Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 21 gennaio 2016

Non possiamo più fare niente.


Intervista rilasciata da Dennis Meadows  a Rainer
Himmelfreundpointer pubblicata dalla rivista Format il 6 marzo 2013.

40 anni fa uscì uno dei libri più importanti del XX secolo: "I limiti della crescita", patrocinato dal Club di Roma.   Nel libro non si previde la data del collasso della nostra civiltà, ma i 30 ricercatori coordinati dai coniugi Medaows dimostrarono che la crescita demografica e la crescita economica avrebbero condotto l'umanità al disastro qualunque fosse risultata essere la disponibilità di risorse.   Solo una rapida stabilizzazione della popolazione mondiale molto vicino ai tre miliardi di allora ed il passaggio ad un'economia stazionaria avrebbero potuto evitare la catastrofe.    Uno degli scenari pubblicati era definito "business as usual", vale a dire cose probabilmente sarebbe accaduto se niente fosse cambiato nell'impostazione politico-economica globale.
In realtà, da allora, molte cose sono cambiate, ma la verifica di questo scenario sulla base dei dati reali ne ha confermato la validità con un grado di affidabilità stupefacente.

FORMAT: Signor Meadows, secondo il Club di Roma, stiamo adesso fronteggiando una crisi legata alla disoccupazione, una crisi da carenza di cibo, una crisi economica e finanziaria globale ed una crisi ecologica globale. Ognuno di queste è un segnale che qualcosa sta andando per il verso sbagliato. Cosa esattamente?

MEADOWS: Quello che sottolineavamo nel 1972 ne "I limiti della crescita"- e che è tutt'ora valido- è il semplice fatto che non è possibile una crescita fisica infinita in un pianeta finito. Arrivati ad un certo punto la crescita si ferma.  O la fermiamo noi, cambiando i nostri comportamenti, oppure sarà il pianeta a fermarla. 40 anni dopo, ci dispiace dirlo, non è stato ancora fatto niente.

FORMAT: Nei vostri 13 scenari la fine della crescita fisica - cioè dell'aumento della popolazione mondiale, della produzione di cibo e di qualsiasi altra cosa venga prodotta o consumata - inizia tra il 2010 ed il 2050.  La crisi finanziaria è parte di tutto ciò?

MEADOWS: Non sono situazioni paragonabili. Supponiamo di avere il cancro e che questo cancro causi febbre, mal di testa ed altri dolori. Non sono questi il problema reale, è il cancro il problema! Comunque, proviamo a curarne i sintomi. Nessuno spera di sconfiggere il cancro con quelle cure. I fenomeni come il cambiamento climatico o le carestie sono semplicemente sintomi della malattia di questo pianeta, il che ci riporta inevitabilmente alla fine della crescita.

FORMAT: Il cancro come metafora della crescita incontrollata?

MEADOWS: Sì. Le cellule sane ad un certo punto smettono di crescere. Le cellule cancerose proliferano finché non uccidono l'organismo. La popolazione e la crescita economica si comportano nello stesso modo. Ci sono solo due modi di ridurre la crescita dell'umanità: ridurre il tasso delle nascite od aumentare quello delle morti. Quale preferisci?

FORMAT: Nessuno vorrebbe dover scegliere.

MEADOWS: Neanch'io. In ogni caso abbiamo perso l'opportunità di scegliere. Lo farà il pianeta.

FORMAT: Come?

MEADOWS: Consideriamo il cibo. Facciamo i conti, valutiamo la quantità di cibo pro capite a partire dagli anni '90. La produzione cresce, ma la popolazione cresce più rapidamente. Dietro ad ogni caloria di cibo che arriva sul piatto, ci sono dieci calorie di combustibili fossili utilizzate per produrlo, trasportarlo, immagazzinarlo, prepararlo e servirlo. Più diminuiscono le scorte di combustibili, più cresce il prezzo del cibo.

FORMAT: Dunque non è solo un problema distributivo?

MEADOWS: Certamente no. Se condividessimo tutto equamente, nessuno soffrirebbe la fame. Ma resta il fatto che abbiamo bisogno di fonti fossili come petrolio, gas o carbone per produrre cibo. E queste fonti si stanno esaurendo.  Nonostante vengano sfruttate nuove fonti come il gas o il petrolio da scisto, i picchi di petrolio e gas sono già superati. Questo pone una tremenda pressione sull'intero
sistema.

FORMAT: Secondo i vostri modelli sulla popolazione, nel 2050 saremmo all'incirca 9,5 miliardi, nonostante una stagnazione della produzione di cibo per i prossimi 30-40 anni.

MEADOWS: E questo significa che ci sarà una gran massa di persone povere.  Certamente più di metà dell'umanità. Oggi non possiamo nutrire a sufficienza una larga parte della popolazione mondiale. Tutte le risorse che conosciamo stanno calando. Ci si può immaginare dove porterà questa situazione. Ci sono troppi "se" nel futuro: "se" la gente diventerà più intelligente, "se" non ci saranno guerre, "se" faremo progressi tecnologici.
Siamo già al punto in cui non riusciamo a risolvere i problemi attuali, come potremo farcela tra 50 anni quando saranno più gravi?

FORMAT: E’ colpa del nostro modo di fare affari?

MEADOWS: Il nostro sistema economico e finanziario non è solo un mezzo per ottenere qualcosa. E' uno strumento che abbiamo sviluppato e che riflette i nostri scopi e valori. La gente non si preoccupa del futuro, ma solo dei problemi contingenti. E' per questo che abbiamo una crisi del debito così grave. Creare debito è l'opposto del preoccuparsi per il futuro.   Chiunque prenda un debito dice: non mi preoccupo di quello che avverrà. Quando per troppa gente il futuro non conta, si crea un sistema economico e finanziario che distrugge il futuro.  Puoi far pressione su questo sistema quanto vuoi ma finché non cambieranno i valori della gente, si andrà avanti nello stesso modo. Se dai un martello a qualcuno e questo lo utilizza per uccidere il suo vicino, non serve a niente cambiare il martello. Persino se gli riprendi il martello, quello rimane un potenziale assassino.

FORMAT: I sistemi che organizzano le modalità di coesistenza delle persone vanno e vengono.

MEADOWS: Ma l'uomo rimane lo stesso. Negli Stati Uniti, abbiamo un sistema nel quale è giusto che pochi siano immensamente ricchi e molti siano terribilmente poveri, fino alla fame. Se riteniamo che ciò sia accettabile, è difficile cambiare il sistema. I valori dominanti sono sempre gli stessi. Questi valori si riflettono enormemente nei cambiamenti climatici. A chi interessano?

FORMAT: All'Europa?

MEADOWS: Cina, Svezia, Germania, Russia e Stati Uniti hanno sistemi sociali differenti ma in ognuna di queste nazioni aumenta l'emissione di CO2, perché in realtà alla gente non importa. Il 2011 è stato l'anno record (l'intervista è del 2012, n.d.t.): lo scorso anno è stata prodotta più anidride
carbonica che nell'intera storia umana precedente, nonostante che si voglia che la produzione diminuisca.

FORMAT: Cos'è che va per il verso sbagliato?

MEADOWS: Scordatevi i dettagli. La formula base dell'inquinamento da CO2 è composta da quatto elementi. Primo: il numero di persone sulla Terra. Queste devono essere moltiplicate per i beni pro capite, ovvero quante automobili, case e mucche esistono a persona, ed abbiamo così lo "standard" di vita sulla Terra.    Questo va poi moltiplicato per il fattore d’energia consumata per unità di capitale,
per esempio quanta energia necessaria per produrre automobili, costruire case e per rifornire e nutrire le mucche. Ed infine, il tutto va moltiplicato per l'ammontare d’energia derivata da fonti fossili.

FORMAT: Approssimativamente tra l'80 e il 90%.

MEADOWS: Approssimativamente. Se vuoi che il carico di CO2 cali, l'intero risultato di questa moltiplicazione deve calare. Ma noi cosa facciamo?   Proviamo a ridurre la quantità d’energia fossile usando maggiormente fonti alternative come vento e sole. E lavoriamo per rendere più efficiente l'utilizzo d’energia, isolando meglio le case, rendendo i motori più efficienti e tutto il resto. Lavoriamo solo sugli aspetti tecnici ma trascuriamo del tutto il fattore relativo alla popolazione
e crediamo che il nostro standard di vita migliorerà o almeno rimarrà invariato. Ignoriamo la popolazione e gli elementi sociali dell'equazione, e ci focalizziamo totalmente sulla soluzione degli aspetti tecnici del problema. Falliremo, perché la crescita della popolazione e gli standard di vita sono molto più rilevanti di tutto quanto possiamo risparmiare con una migliore efficienza o con le energie alternative. Pertanto, le emissioni di CO2 continueranno a salire. Non ci sarà soluzione al problema dei cambiamenti climatici se non affronteremo i fattori sociali che ne sono alla base.

FORMAT: Vuoi dire che la Terra risolverà la situazione di propria iniziativa?

MEADOWS: I disastri sono il metodo del pianeta per risolvere i problemi. A causa del cambiamento climatico, i livelli del mare cresceranno perché si stanno sciogliendo i ghiacci polari. Specie dannose si diffonderanno in aree dove non hanno nemici naturali a sufficienza. L'aumento della temperatura comporta l'aumento di venti forti e tempeste, che a loro volta influenzano le precipitazioni: avremo più alluvioni e più siccità.

FORMAT: Per esempio?

MEADOWS: La terra dove ora è coltivato il 60% del frumento cinese, sarà troppo secca per l'agricoltura. Nello stesso momento, pioverà, ma in Siberia, e la terra sarà più fertile lì. Dunque ci sarà una grande migrazione dalla Cina alla Siberia. Quante volte l'ho già detto alla gente nelle mie conferenze in Russia! I più anziani sono interessati ma la élite giovane ha semplicemente detto "Che m’importa? Voglio soltanto esser ricco."

FORMAT: Cosa fare?

MEADOWS: Se solo lo sapessi... Entriamo in un periodo che richiede enormi cambiamenti praticamente in tutto. Sfortunatamente, cambiare le nostre società o i sistemi di governo non è un processo rapido. Il sistema attuale non funziona comunque. Non ferma i cambiamenti climatici né previene le crisi finanziarie. I governi provano a risolvere i loro problemi stampando moneta, il che
quasi certamente porterà entro qualche anno ad un elevato tasso d’inflazione. E' una fase molto pericolosa. So soltanto che la gente, soprattutto in periodi di incertezza, se deve scegliere tra libertà ed ordine, sceglie l'ordine. L'ordine non significa necessariamente giustizia o rispetto della legge, ma vita ragionevolmente sicura e treni in orario.

FORMAT: Hai paura della fine della democrazia?

MEADOWS: Vedo due trend. Da una parte, lo smembramento degli stati in unità più piccole, ad esempio in regioni come la Catalogna.  Da un'altra parte la creazione di un superpotere forte e centralizzato. Non uno stato ma una combinazione fascistoide di industria, polizia e militari. Forse in futuro avremo persino le due soluzioni in contemporanea. La democrazia è in effetti un esperimento socio-politico molto giovane. Ed attualmente non esiste. Produce soltanto crisi che non è in grado di risolvere. La democrazia non contribuisce attualmente alla nostra sopravvivenza. Il sistema collasserà dall'interno, non a causa di un nemico esterno.

FORMAT: Stai parlando del "Dramma dei beni comuni"

MEADOWS: E' il problema fondamentale. Se in un villaggio chiunque può pascolare il suo gregge su un prato rigoglioso (aperto a tutti, N.d.T.) - chiamato in inglese arcaico "Commons" - entro poco tempo ne beneficeranno soprattutto quelli che scelgono di avere più bestiame. Ma se si va avanti in quel modo troppo a lungo, l'erba finisce e con quella tutto il bestiame.

FORMAT: Dunque si deve arrivare ad un accordo, per utilizzare al meglio il prato.   Questo potrebbe rappresentare il lato migliore della democrazia.

MEADOWS: Forse. Se il sistema democratico non riesce a risolvere il problema su scala globale, probabilmente potrebbe provarci una dittatura. Dopotutto, si tratta di questioni come il controllo della popolazione globale. Siamo da 300.000 anni sul pianeta e ci siamo organizzati in molti modi differenti. Quelli di maggior successo e più efficaci sono stati i sistemi tribali o di clan, non le dittature o le democrazie.

FORMAT: Un importante passo avanti tecnologico potrebbe salvare la Terra?

MEADOWS: Sì. Ma le tecnologie hanno bisogno di leggi, vendite, addestramento, persone che ci lavorano - vale quello che ho già detto poco fa.  Soprattutto, la tecnologia è solo un attrezzo come un martello o come il sistema finanziario neoliberista. Se i nostri valori sono sempre gli stessi, continueremo a sviluppare tecnologie che li soddisfano.

FORMAT: Tutto il mondo attualmente vede una possibile salvezza in una tecnologia verde e sostenibile.

MEADOWS: E' una fantasia. Anche se ci impegnassimo per aumentare l'efficienza nell'utilizzo dell'energia in modo enorme, ancor più nell'uso di fonti rinnovabili e facessimo grandi sacrifici per limitare i nostri consumi, non avremmo virtualmente possibilità di allungare la vita al nostro sistema attuale. La produzione di petrolio si ridurrà di circa la metà nei prossimi 20 anni, nonostante
lo sfruttamento dell'olio da scisti o da sabbie bituminose. Tutto accade troppo rapidamente. Al di là del fatto si può guadagnare anche di più grazie alle energie alternative. Le turbine eoliche possono funzionare, senza aeroplani.
Il direttore della Banca Mondiale (più recentemente responsabile dell'industria aerea complessiva) mi ha spiegato che il problema del picco del petrolio non è discusso in quell'istituzione, è semplicemente tabù.   Chiunque ci provi in qualche modo o viene licenziato o trasferito. Dopotutto, il picco del petrolio distrugge la fiducia nella crescita. Dovresti cambiare tutto.

FORMAT: Specialmente nelle compagnie aeree dove la quota di combustibili fossili è molto alta.

MEADOWS: Esattamente. E' per questo che l'era del trasporto aereo di massa a basso costo finirà presto. Se lo potranno permettere solo in grandi stati o imperi. Con molti soldi si potrà comprare energia - e causare mancanze di cibo, ma non si può sfuggire al cambiamento climatico, che colpisce i ricchi ed i poveri.

FORMAT: Hai qualche soluzione per queste terribili miserie?

MEADOWS: Dovrebbe cambiare la natura dell'uomo. Siamo tuttora programmati come 10.000 anni fa. Visto che uno dei nostri antenati poteva essere attaccato da una tigre, non si poteva preoccupare del futuro ma solo della propria sopravvivenza. La mia preoccupazione è che, per motivi genetici, non siamo adatti a fare i conti con problemi di lungo termine come i cambiamenti climatici. Fino a
che non impareremo a farlo, non ci sarà modo di risolvere problemi simili. Non c'è niente che possiamo fare. La gente dice sempre: "Dobbiamo salvare il pianeta". No, non dobbiamo. Il pianeta si salverà in ogni modo da solo. L'ha già fatto. Talvolta gli ci vogliono milioni di anni, ma comunque ce la fa. Non dobbiamo preoccuparci del pianeta ma della razza umana.


Articolo già apparso sul n. 7 delle rivista online "Overshoot". 







17 commenti:

  1. "Dovrebbe cambiare la natura dell'uomo".Ma ciò è impossibile, specie ai superbi. La superbia è un difetto o peccato di tutti gli esseri umani. L'unica strada percorribile, o che lo era, una dittatura globale, ma scaturita da una guerra nucleare, che annichilisca stati, religioni e qualunque altra forma di potere, diversa dalla globale. In questi giorni nel macrolotto di Prato, un bliz della polizia ha portato alla scoperta di quintali di droga e di miriadi di attività illecite e illegali. Ovviamente non servirà a nulla. Una bomba ai neutroni, invece sarebbe stata risolutiva. Purtroppo le rappresaglie di questo tipo sono le uniche valide, perchè non lasciano scampo alle mafie e organizzazioni illegali, militari e non, di sorta. Anche in questo caso non è questione di "se", ma di "quando". La tecnologia è già pronta, i droni. Basta armarli adeguatamente.

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  2. R " "Dobbiamo salvare il pianeta". No, non dobbiamo. Il pianeta si salverà in ogni modo da solo. L'ha già fatto. Talvolta gli ci vogliono milioni di anni, ma comunque ce la fa. Non dobbiamo preoccuparci del pianeta ma della razza umana."

    ...Non concordo affatto, nel senso che dobbiamo preoccuparci di limitare la perdita della biodiversità da un lato, perche cmq parecchie centinaia di milioni di homo sopravvivranno comunque; quanto alla perdita di complessità delle autorità centrali, vedi capacità fiscale unitaria, c'è da augurarsi che crolli proprio nei paesi a più alto squilibrio di capacità di carico e contemporaneo consumo individuale elevato, vedi ad esempio europa mediterranea socialdemocratica con importanti squilibri economici e di capacità di carico a poche centinaia di kilometri di distanza l'un dall'altro, vedi Italia.

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    1. "dobbiamo preoccuparci di limitare la perdita della biodiversità...."
      Sì, Per salvare noi stessi.
      Il pianeta sopravviverà a questa nuova estinzione di massa noi no.

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  3. Ho capito che anche le menti più fini commettono degli errori di valutazione.
    Dennis Medows, autore de "I limiti dello sviluppo", aveva ben previsto il futuro che ora stiamo vivendo.
    Tutta l'intervista riportata nell'articolo contiene tante valutazioni che condivido.
    Tuttavia, affermare che gli antenati di 10.000 anni fa si preoccupassero del solo "presente" non credo risponda a verità.
    Erano fino a quel momento vissuti in modo biocompatibile, rispettoso del futuro per le generazioni umane a venire, e di tutto il complesso vivente del pianeta.
    E' con l'avvento di agricoltura, allevamento e industrializzazione ("civiltà") che dimostriamo di infischiarcene del futuro, consapevoli e insieme inconsapevoli. Al diavolo la Natura, abbiamo voluto troni, regge, lavastoviglie, aerei, airgun, pesca industriale, libri, indagini scientifiche, borse.
    Siamo impazziti.
    Stiamo distruggendo il futuro dei nostri figli.
    Un futuro che di noi avrà solo il ricordo.
    Una specie animale pazza.

    Gianni Tiziano

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    1. ha perfettamente ragione invece.. l'uomo non ragione a lungo termine, non lha mai fatto. Del resto e' un animale. Il difetto dell'uomo e' stato non capirlo e non evolversi a razza DAVVERO intelligente

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    2. Ma, se fossimo animali, allora come avremmo potuto fare tutte le cose che tutti gli animali non fanno?
      Anche solo scattarsi una foto per mettere iu un album.
      Certamente siamo costretti dalla nostra stessa natura ad evolverci immediatamente.
      E approfitto per rispondere anche al commento dello sconosciuto delle 10:15.
      Il comandamento biblico aveva senso allora, ormai é obsoleto.
      Io ritengo che siamo un alveare che sa di esserlo.
      Od un formicaio con lo stesso tipo di coscienza.
      E.O.Wilson ha scritto pagine esemplari su quei super-organismi.
      Leggerle é molto istruttivo per noi,umani contemporanei.
      Comunque, se noi siamo pazzi, ancora di più è l'universo in cui siamo sgusciati.
      Altre sagge considerazioni come quelle di un Wilson sono contenute nel:"L'universo come opera d'arte" di John Barrow e "L'inizio dell'infinito" di David Deutsch.
      Ovvio che non aver ascoltato chi secoli fa o ancora decenni fa sapeva ragionare benissimo a lungo termine come un Malthus o il gruppo del Club di Roma, adesso ci getta nel panico, per usare un eufemismo.
      Ormai è arrivato il tempo del sacrificio, in senso stretto e lato.
      Mica per caso sorgono come funghi in autunno martiri fanatici ed integralisti d'ogni risma.E giovani oltretutto.
      O la borsa o la ghirba.Cioè o il NASDAQ o la vita.
      (NASDAQ non è una parola araba, ma ghirba si)

      Marco Sclarandis.

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    3. @Madre terra:
      ASSOLUTAMENTE NO.
      Prima dell'agricoltura l'uomo era nomade, cacciatore raccoglitore.
      Sfruttava le risorse e poi abbandonava i terreni ormai devastati.
      Era forse più distruttivo di ora; complessivamente l'impatto era irrisorio per via del numero di individui esiguo.

      Quando ha cominciato a coltivare/allevare ha incominciato a tentare di instaurare un'economia circolare, preoccupandosi di ripiantare le piante che distruggeva e far riprodurre gli animali che mangiava.
      Ma la popolazione crebbe esponenzialmente...

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    4. di assoluto c'è poco, anche se si urla;
      io dico la mia;

      le cavallette fanno lo stesso del cacciatore-raccoglitore (hai comunque esagerato, a mio avviso), ma non devastano il pianeta senza speranza;
      perchè non crescono stabilmente di numero;

      il fatto è noi con agricoltura e pastorizia abbiamo aumentato l'energia a disposizione per la nostra specie; ciò vuol dire "Crescita" (credo proprio che le sue radici siano lì), che deriva dalla possibilità di accumulo, che per le altre specie animali c'è solo raramente (e quantitativamente in maniera molto limitata, es. scoiattoli, formiche, api, ghiandaie);

      ci sono altri fattori di adattamento che hanno favorito la nostra espansione, ma nessuno credo sia importante come la possibilità di accumulare, derivata direttamente da agricoltura e pastorizia;

      "Ma la popolazione crebbe esponenzialmente..." ..... perchè?

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  4. ma nessuno ha citato il deleterio comandamento biblico: crescete e moltiplicatevi... tremendo!

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    1. Erano in 2!!!!
      Cosa doveva digli? Di limitarsi al figlio unico?

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  5. Finalmente una persona che dice la verità!
    Pensare che la soluzione sia "solo" utilizzare le rinnovabili, significa non aver compreso la complessità del problema.

    Ridurre la popolazione riducendo le nascite sarebbe l'ideale,
    il problema è che il sistema economico attuale crollerebbe (crollerebbe lo stesso anche se lo negassimo);
    quindi, bisogna cambiare NECESSARIAMENTE il sistema economico attuale.

    A quegli economisti che continuano a dire di uscire dall'euro per svalutare e continuare a crescere, dico che:
    devono cercare di realizzare dei modelli/strategie di lungo periodo;
    pensare solo a quello che potrà succedere da qui a 5 o 10 anni,
    serve solo "a toglierci dalla padella e metterci nella brace".

    Sono cosciente che un'Europa così organizzata NON può avere una moneta unica, la quale (moneta) aumenta i problemi e non li risolve.
    Il problema è che dobbiamo cambiare l'Europa (non la moneta),
    dobbiamo cambiare sistema economico (introdurre umanità dove c'è cinismo e l'unico scopo è il guadagno economico).

    Sicuramente un sistema democratico non è l'ideale,
    ma neanche lo è un sistema guidato da ultra-ricchi/multinazionali che non hanno il minimo senso di umanità.

    Il problema ha soluzione, ma bisogna mettere le persone giuste al posto giusto,
    e non votare il primo chiacchierone che promette X euro a testa...

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    1. il chiacchierone che promette x euro a testa e' servo di confindustria cioe' degli oligarchi che comandano. pero' attribuire tutta la colpa a lui o ai suoi predecessori e' esagerato. c'e' tutto un mondo che gira e non mi sembra che dalle altre parti la situazione sia migliore. secondo me l'unica cosa che potremo veramente fare sara' quella di spostarci verso nord. non vedo altre soluzioni ad un pianeta sempre piu' caldo

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    2. "pero' attribuire tutta la colpa a lui o ai suoi predecessori e' esagerato."

      Io non attribuisco a lui nello specifico, i problemi della società moderna.
      Io li attribuisco ai politici di professione che pur di stare tra i privilegiati, fanno demagogia e obbediscono alle multinazionali, in modo da avere grandi soddisfazioni economiche, sia durante il mandato che dopo.

      Ci vorrebbero persone più serie e competenti,
      però NON alla Monti, in quanto sono sì "seri e competenti" ma solo in economia.

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  6. "La società si è costruita con sue leggi che non sono la conseguenza delle leggi della biologia, sono le leggi dell'economia. La legge della biologia richiede la cooperazione, la legge dell'economia richiede la competizione; quindi, in questo senso, l'economia è intrinsecamente un fatto patologico."

    Emilio del Giudice

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    1. In realtà la società moderna non è così, non è solo competitiva.

      Come in una partita di calcio, la cooperazione è tra i giocatori della stessa squadra e la competizione è con la squadra avversaria.

      Così nelle imprese: cooperazione all'interno per produrre beni e servizi, competizione all'esterno con le altre imprese.

      Può sembrare assurdo, ma è stato un metodo Vincente!
      In quanto, alla fine sono i molti a vincere (perché hanno prodotti migliori a prezzi più bassi) e i pochi a perdere (le imprese che soccombono).

      E poi, anche nella natura, sia fauna che flora, c'è la competizione per avere un territorio, tipo i Leoni (competizione tra i maschi) o le piante.

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  7. Le risposta date da Meadows, improntate ad una disarmante e inquietante ma preziosa lucidità "illuministica", fanno piazza pulita di un sacco di "ciarpame" ideologico di gran moda ai nostri gg.

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  8. Andate a dirli ai TG che parlano di culle vuite o alle tante donne che stanno lì a preoccuparsi se dare il fratellino/sorellina ai loro "cuccioli" ,
    a quelle persone che vanno in giro a dire "i figli ci vogliono",e simili..

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