Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 5 febbraio 2016

Cosa? Il dirupo di senape?

di Marco Sclarandis



Non è la Rupe Tarpea, non è la storia dell'Everest, non é un film con Rupert Everett...........

Un ringraziamento dall'aldiqua, anche a Katsushika Hokusai per l'ispirazione.

Chiedete ad Ugo Bardi se non riuscite a scoprire che cos'é.

Marco Sclarandis

5 commenti:

  1. la piccola onda che diventa cavallone rende bene l'idea del disastro incombente. 15-20 anni? Addio welfare, pensioni, sanità pubblica, per non parlare delle baldorie continue. Da un eccesso ad un altro. Ora prima il piacere, poi il dovere. Dopo prima il dovere, poi forse il piacere, come era una volta.

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  2. siamo del tutto convinti che la società del futuro sarà peggiore dell'attuale?
    vero..i limiti termodinamici obbligheranno a scelte drammatiche ma quello che c'è oggi vale la pena di essere salvato? mah..ho i miei forti dubbi che quello che abbiamo oggi sia davvero esaustivo per l'essere umano..
    vedo parecchia gente (in particolar modo giovani) farsi il mazzo per 500 euro al mese..case inarrivabili (non solo per l'acquisto ma anche in affitto), caos ovunque e cultura inesistente..
    La nostra poi è una società vecchia..dove i giovani sono schiavi (spesso, ironia della sorte, di anziani 'imprenditori', anziani 'locatori', anziani 'politici'..) che osservano giornalmente la nave su cui sono imbarcati dirigersi verso acque impetuose, venti fortissimi, lande inarrivabili..
    Credo che meno starà in piedi questo 'giochino' e più gente raggiungerà quanto meno un livello di soddisfazione umana maggiore..fatto di rapporti, socialità, cultura, condivisione..

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    1. Stefano,proprio senza alcuna intenzione di fare una polemica sprezzante, ma il tuo commento mi pare un concentrato di barloquio.(Chiacchera futile da sosta al bar, per intenderci ).Quindi non conversazione da caffe artistico-letterario o da club di intellettuali, cioè persone che adoperano l'intelletto.Detto ciò, anche questo mio commento resta solo una opinione.
      Se ti rispondo, è perchè voglio impiegare un poco del mio tempo, prezioso quanto il tuo, perchè in due, alla fine abbiamo guadagnato qualcosa, senza aver danneggiato o impoverito qualcuno.
      Ti chiedi , intelligentemente, quanto di ciò che esiste oggi al mondo e nel mondo, valga la pena di essere salvato.
      Hai provato a darti e a dare agli altri una risposta?
      Hai poi usato l'aggettivo : esaustivo, dal verbo esaurire.
      E l'hai usato in una frase quasi interrogativa, che mi porta a risponderti che quello che gli esseri umani hanno sempre e da sempre avuto, non è mai bastato loro.
      E' intrinseco alla nostra natura, e croce e delizia indissolubilmente.
      Passo direttamente alla parola giochino, che tu metti tra virgolette, che mi sembra di intendere stia al posto di tutto il paragrafo con il quale cerchi di sintetizzare una società di vecchi sfruttatori e giovani schiavi, tutti inesorabilmente immersi in un caos di incultura.
      Ebbene, capisco perfettamente l'eufemismo, cioè il giochino, volutamente ironico, ma ora ti chiedo come, avverrà ciò che tu e molti altri, desiderano e sperano avvenga, con un minimo di descrizione nei dettagli.
      Il giochino si romperà da solo?
      Qualcuno lo romperà e con quali spiacevoli, si fa per dire, conseguenze?
      Si smetterà di giocarci?
      E quanto ci vorrà per smettere?
      Tu, cosa pensi o stai facendo per cambiarlo?.
      Non pretendo risposte, perchè spero tu abbia capito con quale spirito ho risposto al tuo commento.
      Per concludere, la mia opinione, che potrei indifferentemente dichiarare al bar o in una sala di conferenze da mille spettatori,
      é che la società del futuro prossimo sarà intrisa di grandi sofferenze, oggi ancora evitabili, ma domani già inevitabili.
      Oggi e domani adoperati come sineddoche.
      Più in là, forse una mezza dozzina di generazioni,vedo un tempo più lieto.Ma solo come possibilità, e poco come probabilità, estrapolando il tempo presente.
      Le parole sono pietre.
      Bisogna sempre stare attenti a lanciarle.
      Sopratutto se si salgono montagne.

      Un saluto, Marco Sclarandis.

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  3. Marco,
    se tra le righe dai del cretino a qualcuno non fai polemica, offendi e basta; non frequento circoli letterari..è vero..e ne vado fiero!
    Tu scrivi : "Ti chiedi , intelligentemente, quanto di ciò che esiste oggi al mondo e nel mondo, valga la pena di essere salvato.
    Hai provato a darti e a dare agli altri una risposta?"
    Ti rispondo: certo, lo faccio tutti i giorni.
    Per il resto non ho capito dove volevi andare a parare..mi pare tu abbia risposto con interrogativi-delega che di sicuro non mi sento incollati addosso..
    non sono certo io che devo rispondere al mondo..vivo in un casetta al freddo e mi sposto a piedi..figurati..
    Per quanto mi riguarda chiudo qui..ma chiudo per sempre anche con i commenti (non certo le letture..) a questo bel blog.
    saluti.
    stefano.

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    1. Stefano, mi dispiace che credi abbia voluto darti del cretino.
      Semplicemente ho cercato di proporti un commento meno banale.
      Comunque, da parte mia non avevo nessuna intenzione di offenderti.
      Ora sta a te decidere se credermi o meno.
      Se decidi di chiudere definitivamente con i tuoi commenti, pazienza, ma se fossi al posto tuo non me ne andrei via dal gioco in questo modo.
      Perché, scrivere su di un blog, sia un post che un commento é anche una specie di gioco.
      Come vedi, se avessi voluto offenderti, e a che scopo poi?, non credo proprio che ti avrei risposto come ho fatto con questa mia replica.

      Un saluto, Marco Sclarandis..

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