Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 12 febbraio 2016

Il cattivo Antropocene


C'è chi parla del "buon Antropocene", ma sembra che ci siano grossi problemi con questa idea (UB)


Da “Chronìques del l'Anthopocéne”. Traduzione di MR (via Jacopo Simonetta)

Di Alain Grandjean

L'Antropocene è una nuova era geologica caratterizzata dall'impatto sempre più determinante delle attività umane sui grandi equilibri della biosfera e da una pressione considerevole sulle risorse naturali. Abbiamo avviato delle dinamiche esponenziali su tutti i fronti: emissioni di gas ad effetto serra, uso di energie fossili, consumo di acqua, degrado dei suoli, deforestazione, distruzione delle risorse ittiche, erosione della biodiversità, dispersione di prodotti tossici e/o ecotossici...

Consumo energetico e demografia

Cominciamo dalla demografia. Nel 1800, l'umanità celebra il suo primo miliardo d'individui, dopo
I tre periodi della demografia umana
 essersi moltiplicata per 5 in 1800 anni, Se le ci sono voluti milioni di anni per diventare demograficamente miliardaria, il suo secondo miliardo le ha richiesto 130 anni, il suo terzo 30 anni, il suo quarto 15 anni, il suo quinto e sesto 12 anni ciascuno. Le proiezioni per il 2050 [1] conducono a degli effettivi compresi fra i 9 e i 10 miliardi.

In parallelo, la capacità dell'umanità di trasformare il proprio ambiente si è moltiplicata, grazie alla potenza termodinamica delle sue macchine. Nel 1800, l'umanità consumava circa 250 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) [2], vale a dire un quarto di TEP a persona. Questo consumo è stato moltiplicato nei 200 anni seguenti per più di 40, mentre la popolazione si è moltiplicata per 6: il consumo individuale è cresciuto di un fattore dell'ordine di 7 [3]. Oggi consumiamo più di 13 miliardi di TEP...

Questa doppia crescita (demografica e della potenza disponibile) permette all'umanità di appropriarsi di una parte di un quarto della produzione primaria di biomassa [4] e del 40% della produzione primaria terrestre valutata in circa 120 miliardi di tonnellate all'anno.

Consumo di risorse ed emissione di inquinanti

L'80% delle nostre energie è di origine fossile, la cui combustione emette del CO2, un gas ad effetto serra. I “climatologi” [5] comprendono sempre meglio i meccanismi e le conseguenze della deriva climatica, anche se le incertezze rimangono ancora grandi. La deriva climatica attuale è legata alle emissioni di gas ad effetto serra (GES), cioè, nel 2010, circa 50 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente [6] all'anno di cui il 60% circa sono di biossido di carbonio provenienti dalla combustione di energia fossile (carbone, petrolio e gas). Dopo la metà del XIX secolo, l'umanità ha emesso 2.000 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio.

La concentrazione di questo gas è passata da 280 ppm [7] (un livello stabile in media per 400.000 anni) a 400 ppm nel 2013. In effetti la biosfera (principalmente gli oceani e i vegetali) non assorbono che 12 miliardi di tonnellate all'anno. E' livello di emissioni al quale bisognerebbe giungere per far sì che l'aumento di temperatura si arresti.

Molti minerali sono sfruttati in proporzioni insostenibili. Facciamo un esempio, quello dell'acciaio, seguendo la dimostrazione di  François Grosse [8]. Annualmente produciamo una cifra nell'ordine del miliardo di tonnellate di accia, cioè 30 volte di più che all'inizio del XX secolo. La crescita è stata, in quel periodo, di circa il 3,5% all'anno. A questo ritmo, la produzione cumulativa di acciaio in un secolo è uguale a 878 volte la produzione del primo anno. Se si prolunga questa tendenza, la produzione annuale sarà moltiplicata per 100 ogni 135 anni. Si produrrebbero quindi, in 270 anni, 10000 volte più acciaio di oggi! Inutile essere troppo precisi sulla stima delle riserve di minerali di ferro per comprendere che un ritmo del genere è impossibile da mantenere, persino per un minerale così abbondante!

Ogni anno vengono liberate 160 milioni di tonnellate di biossido di zolfo, cioè più del doppio delle emissioni naturali [9]

Siamo capaci di spostare ogni anno tanti materiali quanto i meccanismi naturali (erosione annuale, vulcanesimo, attività tettonica), cioè nell'ordine dei 40 miliardi di tonnellate all'anno.

Era del muco, sesta grande estinzione, erosione, acqua dolce…

Secondo il Millenium Ecosystem Assessment, [10] il tasso d'estinzione delle specie è da 50 a 500 volte più alto del tasso “naturale” (le stime più recenti portano questa cifra probabilmente a 1.000). Siamo all'inizio di quella che il biologo Edward Wilson ha proposto di chiamare la sesta estinzione [11] (la vita precedente dalla sua apparizione sulla Terra ha conosciuto cinque grandi estinzioni). Limitandoci alla sola pesca, peschiamo ogni anno 90 milioni di tonnellate ed abbiamo raggiunto dopo 20 anni un picco che non possiamo superare malgrado la crescente potenza dei nostri pescherecci. Il professor Daniel Pauly [12], esperto internazionale di risorse ittiche, stima che rischiamo di entrare, per quanto riguarda gli oceani, nell'era del muco, in cui regnano le meduse e i batteri, a causa della distruzione dei loro predatori.

Gli oceani vengono trasformati in una gigantesca discarica. Una zona gigantesca di rifiuti larga
Sfruttamento attuale delle risorse ittiche
centinaia di migliaia di km2 è stata scoperta nel Pacifico dall'oceanografo Charles J. Moore. Una pattumiera della dimensione del Texas è stata a sua volta individuata nell'Oceano Atlantico.

Dall'inizio dell'agricoltura le foreste hanno perso una superficie difficile da valutare, ma sull'ordine del 15-45%. 450 milioni di ettari sono scomparsi dalle regioni tropicali fra il 1960 e il 1990. Il bilancio delle risorse idriche è ugualmente difficile da fare e ha senso solo a livello regionale. Utilizziamo ogni anno la metà delle risorse d'acqua dolce disponibili, degradandone generalmente la qualità quando la restituiamo agli ecosistemi. Mac Neill cita la stima seguente che è ugualmente significativa: il consumo di acqua alla fine del XX secolo rappresenta il 18% della quantità di acqua dolce che scorre sul pianeta e l'utilizzo diretto o indiretto ne rappresenta il 54%. Nel 1700, l'umanità prelevava annualmente 110 km3 d'acqua per abitante, nel 200 ne prelevava 5190 km3, cioè 7 volte di più. A questo ritmo anche l'acqua, una risorsa molto abbondante sul pianeta, potrebbe venir meno.

La situazione non è migliore sul fronte dei suoli. Circa un quarto delle terre utilizzate dall'umanità sono degradate [13] ? “Perdiamo ogni anno lo 0,5% del nostro capitale di suolo, sottraendone diverse migliaia di ettari per l'accrescimento delle nostre città e delle nostre strade, perdendone a causa del nostro inquinamento e per salinizzazione, per erosione”. La rovina progressiva dei suoli ci condurrà a nuove carestie. Ultimo elemento di questa rapida panoramica: abbiamo prodotto e disseminato più di 100.000 nuove molecole, delle quali alcune sono molto pericolose per la salute umana e/o per gli ecosistemi (fra questi i mille esempi di neonicotinoidi che uccidono le api o gli interferenti endocrini fortemente cancerogeni). Il nostro pianeta è diventato letteralmente tossico [14].

Cause dell'Antropocene

Come comprendere questa ferocia dell'umanità nel distruggere le condizioni della sua stessa vita? Tre grandi cause mi sembrano all'origine di questo comportamento: la cultura no-limits, la rivoluzione scientifica e il dogma neoliberale.

La “cultura no-limits”: consumismo, tecno-ottimismo e cinismo

La nostra civiltà è caratterizzata da diverse credenze letali. Siamo individualisti, facciamo della libertà un assoluto e rifiutiamo i limiti. Economicamente è Bernard Mandeville, con la sua favola delle api che ha fatto il primo passo verso un mondo assurdo in cui si suppone che i vizi privati generino le virtù collettive. L'apologia del consumo e della crescita, una cosa tira l'altra, è risultata alla base del consumo del pianeta che caratterizza l'antropocene.

La Favola delle api (1715) segna una vera e propria rottura antropologica. Tutte le civiltà, tutte le culture umane, tentano di disciplinare quello che i greci chiamavano la hubris, l'eccesso. Le morali ed altre regole religiose o sociali, presenti in tutte le culture, sono tutte concepite per evitare che l'uomo si metta a “debordare”, a mettere la sua intelligenza al servizio delle proprie passioni. Nelle civiltà di tipo sciamanico o animista ciò che viene ricercato è un equilibrio fra l'uomo e la natura. Mandeville inverte quest'ordine di cose e trasforma in valore ciò che veniva considerato come un grave errore. Il rifiuto dei limiti ora pervade la nostra cultura, in tutti i campi, e si declina in credenze:

  • La scienza e la tecnologia risolvono tutti i problemi 
  • Tutto ciò che è scientificamente concepibili deve essere ricercato e sperimentato
  • I prodotti devono essere sempre nuovi, quindi diventano obsoleti in fretta (spreco senza limiti) e sempre di più usa e getta
  • L’innovazione incessante è il motore del progresso e della soddisfazione
  • E' proibito proibire
  • Tutto è possibile
  • L’arte in sé deve essere trasgressiva

Questo dei limiti è nutrito dal progresso delle scienze e delle tecniche è all'origine di un profondo paradosso. Di fronte a distruzioni di massa dell'ambiente permesse dalle scienze e dalle tecniche, queste sono presentate dai“tecno-ottimisti” come la fonte della soluzione ai problemi che esse stesse hanno creato. E' la scienza che ci salverà trovando nuove fonti di energia (la fusione nucleare, per esempio, o l'idrogeno). Questo paradosso si basa infatti su un valore (il rifiuto dei limiti) ed una credenza (la capacità di trovare una risposta a tutti i problemi creati) ma per niente su delle prove. Gli industriali, gli uomini del marketing, sanno sfruttare questo rifiuto dei limiti in tutti i campi del consumo:

  • la cosmetica, che permette di non vedersi invecchiare o di attenuare i segni dell'età
  • il cibo, dove diventa possibile soddisfare tutti i gusti, di fare invogliare sempre di più, per poi degenerare a volte in obesità 
  • i prodotti che danno dipendenza come il tabacco e tutte le forme di droga, dall'alcol alle altre
  • i beni di consumo attuali o il rischio di affaticamento, di perdita di desiderio, vengono combattuti senza sosta e milioni di nuovi prodotti inventati ogni giorno

Il cinismo di alcuni, mosso dai loro interessi che esprimono in potere, o in soldi, è ovviamente nascosto dietro a tutti questi comportamenti e tutte queste ricerche. Il cerchio è completo: scienza, tecnologia, marketing, idealismo e cinismo si sposano per distruggere sempre più le nostre risorse e le nostre condizioni di vita, dando un'apparenza di razionalità a questo delirio collettivo.

Transumanesimo: un nuovo orizzonte?

La corrente transumanista, apogeo della cultura no-limits, applica le cose suddette all'umanità stessa e pensa di migliorare grazie alla convergenza delle tecniche NBIC. Secondo i transumanisti, il “mortalismo” sarebbe una credenza. Il loro obbiettivo di transumanisti è l'immortalità, cioè il rifiuto del “limite dei limiti”... vedete www.transhumanistes.com

La rivoluzione scientifica

Noi crediamo che la scienza e la tecnica supereranno i limiti e più in generale ci “salveranno”. Bel paradosso quando si constata che sono proprio le scienze e le tecniche che ci permettono di esercitare questa pressione antropica insopportabile sul pianeta! Ma è vero che l'efficacia del metodo sperimentale (fisica, biologia, medicina, …) e qualcosa di stupefacente, addirittura di magico! Il metodo sperimentale ha condotto a delle applicazioni in tutti i campi (dalla macchina del caffè al GPS...), cosa che ci ha permesso di mettere a punto milioni di macchine, automi e robot, di migliaia di molecole che rispondono a dei bisogni apparentemente infiniti (dalla lotta contro la sofferenza alla cosmetica passando agli schermi piatti...).

I ricercatori mettono in campo una creatività senza limiti (un milione di articoli scientifici prodotti nel mondo ogni anno, in crescita...) e talvolta rivendicato (la bioetica si scontra spesso con la domanda di ricerca a priori a tutto campo). La scienza ci ha dotati di una capacità di prevedere che potrebbe permetterci di evitare le conseguenze delle nostre attività e, probabilmente, della capacità di trasformare la Natura.

Il dogma neoliberale e il capitalismo finanziario

Il liberalismo economico si fonda sull'idea che la prosperità nasca spontaneamente dal libero gioco degli interessi e delle forze individuali. Il ruolo dello Stato sul piano economico dovrebbe limitarsi a permettere questa libertà (per il diritto di concorrenza e l'insieme dei dispositivi che permettono di applicarlo). Il liberalismo economico deriva dal CNL e ne è uno dei pilastri. Ha finito per trasformarsi in religione: i mercati diventano degli dei capaci di soddisfare tutti i nostri desideri e quindi non possono essere sorvegliati e regolamentati.

La realtà dei fatti e la teoria economica mostrano che si tratta di un dogma e che numerose situazioni necessitano dell'intervento del potere pubblico, cosa che non esclude un ruolo determinante delle imprese, della loro capacità d'innovazione e di risposta sottile ai bisogni dei loro clienti. L'economia si è vestita degli abiti della scienza, fra cui il ricorso alla matematica ed alle statistiche. Ma evidentemente il dogmatismo non viene scartato da questo semplice automatismo!

Gli anni 70 hanno visto la diffusione in tutto il mondo di un capitalismo finanziario, figlio di questo dogma, che orienta l'attività economica in direzione del brevissimo termine (per le sue esigenze eccessive di rendimento di capitale). Non smette mai di stimolare i desideri di avere sempre di più e rende infantili gli individui, controlla i media, colonizza gli spiriti e l'immaginario. Aumenta le disuguaglianze di massa.

Il capitalismo finanziario schiavizza una parte dell'attività scientifica [15]. Lotta contro tutte le regole ed ha sempre più potere per farlo. Si oppone ad ogni rilocalizzazione dell'economia e ad ogni nozione di frontiera e di limite, ed impone un libero-scambismo socialmente ed ecologicamente inaccettabili: le reti sociali e le azioni di preservazione o di ripristino dell'ambiente non sono redditizie e sono viste come delle fonti di perdita di competitività.

L’antropocene, risorse complementari

Lo abbiamo visto con qualche esempio, per chi si prende il disturbo di osservarli, gli strumenti indicano che è in arrivo una tempesta di una brutalità inaudita (vedete in particolare questa presentazione fatta per Carbone 4, ma anche il sito dell'IPCC per il clima, il sito di Manicore per l'energia, il sito dell'IPBES per la biodiversità...)

Ecco una presentazione con grafici fatta per Carbone 4

https://www.scribd.com/doc/212864517/bienvenue-en-anthropoce-neV2

Sintesi dei problemi in un libro ancora da pubblicare

http://www.scribd.com/doc/255170330/Chapitre-1-L-ine-luctable-est-en-marche

[1] Sentite per esempio Gilles Pison, Popolazione e società, N°480, luglio-agosto 2011.
[2] Una tonnellata equivalente di petrolio è l'energia contenuta in una tonnellata di petrolio: le stime di consumo energetico nel XIX secolo sono inaffidabili. Ciò che conta qui sono gli ordini di grandezza.
[3] Questa media si cela in sé enormi disparità. Un americano medio consuma circa 8 TEP all'anno, un europeo si situa invece a 4 ed un abitante dell'Africa sub-sahariana non ha accesso ad 1 TEP all'anno.
[4] Robert Barbault, Jacques Weber, La vita, che impresa! Per una rivoluzione ecologica dell'economia, Seuil, 2010.
[5] Più precisamente la comunità degli scienziati la cui disciplina (che potrebbe essere la biochimica, la modellizzazione informatica, la dinamica dei fluidi e la paleoclimatologia, fra le altre) viene mobilitata nella comprensione dei fenomeni climatici. Le informazioni di sintesi sulla deriva climatica sono fornite dall'IPCC (vedete www.ipcc.ch). Vedete http://alaingrandjean.fr/2015/01/05/le-changement-climatique-points-de-repere/
[6] Le emissioni di gas ad effetto serra vengono misurate in tonnellate di CO2 equivalenti, ogni gas che ha un potere di riscaldamento globale multiplo di quello del CO2. Una tonnellata di metano (CH4), per esempio, “equivale” a circa 25 tonnellate di CO2. Lo si esprime anche in tonnellate di carbonio. A causa del rapporto delle masse (44/12), 1 tonnellata di CO2 vale circa 3,6 tonnellate di carbonio.
[7] Ppm = parti per milione.
[8] François Grosse, “Il disaccoppiamento crescita/materie prime. Dall'economia circolare all'economia della funzionalità: virtù e limiti del riciclaggio”, Futuribles, luglio-agosto 2010, numero 365.
[9] Robert Barbault, Jacques Weber, La vita, che impresa! Per una rivoluzione ecologica dell'economia, Seuil, 2010, pagina 79.
[10] La valutazione degli ecosistemi per millenario (MEA) è uno studio di 5 anni, lanciato dall'iniziativa del segretario generale dell'ONU, Kofi Annan indirizzato alla valutazione dello stato degli ecosistemi mondiali. I lavori sono stati pubblicati nel 2005. Vedete http://www.maweb.org/fr/Synthesis.aspx.
[11] Vedete Richard Leakey e Roger Lewin, op.citata. E più di recente vedete: Raphaël BILLE Philippe CURY, Michel LOREAU, Biodiversità: verso una sesta estinzione di massa, Editore: LA VILLE BRÛLE, 2014
[12] Daniel Pauly, Cinque pezzi facili, l'impatto della pesca sugli Ecosistemi Marini, Island press, 2010.
[13] Daniel Nahon, L’esaurimento della terra, il problema del XXI secolo, Odile Jacob, 2008.
[14] André Cicolella, Pianeta tossico, Le seuil, 2013
[15] Vedete Naomi Oreskes e Erik M. Conway, I mercanti di dubbio, ovvero come un pugno di scienziati hanno mascherato la verità su dei problemi sociali quali il tabagismo e il riscaldamento climatico, Le Pommier, 2012 e Stéphane Foucart,  La fabrica della menzogna, Denoël, 2013.








13 commenti:

  1. Aveste avuto quella nera
    leggera ardente pietra
    elemento sesto primo della vita
    avevate avuto quell’olezzoso bruno
    sotteraneo balsamo mosaico
    del primo del sesto dell’ottavo
    fluido che rende sogni solidi
    sangue caldo di servitù meccaniche
    e simbiosi di panacea ed origami

    avete ancora quel metallo
    irascibile vulcanico pesante
    non più ultimo ma supremo
    nel disfarsi in energia radiosa
    tutto questo dalle stelle trapassate
    riceveste in dono e cosa in cambio

    ora dovreste dare

    terre avvelenate acque ormai minestre
    di poltiglie scaglie indigeribili
    orde di satrapi scaccianti parassiti
    desiderio soddisfatto e presto
    di redde rationem tramite annientamento
    dolore senza antidoto lenimento
    se è questo poco ci vuole ad accontentarvi

    Tutti sono pronti

    ferro alluminio silicio piombo
    calcio potassio iodio zolfo
    fluoro arsenico ed ogni isotopo
    radiattivo o quieto altrimenti diteci
    e ditelo anche agli altri ospiti
    muti a subire arroganza umana
    che cosa davvero voi volete
    in cambio di una vita mortale
    ma perenne immemorabile
    su questo pianeta fragile

    non esigete lampade d’un Aladino
    pietre filosofali divine cornucopie
    acque sante terre promesse varchi
    per città celesti li avete profanati
    gli astri attraenti dal profondo spazio
    con onde lievi ne sono messaggere
    ora vi dicono fatevi perdonare

    ora lo sapete.

    Marco sclarandis









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  2. Pienamente d'accordo con il bellissimo articolo.
    Il dogma neoliberale e il capitalismo finanziario con i loro ciechi automatismi sono il vero motore di questa disfatta economica e ambientale (speriamo non assoluta) che si sta profilando all'orizzonte.

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  3. Oramai e'evidente che chi muove le leve del mondo è il capitalismo finanziario, con i suoi ciechi automatismi.
    Il fatto e' che una strutture piramidale come quella che caratterizza il nostro sistema economico risente moltissimo degli errori compiuti ai vertici.
    Non è resilente. Può crollare per motivi anche banali.
    Taleb nel bellissimo libro "antifragile" descrive bene come questo avviene.

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    1. Ho provato a far la rima con piramide
      Ci ho provato veramente
      Ma non in è venuto in mente
      Niente
      Provaci anche tu se non ci credi
      E poi vedi che cosa puoi trovare,
      "Canide"?
      È una parolaccia odiosa
      E non si sa per cosa
      L'hanno creata.
      E poi ha il "vertice"
      Un'altro termine scombinato
      Che al massimo può essere accostato
      con "dentice".
      Se lo sapessero i faraoni
      Che tutti i loro mucchi di pietroni
      Sono solo la tomba della fantasia
      Sono inutili montagne di illusioni
      Di solitudini estreme e di follia
      Prima che il tempo se le porti via.





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  4. la bolla della finanza pare stia per esplodere: che sia un accordo sottobanco del COP 21? D'altronde sono tanti anni, ben prima della crisi del 2008, che sento dire che i consumi, il gw e il picco possono essere mitigati solo da guerre (però troppo dissipative), pandemie(ma anche queste costerebbero troppo in termini energetici) o crisi economiche. Una bella recessione globale può portare il livello del benessere e dei consumi del mondo molto indietro.

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  5. Sì vabbè però certe cose esistevano anche prima del capitalismo, scusate...il discorso di alcol e droga non ha senso. Il vino e la birra esistono da millenni, i distillati da 6 o 7 secoli, il tabacco come fumo da 350-400 anni.

    Il problema non è tanto cosa dicono ideologie o credenze, quelle sono solo razionalizzazioni a posteriori, il punto è che siamo solo scimmie un po' evolute con a disposizione una quantità enorme di energia, l'esito non poteva essere che questo.

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  6. ---- NOI STIAMO DISTRUGGENDO LA TERRA ----
    ---- NOI STIAMO DISTRUGGENDO LA TERRA ----
    ---- NOI STIAMO DISTRUGGENDO LA TERRA ----
    ---- NOI STIAMO DISTRUGGENDO LA TERRA ----

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  7. L'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl in Ukraina nel 1986, è stata una tragedia, umana, e anche per Madre Terra e i nostri fratelli animali.
    Pochi anni fa, Fukushima in Giappone.
    Le centrali nucleari sono una pazzia.
    .----
    Madre Terra è nostra madre perchè ci fornisce di che nutrirci, vestirci e tutto il resto.
    Gaia non è semplicemente terra, acqua ed aria : è anche animali, piante, batteri.
    Noi la stiamo uccidendo.
    La sua agonia sarà causa della nostra estinzione.
    Lei forse si riprenderà, nel giro di milioni di anni.
    Madre Terra è la nostra casa.
    .-----
    Le grandissime eruzioni vulcaniche fanno parte del modo di essere di Gaia.
    Sembra che a suo tempo l'eruzione di Toba abbia ridotto il nostro numero a poche migliaia.
    Anche Yellowstone potrebbe esplodere, più o meno con gli stessi effetti.
    Ma Gaia non è un essere che pensa allo stesso modo nostro : è altra cosa.
    E' una natura che dà, che dona, a cui dobbiamo restituire.
    .----
    Può essere che anche in epoca preistorica alcuni nostri antenati non “si siano comportati proprio come dei virtuosissimi lungimiranti e pacifici saggi.”
    Ma non avevano quell'impatto terribile sulla natura che abbiamo noi oggi con la tecnologia e l'industrializzazione.
    Non è saggio proseguire nella devastazione del mondo naturale.
    Non è sostenibile.
    Erano sostenibili la consistenza numerica e le azioni dei nostri antenati diecimila anni fa, non sono sostenibili quelli attuali.
    Diecimila anni fa eravamo sette milioni.
    Io propongo di essere settanta milioni, dieci volte tanto.
    E di vivere in maniera molto più sostenibile di adesso.
    Niente stato, niente agricoltura, niente allevamento, niente petrolio, gas e carbone, energia nucleare, nessuna diga sui fiumi.
    Vita sociale in tribù, quaranta esseri umani di media, che vivono di sussistenza sul territorio, in economia circolare, autosufficiente.
    Vita da cacciatori-raccoglitori-pescatori.
    .----
    I popoli tribali, primitivi, osservati dagli studiosi nei secoli scorsi e ancora oggi, non vivono con l'idea di produrre, bensì di godersi la vita con il minimo sforzo : sono sereni e tranquilli.
    Dedicano circa 4 ore al giorno al procacciamento del cibo e alla costruzione di abitazioni.
    Il resto del tempo lo dedicano alla socialità e al riposo.
    .----
    70 milioni di esseri umani, che vivono in modo sostenibile su Madre Terra, per un periodo potenziale di milioni di anni, sono molti più che 7 miliardi o 9 miliardi che vivono per un periodo potenziale molto più breve perchè prossimi all' estinzione.
    Non dovrebbero riempirsi la testa di tanti fastidiosi pensieri come facciamo noi qui su questo blog per tentare di capire come uscire da questa situazione mondiale che ogni giorno è peggiore.
    Nelle puntate della BBC di Human Planet (proiettate questo periodo la domenica sera su RAI5, ore 21:15), dove viene mostrata la vita di tanti popoli tribali, che vivono a stretto contatto con la natura, si può vedere, oltre la loro fatica fisica, anche i loro sorrisi, la loro felicità, il senso di pienezza della loro vita.
    .----
    Siamo riusciti ad andare sulla Luna, è possibile anche programmare ed attuare uno sfoltimento della nostra specie, in modo indolore e pacifico.
    Possiamo essere 70 milioni prima del 2100, se lo vogliamo.
    E' possibile semplificare la nostra vita, rinunciare ai beni e ai comportamenti superflui.
    A cosa ci serve il cervello ?

    Gianni Tiziano

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    Risposte
    1. "Possiamo essere 70 milioni prima del 2100, se lo vogliamo." Com'è possibile ridurre la popolazione da 7 miliardi a 70 milioni in pochi decenni?

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    2. Simone77,

      è possibile.
      Si stabilisce che le nascite totali nel mondo siano un milione ogni anno :
      nel 2100, quasi tutti i viventi di adesso sarebbero morti, e invece avremmo 70 milioni circa di esseri umani nati fra il 2016 e il 2100.
      Si tratta di volerlo veramente e di deciderlo a livello mondiale, e attuarlo.
      Una decrescita veloce e senza violenza.

      Gianni Tiziano

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  8. L'articolo mi trova sostanzialmente d'accordo, ma farei due puntualizzazioni.
    1 - Fra la cultura e l'ecologia umana si formano dei feed-back positivi. Molte culture tradizionali premiavano il rispetto dei limiti in situazioni in cui questi erano effettivamente stringenti. Ne risultavano società tendenzialmente conservatrici sia dell'ordinamento socio-economico, sia delle scarse risorse disponibili. La nostra cultura ha sviluppato l'ideale del "no limits" in corrispondenza di alcune scoperte che hanno permesso la rivoluzione industriale. Ne è scaturita la società più rivoluzionaria di sempre e la quasi totale distruzione del Pianeta. Ma la pulsione a superare i limiti è insita in tutti noi da sempre e, in varia maniera, in qualunque forma di vita biologica. La vera novità è stata il fatto che per un breve periodo abbiamo avuto la possibilità di superare di vari ordini di grandezza i limiti precedenti, andandoci a schiantare però contro altri. Perché dei limiti esistono sempre e comunque. Culture conservatrici sono più prudenti e durature. Culture rivoluzionare sono più entusiasmanti ed effimere.
    2 - Dal momento che è vero tutto quello che dice in materia di distruzione del Pianeta, quello che viviamo non può essere l'inizio di un'era geologica in cui per decine di milioni di anni (tanto dura un'era geologica) l'umanità controlla l'evoluzione del Pianeta. Quella che stiamo vivendo è l'inizio della crisi acuta che nel giro di pochi secoli (forse pochi decenni) metterà fine all'Olocene.

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  9. Articolo indubbiamente interessante e che pone una serie di questioni serie, tuttavia (x quel che può valere) ritengo che il primo e + importante limite da non superare sia quello di un (tasso di) fecondità in equilibrio con le risorse ambientali ed economiche ragionevolmente disponibili in un dato contesto spazio-temporale, suggerirei maggiore cautela nella parte dedicata alla Rivoluzione scientifica (un conto è la Scienza, un altro le sue applicazioni pratiche: vogliamo forse tornare all'età pre-copernicana?) e non addosserei responsabilità così pesanti al vecchio B. de Mandeville, laico e disincantato osservatore delle società umane...

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  10. Da transumanista quale sono, mi permetto solo di far notare che la grande famiglia del Transumanesimo è assai variegata e vasta, al punto da spaziare da estremisti di destra ad estremisti di sinistra (con tutte le possibili sfumature in mezzo) e da fanatici religiosi a razionalisti puri (con tutte le possibili sfumature in mezzo).

    Personalmente non trovo nessun motivo per disgiungere un ecologismo rigoroso da una sana impostazione transumanista. La bontà di ogni approccio credo dipenda dall'abilità e dalla moderazione con cui tale ideologia viene pensata, vissuta e propagandata, più che da un'innata bontà intrinseca di questa o quella ideologia.

    Saluti.

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