Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 8 settembre 2016

Scala Mercalli e il collasso del dibattito




Se mi capita (di rado, per fortuna) di mettere gli occhi sullo schermo della TV quando c'è un notiziario, mi sembra di vedere la cronaca di un altro pianeta; non quello sul quale vivo io. Vedo soltanto persone farneticanti, continuamente arrabbiate per qualcuno o per qualcosa: l'euro, la Merkel, Putin, Hillary, Trump, Erdogan, olimpiadi, calcio, la Raggi, Salvini, Alfano, cosa ha detto Renzi, cosa non ha detto Renzi e questo e quello. 

Ma è questo un dibattito? E i problemi veri, il fatto che le risorse diminuiscono sempre di più, la temperatura del pianeta aumenta, gli ecosistemi vanno a quel paese, quando se ne parla e chi ne parla? L'unico che ne parlava era Luca Mercalli nel suo programma "Scala Mercalli", l'unica trasmissione dove si parlava di problemi reali. Ed era anche fatta parecchio bene. Ovviamente, hanno finito per chiuderla.

Insomma, non siamo messi bene. Qui di seguito, un post di Alessandro Corradini ("il Panda") sull'argomento. Da leggere anche il post in proposito di oggi su "Climalteranti". Se poi avete un attimo per firmare una delle varie petizioni per reintrodurre la trasmissione, magari non serve a niente, ma non si sa mai!

UB
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Riapriamo Scala Mercalli!
Il vostro affezionato Panda non ha mai fatto mistero di essere un grande fan di SCALA MERCALLI, il programma di Rai3 condotto da Luca Mercalli.

Aver saputo della soppressione del programma è stato un dolore che va al di là dei personali gusti da telespettatore. 

Difendere SCALA MERCALLI è un dovere per l'importante messaggio culturale e civico che il programma incorpora. Inoltre difendere programmi come SCALA MERCALLI è un modo per rivendicare il diritto ad una TV pubblica di qualità.

Per questi ed altri motivi ancora il Panda invita tutti a sottoscrivere la petizione di Manuel Castelletti e Domenico Finiguerra. Tale petizione chiede a Daria Bignardi (attuale Direttore di Rai3) di ridarci indietro la splendida trasmissione SCALA MERCALLI.

Per chi fosse interessato a sottoscriverla:

https://www.change.org/p/direttore-rai-3-riapriamo-scala-mercalli

Buon futuro a tutti dal vostro affezionatissimo Panda


33 commenti:

  1. è stata soppressa perchè nella seconda edizione Mercalli aveva edulcorato un pò meno che nella prima. Quindi meglio chiudergli la bocca, prima che dicesse cose che facessero pensare che la fine delle risorse è anche la fine del denaro, dei soldi, che fa tutti servi, dal papa al nero ospitato negli alberghi riaperti apposta per lui e per far girare soldi. "Soldi, soldi, soldi, chi ha tanti soldi vive come un pascià" cantava Betty Curtis e non si può cambiare una società basata sull'egoismo in una sull'amore senza un'adesione profonda, molto profonda, troppo profonda per gli oltre 7 mld di locuste.

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  2. Hanno fatto bene a chiuderla. Di cose brutte il mondo è pieno, ci mancava solo quel menagramo di Luca ad intristire ulteriormente la serata televisiva.
    È ora di smetterla con questo terrorismo mediatico a base di cambiamenti climatici ed esaurimento delle risorse. Io davanti alla tv voglio rilassarmi e migliorare culturalmente. Ben vengano quindi programmi come Ciao Darwin e i talk show pomeridiani. E se proprio di scienza si deve parlare, vorrei solo programmi improntati all'ottimismo, dove l'uomo è protagonista indomito nel piegare l'ambiente al proprio volere e adattarlo alle necessità future. Credo in un BAU in costante crescita grazie al continuo evolversi della tecnologia. E ora scusatemi ma ho da fare. Devo informarmi su quando sarà disponibile al pubblico il Watch edition 2 (quello in ceramica). Non vedo l'ora di fare la coda all'iStore.

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    1. Per carità Alfonso non farti sfuggire il ceramico gingillo!, e se ti occorre qualche peperoncino rosso come amuleto apotropaico*, te ne posso fornire quanti ne vuoi dalla mia coltivazione urbana.
      Pare che sia la forma che scacci la sfiga, e siccome il perfido rubizzo vegetale ne ha la stessa del rinomato cornetto partenopeo,
      dovrebbe funzionare.
      E mi raccomando, sii indomito nel tuo voler sottomettere(che é più efficace che piegare, l'ambiente potrebbe anche riuscire a raddrizzarsi)l'ambiente e non risparmiarti nell'escogitare adattamenti futuri, ma preferibilmente presenti.
      Per quelli passati bisogna darsi al restauro o alla restaurazione.
      Una domanda: ma com'è che invece tu ti pieghi ancora a quella arcaica abitudine che è stare in coda , come usava ai tempi della borsa nera e dei razionamenti bellici?.
      Oltretutto per un genere voluttuaro che fra sei mesi sarà già mediaticamente obsoleto?.

      Un ultimo suggerimento:
      Alfonso suona proprio come un nome da uomo seicentesco.
      Io, per commentare con il tuo stile mi darei il nickname Kurtzweil.....
      Vedi: http://www.ancestry.com/name-origin?surname=kurzweil

      * L'aggettivo apotropaico (dal greco αποτρέπειν, apotrépein = "allontanare") viene solitamente attribuito a un oggetto o persona atti ad allontanare gli influssi maligni. Si parla ad esempio di monile apotropaico, rito o gesto apotropaico. Nel linguaggio comune si usa il più noto aggettivo "scaramantico".
      Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

      Di solito mi firmo, ma questa volta voglio usare uno pseudonimo, anzi un anagramma:'n corsa dal crisma.

      Ogni tanto necessita scrivere qualche cazzata.

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    2. Bellissimi commenti entrambi: la provocazione di Alfonso che ben descrive l'atteggiamento delle locuste e l'immancabile risposta di Marco.
      Con il vostro consenso copio-incollo!

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  3. Forse chiedo troppo ma "scala mercalli" poi stimolava a fare due più due nella vita pubblica del giorno dopo?...Intanto leggo che alcuni sindaci tengono chiuse le scuole di paese perchè non antisismiche...I primi pezzi del pubblico con interessi (apparentemente) direttamente confliggenti ? ( e mi riferisco agli insegnanti)

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Secondo me il commento di Alfonso era ironico.;-)

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    2. Il fatto che ci sia bisogno di specificarlo, la dice lunga su come è ridotto il dibattito!

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    3. Le petizioni valgono in questo paese quello che valgono: un bel nulla. Chi ha il pallino del potere vero, e non sono certo i politici servi e i loro media asserviti, se ne fotte altamente di tutto ciò che non fa i suoi interessi. Tanto meno della volontà di tanta gente pronta a firmare tutte le petizioni del mondo ma per niente intenzionata a scendere per strada a manifestare per davvero come i Francesi, tanto per restare in Europa. Anche se più che manifestare ci vorrebbe una rivoluzione alla francese per liberarci dei papponi al governo, ma qui siamo nel campo chimerico. Non mi dilungo altrimenti Ugo non me la fa passare :-p

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    4. Può essere, può essere.
      Che fosse ironico. E se così fosse spero che la mia contro-ironia non sia stata troppo perfida.
      Ma purtroppo,con il blog, a volte non si riesce a capire se é passato il solito scrivano automata di idiozie, oppure un commentatore dalla fine ironia.

      Comunque ho preferito correre il rschio.
      Se non altro il mio commento vale per quelli che veramente esistono e sono descritti perfettamente dal commento di Alfonso.

      Marco Sclarandis

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    5. In ogni caso, finché verrà quotidianamente martellata in testa l'idea che deve crescere il PIL invece che il BEN, Benvivere Esteso Netto, il pur utile e meritorio programma Scala Mercalli, servirà come un tappo di sughero per la falla d'una diga.
      Ma, bisogna resistere, almeno per non perdere la dignità.

      Marco Sclarandis

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    6. Vedo che hai capito il messaggio Marco.
      Guardiamoci attorno e vedremo una moltitudine di persone come Alfonso.
      Un poco sono preoccupate dal clima che fa le bizze ma finché non li toccherà direttamente è come se la minaccia fosse solo catodica. Per certi versi li capisco pure. Percepiscono la realtà in modo follemente distorto, indottrinati quotidianamente dalla sapiente propaganda governativa. Ci provo, ogni tanto, ad imbastire con loro un discorso che non sia superficiale sulle tematiche energetiche e compagnia bella.
      È un percorso irto di ostacoli da scansare (calcio,donne,etc) ma alla fine riesco ad arrivare al nocciolo ed esporre le sgradevoli notizie prossime venture. Ma la reazione del malcapitato interlocutore segue invariabilmente lo stesso copione. Annuisce, ciondola il capo e mi comunica di aver compreso. Biascica parole di circostanza ma in cuor suo non vede l'ora di passare ad argomenti più ameni. Si comporta come un bambino di fronte ad una scena paurosa; si copre gli occhi e invoca la mamma. Mi viene allora in mente Orietta e un certo ritornello sulla barca che va. Un velo di tristezza mi avvolge come miele. Presto ci verrà presentato l'amaro conto.

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  5. E' stato un dolore anche per me apprendere della chiusura del programma "Scala Mercalli".
    Ho firmato la petizione, fin da subito.

    Gianni Tiziano

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  6. Se dobbiamo essere onesti fino in fondo, diciamoci la verità:
    - Tra ricchezza e povertà cosa scegliereste?
    - Tra un mega TV e uno vecchio a Tubo catodico (che faceva pure male!)?
    - Tra un cellulare TACS e uno smartphone 4G ?

    La tecnologia sta facendo sempre meglio, con consumi sempre più bassi, quello che prima si faceva consumando tantissime risorse.

    Non mi sembra che ci sia bisogno di dire quanti vecchi dispositivi riesce a sostituire un moderno smartphone da 100 grammi.

    Il problema è che siamo tanti (/troppi) in questo pianeta e ogni volta che si sostituisce qualcosa, si generano milioni di tonnellate di rifiuti.

    Se nella Terra fossimo stati 1/10 di quelli attuali, cosa sarebbe accaduto?

    Siamo sicuri che i danni sarebbero stati minori?

    Magari… invece di cambiare un cellulare l’anno (beato chi può farlo), l’avremmo cambiato una volta ogni 10 anni; ma questo avrebbe anche comportato minori investimenti e quindi, invece di avere un cellulare che pesa la metà ogni 2 anni, lo avremmo avuto ogni 20 anni!

    Il problema è che la quantità delle vendite determina anche gli investimenti (in genere si investe in % sul fatturato).
    Forse sarebbe andata allo stesso modo, solo che quello che abbiamo fatto in un secolo si sarebbe fatto in un millennio.

    Quale sarebbe stata la soluzione migliore, quella rapida o quella lenta?

    Una risposta certa e assoluta non c’è!
    Dipende dal tempo che abbiamo a disposizione.

    Se all'improvviso accadesse un evento traumatico, a livello planetario, per superare il quale è necessario intervenire nel DNA dei virus; allora la corsa sarà stata utile, anche perché la tecnologia ha velocizzato tantissimo il sequenziamento del DNA (in una giornata si ottieni quello che avrebbe richiesto decine d’anni con metodi meno evoluti).

    E poi... quelli che cambiano il cellulare/smartphone una volta l’anno sono sempre gli stessi benestanti/ricchi.
    L’innovazione è stata sempre finanziata indirettamente da tali persone, che sono disposte a pagare molto di più per un dispositivo che dopo un paio d’anni ne costerà 1/4.
    Le persone non sono tutte uguali; c’è chi cambia il cellulare una volta l’anno, chi ogni 2 anni, chi ogni 4 anni ecc.

    Sarebbe interessante fare un’analisi quantitativa dei REALI cambiamenti in meglio o in peggio che ci sarebbero stati.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Se non ci fossero stati: i cellulari, i pannelli fotovoltaici e le auto elettriche; adesso saremmo ancora con le pila al piombo (che di essere, per le auto, sono ancora le più diffuse; ma non per i cellulari).

      La domanda di pile di maggiore capacità e più leggere, ha sviluppato un settore che se no, sarebbe rimasto fermo ancora per parecchi decenni (come difatti era).

      Come si vede, quando la domanda è scarsa, lo è anche l'innovazione.

      Questa innovazione (delle pile), desiderata per i PV (per avere capacità di stoccaggio dell'energia), è però utile anche per fare nascere la nuova società automatica dei robot che libererà gli uomini da molti lavori faticosi.
      Il problema è che forse ne libererà un po’ troppi (disoccupazione strutturale di massa).

      Ogni cambiamento ha dei pro e dei contro; anche la mancanza di cambiamenti ha dei pro e dei contro.
      ----
      Quando si dice che bisogna agire presto, perché il mondo è in pericolo;
      in fondo, si sta suggerendo d’investire tanto per un cambiamento; quindi, c’è una grande richiesta della popolazione mondiale che vuole risolti tali problemi (indirettamente c’è), ma richiede grandi investimenti e innovazione;
      però, la risposta non prevista, potrebbe anche essere:
      molti meno umani nel mondo e molti più robot.

      Se questo avvenisse nel lungo periodo, magari non ci faremmo caso,
      ma visto che anche noi diciamo che bisogna fare presto;
      può darsi che avverrà nel medio periodo e quindi, di tali grandi cambiamenti, ci saranno molte persone che ne patiranno le conseguenze.

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    3. quante risorse occorrono per costruire una società basata sui robot? Ci sono o non ce ne sono abbastanza? Forse è solo un sogno.

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    4. @mago: "Forse è solo un sogno."

      Ed invece bastano molte meno risorse di quello che uno pensa.
      Un lavoratore che mantiene una famiglia (facciamo 3 o 4 persone in tutto), ha bisogno di: una casa, almeno una macchina, vestiti, alimenti ecc.

      Un robot ha bisogno solo dell'energia per funzionare; poi se momentaneamente non serve, occupa solo il suo spazio fisico in un magazzino.

      Anche quando si rombe, è facile sostituire i pezzi, non ha bisogno di decenza in ospedale e cure lunghissime e costose.

      L'era dei robot l'uomo la vedrà di certo (se non la vedrà, vuol dire che neanche l'uomo ci sarà).

      Come avverrà tale transizione... lo saprà per certo solo il casuale futuro;
      noi possiamo impegnarci per cercare che avvenga in modo indolore.

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    5. "Ogni cambiamento ha dei pro e dei contro; anche la mancanza di cambiamenti ha dei pro e dei contro."

      Infatti.
      Ma la conclusione piu' sensata da trarne sarebbe allora che i cambiamenti li facciamo non perche', nel complesso, sono utili o inutili o dannosi, bensi', soprattutto, perche' ci piace farli, perche' li faremmo in ogni caso, perche' siamo fatti cosi'.

      Ma chissa' perche' invece abbiamo bisogno di addobbare di immanenza assoluta e necessita' impellente qualsiasi nostro ragionamento rivolto agli altri, per convincerli a darci ragione.

      Ma e' poi cosi' importante, avere ragione? Avere ragione da chi, poi?

      "Ed invece bastano molte meno risorse di quello che uno pensa.
      Un lavoratore che mantiene una famiglia (facciamo 3 o 4 persone in tutto), ha bisogno di: una casa, almeno una macchina, vestiti, alimenti ecc."

      Nella quasi totalita' della sua storia, e la totalita' della storia durante la quale si e' evoluto, l'uomo viveva in condizioni tali che non serviva NULLA di tutto cio', un po' di cibo a parte (1MWh/anno procapite, l'equivalente di 100 litri di grasso o benzina, uno o due pieni, all'anno!). Vestiamo in modo da mantenere circa 27 gradi sulla superficie corporea, cioe' la temperatura dei luoghi dove non servono vestiti e dove l'uomo ha sempre vissuto e si e' evoluto, con cibo vegetale disponibile sempre data l'assenza di stagioni.

      Ma poi un po' ci siamo annoiati, un po' abbiamo dovuto sfuggire alla concorrenza e all'oppressione dei nostri simili in rapida crescita demografica, colonizzando ogni angolo del mondo, per quanto per noi inadatto, per mezzo della tecnologia - a cominciare dagli abiti.

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    6. In pratica si', ma secondo me come effetto collaterale di un altro obiettivo: sfuggire alla oppressione sociale e alla concorrenza dei propri simili, oppure al bisogno di stare a galla e preferibilmente prevalere all'interno della propria societa'.

      Ci sono posti della terra quasi disabitati e ricchissimi di risorse ma da cui gli abitanti cercano di scappare in tutti i modi, e se ci riescono senza beccarsi una pallottola alla schiena, vanno a colonizzare altrove. Tipo la situazione all'epoca dell'unione sovietica e tutti i suoi satelliti, ad esempio. Ma prima dell'unione sovietica per lo stesso motivo i russi si spinsero attraverso tutta l'asia fino al mare del giappone.

      Figuriamoci i paesi tipo il nostro dove anche le risorse sono scarse, per cui se resti sei oltremodo oppresso, mentre se te ne vai la cosa e' gradita, specialmente se lasci i tuoi beni e magari continui pure a pagarci pure le tasse in italia.

      E' in questo modo, e per questo motivo, che ci siamo diffusi per tutto il globo terrestre: per sfuggire alla suocera, metaforicamente parlando.

      Ecco, a volte mi chiedo, se fosse data carta bianca a una buona parte dei frequentatori di questo e altri blog, o all'italiano medio in genere, quanto ci metterebbero, a creare questo tipo di situazione, cioe' trasformare il loro ambiente (che per l'uomo e' SOPRATTUTTO sociale, e non quello che si intende qui) in un gulag, con una scusa o l'altra.

      Ma sto scherzando, e' gia' cosi' da un pezzo.

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    7. Stanno diventando realtà concreta ( produzione su larga scala e a prezzo accessibile ) anche gli [ androidi con mansioni domestiche ], dopo i servi realizzati per gli ambiti industriale e militare;
      quando gli esseri umani saranno del tutto sostituibili, che ne sarà degli esseri umani ?

      ===

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    8. "quando gli esseri umani saranno del tutto sostituibili"

      Sostituibili per quale scopo?
      Tutte le volte che l'essere umano e' stato considerato un mezzo per il raggiungomento di chissa' quale fine, non e' mai finita bene, ne' per l'essere umano ne' per il resto del mondo non umano, e questo ben prima dell'epoca degli androidi.

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  7. Bah, ancora con scala mercalli? Mi ripeto nel commento come vi ripetete voi nell'osannare quella trasmissionucola. Scala mercalli è fuffa, luca mercalli è un venditore di fuffa, la sua trasmissione è un contenitore di servizietti su ideuncole che mai si realizzeranno mischiata con qualche bizzarra e soprattutto estemporanea applicazione pratica il tutto assolutamente innocuo per il sistema, ma soprattutto il suo pragrammuncolo era farcito di spottoni a grandi aziende multinazionali mascherati da interessanti servizi sulle magnifiche sorti e progressive, che la salini impregilo o la la toyota (mi par di ricordare) stanno preparando per il futuro. Non sentirò la mancanza di tale fuffa.

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  8. I recidivi a volte vanno semplicemente ignorati.
    Così che perdano l'incentivo della coazione a ripetersi.
    Ma mi riferisco al tizio che vede ovunque fuffa negli occhi.(E poi la fuffa o lanugine che sia, é anche un ottimo isolante naturale!)
    La mia ipotesi é che sia vittima della nostalgia del mondo perfetto.
    Sindrome comunissima, ma quando diventa acuta degenera in pensiero ossessivo-compulsivo con impulsi paranoidei.
    Peccato, perché impiegando ragione e sentimento alla manutenzione di un mondo un po' scassato, sarebbero più utili a tutti.

    Marco Sclarandis.

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    1. Tono a parte, guarda che pero' e' vero che spesso le migliori istanze finiscono per essere fagocitate e inglobate in business dagli sgomitatori di professione soliti noti, e anche quando c'e' la buona fede, chi c'e' l'ha di solito fa la parte dell'"utile idiota" di leninistica memoria.

      Non bastano le buone intenzioni, bisogna anche tentare di prevedere quale effetto concreto esse finiranno per produrre, e quegli alcuni, non fra i piu' ingenui, dotati di una certa esperienza, che subodorano la fregata, non hanno tutti i torti...

      La famosa "eterogenesi dei fini", nella storia, e' la norma, non l'eccezione. Il mondo e' complesso, MOLTO complesso... e i furbi vincono sempre sui fessi dagli angelici principi, usandoli per travestire di altruismo il loro laido business.

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    2. A me il programma di Mercalli non dispiaceva. Certo, il sospetto che qualche spot ci fosse mi era venuto. Però senza compromessi non si fa niente. Appunto perché il mondo è complesso bisogna accettare, in qualche misura, dei compromessi. Gli scacchisti a volte sacrificano dei pezzi per potersi avvantaggiare. Comunque gli spot non sono serviti per mantenere in vita la trasmissione . Su questo bisogna riflettere.
      Io poi non capisco Winston, come mai dichiari idealisticamente di andare in giro in bicicletta e di condurre uno stile di vita più che sobrio e contemporaneamente giustifichi nichilisticamente i furbi.
      Non è che te lo chiedo per sapere i fatti tuoi, è solo perché sono perversamente attratto dai paradossi.
      Angelo

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    3. A dire il vero io non e' che giustifico i furbi, io cerco di mettere in guardia i fessi qui presenti sul fatto che potrebbero stare facendo il gioco dei furbi. Forse ci sono anche dei furboni, ma a loro non serve spiegare nulla, e attaccandoli si farebbe il loro gioco, cioe' si passerebbe per crudeli, egoisti e rozzi.


      In bicicletta al momento ci si sta bene perche' si e' in pochi, non si interessa a nessuno, non si da' fastidio a nessuno, e quindi si gode del privilegio del non avere nessuna regola ne' imposizione.
      Se arriva la massa dei coglioni (di cui praticamente la massa degli "ecologisti" e' un sottoinsieme) cio' vorra' dire:
      - infinite estenuanti discussioni su cosa e' lecito e non e' lecito fare, che dev'essere uguale per tutti;
      - targa obbligatoria;
      - tassa di possesso;
      - casco;
      - revisione obbligatoria;
      - assicurazione obbligatoria;
      - patentino da rinnovare periodicamente;
      - eccetera eccetera eccetera... al momento non mi viene in mente altro ma la fantasia collettiva in questo ambito e' di una creativita' che non ha limiti.

      Trovami un solo ambito del vivere nella societa' contemporanea in cui non vada a finire cosi'.

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    4. Poi in giro per il mondo capitano anche cose come questa:
      "Un gruppo di 130 istituzioni che controllano investimenti per 13 trilioni di dollari hanno invitato le nazioni del G20 di ratificare l'accordo di Parigi di quest'anno e accelerare gli investimenti in energia pulita e la divulgazione forzata dei rischi finanziari legati al clima".
      https://www.theguardian.com/environment/2016/aug/24/investors-controlling-13tn-call-on-g20-leaders-to-ratify-paris-climate-agreement
      Angelo

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    5. Naturalmente questa risposta doveva essere attaccata al mio commento, comunque rispondendo al tuo delle 16:46, mi pare che la tua sia una visione troppo negativa e un pò caricaturale della società contemporanea. In quello che dici c'è indubbiamente molto di vero, ma a volte la realtà è imprevedibile, dalla sua complessità può scaturire tutto e il contrario di tutto. Certo se prevale un atteggiamento di rassegnazione e si pensa che non ci sia più niente che si possa fare per evitare il compimento del destino dell'umanità, allora sicuramente quello che ci aspetta sarà una catastrofe. Nel caso in questione, il mio atteggiamento è quello di firmare la petizione perchè si riapra Scala Mercalli e di mettermi a guardarla, sperando che la guardino anche molte altre persone fesse come me.
      Io vado in bicicletta per passatempo da almeno 50 anni e gli ecologisti non mi hanno mai dato fastidio, più che altro qui dalle mie parti ci sono le strade infestate di mega camion e di mega trattori che ti sorpassano senza rallentare risucchiandoti con lo spostamento d'aria, per cui mi sono ridotto a percorrere solo gli stradoni di campagna.
      Angelo

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    6. "Poi in giro per il mondo capitano anche cose come questa"

      Appunto!

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    7. "mi pare che la tua sia una visione troppo negativa e un pò caricaturale della società contemporanea"

      Be' pero' cosi' siamo nella situazione del bue che da' del cornuto all'asino... :)
      In che luogo stiamo scrivendo? Prendersi troppo sul serio e' il primo livello della pazzia.
      :)

      Pero' guarda che sulla bicicletta probabilmente ho ragione io (e non e' che ci voglia tanta fantasia, basta guardarsi un po' intorno, e vedere le cose che di solito non vediamo solo perche' ci siamo immersi sino al collo): un gruppo di ciclisti-ecologisti delle mie parti la caricatura di targa, tanto per cominciare, se la e' attaccata spontaneamente: senza un'etichetta sopra evidentemente non riescono a vivere, non sanno piu' chi sono.

      La realta' supera la caricatura.

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    8. Winston, ci sei ancora?
      Capire il caricaturista dalla caricatura non è impresa facile.
      Potresti essere un ultra liberista che lotta contro lo statalismo e la burocrazia.
      Non lo so. Per quanto mi riguarda io non lotto contro nessuno. Le cose prendono la loro forma per motivi che trascendono le singole persone.
      Anzi, presi nella rete, siamo tutti un po' comici e un po' tragici. Anche i furbi.
      A me sembra di essere incasellato in una enorme piramide che si è formata per motivi tutto sommato insondabili a partire dal petrolio.
      O forse ancora prima dello sfruttamento del petrolio sono nati i presupposti per questo sfruttamento. Magari è colpa di Bacone. E Democrito dove lo mettiamo?
      Ora che il petrolio si sta esaurendo crollerà anche la struttura sociale che ha generato.
      Di ciclisti con la targa, su questo pianeta, non se ne vedranno mai più.
      Ma non saprei dire se questo sia un bene.
      Angelo


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