Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 8 giugno 2016

L'Università di Firenze alla ricerca della sostenibilità



7 Giugno 2016: Il rettore dell'Università di Firenze, Prof. Luigi Dei, inaugura la manifestazione "ScienzEstate" a Firenze. Quest'anno, il tema principale è la sostenibilità. (vedi anche la pagina di Unifi dedicata alla sostenibilità su Facebook)


L'ateneo di Firenze sta facendo un grosso sforzo per posizionarsi come ateneo sostenibile e come leader sull'argomento "sostenibilità". E' un'iniziativa spinta con decisione dal nuovo rettore, il prof. Luigi Dei, come un modo intelligente per reagire alle grosse difficoltà che ci troviamo di fronte in questo momento; soprattutto in tema climatico: Gli obbiettivi stabiliti a Parigi con la COP21 non saranno raggiungibili senza un cambiamento di rotta fondamentale di tutta la società. Per questo scopo, le nostre università possono fornire competenza, formazione, informazione e molto di più per aiutare la "società civile" a muoversi nella giusta direzione.

Quindi, il primo passo è ora quello di coordinare le varie attività, molte di altissimo livello internazionale, che un grande ateneo come quello di Firenze ha al suo interno. E non solo attività di ricerca, ma anche tutto quello che possiamo fare come ateneo per dare l'esempio di comportamenti virtuosi in campo ambientale, come nella gestione dei rifiuti e in quella dell'efficienza energetica degli edifici e dei trasporti. Anche qui, si fanno molte cose eccellenti nell'Università di Firenze, ma spesso slegate fra di loro ed episodiche. Bisogna coordinarle per cercare di fare "massa critica" e migliorare.

L'impegno di cercare di far partire questa coordinazione è un lavoro che il modesto sottoscritto (Ugo Bardi) si è preso all'anima di fare come delegato su questo argomento. A breve, dovremmo avere un sito Web di Ateneo dedicato alla sostenibilità. Ma, già ora, è nata la pagina di Ateneo su Facebook dedicata alla sostenibiltà. La trovate a questo link:

https://www.facebook.com/UnifiSostenibile/ (Oppure, cercate "Unifi: Ateneo Sostenibile" sulla barra di ricerca di Facebook).

Se l'argomento vi interessa, andate a vedere questa pagina. Facebook permette una comunicazione rapida e informale; spesso molto efficace. Quindi, se avete idee, commenti, proposte, fantasie, proteste, lamentele, mugugni, poesie ermetiche, o altre cose che pensate siano correlate alla sostenibilità, fateci sapere!

Ovviamente, questi sono soltanto primi passi. La comunicazione serve a favorire le attività ma, di per se, non le crea. Quindi, da qui in poi cercheremo di andare avanti e di costruire qualcosa di utile.






9 commenti:

  1. un mondo sostenibile può essere solo un mondo di sussistenza. Il mondo dello sviluppo infinito in un mondo finito è appunto finito o sta per finire per forza, non certo per amore. Il fatto che abbiano vietato nuove costruzioni nella nostra piana, adducendo motivi idraulici, va nella direzione della COP21, ma per riportarci alla sussistenza sostenibile dalla crescita insostenibile, dovranno invertarsi qualcosa di meglio, anzi tante, troppe cose. Un mondo senza automobili andrebbe nella giusta direzione, ma chi glielo va a dire ai commercianti qui vicino, che sono inferociti col Sindaco, perchè gli spettacoli più attraenti del giugno aglianese li ha fatti lontano dal centro, come se il nostro centro potesse ospitare migliaia di persone, quando al massimo ce ne possono stare 5 o seicento. Questa è la riprova che l'avidità impedisce al cervello di funzionare e con queste persone è inutile parlare di sostenibilità. Gliela puoi solo imporre.

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    1. Il massimo che questa società può fare e cercare di ridurre i danni ai posteri.

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    2. Sperando che cosi' facendo non li aumenti.
      L'eterogenesi dei fini e' la norma, nella storia.
      Quasi sempre i posteri maledicono di piu' gli antenati non per quello che hanno fatto di male, ma per quello che erano convintissimi di fare di bene.
      Non e' disfattismo, e' ironia unita a un minimo di senso del limite, che credo non sia cosi' negletto, qui dentro.
      Almeno spero, altrimenti, pazienza.

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  2. @"A breve, dovremmo avere un sito Web di Ateneo dedicato alla sostenibilità. "

    Io li avevo iniziati a fare.
    Richiedevano un impegno non indifferente, che può sostenere solo chi viene pagato per farlo; a me non mi pagava nessuno e quindi ho fatto scadere tutti e 4 i siti erano online e stavo sviluppando.

    Il vantaggio di fare da se è quello dell'indipendenza da tutto e da tutti, lo svantaggio e che non ho avuto le risorse per poter fare quello che volevo.

    Era da tempo che dicevo che si doveva costruire, e non partire sempre da zero come si fa negli articoli di un blog.

    Vi auguro il successo sperato;
    per quanto mi riguarda ho già dato;
    adesso sono costretto ad andare nei settori dove posso guadagnare per poter essere almeno personalmente sostenibile! :-)

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    1. "Era da tempo che dicevo che si doveva costruire, e non partire sempre da zero come si fa negli articoli di un blog."

      Io invece credo che la struttura "socratica" tipica dei blog (e ancora meglio erano i newsgroup, dove articolo e commenti avevano stesso livello gerarchico) sia piu' adatta a discutere e, indirettamente determinare, cio' che e' in continuo divenire per eccellenza, la societa' umana e i suoi modi.
      Il tentativo di congelarla in un corpus e' inutile, la ucciderebbe se non fosse prima condannato esso stesso al fallimento.

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    2. E quando vuoi sapere qualcosa su un argomento cosa fai?
      Ti giri i post di alcuni anni?
      E gli argomenti che sono stati trattati più volte,
      ti leggi le centinaia di commenti fatti?

      Invece:
      1) si scrive un argomento nel sito:
      2) si fa un post sul blog su quell'argomento;
      3) se escono fatti/dati importanti che non sono concordi con quello scritto nel sito, si modifica l'articolo nel sito.

      Questo permette la discussione e la raccolta dei risultati una volta per tutte, senza bisogno ogni volta di rileggersi tutto.

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    3. Certamente.
      Purche'

      "si modifica l'articolo nel sito"!

      La faccenda verso cui nutro sospetto e richiamo l'attenzione e' invece la possibilita' che

      "la raccolta dei risultati una volta per tutte"

      congeli il tutto nella solita, ennesima, religione.

      E' una tendenza che gia' quasi tutti blog hanno, compreso questo sebbene in minima misura :) cioe' di raccogliere solo gente che la pensa allo stesso modo e che si rinforza sempre di piu' in quelli che alla fine finscono per essere solo ennesimi pregiudizi (cioe' litanie da recitare in coro, e chi non recita con abbastanza convinzione va espulso - occhio che e' estremamente facile cadere in questa casistica).

      Comunque i tuoi siti erano ottimi, potevi lasciarli in rete.

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    4. @"congeli il tutto nella solita, ennesima, religione."

      L'intenzione non è di congelare niente; l'intenzione era quella di trattare un argomento e arrivare a dei risultati da mettere nel sito.
      Se poi ci sono informazioni nuove, parametri non considerati, innovazioni tecnologiche ecc.
      Si rianalizza il problema e si modifica il contenuto nuovamente.
      Una persona che arriva per la prima volta, non ha bisogno di leggersi centinaia di articoli o migliaia di commenti, ma legge direttamente i risultati ottenuti e come sono stati ottenuti.

      @"Comunque i tuoi siti erano ottimi, potevi lasciarli in rete."

      Grazie, i miei siti avevano un costo.
      Nel 2015 solo per i servizi internet ho pagato circa 500 Euro (perché me li sviluppo da me).

      Quest'anno avevo trovato un modo per poter tenere online tutti i siti a un costo che era solo 1/3 del precedente.

      Sfortunatamente debbo rinviare tutto a tempi migliori.

      Fare troppe cose che non portano soldi, alla fine si rischia il fallimento economico e io lo sto sfiorando...

      Le mie intenzioni erano di realizzare un SISTEMA ESPERTO che, indipendentemente dalle credenze personali, analizzasse i dati e presentasse i risultati.
      Avrebbe avuto la capacità di rispondere a domande i cui dati non risiedevano al suo interno, ma li avrebbe ottenute indirettamente tramite l'elaborazione di altri dati grezzi.

      Faccio un esempio:
      Voi sapete cosa succederebbe se lanciassimo 10 testate nucleari da 10 Megatoni sul ghiacciaio dell'Antartide?

      Il Sistema esperto avrebbe:
      1) calcolato l'energia liberata da tali esplosioni;
      2) avrebbe considerato la temperatura media in Antartide;
      3) avrebbe considerato la capacità termica del ghiaccio;
      4) la capacità termica dell'acqua;
      5) l'energia (entalpia) di fusione del ghiaccio;
      6) l'energia per l'evaporazione dell'acqua;
      7) considerato il volume totale dei ghiacci presenti in Antartide;
      8) convertito il volume del ghiaccio in peso;
      9) ed infine, calcolata la percentuale di ghiaccio sciolto/evaporato dall'esplosione delle bombe nucleari.

      Tutto senza bisogno di avere delle funzioni specifiche per questo tipo di calcoli.

      Il problema è che un lavoro del genere diventa MOLTO IMPEGNATIVO ed è possibile farlo solo se si viene PAGATI per farlo, se no...
      non è possibile farlo!

      Quindi, finché non troverò qualcuno disposto a pagare... o un modo per poter finanziare tali siti; sarò costretto a farne a meno.

      Sò già che se chiedessi un piccolo contributo a fondo perduto, non riuscirei neanche a raccimolare i soldi per mantenere i siti su internet, immaginiamoci di sviluppare Sistemi Esperti.

      P.S: anch'io sono contro quelli che vogliono dettare il loro credo; imporre la loro idea. Infatti il sistema esperto serve proprio a essere indipendenti da questa visione.

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  3. OT: prof, ha letto le minacce di morte alla Coyaud sul suo blog? Speravo ci fossimo lasciati alle spalle queste assurdità, anche se le minacce ai climatologi sono ancora recenti...

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