Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 1 settembre 2016

L'esaurimento è reale, l'esaurimento è adesso, e se vi punge una medusa ora sapete il perché

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR

di Ugo Bardi



La mia collaboratrice, Ilaria Perissi (sulla destra nella foto), mentre spiega i risultati del nostro lavoro sull'esaurimento del pesce alla 34ma conferenza della società di dinamica dei sistemi a Delft, in Olanda. Abbiamo scoperto che gli stessi modelli che descrivono l'esaurimento del petrolio possono essere applicati all'esaurimento del pesce e che l'eccesso di sfruttamento è il meccanismo principale che porta al declino della pesca mondiale. Se desiderate una copia dell'articolo, scrivetemi a ugo.bardi(arneseaspirale)unifi.it.


Solo qualche giorno fa, una mia amica mi ha mostrato tre strisce rossastre che aveva sul braccio. Era il risultato di uno sfortunato incontro con una medusa mentre nuotava nel Mar Mediterraneo. Oggi, questo tipo di incontri è diventato un evento normale; sembra normale che, quando si snuota in mare si deve avere un atteggiamento quasi paranoico e continuare a guardare in tutte le direzioni per evitare una dolorosa strisciata con una di queste creature. Ti fa invidiare gli australiani che, dopo tutto, hanno solo gli squali di cui preoccuparsi quando nuotano. (In realtà hanno anche meduse estremamente velenose, ma gli squali sono più spettacolari, come si può evincere da alcuni recenti film hollywoodiani).

Eppure, questa invasione di meduse aliene non era normale solo pochi decenni fa. E, di sicuro, non era normale un secolo fa, quando la costa del Mediterraneo era la casa di molti pescatori locali che si guadagnavano da vivere con quello che pescavano. Ma oggi cosa si porterebbero a casa? Al massimo, un carico di meduse, ma le loro proprietà nutritive non sono il massimo. Così, c'è stato un cambiamento, un grande cambiamento nella popolazione di pesce nel mare. E questo cambiamento ha una causa: si tratta dello sfruttamento eccessivo che ha esaurito la pesca. Il mare è stato quasi svuotato dal pesce e questo ha generato un boom della popolazione di meduse e di altri invertebrati, come i granchi e le aragoste., il cui numero, una volta, veniva tenuto sotto controllo dai pesci.

Così avrei potuto dire alla mia amica che le strisce rosse dolorose sul suo braccio erano il risultato della tendenza umana a sfruttare eccessivamente le risorse naturali: petrolio, pesce o quello che sia. La nostra tendenza a massimizzare il nostro profitto immediato porta a distruggere le risorse che ci permettono di vivere. Tuttavia, ovunque le persone riescano ancora a guadagnarsi da vivere con qualcosa, menzionare l'esaurimento di quel qualcosa di solito è un tabù. Quella parola semplicemente non la dici in una conversazione civile. Ma è una lunga storia che è cominciata quando i cacciatori di balene giurarono che il fatto di non poter prendere più tante balene era perché le balene “erano diventate timide” (come potete leggere su “Storia della pesca americana alle balene” del 1876 di William Starbuck). In tempi moderni, menzionare l'esaurimento e lo sfruttamento eccessivo spesso incontra disprezzo, specialmente da parte degli economisti che rimangono convinti che il meccanismo del mercato possa ottimizzare tutte le attività economiche. Per esempio, Daniel Pauly ed altri hanno già pubblicato nel 1998 un articolo intitolato “Pescare in profondità nella catena alimentare marina”, descrivendo esattamente il fenomeno che porta il mare ad essere vuoto di pesce e pieno di invertebrati. Ma, come ci si potrebbe aspettare, questo è stato definito come un mito. Ti verrebbe da dire a questa gente di farsi una bella nuotata nel Mar Mediterraneo e vedere da soli l'abbondanza che c'è lì di invertebrati.

Alla fine, di tutto si può dibattere, discutere, sostenere o negare. Ma penso che io e i miei collaboratori abbiamo dato un contributo non trascurabile alla comprensione dell'eccessivo sfruttamento della pesca marina. Abbiamo potuto farlo applicando alla pesca gli stessi modelli di dinamica dei sistemi che vengono usati per il picco del petrolio. Ed abbiamo scoperto che i modelli funzionano. Il ciclo di crescita e declino di molti tipi di pesca può essere descritto come un semplice modello che ipotizza che il fattore principale che condiziona la produttività è l'abbondanza della riserva di pesce. E il modello mostra che la riserva di pesce declina. Il pesce viene rimosso dagli oceani più rapidamente di quanto la riserva possa rigenerarsi con la riproduzione. Ecco i dati sulla pesca giapponese che abbiamo presentato a Delft.


Quindi, l'esaurimento è reale, l'esaurimento è adesso e se vi punge una medusa ora sapete il perché.


Se volete avere una copia dell'articolo presentato alla conferenza di Delft, scrivetemi a ugo.bardi(cosabriosa)unifi.it. L'articolo completo è attualmente in revisione. Devo anche ringraziare i mie collaboratori Ilaria Perissi, Alessandro Lavacchi e Toufic El Asmar. 

23 commenti:

  1. "Negli ultimi 45 anni abbiamo perso metà della fauna marina mondiale"

    http://www.lifegate.it/persone/news/negli-ultimi-45-anni-abbiamo-perso-meta-della-fauna-marina-mondiale

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    1. "La specie simbolo dell’olocausto oceanico è il tonno rosso (Thunnus thynnus), specie ormai sull’orlo dell’estinzione nel Pacifico, ma anche altre specie comunemente presenti nei menù dei ristoranti sono vicine al collasso, come il tonno pinna gialla (Thunnus albacares) e l’alalunga (Thunnus alalunga)."

      Sempre nello stesso articolo linkato.

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    2. a vedere i banchi delle pescherie, pieni di ogni ben di Dio, nessuno può credere all'articolo. Va bene che l'apparenza inganna, ma sanno mascherare la realtà molto bene.

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    3. Mia madre aveva una bottega di generi alimentari fino al 1985.
      Nel 1985 (31 anni fa) vendeva una scatoletta di tonno da 80 g a 1100 lire (57 cent Euro).
      Adesso, a prezzo pieno, costa di più, ma quando è in offerta viene venduta intorno ai 50/60 cent di euro.

      Hanno migliorato i metodi di pesca e quindi i costi alla fonte sono diminuiti.
      Il prezzo al pubblico cambierà quando ormai il Tonno sarà un pesce raro, come sembra essere qualche specie di Tonno.

      Vuol dire che nelle scatolette mettono ancora la specie più diffusa (che si pesca nell'oceano Indiano), mentre le specie presenti in altre zone, potrebbero essere veramente vicini all'estinzione.

      Anche se la pesca supera la capacità di riproduzione, per qualche anno non si nota, visto che la quantità già presente negli oceani, inizia a diminuire.
      Quando poi questo capitale di pesce nel mare, si riduce di molto, ne risente il pescato.

      Comunque, oggi, quasi il 50% del pesce che arriva in tavola deriva da pesci d'allevamento (che incidono pure nel consumo di risorse), e quindi è più facile gestirne la produzione.

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    4. Per quel che riguarda le crisi che non si vedono fino a quando è troppo tardi vedi il post di 4 anni fa di Uriel.

      http://www.mat.uniroma2.it/~pacchiar/homeweb/La%20crisi%20che%20sale%20dal%20basso.pdf

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  2. Scusate ma non ci sono fior di modelli preda/predatore che descrivono queste dinamiche, tipo quelli di Alfred J. Lotka del 1925 e Vito Volterra del 1926? Per aggiornarli basta aggiungere alle equazioni le prede non rigenerabili (tipo le risorse minerali). A rigor di logica pero' andrebbero aggiunte anche le ipotetiche prede che in un ipotetico futuro potrebbero essere inventate o diventare tali, tipo il "soylent verde" (molte della attuali risorse, compreso il weekend a londra in aeromobile, non lo erano un secolo fa, ma solo perche' non sapevamo come sfruttarle, cosa farcene).

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    1. Esiste anche di meglio, tipo i modelli di "maximum sustainable yield", ampiamente utilizzati proprio per pianificare la pesca, ma invano. Un po' perché i modelli hanno dei limiti (come tutti i modelli). Molto perché i pescatori fanno di tutto per non rispettare i vincoli. Recentemente la UE è riuscita ad imporre delle parziali limitazioni alla pesca nelle acque europee. Guarda caso, di tutti i mari del mondo, quelli europei sono gli unici in cui si è registrato un modesto incremento degli stock. Risultato: i pescatori sono ovunque in prima linea fra gli eurofobi.

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  3. Negli ultimi 5 anni anni ho subito circa 10 punture di medusa nel mediterraneo facendo soggiorni marittimi di non più di 15gg e non avevo pensato potesse dipendere dal crollo della fauna ittica, ma solamente per cambiamento delle temperature delle acque e delle introduzioni di specie esotiche involontarie causate dall'uomo.
    A proposito, oggi è il fertility day, il governo si è affrettato a definire solamente un'iniziativa divulgativa ( in tal caso il nome non sembra molto azzeccato), ma secondo me
    c'è vera e propria invidia per i tassi di crescita di paesi come Egitto, Indonesia e perchè no anche per quello dei celenterati.

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    1. Molto ben detto. Siamo ridotti così male che siamo invidiosi dei celenterati!

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    2. Stranamente, quest'anno sono andato più spesso a mare e meduse non ne ho viste neanche una, mentre qualche anno fa, erano tantissime. Spero che nasca qualche altro predatore (vista l'abbondanza di cibo) e ne riduca il numero di queste meduse.

      Per quanto riguarda il Governo, mi chiedo:
      Come possiamo avere speranza di salvarci dai problemi mondiali, quando chi è al governo non ha la più pallida idea che la crescita della popolazione è la base di tutti i problemi che dovremo affrontare!

      Mandare al governo dei "simpatici" (è giovane) chiacchieroni incompetenti può creare gravissimi danni!

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    3. Ho partecipato a un piccolo incontro ad una festa PD nel quale si parlava del problema degli immigrati e di dove collocarli e ho scoperto che la EU e i commissari preposti decidono le collocazioni in base ha parametri che non tengono assolutamente conto della pressione antropica sui differenti territori ma semplicemente per dati socioeconomici, ad esempio l'idea di fermarli in Turchia non è propriamente una scelta azzeccata visto l'enorme crescita demografica e i problemi relativi all'acqua.
      Le elite attuali non hanno un differente approccio al problema, per loro il problema non esiste.

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    4. in effetti nelle nostre passeggiate nell'alto adriatico ne incontravamo meno nel bagnasciuga..
      mia sorella al contrario dice che a Barcellona,dove vive,è un disastro. Hanno le bandiere come per il mare mosso.

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    5. Da Wikipedia:
      "Alcuni studi hanno verificato che la medusa Turritopsis nutricula è potenzialmente IMMORTALE perché è dimostrato che, col passare del tempo, è in grado di ringiovanire sempre di più fino a ricominciare un nuovo ciclo di vita."

      Forse abbiamo l'evoluzione della specie che sopravviverà a tutto. :-)

      Wiki:
      "Predatori naturali delle meduse sono soprattutto i cetacei, i pesci palla e le tartarughe marine, che ormai scarseggiano nel Mediterraneo. Alcuni pesci, come i "sugarelli" nei nostri mari, sono immuni al veleno e usano le meduse come nascondiglio dai possibili pericoli."

      Dobbiamo aumentare i predatori!
      Balene, pesci palla e tartarughe.
      Il problema è che nessuno di essi mi sembra che si riproduca abbastanza velocemente per poter contrastare la diffusione delle meduse.

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  4. i celenterati! Affascinanti. Avevo letto un saggio di bruce sterling nel 1994-1995 sui celenterati. Antichi! Sul pesce...beh.. dal 1996 al 1999 ho lavorato in una pescheria e posso confermare che (parlando per alto adriatico come zona, ma credo che valga ovunque):
    1:il 95% del pesce è di allevamento
    2:Anche i vecchi pescatori, dicono che il "mare è vuoto"
    3:Hanno pescato cosi tanto a strascico rovinando la flora e fondali da distruggere l'ecosistema marino (esistono vari sistemi di pesca.. lo strascico ditrugge i fondali)
    4:Ogni tot mesi due o tre volte all'anno esistono i fermo pesca (mese in cui è vietato pescare in alto adriatico)
    Salute a tutti e vi prego! Non chiamatele "meduse!" Sono "CELENTERATI" :-D
    The.gem

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  5. Poco fa nel mio paesino:
    "Pioggia violenta, crolla costone Danni, allagamenti e devastazioni"

    http://www.biancavillaoggi.it/2016/09/01/pioggia-violenta-crolla-costone-danni-allagamenti-paese/

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  6. La torta diventa sempre più piccola e ognuno riduce la sua porzione; così andiamo avanti... fino a spartirsi le briciole! Triste? Questo è lo scenario migliore! Qualcuno potrebbe prendersi con la forza tutta la torta e lasciare gli altri a bocca asciutta.

    http://www.forbes.com/sites/ucenergy/2016/08/31/when-global-oil-prices-tanked-shale-oil-production-didnt-heres-why/#49bc8636cae8

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  7. ma poi per icchè, per buttare via. Stamani in pescheria per poco mi tiravano dietro dello smeriglio (non è pesce allevato!) se non glielo acquistavo scontato pure del 30%. Maledetto consumismo.

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  8. http://www.fao.org/docrep/017/i3169e/i3169e.pdf

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  9. L'esaurimento delle "risorse" ittiche, oltre a riguardare la quantità, riguarda pure la qualità :
    ormai il pesce che mangiamo proviene al 50 per cento dagli allevamenti, e la sua qualità è inferiore a quella dei pesci selvatici, essendo alimentato con farine animali e vegetali di varia provenienza, soggetto ad epidemie a causa degli spazi ristretti in cui vive e cresce, all'uso di medicinali, e di pigmenti artificiali per colorare la sua carne.
    Eccetera.

    Gianni Tiziano

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  10. Argomenti noiosi, commentati in maniera noiosa dai soliti.
    Se pensate di interessare la "massa" non ci riususcirete.MAI.
    Saluti e buona autocoscienza

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    1. A titolo personale, senza riflettere necessariamente lo spirito del presente blog :

      Saluti.

      Sono argomenti che purtroppo la maggioranza degli esseri umani non segue a sufficienza, e neppure i decisori politici.

      Per questo il pianeta Terra è sempre più moribondo.
      Noi, dipendiamo da Lui e ne facciamo parte.
      Stiamo eseguendo il nostro suicidio, a causa dell'eccessivo, insostenibile numero di azioni omicide ai danni di foreste, animali, montagne, praterie, fiumi, laghi, mari in ogni istante.

      Gianni Tiziano

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    2. Anonimo 4 settembre 2016 10:28
      diccelo allora tu, di che cosa si dovrebbe parlare, e come commentare.

      E mi raccomando dacci il modo di riconoscerti, che non succeda che attribuiamo i tuoi suggerimenti a qualcun'altro.
      E comunque, quella che tu chiami "massa" é più interessata e coraggiosa di quanto tu immagini.


      Marco Sclarandis.

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