Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 16 agosto 2016

Riscaldamento globale: nuovi provvedimenti del governo!


Secondo  i dati diffusi dalla NASA Lunedì, Luglio 2016 è stato il mese più caldo mai misurato. Il 2016 si avvia a diventare l'anno più caldo della storia delle misure di temperatura globale, polverizzando tutti i record precedenti.


Per fortuna, il governo sta prendendo provvedimenti: per cominciare, ha eliminato dal palinsesto di RAI-3 il programma Scala Mercalli che era l'unico rimasto a discutere di questi argomenti.

Non siete contenti di avere un governo che si preoccupa così tanto del vostro benessere mentale?

Se però pensate che il governo dovrebbe anche preoccuparsi un po' del vostro benessere fisico, potete firmare una petizione per riaprire il programma di Luca Mercalli


20 commenti:

  1. le petizioni fanno ridere. l'unica cosa da fare e' smettere di votare pd smettere di votare pdl e votare no al referendum costituzionale. change . org e' solo tempo sprecato.

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    1. dirò di più: girano voci, sempre più insistenti, che con il no al referendum si potrebbe avviare una nuova glaciazione, questa volta definitiva. Mercalli e i globalwarmisti come lui sono avvisati!
      L.

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    2. Le petizioni fanno ridere? Forse, ma il silenzio è sicuramente peggio. Un assordante sfoggio di inazione e rifiuto del valore del dialogo che umilia il significato profondo del concetto di libertà. Identificare la democrazia solo con le votazioni non è solo riduttivo, è anche pericoloso. Così facendo, infatti, si finisce con lo scambiare la rappresentanza politica per un servizio di cui lamentarsi con comoda deresponsabilizzazione, fingendo di aver dimenticato che quel “servizio” nasce anche e soprattutto da organizzazioni politiche e dalla loro vita interna . Non dalle elezioni che rispetto a quel attivismo stanno a valle del processo. Votare è un sacrosanto dovere civile ed è fondamentale pilastro democratico a patto di non finire col credere che la democrazia possa essere appaltata con una X su un foglio. O si vive la democrazia giorno per giorno oppure muore e non c’è costituzione, legge, votazione o governo che potranno salvarla da una tale disaffezione ideologica, psicologica ed intellettuale.

      In sintesi: libertà è partecipazione!

      Che la partecipazione scorra attraverso i voti, i click, le manifestazioni, i convegni e qualsiasi altro mezzo di espressione delle libertà d’opinione e di parola. La cultura della censura e delle epurazioni non si combatte aspettando o diffidando del valore del dialogo (in tutte le sue molteplici forme). Per questo io ho firmato non solo la petizione “Riapriamo Scala Mercalli!” (il cui link è riportato nel post), ma anche quella analoga “Scala Mercalli non deve essere cancellata.” (il cui link è: https://www.change.org/p/daria-bignardi-direttore-rai3-scala-mercalli-non-deve-essere-cancellata). Inoltre ho condiviso i diversi articoli apparsi in proposito e ovviamente anche la lettera della FIMA (http://fimaonline.it/fima-sulla-cancellazione-di-scalamercalli-2/). E molto altro ancora.

      E quando sarà ora di votare, le garantisco sig. Roberto, che farò sapere a questo PD cosa penso di quel che è malauguratamente diventato.

      Saluti.

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    3. io non ho detto che bisogna stare zitti. fai bene a mettere i cartelloni , fai bene a fare l'articolo sul blog fai bene a parlarne a tutti. dico solo che illudersi che change punto org costola di quel pd che dice di volere una cosa e puntualmente fa il contrario e' solo tempo buttato . se mettevi la tua notizia in una bottiglia e la buttavi a mare magari qualcuno l'avrebbe letta e forse ti avrebbe dato una mano. firmando su change . org invece metti la notizia in banca ti senti la coscienza a posto e la notizia puoi nuore li. quelli sono una costola del pd stanno li apposta per farti fare bau bau e poi fanno esattamente il contrario .

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    4. @Roberto: Petisioni on line:
      Sicuramente non bastano ma vedere quanti firmano è utile ed interessante, almeno sappiamo se siamo gli unici a pensarla in un certo modo.

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    5. @Roberto
      A dire il vero ho una coscienza abbastanza vispa ed irrequieta, ma, a parte disquisire sulla mia od altrui coscienza e su ciò che potrebbe o non potrebbe fare change.org, rimane un fatto oggettivo: le petizioni online in proposito già esistono. Se nessuno le firma cosa credi che diranno quelli del PD quando li si attacca nel merito del loro comportamento o gli si fa presente che la trasmissione aveva un pubblico affezionato?

      Saluti

      Alessandro

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    6. Probabilmente e' tempo sprecato anche quello di Mercalli alla TV, se e' per questo. L'unico effetto possibile, nel contesto globale, e nell'accelerare ulteriormente la decadenza del nostro paese senza alcuna apprezzabile modificazione del trend globale, se non in peggio, cosa in effetti, a pensarci bene, meritoria: meglio una rapida fine nel terrore che un terrore senza fine.
      Alla paura senza speranza, la risposta piu' razionale alla fine e' questa: il suicidio.

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    7. signori io dico solo che se volete firmare le petizioni fatelo, ma dico pure che se firmate una petizione contro mussolini nella casa del fascio forse c'e' qualcosina che non torna. saluti a tutti

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  2. già firmata da una settimana e anche fatta firmare da conoscenti!
    L.

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  3. lo stato di cose esistente non si cambia seduti a firmare online e nemmeno con trasmissioni finto ambientaliste.

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    1. E quindi come si cambia, di grazia?

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    2. Con azioni concrete, nello stile di vita quotidiano e in politica. Bisogna tener conto che lo stato di cose vigente si erge a legge, quindi qualunque atto che gli vada realmente contro tende a definirlo fuorilegge, ergo, spessissimo per cambiare lo stato di cose vigenti ci si vede costretti a commettere reati anche se animati da propositi pacifici. Pure gandhi e martin luther king, anche se dichiaratamente pacifici e non violenti commisero parecchi reati per cambiare lo stato di cose vigenti. Quindi lo sciorinare dati in dotti simposi o su interessantissimi blog non cambia una virgola, così come trasmissioni fintissime dove si sponsorizzano, aggratis peraltro, multinazionali tipo toyota o impregilo servono solo a chi le conduce e alle multinazionali che trovano imbianchini mediatici felici di dargli una mano di green washing. Vuoi cambiare lo stato di cose vigenti? Fonda e promuovi comunità basate su altri principi che non siano il consumo e la crescita infinita oppure metti i bastoni fra le ruote in maniera concreta ai padroni del vapore, o meglio ancora tutti e due. Sennò resta a fare domande retoriche con tono spocchioso su interessantissimi quanto inutili blog.

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    3. premesso che ogni tanto un po' di ironia e un po' di leggerezza anche qui ci può stare (a dirci tutti i giorni tra noi che tutto va male e peggio, che si ottiene?)

      - lo stato di cose forse non cambierà con una petizione on line, ma il contrario (non firmarla) permette di ottenere forse un risultato più grande?
      e se a firmarla fossero 2 milioni di persone?

      - l'arma letale. Il No al referendum, cacciare R., smantellare il Pd, ecc. Ho ironizzato anche io sopra, ma questo non vuol dire che andrò a votare sì, nè che mi piaccia tutto di questo governo (mi piace poco, ma non sono così ingenuo da credere che via R., abbiamo risolto, che potrebbe pure arrivarne uno peggio).
      Dunque la vera arma letale, che farebbe sì tremare il sistema che cambierebbe DAVVERO le cose è una comunità di cittadini informata, che legge libri anzichè guardare idiozie di stato in TV. Che firma anche le petizioni, che si schioda dalla poltrona per votare nei referendum, ecc. Aggiungo che dovremmo tutti darci da fare anche sul campo, non solo con le petizioni online, ma che questo costa fatica. Chi scrive per esempio non si impegna abbastanza. Sinceramente non ne ho voglia, dunque quando mi lamento penso sempre che, se le cose non vanno, è anche un po' colpa mia.

      L.

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    4. @gaporion: "Con azioni concrete, nello stile di vita quotidiano e in politica". Concordo.

      Sicuramente io e tanti altri che leggiamo la buona informazione di questo blog. lo facciamo per trovare una nostra via concreta di vivere e convivere, magari contrastare, coi cambiamenti epocali cui assistiamo, non solo per passare il tempo. Informazioni ed azioni possono andare a braccetto.

      Non ho mai visto "scala Mercalli" non guardando la tv però il canone lo pago e gradirei che lo si usasse anche x informare i tanti fruitori di problemi epocali come il GW, non solo del circo del momento (le olimpiadi! I mondiali! Expo!) o dell'ultimo fatto truculento di cronaca della sonnacchiosa provincia italiana.

      Scala Mercalli non rallenterà certi processi ma sicuramente non li peggiora quindi a che pro chiuderlo? Forse che da sempre i "padroni del vapore" non cercano anche di mantenere il controllo dell'informazione? Così a memoria mi vengono in mente le biografie autocelebrative degli imperatori romani.
      Saluti.

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    5. Gaporion, dal tuo piccante sermoncino del 17 agosto 2016 23:54, mi pare di capire che questo blog faccia parte proprio della categoria di quelli interessantissimi ma inutili.
      E allora perché ci vieni a commentare?
      Per renderlo più interessante ma altrettanto inutile?
      O più utile anche se magari meno interessante?
      O solo per dirci qualcosa che detto tra noi, che questo blog lo si frequenta da tempo, ci ripetiamo proprio per esortarci vicendevolmente all'azione concreta, ognuno a suo modo?

      Poi, cita pure la trasmissione secondo te fintissima con il suo nome, "Scala Mercalli".Luca Mercalli, te ne sarà riconoscente.
      Come insegnava il Vate: Anche malissimo purché se ne parli.
      E se ti prude e ti irrita che sia sponsorizzata dalla Toyota e dalla Impregilo, sai, questo mondo é pieno di zizzania, ma incauto é, chi preso dalla fregola di ottenere immediatamente un mondo perfetto si china immediatamente ad estirparla in mezzo al frumento.
      Senza spocchia, specchiati saluti.

      Marco Sclarandis

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  4. nascondere la polvere sotto lo zerbino è la regola dei governi. Del doman non v'è certezza e poi se ne occuperanno altri, della serie Titanic.

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  5. Platone, pace per lui, nella Repubblica diceva che solo in una città di sapienti c'è democrazia.Prima la patente per votare dopo il voto. Tanto come dicevano i vecchi filosofi i liberisti, liberticiari ... Di tanta libertà alla fine si aurodisttuggono la libertà diventa presto liberticida ... vedi la mostra società.

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    1. "Prima la patente per votare dopo il voto"

      La patente finirebbe per darla chi ha vinto le elezioni la volta prima, molte dittature cominciano cosi'.
      Comunque, prima di celebrare la societa' ateniese in cui Platone pensava quelle norme elitarie, va tenuto conto che essa fu una delle poche organizzazioni sociali della storia ad essere interamente basata sulla schiavitu' e la predazione di guerra.

      I cittadini ateniesi (e spartani) erano un'elite che faceva poco o nulla.

      Vabbe' che la paura del collasso e della fine delle risorse fa 90, ma prima di proporre certi rimedi sarebbe bene chiedersi se davvero ne varrebbe la pena, a meno che non si faccia parte dell'elite dei filosofi, che poi oggi sono i tecnici/scienziati/professionisti dei vari campi: allora si' che varrebbe la pena, comunque, anche se si trattasse solo di frottole.

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