Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 3 luglio 2016

Brexit: la cecità è totale, devastante e volontaria.


Questo pezzo di Barbara Spinelli è in pieno accordo con l'impressione che ho avuto negli ultimi anni del parlamento e della commissione Europea (UB): "Non hanno memoria del passato –né quello lontano né quello vicino. Sono come gli uomini vuoti di Eliot: “Uomini impagliati che s’appoggiano l’un all’altro, la testa riempita di paglia”. La loro ignoranza si combina con una supponenza senza limiti."



Così sono falliti i sogni dell’Unione Europea

di Barbara Spinelli 29 Giugno 2016


«Il risultato del referendum britannico è la vendetta della realtà sulle astrazioni e i calcoli errati dei burocrati comunitari». Il Fatto Quotidiano, 29 giugno 2016

Nel Parlamento europeo di cui sono membro, quel che innanzitutto colpisce, osservando la reazione alla Brexit, è la diffusa assenza di autocritica, di memoria storica, di allarme profondo – e anche di qualsiasi curiosità – di fronte al manifestarsi delle volontà elettorali di un Paese membro. (Perché non va dimenticato che stiamo parlando di un Paese ancora membro dell’Unione). Una rimozione collettiva che si rivela quanto mai grottesca e catastrofica, ma che dura da decenni. Meriterebbe studi molto accurati; mi limiterò a menzionare alcuni punti essenziali.

1. Quel che manca è l’ammissione delle responsabilità, il riconoscimento esplicito del fallimento monumentale delle istituzioni europee e dei dirigenti nazionali: tutti. La cecità è totale, devastante e volontaria. Da anni, e in particolare dall’inizio della crisi del 2007-2008, istituzioni e governi conduconopolitiche di austerità che hanno prodotto solo povertà e recessione. Da anni disprezzano e soffocano uno scontento popolare crescente. Non hanno memoria del passato –né quello lontano né quello vicino. Sono come gli uomini vuoti di Eliot: “Uomini impagliati che s’appoggiano l’un all’altro, la testa riempita di paglia”. La loro ignoranza si combina con una supponenza senza limiti. Il suffragio universale ha tutte le colpe e le classi dirigenti nessuna. È come se costoro, trovandosi a dover affrontare un esame di storia al primo anno d’università, dicessero che le cause dell’avvento del nazismo sono addebitabili solo a chi votò Hitler, senza mai menzionare le istituzioni di Weimar. Sarebbero bocciati senza esitazione; qui invece continuano a dare lezioni magistrali.

2.Nessun legame viene stabilito tra la Brexit e l’evento disgregante che fu l’esperimento con la Grecia. Nulla hanno contato le elezioni greche, nulla il referendum che ha respinto il memorandum della troika. Dopo i negoziati del luglio scorso il divario tra volontà popolare ed élite europea si è fatto più che mai vasto, tangibile e diffuso. Con più peso evidentemente della Grecia, il Regno Unito ha posto a suo modo la questione centrale della sovranità democratica, anche se con nefaste connotazioni nazionalistiche: il suo voto è rispettato, quello greco no. Le lacerazioni prodotte dal dibattito sulla Grexit hanno contribuito a produrre il Brexit, e il ruolo svolto nella campagna dal fallito esperimento Tsipras è stato ripetutamente ostentato. Ma nelle classi politiche ormai la memoria dura meno di un anno; di questo passo tra poco usciranno di casa la mattina dimenticandosi di essere ancora in mutande. È per colpa loro che la realtà ha infine fatto irruzione: Trump negli Usa è la realtà, l’uscita inglese è la realtà. Il voto britannico è la vendetta della realtà sulle astrazioni e i calcoli errati di Bruxelles.

3. La via d’uscita prospettata dalle forze politiche consiste in una falsa nuova Unione, a più velocitàe costituita da un “nucleo centrale” più coeso e interamente dominato dalla Germania. Le parole d’ordine restano immutate: austerità, smantellamento dello Stato sociale e dei diritti, e per quanto riguarda il commercio internazionale – Ttip, Tisa, Ceta – piena libertà alle grandi corporazioni e ai mercati, distruzione delle norme europee, neutralizzazione di contrappesi delle democrazie costituzionali come giustizia, Parlamenti e volontà popolari. Lo status quo è difeso con accanimento: nei rapporti che sto seguendo come relatore ombra per il Gue mi è stato impossibile inserire paragrafi sulla questione sociale, sul Welfare, sulla sovranità cittadina, sui fallimenti delle terapie di austerità.

4. Migrazione e rifugiati. È stato un elemento centrale della campagna per il Leave – che ha puntato il dito sia su rifugiati e migranti extraeuropei, sia sull’immigrazione interna all’Ue –, ma le politiche dell’Unione già hanno incorporato le idee delle destre estreme, negoziando accordi di rimpatrio con la Turchia (e in prospettiva con 16 paesi africani, dittature comprese come Eritrea e Sudan) e non hanno quindi una visione alternativa a quella dell’Ukip. La Brexit su questo punto è un disastro: rafforzerà, ovunque, la paura dello straniero e le estreme destre che invocano respingimenti collettivi vietati espressamente dalla legge internazionale e dalla Carta europea dei diritti fondamentali. Quanto ai migranti dell’Unione che vivono in Inghilterra, erano già a rischio in seguito all’accordo dello scorso febbraio tra Ue e Cameron. Le politiche dell’Unione sui rifugiati sono un cumulo di rovine che ha dato le ali alla xenofobia.

5. Il ritorno alla sovranità che la maggioranza degli inglesi ha detto di voler recuperare mette in luce un ulteriore e più vasto fallimento. L’Unione doveva esser un baluardo per i cittadini contro l’arbitrio dei mercati globalizzati. La scommessa è perduta: le sovranità nazionali escono ancora più indebolite e l’Unione non protegge in alcun modo. Non è uno scudo ma il semplice portavoce dei mercati. La globalizzazione ha dato vita a una sorta di costituzione non scritta dell’Unione, avversa a ogni riforma-controllo del capitalismo e a ogni espressione di scontento popolare, e in cui tutti i poteri sono affidati a un’oligarchia che non intende rispondere a nessuno delle proprie scelte. Sarà ricordata come esemplare la risposta data dal Commissario Malmström nell’ottobre 2015 a chi l’interrogava sui movimenti contrari a Ttip e Tisa: “Non ricevo il mio mandato dal popolo europeo”. Questa costituzione non scritta si chiama governance e poggia su un concetto caro alle élite fin dagli anni 70 (il vero inizio della crisi economica e democratica): obiettivo non è il governo democratico ma la governabilità. Il cittadino “governabile” è per definizione passivo.

6. L’intera discussione sulla Brexit si sta svolgendo come se l’alternativa si riducesse esclusivamente a due visioni competitive: quella distruttiva dell’exit e quella autocompiaciuta e immutata del Remain. Le cose non stanno così. C’è una terza via, rappresentata dalla critica radicale della presente costruzione europea, dalla denuncia delle sue azionie dalla ricerca di un’alternativa. Era la linea di Tsipras prima che Syriza andasse al governo. È la linea di Unidos Podemos, che purtroppo non è stata premiata. Resta il fatto che questa tripolarità è del tutto assente dal dibattito.

7. La democrazia diretta, i referendum, la cosiddetta e-democracy. Il gruppo centrale del Parlamento li guarda con un’ostilità che la Brexit accentuerà. La democrazia diretta è certo rischiosa, ma quando il rischio si concretizza, quasi sempre la causa risiede nel fallimento della democrazia rappresentativa. Se per più legislature successive e indipendentemente dall’alternarsi delle maggioranze la sensazione è che sia venuta meno la rappresentatività e con essa la responsabilità di chi è stato incaricato di decidere al posto dei cittadini, i cittadini non ci stanno più.

18 commenti:

  1. http://sbilanciamoci.info/mercati-bruciano-miliardi-leuropa-va-fuoco/
    Gli interessi della finanza non sono quelli dei cittadini europei.
    Angelo

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  2. Capisco i britannici.
    Dopo aver visto come sono stati trattati i greci, come avrebbero potuto esprimersi per restare in una europa coercitiva e che schiaccia i popoli, favorendo le oligarchie ?

    Tiziano

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  3. Chissà se qualcuno anche qui è in grado di riconoscere gli "uomini impagliati" al comando, con gli uomini alpha simplex che gli alitano sul collo per prendergli il posto... come del resto, tristemente, è accaduto più volte nella storia.

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  4. A quelli che pensano che ci possa essere un futuro per l'umanità con l'uso di meno risorse, voglio evidenziare alcuni concetti espressi in questo articolo:

    1) "Da anni, e in particolare dall'inizio della crisi del 2007-2008, istituzioni e governi conducono politiche di austerità che hanno prodotto solo povertà e recessione."

    Messaggio dei popoli:
    NON vogliamo fare sacrifici,
    NON vogliamo ridurre il nostro benessere
    NON vogliamo essere poveri.

    2) "Le parole d’ordine restano immutate: austerità, smantellamento dello Stato sociale e dei diritti"

    Messaggio dei popoli (oltre ai precedenti):
    - Vogliamo vivere bene con uno stato sociale che ci permetta di consumare senza neanche lavorare
    - Che abbiamo dei diritti (che sono nati nel periodo dell'abbondanza del petrolio e delle risorse) e ce li vogliamo tenere (ormai sono diritti acquisiti) anche in periodi di scarsità delle risorse.

    3) “Migrazione e rifugiati. … La Brexit su questo punto è un disastro: rafforzerà, ovunque, la paura dello straniero e le estreme destre che invocano respingimenti collettivi vietati espressamente dalla legge internazionale e dalla Carta europea dei diritti fondamentali. ”

    Messaggio della parlamentare:
    - I popoli sono buoni e più numerosi siamo in Europa è meglio è. Dobbiamo accogliere tutti! Lo straniero è bello e buono; sono cattivi quelli che vogliono evitare l’immigrazione dall’Africa. Come sono cattivi questi estreme destre, fanno una cosa vietata dalla Carta Europea… bla bla bla…”

    4) “La democrazia diretta”

    Messaggio della parlamentare:
    Chiediamo al popolo cosa vuole. E il popolo vi dirà che vuole più benessere, più diritti, più consumi…
    =================================
    Ho evidenziato questi concetti, semplicemente per far capire che la via che porta alla riduzione dei consumi e del benessere, il popolo NON la vuole e farà di tutto (referendum e rivolte popolari) contro chi la proporrà.

    Quindi, se ci sarà carenza di risorse, semplice, il popolo preferirà fare la guerra a chiunque, l’importante è il benessere che si è raggiunto e non si vuole perdere per nessun motivo.

    Le fonti rinnovabili non hanno il potenziale per poter garantire questo benessere a, un’umanità sempre più numerosa e il cui tenore di vita medio vuole crescere ancora di più.

    I combustibili fossili, tra non molti anni (15 anni), non saranno più sufficienti a garantire consumi crescenti.

    RISULTATO
    Le soluzioni attuali (Rinnovabili) non sono in realtà delle vere e proprie soluzioni, ma dei tentativi di fare qualcosa…

    L’austerità il popolo NON la vuole e quindi si cercherà di consumare a più non posso, le risorse finché ci saranno, poi quando finiranno ci saranno le rivolte del popolo, che distruggerà tutto, perché dei governanti cattivi non li vogliono far stare bene.

    L’eventuale altra soluzione che creasse temporanea abbondanza di risorse energetiche, non farà altro che ingrandire il problema (come una bolla economica che prima o poi scoppierà), in quanto la popolazione crescerebbe ancora a dismisura e i relativi consumi, fino a creare un disastro più grande del precedente.

    Penso che sia meglio cercare altre vie…

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    1. concordo con quanto dici, il popolo non vuole fare passi indietro di nessun tipo sul benessere acquisito, salvo poi andare a sbattere contro l'inevitabile carenza di risorse e contro il clima. Sembra quasi però che ritieni che siamo governati da un elite illuminata che è quella che sta imponendo l'austerità per portarci finalmente sulla strada di una decrescita controllata. Il paradosso è che questa elite vuole la stessa cosa del popolo, solo che se ne vuole tenere una fetta maggiore per se; l'immigrazione è incoraggiata per avere manodopera a basso costo e nuovi consumatori in sostituzione di una popolazione sempre più anziana e che non figlia. Governi, finanza internazionale e multinazionali sono perversamente intrecciati. Gli inglesi, che hanno inconsciamente intuito che la coperta sta diventando sempre più corta, sono usciti dall'Ue, ma non dal BAU, pertanto troverano nuovi governanti che negozieranno con le elite condizioni un po' più di favore per tirare la coperta dalla loro. L'austerità autoimposta o un politico illuminato sono fantascienza, meglio comunque un popolo che decide per se che guidati dalle attuali elite fossili

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    2. @Ferruccio: "Il paradosso è che questa elite vuole la stessa cosa del popolo, solo che se ne vuole tenere una fetta maggiore per se; "

      Concordo.

      "l'immigrazione è incoraggiata per avere manodopera a basso costo e nuovi consumatori"

      E' così, anche se nel lungo periodo è una scelta disastrosa.

      "L'austerità autoimposta o un politico illuminato sono fantascienza, "

      Ci sono dipendenti pubblici pronti a scioperare se gli fai fare 5 minuti di straordinario non pagato; oppure, se osi dire che il venerdì è un giorno di lavoro come gli altri (loro vogliono la settimana cortissima).

      Pazienza.
      Avanti tutta con i consumi! :-)
      Tutti cicale! :-)

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    3. Il messaggio che danno alla gente le elite dirigenti è: più austerità per i popoli, meno stato sociale, minori retribuzioni per far mantenere e aumentare a noi(elite) i privilegi.
      Se dessero invece il messaggio: sacrifici per tutti, nessuno escluso, per salvare l'ambiente e quindi noi stessi, forse le moltitudini capirebbero, no?

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    4. Una chiave di lettura alternativa
      http://www.decrescita.com/news/brexit-god-save-the-capital/
      La campagna referendaria sul brexit è stata incentrata prevalentemente sull'immigrazione. (Farage e Johnson, sono la versione britannica dei nostri Bossi e Salvini)
      Il risultato del referendum però fa comodo soprattutto alla City che, libera dai vincoli europei si candida come primo centro finanziario off-shore (paradiso fiscale) dello yuan e dell'Europa. Il Brexit è un ritorno alla sovranità nazionale ma non garantisce la sovranità popolare
      Sullo sfondo c'è la crisi degli Stati Uniti che non sono più in grado di mantenere il loro ruolo di superpotenza economica. (E sono attratti dal neo isolazionismo di Trump).
      Si sentono sinistri scricchiolii in giro per il mondo.
      Angelo

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    5. "NON vogliamo fare sacrifici,
      NON vogliamo ridurre il nostro benessere
      NON vogliamo essere poveri."

      E' anche vero che c'è un continuo ed onnipresente bombardamento
      pubblicitario che ci condiziona fortemente: questo è un aspetto da considerare quando valutiamo il comportamento dell'elettorato.
      S.M.

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  5. Per evitare equivoci, evidenzio che io sono a favore dell'Unione Europea come Stato unico o federazione di Stati, solo che, siccome il periodo dell'abbondanza sembra finito, è probabile che questo desiderio resterà solo un sogno.

    Mi esprimo pure per quanto riguarda l'Euro.
    La moneta unica ha un senso, se c'è più unione e solidarietà tra gli Stati d'Europa.
    Allo stato attuale, la moneta unica non può funzionare.

    O si va avanti con l'integrazione degli Stati Europei, o si torna indietro (speriamo di no) con i singoli Stati e ognuno di essi con la propria valuta.

    Forse, il tempo in cui era possibile affrontare i problemi mondiali, è già scaduto.
    Siamo arrivati nella seconda fase in cui c'è la disintegrazione delle sovrastrutture internazionali e successivamente di quella degli Stati nazionali.

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  6. "Era la linea di Tsipras prima che Syriza andasse al governo. È la linea di Unidos Podemos, "

    Caspita, siamo a posto allora. La "terza via" è un regime comunista di tipo sudamericano. Funziona benissimo. Come ho fatto a non pensarci prima. I Greci hanno votato Tsipras dopo attenta lettura ed esegesi de Il Capitale, non perché speravano di conservare il lavoretto statale e la pensioncina.

    Riguardo:
    "le estreme destre che invocano respingimenti collettivi vietati espressamente dalla legge internazionale e dalla Carta europea dei diritti fondamentali. "

    A parte che la "Carta Europea" diventa carta per il fish and chips una volta fuori dalla UE, i "respingimenti" non sono vietati, sono subordinati alla IDENTIFICAZIONE dell'immigrato. Ovviamente è il requisito per il procedimento di concessione d'asilo, ovvero dello status di "rifugiato". Siccome NON A CASO adesso si usa indifferentemente la parola "immigrato" e "profugo" oppure "rifugiato", non si prende in considerazione l'evidenza che quasi tutti gli immigrati NON si qualificano per lo status di rifugiato e questa è la ragione per cui RIFIUTANO l'identificazione (se fossero identificati sarebbero anche espulsi). Per poterli identificare ed espellerli bisognerebbe arrestarli, cosa che non vogliamo fare. Quindi non solo non li respingiamo, non li identifichiamo nemmeno. Chiunque va e viene senza obbligo alcuno e gli si concede una "cittadinanza europea di fatto". Palese ingiustizia visto che ad un turista giapponese si chiede il passaporto e il visto.

    FInisco con l'ovvia confusione mentale su "globalizzazione = capitalismo". Oggi come oggi i picciotti delle elite mondialiste sono i "maestri" della cosiddetta "sinistra", basta leggere le dichiarazioni dei nostri, per es. della signora Boldrini, i quali invocano l'abolizione degli Stati e delle frontiere. L'universalismo non è una idea "capitalista", casomai bisognerebbe chiedersi chi paga chi.

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    1. Perfetto...Evidentemente chi ha lo stipendio garantito dallo stato non riesce a capire che la laga platea cui direttamente lo stato non elargisce nulla, è un tantino incavolato che si debbano spendere risorse pubbliche per mantenere per anni i clandestini negli alberghi; vedi anche liuto della deflazione, il congelamento degli stipendi pubblici negli ultimi 5 anni deve aver anche congelato loro il cervello : si sveglieranno quando sarà troppo tardi, cioè al taglio netto ed importante del loro monte stipendi...Dov'è la sostenibilità nel non riaccompagnare ai lidi d'origine altre centinaia di migliaia di disperati che si sommano ai disperati italici ?...Dopotutto la traversata costa; non ci riproveranno e comunque abbiamo il dovere morale di farlo; post alquanto sbilenco a dir poco...

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    2. oppure a chi conviene chi e che cosa. Difatto a chi conviene che i caporali stipino di extracomunitari i loro furgoni? E' più comodo portare le aziende in Bangaladesh o portare i lavoratori bengalesi qui, per continuare il consumismo in occidente? La risposta è ovvia. E, dopo la rarefazione dei fossili, a breve, questi torneranno a morire di fame nei loro paesi distrutti dal gw e dalla sovrappopolazione o faranno come nella New Orleans di katrina, formando bande armate, uccidendo chiunque per accaparrarsi il poco cibo e l'ultima benzina disponibile? Anche qui mi pare la risposta ovvia. Se non viene militarizzata la società, prima di allora, invece di pensare di usare le ultime risorse fossili per altri balocchi energetici, mi sembra chiaro a cosa andiamo incontro. Gli scontri avvenuti recentemente all'Osmannoro tra cinesi e polizia mi sembrano un chiaro esempio. Se una cosa del genere fosse avvenuta in Cina, l'Osmannoro sarebbe stato rastrellato dall'esercito cinese e di ribelli non se ne sarebbe più sentito parlare, mentre in compenso i boia cinesi avrebbero avuto molto straordinario da svolgere. La terza via è sempre possibile, ma solo in uno stato di diritto e giustizia. Nel nostro, dove comandano mafie, lobby e religioni, la prepotenza dei gruppi è la prassi, finchè i fossili lo permetteranno, ovviamente. Ora a livello generale, domani particolare: vedi bande armate.

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  7. Francesco Meneguzzo4 luglio 2016 13:53

    C'è solo un piccolo vizio di fondo nell'intervento della Spinelli. Il paradigma che le attuali classi dirigenti al potere nella Ue, al di là dei singoli nomi, siano comunque migliori di un'alternativa "populista", sovranista, identitaria, anti-globalista, non per distruggere l'Europa ma ricostruirla a partire dagli Stati nazionali e da ciò di comune che ci unisce, in una prospettiva, diciamo, autarchica.
    Secondo lei, gli "altri" sono comunque peggiori (anche moralmente?), e se le idee coerentemente perseguite fino qui non hanno funzionato, beh, magari dovrebbero essere amplificate ancora, come sull'invasione (sostituzione) immigratoria. Mi pare un ragionamento patologico. Se i popoli europei ora desiderano altro, diametralmente opposto, l'otterranno comunque, pezzo dopo pezzo, Spinelli o non Spinelli.

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  8. Il fatto che sia proprio un'esponente di punta del mondialismo sì global Barbara Spinelli, a lamentarsi dell'esito referendario non deve stupire nessuno.

    Ho osservato più volte che solo la sinistra demagogia "dirittista" e ugualista è riuscita a superare la demagogia di Berlusconi "più tutto per tutti!" con l'ancora peggiore "più tutto per più tutti!". Incredibile ma sono riusciti nella massima impresa in questa gara al peggio.

    1 - Denigrare gli avversari ideologici
    La Spinelli non si rende conto che sono le loro di paglia "ugualiste" ad essere il problema. Non c'è nulla di più smentito dalla realtà dello stupido dogma dell'uguaglianza prima illuminista e poi marxista. Le castalie moralistoidi hanno una "supponenza senza limiti", quelle castalie secondo le quali la realtà è sbagliata perché non si conforma alle loro direttive ideologiche. Appunto!

    2 – Sovranità democratica
    Già, i “nefasti nazionalismi”. Le ricette antiidentitarie, moralisticheggianti, sostituzioniste di oligarchie cosmopolite sostituzioniste sono esattamente ciò che ha portato una nocenza negli strati medi e bassi delle piramidi sociali di ciascuno paese, una disumana competizione su strutture già sovraccariche, la metarisorsa lavoro, alla nocenza di milioni di alloctoni ostili alla cultura nei quali sono stati innestati a forza, nei condomini, nelle vie, nel traffico, nelle occasioni.
    La Spinelli è una di quei marxisti per i quali
    o – se le scelte popolari sono allineate a quanto deciso da Il Partito (Comunista) allora sono democratiche;
    o – se le scelte popolari NON sono allineate a quanto deciso da Il Partito, allora sono antidemocratiche / populiste / nefaste (sproloqui vari).


    3 – La demagogia
    Spinelli, come tutti i sinistri invasati tecnoprogressisti, ignora l'esistenza dei limiti, ignora i deficit non numerabili, non dicibili, creati proprio da assistenzialismo, demagogia e dirittismi.
    Dunque il problema non sono il debitismo e il deficit ma le austerità.
    Siamo al paese dei balocchi in salsa progressista. Del resto, buon maestro della kompagna Spinelli, fu proprio Engels e la sua hybris progressista, la stessa con la quale dileggiava in modo menzognero Malthus.

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    1. Perfettamente d' accordo.
      Certi Ebrei dovrebbero smetterla di darci lezioni....

      Proprio lei che si è tenuta il seggio al Parlamento.

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  9. 4 – La Grande Sostituzione
    Queste oligarchie cosmpopolite che hanno sinistrato le società di un intero continente con un supporto ideologico martellante alle migrazioni di massa, e un efficiente piano operativo, da euro scafisti, sono tra le cause de Il Problema: aver messo insieme ciò che è da sempre incompatibile.
    Il problema non è quindi la Grande Sostituzione ma la reazione immunitaria ad essa.
    Ritorna la menata dei diritti universali che non sono mai esistiti, non esistono e non esisteranno. Ci sono la realtà, i suoi limiti, le sue leggi fisiche e biologiche, alcune conquiste qui e ora.
    Inutile ripeterlo a questa fondamentalista e ai suoi dogmi illuministi prima e marxisti non solo avulsi dalla realtà ma ostili ad essa-.

    5 – Non ascoltare ciò che dicono, guarda cò che fanno.
    > baluardo per i cittadini contro l’arbitrio dei mercati globalizzati
    Mi chiedo se questa signora pensa che siamo diventati tutti stupidi. Sono proprio le elite illuministe, paracomuniste, progressiste, massoniche che martellano da mane a sera sull'abolizione dei confini, sulla imposizione dall'alto di folli scelte mondialiste, che farciscono la testa delle masse su quanto sia meraviglioso, colorato, culturale, ricchezza, opportunità il global sempre più global.
    Di fatto i migliori e più subdoli sostenitori del turbocapitalismo in grande, della distruzione delle società, delle culture, delle resistenze locali all'omogeneizzazione planetaria.
    I marxisti da sempre come migliori alleati del capitalismo. Lenin voleva spazzare nobiltà, borghesia e clero “classi” sfruttatrici delle classi popolari. Ometteva il fatto che poi queste castalie si sono sostituite nel Grande Sfruttamento. Come dice Massimo Fini, metterlo nel culo al popolo col suo consenso.

    6 – La critica radicale
    Ancora non so se ridere o piangere.
    La critica radicale vale per tutti ma non per gli apologeti di questo orribile miscuglione sì global.
    La critica radicale che sfugge alla sacerdotessa del nuovo oppio per menti e popoli è che più i sistemi sono grandi e complessi, più devono essere rigidamente segmentati e isolati in componenti ben delimitati e a scarsa e molto controllata comunicazione.
    Esattamente il contrario che queste castalie apolgizzano, l'abolizione di qualsiasi cosa che resista alla globalizzazione, di qualsiasi barriera, confine culturale, economico, politico, logistico.
    Queste castalie che hanno massimamente contribuito a sinistrare il mondo si propongono come soluzione ai danni irrecuperabili dei quali sono moralmente e politicamente responsabili.
    Critica? La soluzione affidata ai responsabili del problema, mi pare la peggiore soluzione possibile.

    7 – La democrazia rappresentativa
    Ahahaha
    Specie in una paese come l'Italia in cui una costituzione sovietica lascia libere le castalie elette (assenza di vincolo di mandato, divieto esplicito agli elettori di pronunciarsi sui trattari internazionali) di decidere in modo “moralmente superiore” ciò che deve essere fatto o non fatto, applicato alle razziste, meschine, piccolo borghesi, ignoranti, inferiori, razziste parti inferiori della piramide sociale.
    Quel che non si riesce a fare con la magistratura e il Partito a livello nazionale si fa con una rete di agenti europei che a livello sovraordinato smantellano tutte le sentenze e le norme nazionali che oppongono una qualche reazione. Demagogia quando fa comodo oppure l'arrogarsi il diritto di calare dall'alto scelte “moralmente” superiori.
    Già, la democrazia rappresentativa.
    Questi fondamentaisti vivono nelle loro castalie e pensano che siamo tutti rincoglioniti.

    Demagogia e ostilità alla realtà: difficile trovare di peggio.


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  10. Per il momento chi è già imploso è il fronte politico vincitore del referendum. Probabilmente imploderà il Regno Unito, a mano che non siano loro stessi che trovano un modo per rimangiarsela. Forse anche parte della Comunità Europea. A meno che i govervi nazionali che controllano le istituzioni comunitarie non si rassegnino ad una drastica riforma delle medesime. Molto improbabile, ma non impossibile.

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