Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 8 gennaio 2016

La follia nucleare di Gates: l'innovazione di cui abbiamo veramente bisogno è la rapida implementazione delle rinnovabili

Da “Counterpunch”. Traduzione di MR


di Linda Pentz Gunter

La prima domanda che mi è venuta in mente leggendo dell'ultima avventura di investimento di Bill Gates è stata: “si tratta di una copertura per dirottare più soldi verso l'energia nucleare?” Gates ha rivelato la sua Coalizione Energetica Innovativa (Breakthrough Energy Coalition) all'inizio dei colloqui sul clima della COP 21 a Parigi con molte fanfare ma pochi dettagli, compresa la dimensione dell'impegno finanziario. I miei sospetti sono stati innescati non solo dall'impegno pubblico già esistente di Gates verso la ricerca sull'energia nucleare, ma dal nome scelto per questo gruppo di 28 fra le persone più ricche del mondo (principalmente uomini). L'Istituto di Innovazione (Breakthrough Institute), dopotutto, è il nome del gruppo nuclearista pseudo-verde i cui membri hanno promosso e interpretato un film di propaganda sull'energia nucleare nel 2013, "La Promessa di Pandora". Ma finora l'Istituto di Innovazione si mantiene ad un profilo basso nella Coalizione Energetica Innovativa, anche se, sospetto, non troppo a lungo.


A prima vista, la missione della Coalizione Energetica Innovativa, la cui ricchezza collettiva è 350 miliardi di dollari, sembra abbastanza ragionevole, anche se ci vuole un po' per capacitarsi di quel tipo di disponibilità di reddito. “Il mondo ha bisogno di energia ampiamente disponibile che sia affidabile, accessibile e che non produca carbonio”, dichiara il gruppo. Gli investitori puntano a fornire “il capitale di partenza per tecnologie promettenti nel portare energia pulita accessibile a miliardi di persone, specialmente nel mondo in via di sviluppo”. Tutto molto nobile. Ma la follia è nel metodo.

“Il solo modo di raggiungere quell'obbiettivo è sviluppando nuovi strumenti per alimentare il mondo di energia. Questa innovazione sarà il risultato di una condotta della ricerca pubblica portata su scala in modo drammatico collegata ad investimenti realmente pazienti e flessibili impegnati allo sviluppo di tecnologie che creeranno un nuovo mix energetico”, dice la Coalizione nel proprio sito web.

Il fondatore di Salesforce.com, Marc Benioff, un membro della Coalizione, ha espresso l'opinione, in un articolo del Washington Post di Joby Warrick, secondo cui: “Abbiamo di fronte il pericolo montante del cambiamento climatico ed è diventato chiaro per me che la soluzione richiederà un'innovazione significativa”. Più ricerca? Più innovazione? Perché? I pochi spiccioli dei membri della Coalizione Energetica Innovativa potrebbero, su scala massiva, schierare energia eolica, solare e geotermica, tecnologie che non stanno aspettando di essere inventate. Sono pronte adesso, manca solo la volontà politica di implementarle. Ed è uno schieramento di cui abbiamo un disperato bisogno. Perché buttare soldi nella ricerca “paziente”. Di sicuro dovrebbero capire che non abbiamo più il lusso del tempo, giusto?

Chi sono quindi questi tipi e cosa voglio fare in realtà? Una rassegna dei membri della Coalizione fornisce un sacchetto misto di fazzoletti agitati al vento che ostentano orgogliosamente il simbolo delle radiazioni. Gates sta già sperperando parte della sua ricchezza  in Terra Power LLC, una società di progettazione ed ingegneria nucleare che persegue un elusivo, costoso e futile, cosiddetto reattore di IV generazione, che non potrà mai produrre elettricità in tempo. Mukesh Ambani è un investitore di Terra Power. Il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, sta scommettendo i suoi soldi nel sogno perpetuamente 40 anni nel futuro della fusione nucleare che, anche se dovesse mai funzionare, sarà costosissima da applicare nei paesi in via di sviluppo.

Il fondatore del Gruppo Virgin, Richard Branson, propaganda pubblicamente l'energia nucleare e mette il suo nome su Pandora’s Promise come produttore esecutivo. “Dobbiamo continuare a sviluppare energia nucleare avanzata da aggiungere al mix”, ha detto promuovendo il film del sito web dell'Istituto di Innovazione. (Vedete il nostro debunking dei numerosi errori di fatto ed omissioni del film). Chris Hohn dell'hedge fund TCI ha investito in J-Power, Una utility giapponese i cui beni comprendono centrali nucleari. Nel 2008, il governo giapponese ha vietato a TCI di aumentare la propria posta in J-Power e l'hedge fund è stato ritirato. Vinod Khosla ama l'energia nucleare ed è noto per incolpare gli ambientalisti piuttosto che la ovvia economia disastrosa dell'energia nucleare, per il proprio fallimento. “La maggior parte delle nuove centrali elettriche in questo paese sono a carbone, perché gli ambientalisti si sono opposti al nucleare”, ha detto Khosla in un'intervista del 2008. Il miliardario cinese Jack Ma di "Alibaba" è stato recentemente portato nel Gruppo di Consiglio Economico del primo ministro britannico David Cameron, probabilmente non per coincidenza il giorno prima di una visita di stato del presidente cinese per sigillare un accordo che comporta l'investimento cinese nella centrale nucleare Hinkley-C nuclear pianificata dal governo britannico. L'omonima società di Ratan Tata è piombata sulla possibilità di investimento in energia nucleare in India col passaggio del trattato Stati Uniti-India in violazione del trattato di non proliferazione nucleare.

Altri nel gruppo hanno connessioni meno ovvie con l'energia o col cambiamento climatico e c'è un chiaro oppositore al nucleare nel giapponese Masayoshi Son, fondatore, presidente ed amministratore delegato della SoftBank Group Corp., la cui epifania dopo il disastro nucleare di Fukushima del 2011 lo ha spinto a diventare un critico esplicito dell'energia nucleare ed un sostenitore dell'energia rinnovabile. Altri nel gruppo sembrano condividere interessi in energia rinnovabile. Forse il Club di Miliardari dell'Innovazione giungerà ancora alla realizzazione che da un punto di vista di generazione di energia pulita, abbiamo già innovato. Le innovazioni che servono non sono in ricerca astratta ma in schieramento. La Coalizione Energetica Innovativa deve staccarsi dalla fascino di armeggiare in un laboratorio e piuttosto fare qualcosa di reale, pratico e alla mano coi propri soldi. Tuttavia, l'asserzione del gruppo secondo cui “la fondazione di questo programma deve costituire grandi impegni di finanziamento per la ricerca di base ed applicata”, non fornisce molte ragioni di ottimismo.

Un allenatore di tennis che conoscevo, dopo una sconfitta alla sua squadra diceva che “i crolli arrivano prima delle conquiste. Abbiamo causato il crollo del clima ed abbiamo fatto la conquista energetica. Ora dobbiamo solo cominciare a vincere". La  Coalizione Energetica Innovativa può e deve essere in quella squadra.

Linda Pentz Gunter è la specialista internazionale presso Beyond Nuclear. Presta anche servizio come direttrice dei media e dello sviluppo.


8 commenti:

  1. Oggi la vera innovazione sarebbe un crollo dei suoli destinati all'agricoltura intensiva; poi, molto distaccato per importanza, un crollo della richiesta di energia in toto.

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  2. Io l,ho letto il paper dell'impegno del gruppo di Gates e mi pare, ma potrei sbagliare, non si parlava di energia nucleare classica e neppure di reattori al torio. Tra quelle che mi ricordo come tecnologie sulle quali puntare per la ricerca vi erano le batterie di flusso.

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  3. Come mai Cina e India hanno ripetuto lo stesso percorso sbagliato del resto del mondo in ambito energetico?
    Resisto nel ritenere che il cambiamento climatico spazzerà via una parte dell'umanità che non riesce a evolvere in modo adeguato ai fatti accaduti in questo ultimo mezzo secolo.

    Marco Sclarandis

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  4. Esistono associazioni per fare soldi: Questa è una di queste! Non gli frega nulla del clima o produrre energia ma solo manovrare gli investimenti trainati dal investimento della ricerca per recuperare tramite le loro aziende i soldi.Questa è l'amara realtà!!!

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  5. Ai multimiliardari piacciono i giocattoli grandi.
    Senno' cosa sono diventati multimiliardari a fare?

    Un multimiliardario

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  6. Cito: "Gli investitori puntano a fornire “il capitale di partenza per tecnologie promettenti nel portare energia pulita accessibile a miliardi di persone, specialmente nel mondo in via di sviluppo”. Tutto molto nobile. Ma la follia è nel metodo."
    Anche molto controproducente, se accadesse. Aumentare la disponibilità energetica dei paesi poveri servirebbe solo ad aumentarne i consumi pro capite e la popolazione (per favore niente "transizione demografica", non il venerdì sera, almeno). Cioè ad aumentare il carico sul pianeta. La transizione, se la si volesse fare, dovrebbe prevedere quanto meno il blocco della crescita economica dei paesi "emergenti", la contrazione di quelli "emersi" e il decremento demografico di tutti. Per essere più chiari: no arricchire i poveri: si impoverire i ricchi. Cosa che sta cominciando ad avvenire, peraltro.

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  7. L'energia è la capacità di compiere lavoro
    => Offrire energia a chi per lavoro distrugge il pianeta ecquivale a distruggerlo più in fretta.
    Come dare una Ferrari ad un neopatentato alcolizzato.

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  8. Semplicemente hanno capito bene che questo e'il business dei prossimi 20 anni e hanno piuttosto chiaro che i soldi devono essere definanziarizzati, insomma tradotti in cose. Ovviamente puntano a cose alla loro portata. Un impianto nucleare costa almeno 5 miliardi con i quali, oggi si fa un impianto fotovoltaico da 5 GWp ( per queste dimensioni conviene farsi i pannelli in proprio e, se per quello, a nche gli altri componenti, quindi i costi scendono a non più di 1 miliardo/ GWp. Stessa capacitai produttività , simile durata, ma completamente differente sostenibilità. Solo che questa roba non consente di fare signor aggio dell'energia

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