Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 23 giugno 2016

Perché Gianni l'idraulico non vuole l'energia rinnovabile

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR


Gianni (Joe) l'idraulico è una persona vera, ma anche un'astrazione per indicare l'operaio metalmeccanico americano pieno di problemi.


In un post precedente, ho sostenuto che una transizione globale al 100% di energia rinnovabile sarebbe molto costosa, ma possibile, e che potrebbe anche essere sufficientemente rapida da evitare di superare gli obbiettivi di emissioni stabiliti dalla COP21. Questa opinione ha innescato il solito flusso di commenti negativi, basati principalmente su vecchie fandonie o ragionamenti ideologizzati. Ha generato anche una discussione in un forum privato dove si è sostenuto che potremmo fare la transizione se potessimo convincere l'opinione pubblica che l'energia rinnovabile è una cosa buona. Mi sono trovato in parziale disaccordo con questa interpretazione ed ho risposto con un commento che riproduco qui, con poche modifiche.  


Tutti i sondaggi indicano che la “opinione pubblica” è ampiamente favorevole all'energia rinnovabile, eccetto una minoranza dura a morire che sfoga le proprie frustrazioni commentando i post che non gli piacciono. Quindi non ci serve un grande sforzo per convincere "Gianni l'idraulico" che l'energia solare è una buona idea.

Sfortunatamente, è più probabile che Gianni non abbia soldi sufficienti per installare pannelli solari nel suo giardino. Al contrario, probabilmente è in rosso e se qualcuno se ne esce dicendogli, “guarda, la tua bolletta elettrica è il risultato dei sussidi all'energia rinnovabile”, lui ci crederà. Probabilmente continuerà a pensare che l'energia solare è una buona idea, ma non vorrà pagare per averla (né, in generale, per qualsiasi cosa collegata alla “sostenibilità” o a “combattere il cambiamento climatico”).

Alla fine, non importa granché ciò che pensa o fa Gianni. Il punto è come convincere quella entità nebulosa che chiamiamo “sistema finanziario” a convogliare grandi quantità di denaro in energia rinnovabile prima che sia troppo tardi. E con grandi intendo GRANDI: se i grandi investitori non si muovono, e velocemente, siamo spacciati.

La difficoltà del problema è evidente se consideriamo ciò che è successo durante l'ultimo decennio, quando il “sistema finanziario” ha riversato enormi quantità di denaro nell'industria del gas e del petrolio di scisto. E conosciamo tutti la storia della grande bolla che sta scoppiando proprio in questo momento. Ma non è solo una questione di soldi: è stato un incredibile uso scellerato delle risorse che ha condizionato l'intera civiltà, una cosa che potrebbe averla anche condannata definitivamete, anche in termini di grandi quantità di gas serra emessi e che non avevano bisogno di essere emessi.

Non riesco a non pensare, “e se tutti i soldi e le risorse fossero state usate per le rinnovabili, invece?” Il mondo oggi sarebbe del tutto diverso. Quindi chi ha deciso di spingere tutti quei soldi nella direzione sbagliata? Gli gnomi di Zurigo? I Troll di Budapest? I Goblin di Southampton? Gli Orchi di Bratislava? Chi?

Penso sia questo il nocciolo della questione. Come potete vedere nel mio post, gli investimenti in energia rinnovabile sembrano essersi stabilizzati dopo il 2011.




E questo è MOLTO preoccupante. D'altra parte, è anche vero che vediamo una tendenza all'aumento durante gli ultimi due anni. Ciò potrebbe indicare un ritorno di interesse del sistema finanziario per le rinnovabili. E l'impressione è che, sì, che ci sia una chiara tendenza in quella direzione. Pertanto forse abbiamo una possibilità, ma ci dobbiamo muovere.

h/t Adam Siegel


5 commenti:

  1. il problema è che la società capitalistica va a gasolio (navi, camion, trattori) e kerosene (aerei). Il petrolio il carbone sono necessari per lavorare molti metalli, che sono lavorabili a 2000, anche oltre 3000 gradi. Le prestazioni delle rinnovabili sono limitate a quelle dell'elettricità, quindi andrebbe cambiato il concetto di società da consumistica spinta a molto moderata. Non è una questione tecnica, ma etica. Meglio sarebbe una società di sussistenza e ci arriveremo, ma non oggi, nè domani. Ai consumi attuali dovremmo avere petrolio per 40 anni, certo che la penuria inizierà molto prima, ma non penso prima di una decina d'anni. Intanto con maggio 2016 abbiamo avuto il 13° mese di fila che ha battuto i record di temperatura, fonte Meteogiornale.

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    1. R "andrebbe cambiato il concetto di società da consumistica spinta a molto moderata." concordo, ma chissà perchè immagino che il 99% dei lettori ricollegherebbe queste tue parole alle multinazionali, invece che in primis a quel 55% di intermediazione delle risorse di cui si occupa il pubbilco in italia senza pensare a domani mattina perchè affannato a non tagliare i garantiti di oggi.

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  2. Non solo l'idraulico...
    https://it.finance.yahoo.com/notizie/benzina-altavilla-fca-auto-elettrica-alternativa-non-credibile-101115892.html

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    1. forse alternativa non possibile, se si intende continuare con una società capitalistica a trazione consumistica distruttiva e sprecona.

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  3. A proposito di idraulici...
    Ho visto molti impianti solari termici installati in modo errato. I proprietari finiscono per pensare che le rinnovabili non funzionano.

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