Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 11 febbraio 2016

Il collasso finanziario come esempio di “Dirupo di Seneca”

Da “The Seneca Trap”. Traduzione di MR

Di Ugo Bardi



Il concetto di “Collasso di Seneca” è stato discusso su "Zero Hedge", dove  Tyler Durden ha riprodotto un articolo apparso in precedenza sul sito di Charles Hugh Smith.  Smith dice:

Propongo che la Recessione Globale del 2016 seguirà il Dirupo di Seneca come descritto da Ugo Bardi.  ... Penso che si possa sostenere che il sistema finanziario/economico globale è pronto per una bella corsa verso Dirupo di Seneca. 

Questo ha molto senso. Nella gerarchia dei sistemi complessi, il sistema finanziario è infatti uno dei più facilmente inclini al collasso. Molti sistemi biologici e sociali hanno sistemi interni per gestire le emergenze e contrastare le perturbazioni esterne che potrebbero mandare il sistema fuori equilibrio. Nei sistemi biologici abbiamo, per esempio, il sistema immunitario. Nei sistemi sociali abbiamo l'esercito, i pompieri ed altri. Ma il sistema finanziario non ne ha nessuno, perlomeno nessuno che sia integrato nel sistema. In realtà si potrebbe sostenere che il sistema finanziario mondiale sia costruito di proposito per essere instabile, anche se certe entità esterne – i governi – potrebbero cercare di stabilizzarlo.

Naturalmente, l'applicazione del fenomeno di Seneca al sistema finanziario è in qualche modo una cosa diversa dal modello che ho sviluppato. Si potrebbe sviluppare un modello migliore per il collasso finanziario, probabilmente, a partire dal modello di collasso delle reti complesse sviluppato da Bak et al. Ma, alla fine, si tratta dello stesso fenomeno: il collasso rapido dei sistemi complessi è una proprietà delle reti connesse, dove il crollo di uno o più collegamenti potrebbe generare una cascata di collegamenti spezzati che fanno crollare il sistema ad uno stato di complessità inferiore. Nel mio modello, ci sono solo tre nodi nella rete, ma questo è sufficiente a generare un rapido collasso.

Ma per cosa sono questi modelli? Il concetto di collasso di Seneca applicato al sistema finanziario non è proprio uno strumento per prevedere qualcosa. Sappiamo che dei collassi finanziari sono già avvenuti in passato e non saremo sorpresi se avverranno di nuovo in futuro. I modelli sono, piuttosto, un quadro di riferimento per capire le ragioni del collasso. Il messaggio principale, in questo caso, è che la maggior parte dei sistemi complessi è fragile e tende al collasso, a meno che non esista qualcosa che operi per stabilizzarli. Ed un problema dell'economia convenzionale è che, come osserva Smith:

Gli economisti convenzionali sono completamente ciechi rispetto alla fragilità del sistema. Non c'è alcuna formula econometrica del culto keynesiano che misuri la fragilità sistemica, quindi semplicemente è qualcosa che non esiste all'interno dell'economia convenzionale. 

E' un problema? Forse non tanto, perlomeno a lungo termine. I sistemi fragili collassano e scompaiono, quelli resilienti tendono a sopravvivere e prendere il sopravvento. E' sempre stato così, si chiama selezione naturale. Alla fine, tramite tentativi ed errori, impareremo come gestire i sistemi complessi. Non sarà indolore ma, d'altra parte, nessuno ha mai detto che la vita fosse giusta. Solo movimentata.



4 commenti:

  1. movimentata ed in più isterica. Basta guardare cosa sta succedendo per 19 casi di meningite su 4 mln di abitanti in Toscana. Va bene che mlni di vaccini sono un affare grandioso per big pharma e tutta la struttura sanitaria, ma a me sembra esagerato e poco onesto approfittarsi così di gente impaurita e incacaiolita. Ma che volete il consumismo onesto? E' un ossimoro, il solo dirlo.

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  2. certo fa strano trovarsi a parlare di esaurimento delle risorse nel bel mezzo di una crisi da sovrapproduzione, dove la domanda cala perchè i soldi non vengono fatti circolare nell'economia reale e quindi la gente non può comprare.

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    1. a volte, specie dopo avere alzato troppo il gomito, (e lasciando da parte per un momento il tema ecologico e delle risorse che si esauriscono) mi domando come mai la banche centrali non stampino ancora più banconote, non li distribuiscano a pioggia nelle strade in modo da rilanciare finalmente i consumi e la conseguente produzione. Come dite? ci hanno già pensato? ma allora
      dov'è l'inghippo? :)

      L.

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  3. "Gli economisti convenzionali sono completamente ciechi rispetto alla fragilità del sistema. Non c'è alcuna formula econometrica del culto keynesiano che misuri la fragilità sistemica, quindi semplicemente è qualcosa che non esiste all'interno dell'economia convenzionale."

    Mi scusi, ma mi sembra francamente una banalizzazione eccessiva di Keynes e del suo seguito e che non rende affatto giustizia a quanto ha affermato, a partire dall'opera maggiore di Keynes, ovvero quella sulla probabilità. Autori post keynesiani hanno affronato la fragilità sistemica citata, in particolare nel settore finanziario:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Hyman_Minsky
    In particolare, segnalo il classico sul tema:
    "The Financial Instability Hypothesis" (1992) di Hyman P. Minsky
    http://papers.ssrn.com/sol3/Papers.cfm?abstract_id=161024

    Diciamo che l'ottica di Keynes è stata sempre quella di riuscire a "pilotare" le crisi dall'alto, sotto certe ipotesi non banali, compreso il controllo della popolazione, come segnalava correttamente anche lei in un suo post passato.

    Saluti,
    Marco Ciaramella

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