Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 10 marzo 2016

I “Limiti dello Sviluppo” aveva ragione: la popolazione dell'Italia comincia a calare

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR




Lo scenario “caso base” descritto nell'edizione del 2004 de “I Limiti dello Sviluppo”, un aggiornamento dello studio originale sponsorizzato dal Club di Roma e pubblicato nel 1972. Notate come la popolazione mondiale dovrebbe iniziare a declinare qualche anno dopo il picco dell'economia mondiale. Non stiamo ancora vedendo questo declino a livello globale, ma potremmo vederlo in alcune regioni particolari del mondo, in particolare in Italia. 

Di Ugo Bardi

Si stanno accumulando sempre più dati a smentire la leggenda degli “errori” che ha accompagnato lo studio intitolato “I limiti dello Sviluppo” (The Limits to Growth - LTG). Per esempio, Graham Turner ha mostrato come i dati storici dell'economia mondiale hanno seguito piuttosto da vicino le curve dello scenario “caso base” presentato nel 1972. Ma il fatto che questo scenario abbia funzionato bene fino all'inizio del XXI secolo non significa che continuerà a funzionare allo stesso modo in futuro. Lo scenario prevede un collasso economico mondiale che dovrebbe cominciare ad un certo punto durante i primi due-tre decenni del secolo. Chiaramente, l'economia mondiale non è collassata, finora, anche se si potrebbe obbiettare che sta mostrando segnali terribili del fatto che stia cominciando proprio a farlo. Ma non possiamo ancora provare che lo scenario base fosse giusto.

Tuttavia, lo scenario base del collasso di LTG è una media di tutto il mondo e potremmo immaginare che, se l'economia deve collassare in media, alcune parti di essa dovrebbero collassare prima. E, infatti, sembra che alcune economie locali stiano proprio facendo questo. Potrebbe benissimo essere che un paese come l'Italia sia già ben avanti nel processo di collasso economico, quindi non stiamo solo assistendo al declino del suo PIL, ma anche all'inizio di un declino irreversibile della popolazione. Se fosse così, lo scenario caso base di LTG si sta verificando in Italia e probabilmente non solo in Italia.

Così, cerchiamo di fare un confronto qualitativo dello scenario LTG e dei dati reali dell'Italia. Per prima cosa, lo scenario mostra in che modo il consumo di risorse naturali deve raggiungere un massimo e poi declinare, seguito da un traiettoria simile per quanto riguarda la produzione industriale. In Italia abbiamo superato quel punto da un pezzo. Come potete vedere nella figura in basso, proveniente da un precedente post su Cassandra's Legacy, il consumo dell'Italia di idrocarburi fossili (di gran lunga la sua fonte principale di energia) ha raggiunto il picco nel 2005, seguito dal picco del PIL nel 2008. Considerando che il PIL è una misura della produzione economica generale di un paese, possiamo considerarlo come proporzionale ai parametri che erano indicati come produzione industriale ed agricola nello studio LTG (i dati del 2015 indicano un piccolo aumento del PIL per l'Italia, ma questo cambia poco nella tendenza complessiva).


Quindi potremmo dire che, in Italia, lo scenario caso base di LTG si è verificato in termini di comportamento dell'economia del paese. Ma, se così fosse, ad un certo punto dovremmo aspettarci il picco e l'inizio del declino di un'altra curva dello scenario: quella della popolazione. E, infatti, sembra che stiamo assistendo esattamente a questo. Ecco i dati più recenti dell'ISTAT.


Si può vedere il ragguardevole salto verso l'alto del tasso di mortalità del 2015: corrisponde a 16.500 morti in più rispetto alle nascite. Nonostante l'afflusso di immigrati, l'Italia ha perso 139.000 residenti nel 2015. Non si tratta di una grande perdita (0,23%), ma è significativa. E non si era mai verificata durante i decenni passati. Inoltre, l'Italia vede per la prima volta da decenni una riduzione dell'aspettativa di vita alla nascita (da 80,3 a 80,1 anni per i maschi e da 85 a 84,7 anni per le femmine).

Quali sono state le cause di questo declino della popolazione? Ce ne sono diverse e l'estate torrida del 2015 ha sicuramente giocato un ruolo nella morte di più persone anziane  del solito, come potete vedere nella figura sotto (ancora una volta da fonte ISTAT).


Poi sono state proposte altre cause. Il generale invecchiamento della popolazione, la crisi economica, il peggioramento della dieta, l'inquinamento, i costi più alti delle cure mediche ed altro. Ma il punto qui non è discutere queste queste diverse cause, la maggior parte delle quali hanno probabilmente avuto un ruolo nel declino. Il punto è che abbiamo assistito esattamente a quello che ci potevamo aspettare di vedere se gli scenari di LTG avessero descritto la situazione italiana: un declino della popolazione che doveva seguire il declino del PIL.

Naturalmente, abbiamo dati soltanto di un anno e non possiamo dire se quello che stiamo vedendo è una tendenza a lungo termine o solo una fluttuazione statistica. Eppure, è difficile non pensare che il degrado delle condizioni sociali ed economiche in italia, così come il degrado dell'ecosistema, non stiano chiedendo il loro tributo alla popolazione. E che di fatto stiamo vendendo realizzarsi gli scenari di LTG.


16 commenti:

  1. Il calo di popolazione secondo i grafici dei Meadows pero' mi pare di vedere, se non sbaglio, che dovrebbe seguire il calo della disponibilita' di cibo, cosa che nell'italia di buongustai di Eataly e che rigetta l'olio di palma non mi pare ancora avvenuta, decisamente. Quindi direi che fattualmente l'ipotesi non interpreta bene le tesi dei Meadows, almeno per il momento.

    Prenderei invece in considerazione il fatto che potrebbe essere in corso di sfoltimento a tasso leggermente accelerato la classe di eta' che ha vissuto la prima infanzia in uno dei periodi peggiori della storia d'italia, quello fra il 1938 e il 1945, autarchia e guerra, non lontanamente paragonabili alla crisi attuale. E' solo un'ipotesi. Un'altra ipotesi per il futuro e' che il crollo della falce del tasso di mortalita' perinatale potrebbe evidenziarsi quando alcuni di quegli individui, geneticamente piu' deboli, salvati dalla tecnologia sanitaria moderna, raggiungeranno la tarda eta'. Secondo me che l'eta' media aumentera' per sempre e' un mito che dovra' confrontarsi con diversi ordini di inconvenienti.

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    1. Guarda, FWD, il modello world3 è molto più sofisticato di qualcosa che si limita a dire meno cibo-più gente muore. Tiene conto di diversi fattori, incluso lo stress dovuto all'inquinamento. Quindi, non so quanto sarà affidabile per il futuro, ma io credo che il picco l'abbiano azzeccato

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    2. @Winston, potrebbe essere un calo di richiesta, non di disponibilità, cioè il cibo c'è ma sono sempre di più quelli che per motivi economici diminuiscono la quantità.

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    3. Word 3 incorpora una serie di teorie e di leggi fisiche. Fra le teorie, incorpora la "transizione demografica" che nel 1972 sembrava effettivamente affidabile. Oggi sappiamo che non è così e questo pone un limite all'affidabilità del modello, ma quando saremo in una fase più avanzata. Per la precisione, è probabile un calo demografico molto più rapido di quello illustrato da Word3. Il che potrebbe consentire una minore distruzione di risorse ed un recupero dell'equilibrio più precoce. Ma non vi è niente di certo perché ci sono molte altre variabili e forzanti coinvolte.
      Jacopo

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  2. Prof., interpretare i dati delle piccole variazioni demografiche alla luce delle previsioni di LTG non può essere un pò azzardato? Come sta scritto nel report Istat "L’aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni)" e come si vede è maggiore nei mesi invernali e soprattutto estivi. La calura estiva dell'anno scorso non poteva non avere conseguenze, soprattutto per coloro che potevano essere già deceduti due o tre anni prima e sono stati tenuti in vita con cure intensive. Istat parla di un effetto di "rimbalzo", l'effetto dei minori decessi degli anno precedenti, come se suggerissero di considerare i decessi a periodi di 5 o 10 anni. Le ulteriori restrizioni al sistema sanitario che ci aspettano probabilmente porteranno il tasso dei decessi più agli andamenti naturali che a quelli "drogati" dalle cure intensive. Non si rischia di cercare prove del caso là dove coincidono con i fenomeni che ci si aspetta? E' una domanda, non una polemica. Anche perchè gli scenari del '72 e del 2004 sembrano ben più drammatici. Una rapida discesa demografica non può riguardare solo gli anziani, ma anche le altre fasce d'età. La riduzione delle nascite è già un trend costante dal 2007, nonostante l'immigrazione. E la popolazione residente diminuisce, con buona pace per chi strilla sull'alluvione dei migranti. Il crollo più significativo potrebbe cominciare dai prossimi dieci, quando saranno anziani i baby-busters, la generazione degli sconfitti per definizione nata dai baby-boomers: meno potere d'acquisto, meno difese, meno tutele, meno motivazioni a sopravvivere....

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    1. Eh, beh... è quello chs ci si doveva aspettare: i primi a morire sono i più deboli, ovvero gli anziani. Ma fino ad oggi, tutti dicevano, fra le tante cose "l'inquinamento non è un problema DATO CHE l'età media aumenta". E ora, cosa diranno?

      A parte questo, credo che abbia senso vedere in questa piccola oscillazione l'inizio di un fenomeno più importante con il quale avremo a che fare nel futuro. Ci sono due ragioni per pensare che è un cambiamento significativo. Una è che non lo si vede solo in Italia, ma anche in molti altri paesi. Un'altra è che nelle stesse condizioni di stress economico altri paesi hanno visto un crollo demografico duraturo - tipo Russia. Il collasso Russo è durato circa un decennio, poi l'economia è ripartita. Ma noi non abbiamo le risorse della Russia

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    2. La prima cosa che ho pensato è che però abbiamo molte risorse "immateriali", nel bene e nel male che questo termine possa rappresentare... la rileggo e mi rileggo, e quasi mi sembra di far appello all'intelligenza. Anche quella di un pugno di residenti italiani...

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    3. qualcuno ha mai pensato che in qualche momento si muore, una cosa molto naturale )-:

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    4. le variazioni sono troppo piccole per essere un dato certo. si sta inoltre dimenticando lo sviluppo delle fonti rinnovabili che potrebbero ritardare fortemente se non addirittura fermare la supposta catastrofe.
      condordo pero' sul fatto che la crisi avanza e che il nostro potere reale di acquisto si sta riducendo.

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  3. Mi piacerebbe pensare che finalmente si sia capita l'importanza della decrescita demografica e che questi siano i primi risultati, ma purtroppo la tesi dell'articolo è più realista.

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  4. In questo post ho riassunto le mie riflessioni sul tema:
    https://stopfontifossili.wordpress.com/2016/02/26/linsostenibile-pesantezza-dellessere-longevi/

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  5. Interessante post: dunque se fossero vere le previsioni, andrebbero rivisti gli scenari [http://www.unric.org/it/attualita/22580] che preconizzano al 2050 una popolazione in aumento fino a 9 mld?

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  6. http://www.epiprev.it/editoriale/una-strage-o-solo-un-dato-statistico-il-surplus-di-decessi-nel-2015
    Non si legge piacevolmente ma sembra ben fondato.

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  7. tenuto conto che l'Italia attuale non può dar da campare a più di 15-20mln, una volta finita l'abbondanza fossile, non si vedranno più arrivare con SUV immensi a prendere le pizze vicino casa mia. Tutto sta nel dilemma se avverrà tipo dirupo di Seneca (disastro finanziario, guerra atomica?)o in modo dolce, tipo volemose bene.

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  8. Questi invece mi pare che sognino ancora:

    http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-03-09/breve-storia-futuro-aumento-speranza-vita-e-calo-natalita--181148.shtml

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  9. E infatti ci vogliono sostituire, senza nemmeno nasconderlo.
    http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/boldrini-grande-sostituzione-41622/

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