Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 12 luglio 2016

Il bello delle grandi opere - come andrà a finire con il nuovo aeroporto di Firenze?


L'auditorium di Piazza del Mercato, a Fiesole, in provincia di Firenze. Annunciato nel 2003, avrebbe dovuto essere finito in due anni. Oggi, dopo oltre un decennio, questo gigantesco arnese in vetro e cemento giace abbandonato in una piazza, mai terminato. Un destino che potrebbe abbattersi su altre "grandi opere" in programmazione nella provincia di Firenze, incluso il nuovo mega-aeroporto nella piana di Sesto.


Alle volte ti sentiresti contento a poter dire di aver avuto ragione, anche se non ti hanno dato retta. In realtà, vedere che tutto è andato come tu e altri avevano previsto - ovvero malissimo - non ti da nessuna soddisfazione. Questo è il caso dell'auditorium di Fiesole, edificio che fu annunciato in pompa magna nel 2003 dall'allora sindaco come "una necessità irrinunciabile per la città."

A questo annuncio, molte associazioni locali reagirono con critiche; principalmente sulle dimensioni previste per l'auditorium. Fiesole è una piccola cittadina in cima a una collina: non ha gran che in termini di ricettività alberghiera, non ha grandi parcheggi adiacenti a dove doveva sorgere l'auditorium, e il servizio di autobus dal centro di Firenze non solo è scomodo, ma anche inesistente negli orari in cui opera di solito un auditorium. E allora, a cosa poteva servire un auditorium di 312 posti?

Ma, come vi potete immaginare, quelli di noi che si opponevano furono accusati di tutto e di più: di essere contro lo sviluppo, di essere contro i posti di lavoro, di volere il male di Fiesole; di essere nemici del popolo lavoratore. Mi ricordo che ci infamarono anche alcuni dei vecchietti della società filarmonica di Fiesole, la cui sede è stata inglobata poi nell'edificio. Sembravano convinti che il comune stesse costruendo l'auditorium apposta per fare un regalo a loro.

Così, i lavori per l'auditorium sono partiti e i "due anni" sono diventati oltre un decennio. Oggi, dopo 13 anni dal primo annuncio, se fate una passeggiata nella piazza del Mercato, a Fiesole, ci troverete l'oggetto in vetro-cemento che vedete nella foto, più sopra. Non c'è che dire, un bel pugno in un occhio; assolutamente sproporzionato per una piccola cittadina come Fiesole. Ma, peggio della sproporzione è il fatto che non è ancora finito e probabilmente non lo sarà mai.

In questo momento, l'amministrazione comunale di Fiesole sta lottando disperatamente per evitare la bancarotta dovuta a certe operazioni finanziarie alquanto disinvolte delle amministrazioni precedenti. Non è detto che ci riesca, ma anche se ci riuscisse non ci sarebbero certamente i soldi per finire l'auditorium. E, anche se qualcuno li trovasse, chi si prenderebbe all'anima di gestire un arnese del genere? Il comune, no di certo; un privato, forse? Ma chi prenderebbe in gestione un grande cinema-teatro in cima a una collina quando ci sono già decine di cinema e teatri nel centro di Firenze? Insomma, ti trovi a camminare davanti a questo arnese e ti viene lo sgomento (e dicono anche che ci piove dentro!).

Credo che ci sia più di una cosa da imparare da questa storia. Una è che io credo che quelli che hanno spinto per costruire l'auditorium non avevano il guadagno personale come obbiettivo - perlomeno non il principale. L'hanno fatto in perfetta buona fede; in nome della crescita economica. E, 15 anni fa, quando si cominciò a parlarne, sembrava in effetti abbastanza ovvio che quella fosse la giusta direzione. Se qualcuno avesse detto, allora, che il comune di Fiesole non si sarebbe potuto permettere di gestire un cinema-teatro, ti avrebbero guardato come un marziano. Si dovrebbe imparare da questo (ma non lo si imparerà) che il futuro è sempre diverso da quello che ti aspetti.

A proposito di non imparare dagli errori del passato, oggi è il turno del nuovo aeroporto di Firenze: guardate il progetto (foto da Kelebek)


Notate come la nuova pista va a piazzarsi nel mezzo di una zona altamente urbanizzata, con il centro storico di Firenze a pochi chilometri di distanza. Fra le altre cose, se realizzata, la nuova pista costringerà a spostare gran parte degli edifici del Polo Scientifico dell'università di Firenze, per non parlare della distruzione delle ultime zone verdi della piana.

Ma, a parte queste cosucce; la nuova pista non vi sembra una cosa sproporzionata? Serve, essenzialmente, a fare atterrare i grandi aerei carichi di turisti che oggi non possono atterrare sulla pista esistente. Evidentemente, nove milioni di turisti all'anno a Firenze sono considerati troppo pochi. Ma quanti turisti può effettivamente gestire una città come Firenze prima di scoppiare per il sovraffollamento? E siamo sicuri che continueranno ad aumentare per sempre?

Eppure, quando sentite il presidente della regione Toscana dichiarare “C’è una priorità assoluta: aeroporto, aeroporto, aeroporto” sembra di sentire il sindaco di Fiesole (fra l'altro suo compagno di partito) quando dichiarava che l'auditorium era una "priorità irrinunciabile."

Andrà a finire nello stesso modo?












16 commenti:

  1. Il "Partito Delinquenti" sta piano piano distruggendo Firenze e i comuni limitrofi con queste manie di grandeur: tranvia, aeroporto, alta velocità e relativa stazione sotterranea, ecc. Non si finisce più. Firenze è diventato un unico immenso cantiere, da nord a sud, da est a ovest.

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  2. A Padova da molti anni ormai la parola dei politici è Nuovo Ospedale. Una priorità inderogabile.. solo che le uniche zone non edificate attorno alla città sono due paludi, dove ovviamente non puoi fare nemmeno uno scavo altrimenti sgorga acqua a non finire...

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  3. Mi sa che i 9 milioni di turisti di Firenze tra vent'anni potrebbero anche raddoppiare, picco permettendo ovviamente.
    http://www.repubblica.it/economia/2016/07/12/news/il_futuro_tra_le_nuvole_nei_prossimi_20_anni_serviranno_40mila_nuovi_aerei-143841267/

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    1. Sì, e con quali risorse energetiche? Il comparto aereo è già in piedi per miracolo, anche grazie alle dinamiche di esaurimento del petrolio che hanno portato a questa momentanea diminuzione dei prezzi. Se questi dovessero risalire di nuovo (cosa più che certa, anche se non sono certi i tempi) il settore aereo potrebbe collassare, senza un sostegno finanziari da parte degli stati. Ma questo solo a breve termine, a lungo termine (fra qualche decennio, di sicuro per la fine del secolo) tutto il settore sarà ridotto a poco più di nulla, sempre che nel frattempo il clima non ci abbia spazzato via dalla faccia della Terra. L'aeroporto serve come un calcio negli zebedei. Il turismo di massa è già praticamente morto, investire in turismo di massa è un suicidio. http://ugobardi.blogspot.it/2016/06/e-tanti-saluti-anche-al-turismo-globale.html

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. infatti, se continuiamo a ricercare la chimera della crescita infinita, tra qualche anno i soli turisti di massa saranno centinaia di milioni di disperati, figli dell'esplosione demografica attuale, che scapperanno dalle loro terre rese inabitabili dalla carenza di risorse, dalla distruzione degli ecosistemi e dai cambiamenti climatici per venire a "visitare" le nostre splendide città, magari semideserte non per il ferragosto, ma per l'esodo degli italici costretti a fare i "turisti" verso nord

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    4. già gli italioti vanno e già 5 mln di islamici sono qui in Italia soltanto. Chissà se non sono già centinaia sommando tutto.

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  4. Idem a cesena dove dopo nascita asl Romagna, unendone tre, si parla di nuovo ospedale unico... Nuovi terreni da vendere al pubblico, nuovi appalti... Stessa storia stesso partito...ma che tristezza....

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  5. l'esame di coscienza è una pratica difficile anche per chi lo apprezza.

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  6. Credo che le "grandi opere" contribuiscono a distruggere un mondo bello.
    Personalmente, preferisco stare su una roccia ad ascoltare i suoni della natura, che sedermi dentro un auditorium.
    Entro negli auditorium solo per ascoltare film-documentari o conferenze che hanno a cuore il benessere della Natura, di cui noi siamo una parte.
    Una parte cancerosa.
    Che se volessimo, potremmo curare.
    Curare noi stessi, la nostra mente, tornare biocentrici, abbandonando il nostro antropocentrismo.
    Smettendo di fare qualunque grande opera, e dedicandoci alle Piccole Opere, che sono utili alla Vita.
    Abbandoniamo la follia ! Torniamo alla Vera Saggezza !

    Gianni Tiziano

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    1. P.S.
      per quanto riguarda l'aeroporto, qualunque aeroporto :
      Auspico, sogno un mondo senza aeroplani.
      I fratelli Wright, Charles Lindberg, che un tempo consideravo eroi, adesso disprezzo.
      Non tanto loro come persone che furono, quanto il loro operato, che è andato contro e a danno della Vita.
      La tecnologia, distrugge la Vita.
      Noi non siamo macchine, siamo Organismi.
      Potremmo fare a meno delle macchine, di qualunque macchina.
      Pensiamoci.

      Gianni Tiziano

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    2. Mi permetto di farle alcune osservazioni. La questione non è tanto la tecnologia, che ha in sè un potere sia liberatorio che vessatorio sulla vita degli uomini e non solo, ma "l'ideologia" che la sorregge.
      Cerco di essere un pò più chiaro, se il fine ultimo della tecnologia è la riproduzione di se stessa in maniera acefala, ovvero senza un fine, ciò produrrà un distruzione di ciò che la circonda ( ed è quello che vediamo oggi ).
      E' molto illuminante il libro dello storico Johan Huizinga "La Crisi della Civiltà" del 1938 ma ancora attualissimo.
      In ogni caso dubito che potremmo fare a meno di tutte le macchine che ci circondano, alcune contribuiscono in maniera diretta al nostro benessere come per esempio i frigoriferi, lavatrici etc

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    3. in fondo l'essere umano ha vissuto mln di anni senza macchine. Dubito che farà altrettanto con.

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  7. penso che l'aereoporto farà la fine dell'auditorium. Un altro inutile progetto messo su per far girare soldi.

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  8. io ho insegnato a fiumicino. vivere vicino ad un aereoporto fa schifo perche' il rumore degli aerei e' assordante. se volete rovinare firenze l'aereoporto attaccato alla citta' e' proprio la cosa giusta.

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  9. Gli aerei paghino le accise sui carburanti come gli autoveicoli!

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