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venerdì 18 marzo 2016

I ricercatori di Energia per l'Italia sul referendum del 17 Aprile




Referendum 17 aprile: una politica energetica per il paese ai tempi della COP21

"Chi vuole dare un segnale politico, fa politica", dicono i due vice segretari del PD. Noi ricercatori di Energia per l'Italia abbiamo svolto un’azione politica chiedendo al Presidente del Consiglio e ai Ministri interessati di aprire un costruttivo dibattito sulla Strategia Energetica Nazionale che l’attuale Governo ha ereditato da quelli precedenti e che poi ha sostanzialmente peggiorato con una serie di decreti.  Non abbiamo mai avuto risposta. Il referendum ha certamente un significato politico perché contesta una Strategia che ignora lo stato di degrado e di pericolo in cui si trova il pianeta evidenziato  dagli scienziati, sottolineato da papa Francesco nell'enciclica Laudato sì e oggetto dell'accordo alla Cop 21 di Parigi, firmato dalle delegazioni di 185 paesi fra cui l'Italia.

Finché c’è gas, ovviamente è giusto estrarre gas. Sarebbe autolesionista bloccarle dopo avere costruito gli impianti, … licenziare migliaia di italiani e rinunciare a un po’ di energia disponibile, Made in Italy. Col risultato che dovremmo acquistare energia nei paesi arabi o in Russia, a un prezzo maggiore scrivono i due vice segretari.

Nel Regno Unito si sta svolgendo la campagna “Keep it in the ground” (letteralmente lasciali nel sottosuolo), perché lo spazio per i rifiuti nella casa comune Terra è quasi esaurito: vi è posto solo per le emissioni di CO2 che corrispondono a un quinto dei combustibili fossili che si trovano nel sottosuolo. Se ne estraiamo più di un quinto, l’aumento di temperatura supererà i 2 °C, la soglia che unanimemente è stata riconosciuta come un limite invalicabile nella conferenza di Parigi. Ecco, perché NON è giusto estrarre gas ed è invece giusto investire sul risparmio energetico e sulle energie rinnovabili.

Sostenere il SI al referendum significa anche definire gli indirizzi strategici della politica industriale del paese. Il principale risultato atteso è la conversione delle aziende del settore oil&gas verso le nuove tecnologie.

Il costo dell’energia è stabilito dal mercato globale e da complessi meccanismi finanziari ed economici. Ad esempio, l’energia in eccesso prodotta dalle fonti rinnovabili, ovvero non consumata da chi la produce, viene venduta a prezzi molto inferiori al costo di mercato. 

Inoltre, l’estrazione di idrocarburi in Italia ha margini di profitto relativamente bassi, perché le quantità totali sono esigue (pari al fabbisogno energetico del paese per 2-3 anni) e perché richiedono procedimenti complessi per la tutela ambientale, quali la re-immissione di acqua per ridurre la subsidenza e l’erosione delle coste.  

Non è chiaro, quindi, perché la produzione italiana dovrebbe ridurre i costi dell’energia per gli utenti finali.

Il referendum è una grande opportunità che il fronte politico riformista dovrebbe cogliere per progettare una transizione energetica coerente con gli accordi di Parigi e che avrebbe conseguenze molto positive sulla nostra economia.

Confermiamo la nostra piena disponibilità a progettare con il Governo questa transizione.

Vincenzo Balzani
coordinatore di Energia per l’Italia


5 commenti:

  1. Su facebook ho trovato questo post (a favore del NO) della geologa Michela Costa. Mi sembra ampiamente argomentato, anche se ovviamente non sono in grado di stabilire quanto di giusto e di sbagliato ci sia nelle sue parole. Voi che opinione avete su questo parere? https://www.facebook.com/notes/michela-costa/referendum-trivelle-ecco-perch%C3%A9-io-non-andr%C3%B2-a-votare/952121794825429

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    1. Una brutta opinione.

      .1 invitare a non andare a votare, visto che il referendum viene invalidato con meno del 50% di quorum (votanti), è una violenza politica.

      .2 In Croazia hanno sospeso le estrazioni, per non danneggiare il turismo.

      .3 Ogni trivella, sia per petrolio o per gas, usa dei composti chimici (tanti) per fare i buchi, composti che vanno sia nel sottosuolo che nel mare.
      I gasdotti danneggiano i fondali marini, le perdite dalle condutture sono possibili.
      Ogni concessione è un'area marina in cui si fa airgun (tecnica che danneggia la fauna ittica) e più trivellazioni.
      Viene indotta la subsidenza.

      .4 Dobbiamo diminuire velocemente il consumo di fonti fossili, questa è una buona occasione per iniziare la strada, per rispettare gli impegni presi a Parigi pochi mesi fa.

      .5 Un grave incidente alle piattaforme invaliderebbe qualunque guadagno effettuato con le royalties del 7%.

      .6 I quesiti referendari, sono stati presentati da 9 regioni italiane, inizialmente erano 6 quesiti, ne è restato 1.

      .7 Lo stato italiano, si deve far promotore di risparmio energetico e di conversione verso le energie rinnovabili, non permettere il danneggiamento ambientale da parte dei pozzi di estrazione, in un paese a vocazione turistica come è l'Italia.

      .8 Le trivelle causano nel mondo tantissime devastazioni ambientali.

      Ecco, questo è il mio umile contributo, da ragioniere cinquattottenne amante della Natura.
      Vivo in Trentino, amo la montagna, il mare.

      Deve votare anche chi abita in regioni montane.

      Gianni Tiziano

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    2. Hai dimenticato di digli che se vogliono energia dal mare non dovevano vietare l'eolico off-shore

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  2. Anche questi, neanche un cenno alla necessità di limitare l'incremento demografico. Quindi è tutto inutile. Quindi BAU, finchè ce n'è, si brucia tutto quello che si può bruciare.

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    1. difatti stanno sbandierando la notizia avvalorata dalla FAO? che ci sono risorse per 12 mld di locuste. Quoto BAU fino alla morte.

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