Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 9 luglio 2016

Distruzione della domanda e picco del petrolio

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR



Roger Baker è un sostenitore della riforma del trasporto e dell'energia che vive in texas, ad Austin. Da tempo membro di ASPO, ci siamo incontrati nella vita reale ad una delle prime conferenze di ASPO, quella tenuta a Pisa nel 2006. Qui discute dell'attuale situazione del petrolio greggio e dell'economia globale.  (U.B.)

Di Roger Baker

Siamo pienamente sotto l'influenza della distruzione della domanda di petrolio. Il mercato globale del petrolio non può funzionare senza conoscere il vero prezzo di produzione del petrolio, che non è un dato che esiste nell'attuale economia globale deflazionaria, cosa che spinge i produttori indebitati a vendere ben al di sotto del costo.


Domanda e offerta di petrolio sembrano entrambe cicliche di natura e la fase di distruzione dell'offerta non è finita e può essere rivitalizzata soltanto tramite un prezzo di scambio del petrolio globalmente realistico, cosa che nessuno conosce. Non sapremo questo prezzo finché non finisce il ciclo di distruzione della domanda. Non potremo determinarlo finché non vedremo la stabilizzazione della domanda globale dell'equilibrio domanda-offerta che stabilisce il prezzo globale del petrolio. L'economia materiale globale sembra che si stia contraendo man mano che redditività del Baltic dry index, degli autotrasporti e delle ferrovie sembrano affermarsi, anche ignorando i prezzi del petrolio e l'economia cinese.

La realtà probabilmente è che un EROEI in diminuzione e la fine del petrolio a buon mercato dopo il 2005, ha reso la crescita del nostro capitale finanziario di investimento meno redditizio. Ma questo passaggio fondamentale è stato nascosto tramite il credito facile delle banche centrali e la valuta a interessi zero generata su richiesta per pagare gli interessi su una montagna di debito impagabile in crescita, con un passaggio del debito da mani private a mani pubbliche, come da Wall Street alla Fed ed alle obbligazioni del Tesoro. Ora vediamo le più grandi banche centrali del mondo che creano indipendentemente ognuna le proprie valute a interessi zero per conservare un vantaggio di scambio, condotte dal dollaro come riserva standard di valuta a livello mondiale (se dipendesse da me, le cose funzionerebbero molto meglio se ogni dollaro fosse scambiabile a richiesta per un quarto di gallone di petrolio convenzionale).

Nelle condizioni attuali, nessuno può prevedere un tasso di scambio significativo delle maggiori valute sui mercati esteri più significativi. I tassi di scambio del commercio e quelli delle valute vengono stabiliti tramite le politiche nazionali e quindi sono arbitrari, cosa che porta al paradosso di Triffin. Le politiche di sovranità nazionale delle banche tendono verso il denaro facile, più debito e business as usual. Il commercio globale genera le sue stesse pressioni che necessariamente, in nome della stabilità del commercio globale, devono essere saldamente basate su quanta energia, lavoro e capitale di investimento sono andati realmente nella produzione dei beni che sono stati scambiati. Qui le tendenze non sembrano così buone.

http://www.oftwominds.com/blogapr16/triffins-paradox4-16.html

Sembra un sistema che tende a resistere al cambiamento ed alla pressione interna per riformarlo finché le cose non si spezzano in una sorta di versione globale di un “momento Minsky” in cui le garanzia finanziarie cadono per un effetto domino, pensate alla fine del 2008 prima dei salvataggi di emergenza. Cercare di prevedere quanto può essere spinto un sistema fuori equilibrio prima che si rompa o vada in stallo è impossibile.

Quando ciò accade, non c'è motivo di aspettarsi una contrazione ordinata verso l'equilibrio di domanda e offerta più basso necessario per incoraggiare nuovi investimenti petroliferi. Potrebbe sembrare più un aumento caotico del prezzo in un mondo pieno di drogati di petrolio arrabbiati che lottano per la produzione esistente. O forse è già così più di quanto ci piaccia ammettere.

Torniamo all'economia del petrolio. Quella che segue è una bella analisi di quando ci potremmo aspettare il prossimo picco del prezzo del petrolio, considerando le attuali tendenze. Forse all'inizio del 2018, come si stima qui? Ho visto altre ipotesi, forse il 2017, per un lento ritorno ad un mercato globale del petrolio difficile. A qualsiasi tasso, questa analisi da un creditro appropriato alle molte cose che nel frattempo possono andare storte. Ciò contiene una considerazione geopolitica utile delle varie regioni di produzione del petrolio a livello globale, compresa la mappa piuttosto scoraggiante di Art Berman della redditività del petrolio di scisto dei depositi del Permiano.

http://attheedgeoftime.blogspot.co.uk/2016/05/this-is-peak-oil.html

Jeffrey Brown pone la questione molto importante del fatto che si dovrebbe porre un'attenzione focalizzata sulle frazioni altobollenti del petrolio conosciute come distillati. Si possono “rompere” le grandi molecole di idrocarburi (distillati) in molecole piccole durante la raffinazione, ma non si può andare nell'altra direzione (in modo conveniente) per fare molecole grandi dalle piccole.

Il problema qui è che ciò che possiamo chiamare la potenza muscolare mobile pura per la nostra civiltà ed il suo commercio dipende in modo cruciale dalla disponibilità di queste molecole più grandi che provengono prevalentemente dal petrolio convenzionale. Camion, aerei, navi ed  attrezzature pesanti per l'estrazione non funzioneranno usando le molecole di idrocarburi più piccole predominanti nella benzina. Queste frazioni più leggere tendono ad essere preferite nel petrolio di roccia compatte a causa della geologia e della fisica coinvolte.

Per questa ragione, ogni qualvolta vediamo ritornare a un prezzo trasparente del petrolio a causa del ritorno di un mercato globale del petrolio, se operante in condizioni di mercato ordinate, dovremmo aspettarci di vederlo espresso come un passaggio di prezzo globale del combustibile. Un passaggio in cui il prezzo dei distillati aumenta ostinatamente, in relazione al prezzo delle frazioni del combustibile più leggere come la benzina.





6 commenti:

  1. va bene, hanno agitato la carota davanti al muso dell'asino, diminuendo i prezzi dei raffinati. Non si sa quanto vorranno far durare questa situazione, forse aspettano di vedere quanto gasolio (dette sopra molecole grandi di idrocarburi) hanno ancora a disposizione per far durare questa società dello spreco. Tanto il popolo bue sa solo pretendere, senza capire niente, pieno com'è di boria, droga e ignoranza.

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    1. Sono d'accordo con te. L'avidità e l'arroganza sono il male vero del mondo.

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  2. Un aspetto che potrebbe risultare interessante è quello per cui molte aziende che vivono grazie al mercato del petrolio, sono ora in crisi a causa dell'abbassamento dei prezzi e potrebbero essere tentate di investire su quelle alternative che fin qui avevano ritenuto non convenienti.

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  3. Scusate ma l'articolo è stato scritto, o tradotto, con i piedi.

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    1. L'originale era scritto in modo alquanto oscuro, in effetti

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