Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 18 luglio 2016

In punta di piedi nel campo minato dell'energia rinnovabile

Da “Post Carbon Institute”. Traduzione di MR

Di Richard Heinberg


Ho impiegato l'anno passato a lavorare con David Fridley e lo staff del Post Carbon Institute ad un libro appena pubblicato, Il nostro futuro rinnovabile. Il processo è stato un piacere: è stato un piacere lavorare con tutte le persone coinvolte (compresi i circa 20 esperti che abbiamo intervistato o consultato) e personalmente ho imparato moltissimo nel percorso. Ma abbiamo anche incontrato una sfida spinosa nell'elaborare un tono che informasse ma non alienasse il pubblico potenziale del libro.


Come quasi tutti sanno, ci sono voragini aperte che separano le visioni del mondo dei promotori dei combustibili fossili, dei sostenitori del nucleare e di quelli delle energie rinnovabili. Ma soprattutto, anche fra coloro che disdegnano fossili e nucleare, c'è apparentemente un abisso incolmabile fra coloro che dicono che l'energia fotovoltaica ed eolica hanno un impulso inarrestabile ed alla fine porteranno con loro prezzi dell'energia più bassi e milioni di posti di lavoro e coloro che dicono che queste fonti di energia intermittenti sono intrinsecamente incapaci di sostenere le moderne società industriali e possono fare progressi solo con massicci sussidi statali.

Non siamo partiti con l'intenzione di sostenere o minare nessuno degli ultimi due messaggi. Piuttosto, abbiamo voluto vedere di persona cosa sono in grado di fare le energie rinnovabili e come sta andando la transizione verso di esse. Abbiamo cominciato con due ipotesi nostre (basate su ricerca ed analisi precedenti) sulle quali siamo del tutti franchi: in un modo o nell'altro i combustibili fossili se ne stanno andando e il nucleare non è un sostituto realistico. Questo le rinnovabili fotovoltaica ed eolica, nel bene o nel male, come future fonti primarie di energia.

Nel nostro lavoro su questo progetto, abbiamo usato solo i migliori dati disponibili al pubblico ed abbiamo esaminato tutta la letteratura peer-review che siamo riusciti ad identificare. Ma ciò ha richiesto selezione e valutazione: quali dati sono importanti? E quali studi sono più credibili ed utili? Alcuni ricercatori sostengono che l'elettricità del solare FV ha un ritorno energetico sull'energia investita per produrla (EROEI) di circa 20:1, circa alla pari dell'elettricità prodotta con alcune fonti fossili, mentre altri pongono il valore del ritorno a meno di 3:1. Questa ampia divergenza di risultati ha naturalmente implicazioni enormi sulla fattibilità economica finale della tecnologia solare. Alcuni studi dicono che una transizione completa all'energia rinnovabile sarà facile ed economica, mentre altri dicono che sarà estremamente difficile o praticamente impossibile. Abbiamo cercato di giungere alle ipotesi che danno adito ad affermazioni, asserzioni e scoperte  così contrastati e che hanno portato o all'euforia o alla cupezza nei confronti delle rinnovabili. Abbiamo voluto giudicare da soli se quelle ipotesi sono realistiche.

Non è la stessa cosa di cercare una via di mezzo fra ottimismo e pessimismo. L'energia rinnovabile è un tema complicato e una sua valutazione basata sui fatti e robusta dovrebbe essere onesta e ben informata, il suo obbiettivo dovrebbe essere quello di dare inizio a conversazioni più profonde, non quello di zittire semplicemente la critica o la lode.

Sfortunatamente, il dibattito è già piuttosto polarizzato e politicizzato. Di conseguenza, il realismo e la sfumatura potrebbero non avere spazio.

Questo è il motivo specifico per cui la nostra conclusione finale è stata che, anche se l'energia rinnovabili può di fatto alimentare le società industriali, probabilmente non c'è uno scenario futuro in cui l'umanità conserverà gli attuali livelli di uso dell'energia (sia su base pro capite che totale). Pertanto i livelli attuali di estrazione delle risorse, produzione industriale e consumo è improbabile che siano sostenuti – molto meno possono crescere in modo perpetuo. Inoltre, giungere ad un futuro ottimale di sola energia rinnovabile richiederà un lavoro duro, investimenti, adattamento ed innovazione su una scala praticamente senza precedenti. Dovremo cambiare più delle nostre fonti di energia, trasformeremo sia i modi di consumare energia sia le quantità che ne usiamo. Il nostro successo finale dipenderà dalla nostra capacità di ridurre drammaticamente la domanda di energia nelle nazioni industrializzate, accorciare le filiere di fornitura, elettrificarne il più possibile l'uso e adattarci alla stasi economica ad un livello flusso generale di energia e materie prime più basso. In assenza di un sostegno popolare diffuso ed informato, gli ostacoli politici ad un progetto del genere saranno enormi.  

Questo non è ciò che la maggior parte delle persone vuole sentire. Pertanto, francamente, abbiamo bisogno di aiuto per far arrivare questa analisi al di fuori dei giri di persone che potrebbero trarne beneficio. Le capacità di comunicazione e sensibilizzazione dei media del Post Carbon Institute sono limitate. Mentre la necessità di una transizione energetica è urgente e più viene ritardata meno desiderabili sarà il risultato. Non è un'esagerazione dire che la transizione dai combustibili fossili climateranti e in esaurimento alle fonti rinnovabili di energia sia la causa centrale dei nostri tempi. E richiederà l'azione di ognuno di noi.

Potete dare una mano visitando il il sito web di Our Renewable Future, familiarizzando col problema, condividendo i vostri pensieri e parlandone con gli amici, la famiglia, i colleghi e gli alleati.

15 commenti:

  1. ...Ma nel tema rinnovabili parla solo di fotovoltaico ed eolico tradizionale ?...Forse intende eolico of shore dove possibile, dai venti più costanti che sulla terraferma, sottintende una grande base di termoelettrico accuratamente non nascosto,oppure come si pensa di garantire una società non dico industriale ma vagamente centralizzata ed organizzata mettendo il fotovoltaico al primo posto quando dovrebbe essere all'ultimo delle rinnovabili per garantire una transizione alla società e non a poche "ville" di campagna con tanto di centinai di kg di batterie al piombo nel seminterrato?

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    1. E teniamo ben presente che le batterie al piombo tengono pochissimi cicli di carica/scarica, al massimo alcune centinaia, per cui a prezzi di mercato dell'energia un impianto autonomo ad isola non sarebbe competitivo neanche col solo costo delle batterie di accumulo piu' economiche e le uniche riciclabili, quelle al piombo.
      Io e' da anni che vorrei farmi un impiantino ad isola e mi informo sui prezzi, ma fatti i conti sarebbe un vero sfizio da riccastri, mentre pagate le tasse e gli incentivi altrui e' gia' tanto se mi avanza abbastanza per mangiare.

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    2. Vorrei intervenire per ricordare che le batterie al piombo attuali soffrono di obsolescenza programmata,sono costruite a tutti gli effetti per durare un tot di tempo.
      La tecnologia più diffusa sono le piastre Faurè,che altro non sono che delle griglie impastate,veloci da produrre,ma fragili nella resistenza.
      Mentre tutt'altra cosa sono le Piastre Plantè,che altro non sono che un blocco di piombo quasi puro.
      Quese ultime non hanno problemi di ciclaggio e durata,che dipende solo dal loro spessore.Si parla anche di 25 anni con piastre da 10mm.
      Inoltre da esperimenti fatti su un forum anche la tensione di ricarica delle suddette batterie è sbagliata,tenuta volutamente bassa per rovinarle prima.
      Ci sono manuali di 100 anni fa che spiegano per bene come fare anche manutenzione o tutte le configurazioni che hanno provato per ottenere una lunga vita di queste ultime.
      Un'impianto a isola è conveniente SOLO se si abbatte il costo delle batterie,che sono studiate apposta per non durare troppo.
      Le batterie di qualità ci sono,ma hanno costi proibitivi.

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    3. Molto interessante, pero' la spiegazione "sono costruite a tutti gli effetti per durare un tot di tempo" secondo me non regge, il mondo e' grande e vario, e' estremamente improbabile che ci sia un "complotto mondiale" di tal fatta. E se e' estremamante improbabile, vanno cercate ragioni piu' logiche e che diano meno corda al nostro bestiale istinto di ostinata ricerca del capro espiatorio ad ogni costo.

      E' piu' ragionevole pensare che le piastre Faure' siano molto piu' economiche e quindi commerciabili. Insomma se la batteria perfetta costa un botto e non serve a nulla che sia perfetta per un certo uso, comunque non te la compra nessuno, e siamo al punto di partenza.

      Oppure potrebbe essere che, essendo le batterie al piombo usate praticamente solo per gli autoveicoli, il cui uso e' di pochi secondi al giorno per la messa in moto e in cui l'economicita' e la leggerezza sono piu' importanti (se un veicolo dura in media 10 anni, e' inutile mettergli dentro una batteria che ne dura 50), sia stata preferita la tecnologia ottimale per quell'uso, che richiede caratteristiche opposte ad un impianto di produzione elettrica. In tal caso, se c'e' la domanda, non c'e' dubbio che l'offerta si fara' in quattro per soddisfarla, e la concorrenza fara' in modo di migliorare le caratteristiche e abbattere il prezzo. Se siamo distesamente obiettivi, vediamo che funziona per tutto cosi', salvo eccezioni che non fanno regola, e quasi sempre, se non sempre, sono in settori sottratti al mercato dalla regolamentazione statale per il favore di qualche lobby, oppure dal monopolio naturale.

      CIo' ricorda la diatriba degli anni 50-60 fra centrali nucleari ad uranio oppure al torio, in italia molte ragioni consigliavano il torio (maggiore disponibilita', minore prezzo, sicurezza intrinseca) ma il fatto che il resto del mondo preferisse usare uranio (soprattutto perche' piu' adatto a dare come "sottoprodotto" armamenti) fece scegliere anche a noi l'uranio per le poche centrali che allora vennero costrite.

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    4. Le batterie al piombo sono comunque riciclabili al 100% o quasi.
      Quindi fra i vari tipi sono anche le più longeve fra le varie chimiche.
      Giusto per fare una panoramica all'inizio del secolo c'erano anche le nichel/ferro,Edison l'inventore della lampadina le produceva,e facevano uso di materiali anche economici,la durata era stimata in 50 anni.
      Ovviamente in Europa e America ste chimiche le hanno fatte sparire.....in Cina e Russia si trovano ancora.
      Le piombo acido sarebbero pure loro molto più longeve,ma se le griglie le fanno sempre più sottili il risultato sara solo durata corta e problemi vari.
      Io sono anni che seguo il tema delle rinnovabili,mi appassionano,e sono convinto che ci sono ancora tanti di quei campi da esplorare che ancora sono ignoti.
      In Portogallo hanno sviluppato il villaggio Tamera,un bel sistema a bassa tecnologia con concentratori solari che scaldano un serbatoio di olio,che poi aziona un motore Stirling da 1.5kw 24h al giorno per 3 giorni a piena "carica".
      Lo usano per tutto,scaldare ambienti,cucinare,e acqua calda.
      Senza batteria alcuna.
      L'umanità è troppo abituata a pensare con i fossili in tasca,probabilmente ci sarà un mondo da reinventare.

      Saluti Loris-nick:Dolomitico

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  2. Un suggerimento per le traduzioni (da cancellare dai commenti, non essendo un commento): "dramatically" nel vostro blog è sempre tradotto "drammaticamente", quando sarebbe forse più appropriato il termine "drasticamente", a mio modestissimo parere...

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    1. E' un buon suggerimento. Ho sempre preferito drammaticamente perché dà il senso del cambiamento richiesto. In realtà andrebbe visto un po' caso per caso, ma il fatto è che non revisiono mai gli articoli. Ed arriverà anche il momento in cui non li tradurrò neanche...

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    2. "Drasticamente", "vertiginosamente", "notevolmente", "in modo mai avvenuto", "spaventosamente".... li propongo in alternativa al termine usato, troppo legato al pathos e meno di questi ai numeri in gioco. Ma altrattanto "drammatici". Sarebbe triste la mancanza di traduzioni... non so, posso provare a dare un'aiuto?

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  3. Un commento tecnico. Non mi convince la citazione del minimo EROI pari a 3 per il fotovoltaico, che mi sembra da scartare senza esitazione.
    Molto semplicemente, applicando un calcolo semplificato, ma affidabile per quello che serve, calcolando l'EROI in base all'EPBT (Energy Pay-Back Time) su un tempo di vita di 30 anni dell'impianto e riduzione delle prestazioni del 20%, ottengo:
    EPBT=3 anni ==> EROI = 0,9*(30-3)/3=8,1
    EPBT=2 anni ==> EROI = 0,9*(30-2)/2=12,6
    EPBT=1 anni ==> EROI = 0,9*(30-1)/1=26,1

    Da considerare che recentemente l'EPBT è dato a meno di 2 anni per il silicio policristallino.

    Saluti, Stefano

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  4. "sostegno popolare diffuso ed informato"!!! Forse nella città di Dio, forse nel Paradiso terrestre, senz'altro in Paradiso, dove non governano le nostre leggi fisiche, ma l'essere umano normale sa come sbarcare il lunario, sennò che hanno scritto a fare il codice penale, da cui per ora hanno stralciato la tortura e la pena di morte, ossia da quando ci sono i fossili in grande spolvero e solo nell'occidente buonista. Non si riducono i consumi dell'80% e spero, non oltre, col "sostegno popolare diffuso ed informato".

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    1. Se non ricordo male il 7% del consumo elettrico europeo è dato dai soli ospedali, escludendo ogni altra fonte di consumo associata alla stessa sanità per esempio...Faremo operare i medici a lume di candela?

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  5. negli anni 60' la vita media era sui 65, vedendo le tombe dei cimiteri della , allora, campagna.E la gente poco prima moriva senza conoscerne la causa. Seanza sofisticati esami si tornerà a quella situazione. Mi dispiace, ma il progresso,anche medico, generato dai fossili sparirà con essi.

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    1. Speranza di vita dall'unita' d'italia ad oggi (la fonte dovrebbe essere molto seria):

      http://www.economia.uniroma2.it/vecchi/img/grafici/fig_03_01.jpg

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  6. Lo scorso anno mia moglie ed io abbiamo fatto installare 13 pannelli da 300 Watt sul tetto di casa.
    L'impianto stà producendo bene.
    .----
    Non posso tuttavia ignorare le critiche ai pannelli fotovoltaici, come fonte di inquinamento.
    Eccone una (tradotta da me con l'aiuto di Google Traduttore) :

    .... la produzione di pannelli solari è una delle principali fonti dei potenti gas serra esafluoroetano, triflouride azoto e esafluoruro di zolfo; hexaflouroethane è 12.000 volte più potente come gas serra rispetto all'anidride carbonica e dura 10.000 anni in atmosfera (e non esiste in natura, ....); trifluoruro di azoto è 17.000 volte più forte di CO2 (con concentrazioni in aumento nell'atmosfera a più del 10 per cento l'anno); e l'esafluoruro di zolfo è 25.000 volte più potente della CO2.

    https://www.facebook.com/derrick.jensen.56/posts/914883968657722

    Gianni Tiziano

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  7. http://www.rinnovabili.it/energia/idroelettrico/mini-idroelettrico-lturbina-a-vortice-666/
    Non lo so, mi pare che nella sua semplicità svolga tutto sommato il suo dovere.
    Quanta energia ci serve in fondo per far funzionare i servizi essenziali?
    Che cosa poi, si potrebbe definire "essenziale" in una civiltà sostenibile?
    Ospedali, acqua potabile, rete elettrica...che altro?
    Angelo

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