Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 15 maggio 2016

E tanti saluti anche al ghiaccio artico.






Dall'Artico, arrivano notizie sempre peggiori., con il rischio che l'Oceano Artico si trasformi da bianco in completamente blu in un futuro non lontano. A commento di una situazione ormai fuori controllo, un articolo di Sam Carana.




Da “Arctic News”. Traduzione di MR (via Sam Carana)

Creato da Sam Carana, parte del poster di AGU 2011

La situazione pericolosa nell'Artico è descritta dall'immagine sulla destra che mostra che l'Artico è colpito da tre grandi sviluppi, leggi tre tipi di riscaldamento:

- Riscaldamento Globale
- Riscaldamento accelerato dell'Artico
- Riscaldamento globale fuori controllo

I rettangoli blu descrivono gli eventi che alimentano questi sviluppi, in alcuni casi su su diversi altri eventi. Dove gli sviluppi e gli eventi si alimentano a vicenda, queste interazioni sono descritte da linee con la direzione dell'alimentazione indicata dalla freccia. Tali alimentazioni possono trasformarsi in anelli di retroazione positivi (auto rinforzanti), per esempio uno sviluppo o evento che alimenta sé stesso, o direttamente o attraverso una serie di altri eventi.

Due anelli di retroazione positiva di questo genere sono descritti nell'immagine sopra e sono anche sottolineati nell'immagine sulla destra.


L'anello di retroazione #1 si verifica dove la perdita di ghiaccio marino porta a cambiamenti dell'albedo che accelerano il riscaldamento nell'Artico, chiudendo l'anello causando ulteriore perdita di ghiaccio.

L'anello di retroazione #2 si verifica quando il riscaldamento accelerato dell'Artico indebolisce i depositi di metano, portando a rilasci di metano che accelerano ulteriormente il riscaldamento nell'Artico.

In entrambi i casi, l'accelerazione del riscaldamento nell'Artico alimenta eventi che a loro volta alimentano altri eventi, causando alla fine un ulteriore accelerazione del riscaldamento nell'Artico. Ci sono ulteriori anelli di retroazione positiva. L'immagine sotto dipinge anche in che modo si verifica un altro anello di retroazione man mano che l'accelerazione del riscaldamento nell'Artico altera il jet stream, portando a più meteo estremo, in particolare ondate di calore, che causano incendi. Questi incendi causano ogni tipo di emissioni, compreso biossido di carbonio, polvere, fuliggine, composti organici volatili, metano ed altri precursori dell'ozono. I gas serra accelerano il riscaldamento, mentre gli aerosol possono avere un impatto particolarmente forte nell'Artico quanto si depositano su terreno, neve e ghiaccio e causano cambiamenti nell'albedo che accelerano ulteriormente il riscaldamento dell'Artico. La combustione incompleta porta al monossido di carbonio, che esaurisce l'idrossile che avrebbe potuto invece spezzare il metano.


Inoltre, ci possono anche essere interazioni fra anelli di retroazione. Per esempio, i cambiamenti del jet stream possono causare ondate di calore che andranno ad accelerare il declino di neve e ghiaccio.

Le immagini sopra mostrano in che modo tali retroazioni causino ulteriore accelerazione del riscaldamento nell'Artico, finendo alla fine fuori controllo e arrivando ad un terzo tipo di riscaldamento, cioè al riscaldamento globale fuori controllo. Nell'immagine sopra, tre frecce rosse descrivono i tre grandi sviluppi, cioè i tre tipi di riscaldamento, con alcune retroazioni evidenziate in giallo. L'immagine sotto descrive diverse retroazioni del genere.


Ulteriori dettagli su ognuna di queste retroazioni vengono dati alla fine di questo post. Senza un'azione efficace e complessiva, queste retroazioni porteranno al riscaldamento globale fuori controllo, come il cambiamento climatico improvviso che causa morte e distruzione di massa, e porta all'estinzione su scala di massa, come descritto nell'immagine sotto e come descritto in questo post.


La minaccia che ciò costituisce per la sicurezza delle forniture alimentari e dell'acqua potabile è ulteriormente descritta in questo e questo post, ognuno dei quali indica anche la necessità di piani d'azione complessivi ed efficaci. Senza tale azione, come già detto, i tre tipi di riscaldamento di cui sopra stanno minacciando di portare ad un quarto sviluppo, cioè l'estinzione di massa a breve termine di molte specie, compresi gli esseri umani, come mostra l'immagine sopra. L'azione è raccomandata come parte del Piano Climatico viene descritta nella pagina dell'azione.

Retroazioni nell'Artico

1. Perdita di albedo dovuta al ritiro di neve e ghiaccio ed ulteriore declino di neve e ghiaccio
La perdita di albedo può avvenire a causa di diverse forme di declino del ghiaccio marino, cioè quando il ghiaccio si ritira, quando il riscaldamento cambia la struttura del ghiaccio e quando affiorano pozze di acqua di fusione sopra il ghiaccio. Il riscaldamento globale è accelerato nell'Artico e causa il declino di neve e ghiaccio che porta alla perdita di albedo e quindi ad un maggiore assorbimento di luce solare, accelerando ulteriormente il riscaldamento dell'Artico, in un ciclo auto rinforzante. Notate che viene assorbita più luce solare dall'Oceano Artico e dalla terraferma, causando la fusione del permafrost a profondità maggiore.
http://arctic-news.blogspot.com/2012/07/albedo-change-in-arctic.html

2. Intrappolamento del calore da parte del metano
I rilasci di metano stanno riscaldando l'atmosfera sull'Artico, il fondo del mare si riscalda più rapidamente.
http://arctic-news.blogspot.com/2013/11/methane-levels-going-through-the-roof.html

3. Le correnti verticali si indeboliscono
Man mano che il declino del ghiaccio marini indebolisce le correnti verticali nell'Oceano Artico, il fondo del mare si riscalda più rapidamente.
http://arctic-news.blogspot.com/2012/09/arctic-sea-ice-loss-is-effectively-doubling-mankinds-contribution-to-global-warming.html

4. Tempeste ed ondate di calore che causa più mescolamento verticale dell'acqua
Ciò può provocare il fatto che l'acqua calda dello strato superficiale di acque libere raggiunga il fondo del mare.
http://arctic-news.blogspot.com/2012/07/arctic-waters-are-heating-up.html

5. Tempeste e ondate di calore che accelerano il riscaldamento dell'Artico
L'accelerazione del riscaldamento dell'Artico causa tempeste più forti, porta più aria calda nell'Artico e spinge più aria fredda fuori dall'Artico. Inoltre, l'accelerazione del riscaldamento causa ondate di calore più forti che causano più fusione di neve e ghiaccio. Ciò accelera il riscaldamento nell'Artico e costituisce un ciclo auto rafforzante.
http://arctic-news.blogspot.com/2012/08/diagram-of-doom.html

6. Più tempeste, ondate di calore ed evaporazione che creano più acqua libere, nuvole e precipitazioni
Gli eventi meteo estremi come le tempeste possono spingere il ghiaccio marino fuori dall'Oceano Artico verso l'Oceano Atlantico. Questo crea più acqua libere dove le tempeste si possono sviluppare più facilmente, in quanto ci saranno maggiori opportunità di evaporazione. Le precipitazioni che ne risultano possono rendere più melmoso, in un ciclo auto rinforzante. Inoltre, può essere intrappolato più calore sotto le nuvole e questo si può verificare per tutto l'anno, al contrario all'effetto soltanto estivo della maggior quantità di luce solare che viene riflessa verso lo spazio da tali nuvole (vedete anche la retroazione #27).
http://arctic-news.blogspot.com/2012/04/supplementary-evidence-by-prof-peter.html

7. Onde
Il meteo estremo produce venti ed onde più alte che contribuiscono ulteriormente al declino di neve e ghiaccio. Le onde spezzano il ghiaccio marino in numerosi pezzi che si comportano da vele che catturano il vento e si spostano più facilmente coi venti, probabilmente fino ad uscire dall'Oceano Artico.
http://arctic-news.blogspot.com/2012/08/huge-cyclone-batters-arctic-sea-ice.html

8. Perdita di albedo dovuta alle onde
Le onde causano acqua più mosse e acque più mosse assorbono più luce solare.
http://arctic-news.blogspot.com/2012/08/diagram-of-doom.html

9. Il meteo estremo che causa incendi, polvere, crescita di microbi ed ulteriori fonti di emissioni
Tali emissioni contribuiranno ulteriormente al riscaldamento globale, mentre tale inquinamento si può anche depositare su neve e ghiaccio, portando ad un maggiore assorbimento della luce solare, in particolare nell'Artico.
http://arctic-news.blogspot.com/2012/07/how-extreme-will-it-get.html

10. Porte aperte
L'accelerazione del riscaldamento dell'Artico cambia il vortice polare e il jet stream, rendendo più facile che l'aria calda entri nell'Artico e che l'aria fredda esca dall'Artico, a sua volta diminuendo ulteriormente la differenza di temperatura fra l'Equatore e il Polo Nord, in un anello di retroazione positivo. Come dice Sam Carana: “E' come lasciare aperta la porta del frigorifero”.
http://arctic-news.blogspot.com/2012/08/opening-further-doorways-to-doom.html
http://arctic-news.blogspot.com/2014/06/warming-of-the-arctic-fueling-extreme-weather.html
http://arctic-news.blogspot.com/2014/07/whats-wrong-with-the-weather.html
http://arctic-news.blogspot.com/2014/05/more-extreme-weather-can-be-expected.html

11. Acque più calde
Acque dell'Artico più calde causate dal riscaldamento della Corrente del Golfo, dovuta ad ondate di calore e a fiumi più caldi che finiscono nell'Oceano Artico. Questo riscalderà il fondo dell'Oceano Artico.
http://arctic-news.blogspot.com/2013/12/the-biggest-story-of-2013.html
http://arctic-news.blogspot.com/2015/05/mackenzie-river-warming.html

12. Attività sismica
Il ritiro della copertura di ghiaccio e neve porta un contraccolpo isostatico che può innescare terremoti sottomarini, onde d'urto e frane, che a loro volta destabilizzano gli idrati di metano.
http://arctic-news.blogspot.com/2013/09/methane-release-caused-by-earthquakes.html
http://arctic-news.blogspot.com/2014/06/earthquakes-and-warm-water-threaten-arctic.html

13. Si forma meno ghiaccio marino
E' possibile che il ghiaccio marino non si formi a causa dell'energia cinetica (il gorgoglio) del metano nel momento in cui risale nell'acqua ed entra nell'atmosfera.
http://arctic-news.blogspot.com/2013/12/methane-emerges-from-warmer-areas.html

14. Perdita di calore latente
Dove scompare il ghiaccio, il calore non va più a finire nel processo di fusione del ghiaccio, piuttosto se ne andrà ad aumentare le temperature dell'acqua.
http://arctic-news.blogspot.com/2014/06/warming-of-the-arctic-fueling-extreme-weather.html
http://arctic-news.blogspot.com/2015/10/september-2015-sea-surface-warmest-on-record.html

15. Corrente del Golfo più calda
La Corrente del Golfo si scalda a causa delle emissioni e questo può essere reso peggiore dal meteo estremo, portando ad acqua ancora più calda che viene trasportata dalla Corrente del golfo nell'Oceano Artico, accelerando così ulteriormente il riscaldamento dell'Artico e gli eventi meteorologici estremi ai quali questo contribuisce.
http://arctic-news.blogspot.com/2014/06/warming-of-the-arctic-fueling-extreme-weather.html

16. Riscaldamento del fondo del mare
Man mano che il fondo dell'oceano Artico si scalda, il calore può penetrare nei sedimenti, causando la destabilizzazione che provoca rilasci di metano.
http://arctic-news.blogspot.com/2014/04/arctic-sea-ice-in-steep-descent.html

17. Espansione del metano
Quando il metano fuoriesce dagli idrati si espande fino a 160 volte il suo precedente volume. L'urto provocato da tale espansione può causare un'ulteriore destabilizzazione degli idrati.

18. Ondate di calore che provocano il declino di neve e ghiaccio
Meteo estremo che provoca ondate di calore più lunghe ed intense che portano ad un maggiore declino di neve e ghiaccio.

19. Cambiamenti del vortice polare e del jet stream che causano eventi meteorologici estremi
Gli eventi meteorologici estremi possono innescare ulteriori retroazioni, comprese:
- tempeste che causano una maggiore miscelazione verticale dell'acqua (retroazione  #4)
- tempeste ed ondate di calore che accelerano il riscaldamento dell'Artico, che causano a loro volta meteo estremo (retroazione #5)
- tempeste ed ondate di calore che aumentano l'umidità nell'Artico (retroazione #6)
- Forti onde (retroazione #7)
- ondate di calore che innescano incendi (retroazione #9)
- jet stream che raggiunge latitudini maggiori, spostando aria calda nell'Artico (retroazione #10)
- ondate di calore che causano il riscaldamento del fondo dell'Oceano Artico (retroazione #11)
- ondate di calore che causano il declino di neve e ghiaccio (retroazione #18)

20. L'attività sismica innesca terremoti e frane
Le eruzioni vulcaniche sottomarine, i terremoti e le onde d'urto associate possono a loro volta innescare ulteriori terremoti, così come frane sottomarine, specialmente lungo le linee di faglia che separano le placche tettoniche.

21. Gli sbalzi di temperatura causano destabilizzazione
Il metano è presente nella calotta glaciale della Groenlandia sotto forma di idrati e gas libero. Gli enormi sbalzi di temperatura possono colpire aree della Groenlandia nel corso di pochi giorni, causando l'espansione e la contrazione del ghiaccio e quindi differenza di pressione e temperatura. L'urto combinato di forte pressione e sbalzi di temperatura provocano movimento, frizione e fratture nel ghiaccio e questo permette al metano di risalire alla superficie ed entrare nell'atmosfera.
http://arctic-news.blogspot.com/2014/04/earthquakes-in-the-arctic-ocean.html
http://arctic-news.blogspot.com/2015/10/september-2015-sea-surface-warmest-on-record.html

22. Più plancton
Uno studio di Park et al, del 12 maggio 2015, conclude che l'effetto biogeofisico dei cambiamenti futuri del fitoplancton amplifica il riscaldamento dell'Artico del 20%. La fusione del ghiaccio marino indotta dal riscaldamento e l'aumento corrispondente delle radiazioni ad onde corte che penetrano nell'oceano portano entrambi ad una stagione di crescita del fitoplancton nell'Artico più lunga. A sua volta, l'aumento del fitoplancton nell'Artico riscalda lo strato superficiale dell'oceano attraverso il riscaldamento biologico, innescando retroazioni positive aggiuntive nell'Artico e di conseguenza intensificando ulteriormente il riscaldamento dell'Artico.
http://arctic-news.blogspot.com/2015/05/mackenzie-river-warming.html
http://www.pnas.org/content/112/19/5921.abstract

23. Cambiamento dell'emissività
Feldman et al, 18 novembre 2014, hanno scoperto che gli oceani aperti sono molto meno efficienti del ghiaccio marino quando si tratta di emettere nello spettro della regione estrema dell'energia degli infrarossi rispetto al ghiaccio marino, portando ad oceani più caldi, fusione del ghiaccio marino e ad un aumento di 2°C nel clima polare dopo un periodo di 25 anni.
http://www.pnas.org/content/111/46/16297.abstract

24. Fiumi che riscaldano l'Oceano Artico
Ondate di calore  sul Nord America e sulla Siberia possono causare l'ingresso di enormi quantità di acqua calda nell'Oceano Artico.
http://arctic-news.blogspot.com/2015/05/mackenzie-river-warming.html
http://arctic-news.blogspot.com/p/the-mechanism.html

25. Vapore acqueo e nuvole
Man mano che gli oceani si riscaldano, ci si può aspettare che l'atmosfera contenga più vapore acqueo. Questa conclusione è supportata da studi come questo.  Visto che il vapore acqueo è un potente gas serra, più vapore acqueo nell'atmosfera contribuirà al riscaldamento globale. Le nuvole possono da un lato riflettere più luce solare nello spazio, ma dall'altro possono anche intrappolare calore e rifletterlo verso la Terra, calore che sarebbe altrimenti irraggiato verso lo spazio. Studi come quello di Dessler e di Sherwood et al. concludono che è probabile che contribuiscano asl riscaldamento globale.
http://www.nature.com/nature/journal/v505/n7481/full/nature12829.html

26. Salinità
I tassi di evaporazione sono maggiori sull'acqua dolce che sulle superfici di acqua salata. Questo, unitamente alla temperatura più alta dell'acqua di fiume che si riversa nell'Oceano Artico, porterà ad una maggiore evaporazione e quindi a più pioggia, che a sua volta porta a più pozze di acqua  piovana sopra il ghiaccio marino, accelerando la sua fine.
http://www.itc.nl/library/papers_2013/msc/wrem/abdelrady.pdf
http://arctic-news.blogspot.com/2015/05/mackenzie-river-warming.html
http://arctic-news.blogspot.com/2015/01/rain-storms-devastate-arctic-ice-and-glaciers.html

27. Più acque libere nell'Artico contribuiscono a tempeste più forti
Con più vapore acqueo nell'atmosfera e con più eventi meteorologici estremi, ci si può aspettare che le tempeste colpiscano con più intensità. Questa situazione diventa persino peggiore man mano che l'Oceano Artico perde il suo ghiaccio marino, con le acque aperte in più che si aggiungono al vapore acque in atmosfera. Ciò da maggiori opportunità ai pennacchi al di sopra delle supercelle delle grandi tempeste di portare vapore acqueo fino alla stratosfera, contribuendo alla formazione di cirri che bloccano molto calore che altrimenti verrebbe irradiato dalla Terra allo spazio.
http://arctic-news.blogspot.com/2015/06/gulf-stream-brings-ever-warmer-water-into-arctic-ocean.html

28. Un coperchio di acqua dolce fredda sul Nord Atlantico
La fusione della calotta glaciale della Groenlandia e del permafrost in Nord America porta l'acqua di fusione ad essere spinta dalle correnti marine verso il Nord Atlantico, dove si accumula e forma un coperchio di acqua fredda supra l'acqua. Questo porta a minore evaporazione e trasferimento del calore dall'oceano all'atmosfera e più calore oceanico che viene trasportato dalla Corrente del Golfo al di sotto della superficie del mare nell'oceano Artico.
http://arctic-news.blogspot.com/2015/10/september-2015-sea-surface-warmest-on-record.html
http://arctic-news.blogspot.com/2015/09/warming-arctic-ocean-seafloor-threatens-to-cause-huge-methane-eruptions.html
Si tratta di un anello di retroazione positivo, come descritto nei post:
http://arctic-news.blogspot.com/2015/12/strong-winds-and-high-waves-hit-arctic-ocean.html
http://arctic-news.blogspot.com/2015/12/2015-warmest-year-on-record.html


19 commenti:

  1. In tutta questa distesa di retroazioni positive, ognuna delle quali potenzialmente destabilizzante, ce n'è almeno qualcuna negativa alla quale aggrapparsi ?

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    1. Piu' che altro c'e' da chiedere se davvero dispiacersi e gridare al collasso "solo" per questo (nota molto stonata questa mia, qui dentro ;).
      In fin dei conti, si potrebbe osservare che il piu' grande nemico della vita sulla terra e' l'acqua allo stato solido, non liquido o gassoso. Acqua congelata vuol dire sua inutilizzabilita' per i processi vitali, e poca o nessuna evaporazione e precipitazione, cioe' morte. La immensa siberia e' inabitabile tranne che per poche specie perche' per almeno meta' dell'anno la temperatura e' sotto zero, e da qualche decimetro sotto terra comincia il permafrost, il ghiaccio perpetuo.
      E lo stesso vale per la CO2, troppo poca e' peggio di troppa, tant'e' che, per la vita, se non erro, sono necessarie le attivita' vulcaniche per rimettere in ciclo il carbonio che si deposita sotto forma di carbonati e viene sequestrato nei fondi dei mari (pensiamo alle rocce infatti dette carbonatiche che poi riemergono con l'attivita' tettonica): con poca CO2 rallenta, fino a fermarsi, la crescita delle piante, che e' alla base della catena alimentare del pianeta (si stima infatti un attuale incremento delle rese agricole e dell'accrescimento vegetale generale del 20 per cento, grazie all'aumento di CO2 nell'aria!). Gli agricoltori immettono CO2 artificialmente nelle serre per incrementare la produzione, e' il fattore nutritivo che la incrementa di piu', se non erro.

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    2. Erri, abbiamo già pubblicato un articolo sugli effetti negativi sulla crescita delle piante dell'eccesso di CO2, ce ne sono anche altri in giro sulla riduzione della fotosintesi con l'aumento delle temperature. L'equilibrio di tutti gli elementi determina la salute dei processi di crescita delle piante, così come quelle degli animali. Il nemico non è l'acqua allo stato solido, il nemico è lo squilibrio che si sta creando fra stato solido, liquido e gassoso dell'acqua, è come questa perdita di equilibrio si ripercuote sugli altri equilibri che dipendono da esso. Un equilibrio dinamico, certo, ma sempre piuttosto stabile... finora.

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    3. Attualmente, secondo gli agronomi, l'effetto complessivo della CO2 e' nettamente positivo, e se si aggira su quel 20 per cento accennato, e' un'enormita'.

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    4. Non ho ricevuto però risposta al mio quesito... qualsiasi sistema dinamico fisico che spontaneamente è votato a convergere verso uno stato di equilibrio, non può per forza di cose contenere solamente retroazioni positive (lasciamo perdere per il momento nyquist ed esuliamo da discorsi complicati sugli sfasamenti). Pertanto, la descrizione proposta, pur dettagliata all'inverosimile, è necessariamente INCOMPLETA.

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    5. Io veramente una retroazione negativa credo di averla indicata, e non e' una retroazione da poco, se si pensa che (l'assorbimento di co2 da parte della fotosintesi) e' una di quelle retroazioni che hanno fatto si' che la quasi totalita' degli ultimi 500.000 anni, tranne i brevi periodi interglaciali, sia stato di glaciazione: ghiacci fino al quarantesimo parallelo per 100.000 anni, con brevi intervalli di 10.000 di interglaciale.

      In tale condizione glaciale, sebbene col livello dei mari piu' basso di 200 metri, l'areale di abitabilita' della terra, con l'attuale distribuzione delle terre emerse, era MOLTO minore per tutte le specie terrestri, non solo per l'uomo. Senza acqua liquida non c'e' vita.

      Il vero problema grosso, enorme per il mondo, e' l'invasione, l'inflazione di esseri umani in ogni dove, di cui il cambiamento climatico o riscaldamento globale e' solo il minimo corollario.

      Proprio oggi leggevo un trafiletto di Wilson (l'entomologo) su le scienze, secondo il quale il tasso di estinzione delle specie e' non di 10 o 100 volte, bensi' MILLE volte maggiore di quello normale. Si tratta del maggiore tasso di estinzione mai accaduto, anche a fronte dei peggiori cataclismi, e questo si' e' interamente dovuto all'adattamento, alla trasformazione della terra alle necessita', di natura reale o fantasiosa, dell'uomo.

      Il global warming, o quello che e', e' irrilevante in questo contesto, e anche se esso non ci fosse cambierebbe poco o nulla nel trend generale.

      Anzi, se il global warming dovesse servire a limitare drasticamente l'ulteriore espansione della specie umana, sarebbe solo un bene per tutti, specie umana compresa. Ma il fatto e' che probabilmente, rendendo abitabili e coltivabili maggiori porzioni di terra emersa, probabilmente avra' l'effetto contrario. Il fatto che affondino Venezia e New York sotto pochi metri d'acqua, con i loro inestimabili monumenti alla creativita' umana, nell'economia del mondo, vale un millesimo della eventuale sfruttabilita' agricola della immensa siberia. L'aumento di temperatura, evaporazione, umidita', piovosita', co2, e' una benedizione per l'agricoltura, e infatti non e' un caso che l'agricoltura e l'attuale civilta' sia nata con la fine dell'ultima glaciazione, quando si e' verificata la concomitanza della presenza, per la prima volta nella storia del mondo, di "riscaldamento globale" e "homo sapien sapiens".

      Chissa', forse alla fine avremo un mondo come lo abbiamo talvolta visto nei film di fantascienza, un immenso macchinario autorigenerante onnicomprensivo, con gli uomini a lavorare come schiavi per permetterne la persistenza.

      Il fatto che non ci dice la fantascienza e' che quell'immenso macchinario esisteva gia' da prima dell'uomo, lo avevamo gia', e si automanuteneva da solo senza alcuna fatica da parte nostra, se ci fossimo _limitati_ a raccoglierne i frutti man mano che li produceva, senza cadere anche noi nella trappola malthusiana, velleita' probabilmente impossibile, dato che senza eccesso di prole nessuna specie non solo evolve, ma nemmeno si mantiene in condizioni di esistenza stabile, a causa della deriva genetica.

      Il resto ognuno e' meglio che se lo deduca da se', dato che e' molto amaro.

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    6. Non me ne intendo di sistemi dinamici fisici.
      Mi piacerebbe darti una risposta, ma non ce l'ho.
      Credo solo che al momento l'Artico sia in uno stato di cambiamento molto forte, come del resto l'intera biosfera, idrosfera, atmosfera, criosfera.
      E la causa maggiore, sono le nostre sconsiderate e folli azioni.
      Siamo matti.

      Gianni Tiziano

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  2. in questo post si enfatizzano gli eventi estremi come conseguenza del riscaldamento globale, nel seguente articolo invece si parla di "meteo estremo tipico", come se l'estremizzazione fosse ormai la normalità (ci stiamo abituando alle sfuriate del clima?) e senza nessun riferimento alle cause: http://www.meteogiornale.it/notizia/43627-1-meteo-estremo-escalation-di-danni-da-grandine-il-notiziario-per-i-levabolli

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    1. Quei siti vivono di scandalo, come piu' o meno tutta l'informazione popolare. A sentire i notiziari, dovrebbe essere scomparso l'uomo insieme con tutta la vita sulla terra contemporaneamente alla loro comparsa sulla terra (dei notiziari).

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  3. Lo stesso Sam Carana si chiede se quest'anno, a settembre, l'artico sarà completamente disciolto.
    Sarebbe la prima volta nella storia.
    .----
    E' terribile quello che stà succedendo.
    Le temperature dell'aria sull'Artico sono molto più alte del normale, da anni.
    Poveri eschimesi, poveri orsi polari, che annegano in mare a causa della rottura dello strato dei ghiacci più sottile, quando escono sulla banchisa andando a caccia di foche.
    Poveri noi : la corrente del Golfo, che mitiga il clima in Europa occidentale, e genera le nubi che provengono da ovest, sta rallentando ed è previsto che si bloccherà, a causa dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia.
    .----
    Tutto questo, a causa dell'industrializzazione, della tecnologia, dell'estrazione e combustione di petrolio, carbone e gas.
    Se non cessiamo le nostre azioni sconsiderate, siamo matti, matti.

    Gianni Tiziano

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    1. Mi correggo :
      "Lo stesso Sam Carana si chiede se quest'anno, a settembre, il Ghiaccio del Mare Artico sarà completamente disciolto."
      "Arctic Sea Ice gone by September 2016?"

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  4. L'uomo è la specie più stupida: venera un dio invisibile e distrugge una Natura visibile.
    Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel dio che sta venerando

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    1. Tutte le specie si "servono" del resto della natura, distruggendo cio' di cui si nutrono: la sola differenza e' che l'uomo, essendo meno stupido, sembra essere piu' efficiente nella distruzione.
      L'uomo si comporta esattamente come qualsiasi altro essere vivente, che se si pone dei limiti e' solo per preservare se stesso.
      La vita si nutre della morte, sempre e dappertutto intorno a noi.

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    2. mi pare che tu abbia le idee un pò confuse. Comunque il panteismo è molto accattivante, ma il Dio di Gesù è molto più affascinante.

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    3. Hubert Reeves - 13 luglio 1932 (età 83)
      ha detto quella frase.
      Che mi piace tanto.

      Tiziano

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    4. Gentile Sig. Mago,

      Come fa a dire che gli altri hanno le idee un po' confuse, lo sa solo lei. Lo saprebbe anche dio, se solo esistesse ma, visto che non esiste...

      La sua religione non sarà un panteismo, ma gli somiglia parecchio: il padre, il figlio e lo spirito (che sono tre ma sono anche uno, abracadabra, simsalabim); la madonna; padre pio; tutti i santi (la mia preferita è santa Bona!); angeli, arcangeli e superangeli; ecc.

      Questa, mi dicono, sarebbe una religione monoteista! E queste sarebbero delle idee chiare? Ah beh, allora...

      Un saluto divertito!
      Teo A.

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  5. La scimmia umana non distrugge nulla se non le condizioni ambientali per proliferare e parassitare il pianeta. Distrutte queste avrà distrutto se stessa. E dopo la Natura si riprenderà il territorio e riparerà i guasti ambientali, lasciandosi per sempre alle spalle l'antropocene. Vedere lo splendido documentario su YouTube 'La Terra dopo l'uomo'.
    Probabilmente non ci estingueremo, ma quello che rimarrà del genere umano non potrà permettersi di ricominciare col paradigma della crescita infinita con le poche risorse rimaste. È un futuro di nomadismo e piccole comunità che aspetta i nostri discendenti, il meglio che possa garantirgli la sopravvivenza in un mondo spogliato delle proprie risorse.

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    1. i nati dopo gli anni '60 sono una cosa oscena: con 22° naturali hanno freddo e accendono il riscaldamento o i termoventilatori. Poi quando ci saranno 24 o 25 gradi avranno caldo e accenderanno il condizionatore. Per questa gente non c'è futuro.

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  6. Nel film "Kingsman - Secret service", il folle miliardario Richmond Valentine escogita un sistema per impiantare nelle persone un dispositivo volto a recepire un segnale in grado di rendere le persone estremamente aggressive e indurle ad ammazzarsi a vicenda. E questo con il deliberato proposito di ridurre la popolazione terrestre e rendere nuovamente sostenibile la vita sulla Terra. L'idea è atroce e folle (oltre che classista, perchè Valentine fa in modo di salvare i riccastri come lui) però quello che stiamo facendo noi da circa 250 anni, cioè tagliare il ramo su cui siamo seduti, non è molto più sensato, è solo più diluito nel tempo e nello spazio. In Valentine abbiamo tantissima follia concentrata in un uomo solo che agisce in tempo rapidi, noi ne abbiamo di meno ma diffusa in miliardi di persone che hanno avuto secoli per agire: alla fine il risultato è comunque atroce. Siamo la dimostrazione che l'omeopatia ha un fondamento scientifico..... Simone Emili

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