questo il punto: l'essenza dell'esaurimento non è quanto ce n'è, è quanto costa estrarlo. Qui, Arthur Berman osserva che Bloomberg aveva calcolato il valore di questo “tesoro” in 900 miliardi di dollari come se “il petrolio sgorgasse magicamente da sottoterra senza il costo della trivellazione e del completamento del pozzo; come se non ci fosse nessun costo di gestione per produrlo, come se non ci fossero tasse e royalties”. Poi Berman calcola quanto costerebbe estrarre tutta questa abbondanza di petrolio e conclude che, coi prezzi attuali, porterebbe ad una perdita netta di 500 miliardi di dollari

Così, non siete felici di vivere in un mondo privo di fatti? Potete continuare a pensare che sia abbastanza fare qualche buco nel terreno per vederlo sgorgare con infinita abbondanza perché, come tutti sanno, in realtà è “abiotico”. Certo, e potrete anche camminare per aria, come fa Willy il Coyote, perlomeno finché non si rende conto di farlo.

11 commenti:

  1. il fatto che Berman abbia calcolato una perdita di 500 mld di $, non impressiona più di tanto. Basta inventarsi solo altri miseri 500 mld di $ di titoli e metterli accanto all'altro mld di mld di titoli tossici e derivati, che circolano. Semmai bisogna mettere l'accento sul fatto che si tratta di thigt oil, quindi eroei basso, pozzi di breve durata e petrolio leggero poco adatto per una società consumistica spinta. Comunque sempre più estraibile di Kashagan e dei giacimenti a 8 km di profondità del Brasile, che sono 2 altri cavalli di battaglia della propaganda petrolifera, dai quali dopo tanti anni non si è ancora estratta una goccia e si annunciano come formidabili chimere. Capisco che si voglia nascondere la realtà per i più vari motivi, economici, industriali, politici, ma i disastri potrebbero essere alle porte, come un pò più lontani, ma lo sanno anche quelli di Blomberg, dell'USGS e dell'IEA, che stanno arrivando. Probabilmente aspettano che si realizzino per cercare di metterci una pezza. Prima non si può, perchè le locuste non vogliono certo limiti alla loro voracità.

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  2. Leggendo solo il titolo:
    Come si fa a credere/illudersi che nel Texas siano rimasti nascosti fino ad oggi grandi giacimenti?
    La storia non insegna nulla? Tutte le promesse fatte dalla fratturazione idraulica dove sono finite?

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  3. Arthur Berman osserva che Bloomberg aveva calcolato il valore di questo “tesoro” in 900 miliardi di dollari come se “il petrolio sgorgasse magicamente da sottoterra senza il costo della trivellazione e del completamento del pozzo; come se non ci fosse nessun costo di gestione per produrlo, come se non ci fossero tasse e royalties”.

    Forse Bloomberg nel computo aveva messo in conto che si sarebbe aperto il pozzo a Cristo e quindi il petrolio saltava fuori da solo.

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    1. Petrolio?
      Io credevo che uscisse già benzina super, magari a 100 ottani.

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  4. volete i fatti? Barista licenziato, perchè si era messo a sedere. PR licenziato, perchè aveva acceso il riscaldamento. Operaio assunto a tempo indeterminato a marzo, ora trasformato in contratto a chiamata, 1 o 2 giorni a settimana. Il job act è un fatto dell'esaurimento del petrolio, altro che scoperte mirabolanti. Poi dopo il 4 dicembre ci potrebbe essere anche la dittatura. Altro fatto dell'esaurimento. In fondo mio padre diceva 60 anni fa, che già allora un pò di ordine poteva metterlo solo una dittatura, ma finora è bastato rimbambinire la gente con la cornucopia petrolifera, che tra poco non ci sarà più. 2023 Soylent green?

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    1. Comincio a pensare sempre più convintamente che le equazioni 'petrolio abbondante ed economico=democrazia' e 'petrolio scarso=dittatura'siano tutt'altro che false...

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    2. Ferruccio, se vuoi una formulazione ancora più deprimente: "l'organizzazione democratica, il confronto pubblico, presentano costi, lungaggini ed inefficienze tali da poter esistere solo in tempi di relativa abbondanza".

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  5. tutti ci aspettavamo un picco di produzione già da diversi anni passati; e invece produzione di idrocarburi "all liquids" è ai massimi storici e se non aumenta ancora è per l'anarchia politica in molti stati produttori e per un petrolio che a 40 o 50 $ al barile fa lavorare in perdita i giacimenti più difficili e dell'oil shale. Credo umilmente che, dati alla mano, le previsoni del picco da parte degli esperti debbano essere decisamente riviste.

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    1. Gentile Arturo Tauro,

      Avrei un paio di critiche al suo commento:

      1) Lei si sbaglia. Le cose non stanno come dice lei. Infatti il problema non è avere i "dati alla mano", come dice nel suo commento, il problema è capirli questi dati. E questo ci porta al secondo punto.

      2) Poteva sintetizzare il suo commento in questo modo: https://www.youtube.com/watch?v=Z_v-zXVdqqI

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    2. il problema è, non quanto ce n'è, ma quanto se ne può consumare pro capite. Ieri sera, venerdì, rispetto ad alcuni anni fa, le pizzerie, i bar e le gelaterie erano quasi vuote e rare erano le auto che passavano.

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  6. uffa... è un problema di termodinamica, non di economia. Tra non molto, estrarre petrolio costerà più energia di quanta se ne ricava. Punto. Anche se sottoterra ci saranno mari di petrolio, sarà del tutto inutile.

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