Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 26 gennaio 2016

Il cambiamento climatico e la catastrofe della cacca di cavallo

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR

Ripensando a questo post, scritto due settimane fa per il mio blog in inglese, mi viene in mente che se gli "scettici" si sono ridotti a criticare la scienza del clima sulla base della cacca di cavallo di un secolo fa, veramente non hanno più argomenti


Una delle ragioni del successo delle automobili nel sostituire i cavalli è stata che le automobili non si lasciavano dietro rifiuti solidi. Ci è voluto quasi un secolo per capire che i gas di scarico dei veicoli a motore sono di gran lunga più tossici ed inquinanti di qualsiasi cosa che il di dietro di un cavallo possa produrre (Sopra, una pubblicità di una automobile del 1898).


Il successo della conferenza sul clima di Parigi potrebbe essere stata solo parziale, ma ha sicuramente gettato in un certo scompiglio il partito anti-scienza. Per esempio, alla National Review, non sono stati in grado di criticare l'accordo di Parigi con qualcosa di meglio della vecchia storiella della “catastrofe del letame di cavallo”, (vedete qui per l'origine della storia). Il loro recente articolo su questo tema si intitola “Perché il cambiamento climatico non conterà niente fra 20 anni” ed è scritto da Josh Gelernter. Non contiene nulla di nuovo, ma è un pezzo astuto e ben scritto che merita un po' di attenzione.

L'argomentazione centrale del testo deriva dal problema dell'inquinamento da letame di cavallo nel XIX secolo. Gelernter cita Michael Crichton e dice:
Che problemi ambientali avrebbero previsto gli uomini nel 1900 per il 2000? Dove prendere abbastanza cavalli e cosa fare con tutto quel letame. “L'inquinamento da cavalli era così forte nel 1900”, ha detto Crichton."e quanto ci si aspettava che diventasse un secolo dopo nel 1900 con così tante persone in più che andavano a cavallo?” 
Da qui, il testo prosegue elencando i molti cambiamenti che abbiamo visto da allora sostenendo che oggi è impossibile prevedere come sarà la tecnologia fra 100 anni da adesso e che fra 20 anni il cambiamento climatico non sarà più un problema.

Nel modo in cui è scritto il testo, la tesi di Gelernter sembra reggere, ma se si esamina in dettaglio, diventa un castello di sabbia di fronte all'alta marea. Fondamentalmente, l'esempio del letame di cavallo è portato ben oltre la sua importanza. Chricton probabilmente aveva ragione quando ha detto che “l'inquinamento da cavalli era forte nel 1900”, ma non ci sono prove del fatto che qualcuno lo considerasse una catastrofe in divenire o che l'abbia estrapolato in un futuro remoto: non esisteva niente di analogo al nostro IPCC, diciamo un IPMC (International Panel on the Manure Catastrophe).

Poi, il letame di cavallo potrebbe essere stato sgradevole per i nasi delicati degli abitanti di città, ma non è mai stato tossico, non ha mai distrutto l'ecosistema e poteva essere sempre tolto di mezzo da un numero sufficiente di persone armate di scopa. L'importanza esagerata data a questa storia potrebbe derivare da un fattoide che si può facilmente trovare nel web che sostiene (in varie versioni) che “Scrivendo sul Times di Londra nel 1894, uno scrittore ha stimato che fra 50 anni ogni strada di Londra sarà sepolta sotto 2 metri e mezzo di letame”. Ho cercato di trovare la fonte di questa affermazione, ma non sembra che esista. Si tratta, molto probabilmente, solo di una leggenda, come indicato dalla genericità dell'attribuzione ad “uno scrittore” come autore.

A parte l'esagerazione dell'importanza dell'inquinamento da letame, tutta la tesi dell'articolo della National Review si regge su una logica molto traballante. Il primo problema è che, anche se le automobili sembravano molto più pulite dei cavalli, più tardi si sarebbe scoperto che le emissioni dei tubi di scarico di un'automobile sono di gran lunga più pericolosi di qualsiasi cosa possa fuorisuscire dal di dietro di un cavallo. E persone armate di scope non possono fare niente contro l'inquinamento gassoso. Visto in questi termini, le automobili sono un classico caso di una soluzione che peggiora il problema: si può soltanto rabbrividire al pensiero di cosa ci potrebbe portare la prossima “soluzione” tecnologica all'inquinamento delle automobili (e ci sono già delle preoccupazioni riguardo al fatto che in convertitori catalitici delle automobili potrebbero fare un danno inaspettato alla salute umana).

L'altro problema della tesi di Gelernter è una fallacia logica fondamentale. Questa logica sostiene, “c'erano problemi di inquinamento in passato. Questi problemi non ci sono più oggi. Pertanto, il problema del cambiamento climatico di oggi non esisterà più in futuro”. Questa è una fallacia di eccesso di estrapolazione a volte conosciuto come “la fallacia del tacchino (turkey fallacy)”. “Immaginate di essere un tacchino, poi osservate gli esseri umani che vi hanno dato da mangiare tutti i giorni dal giorno in cui siete nati. Quindi estrapolate nel futuro e concludete che gli esseri umani continueranno a darvi da mangiare per sempre. Poi arriva il giorno del Ringraziamento..." Così, il fatto che siamo stati in grado di risolvere alcuni problemi di inquinamento in passato (o, perlomeno, che crediamo di essere stati in grado di risolvere) non significa che saremo sempre in grado di risolverli tutti.

A parte la logica ballerina, la caratteristica interessante del pezzo di Gelernter è quanto sia estremo. E' basato sulla fede dall'inizio alla fine: tutta la tesi è un inno alla tecnologia che risolverà tutti i problemi come ha sempre fatto in passato. Nello spettro delle attuali visioni del futuro, questa si trova all'estremo opposto di quella della “estinzione umana a breve termine” di Guy McPherson. Entrambe implicano di non dover far nulla per prepararsi al futuro. Entrambe non permettono alcun “piano B” in caso il futuro dovesse rivelarsi diverso da quanto ipotizzato.

Tutto questo è veramente sconsiderato, a dir poco. Ci sono sicuramente modi che possono rendere il cambiamento climatico generato dall'uomo un problema obsoleto (comprese grandi innovazioni tecnologiche, ma anche, per esempio, una guerra nucleare). Ma ci sono anche un sacco di possibilità che il cambiamento climatico possa rivelarsi essere un grande disastro non mitigato, come è già. Così, se non si vuole affrontare il destino dei tacchini nel giorno del ringraziamento, è meglio abbracciare una posizione flessibile ed evitare di cadere nella trappola generata da estremi opposti. Il futuro spesso ci sorprende, ma è meglio se ci prepariamo ad accoglierlo.

(h/t Alex Sorokin)

7 commenti:

  1. "se gli "scettici" si sono ridotti a criticare la scienza del clima sulla base della cacca di cavallo di un secolo fa, veramente non hanno più argomenti"

    salve prof, quello del letame, se non altro, è un argomento nuovo (almeno per me). Mi è capitata la sventura di leggere qua e là qualche commento al suo intervento sul FQ di ieri ... che dire? si resta senza parole. Il livello infantile della discussione unito agli argomenti preistorici utilizzati dai cosiddetti scettici lascia senza parole. Solo analizzando quei commenti si potrebbe scrivere un intero trattato di psicopatologia.

    L.

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  2. "La ricerca di facile popo-larità mediatica può infatti rivelarsi un boomerang".

    Frase finale tratta da:
    http://www.corriere.it/opinioni/16_gennaio_25/se-twitter-boomerang-renzi-social-media-733d3fe8-c3a4-11e5-b326-365a9a1e3b10.shtml

    Ora, basta aggiungere una "i" ed un accento nel posto giusto e sempre in quel posto togliervi il trattino, ed ecco un neologismo meraviglioso:

    "Popòilarità" che d'ora in poi potremmo utilizzare per titolare e commentare notizie, sragionamenti, nonsense, bufale, balle,stronzate, minchiate,apparendo
    come raffinati Accademici della Crusca e non come blocoatti e blogtrollari.

    Non so se l'autore dell'articolo sui tweet del PdC (presidente del consiglio dei ministri)abbia volontariamente scritto la parola galeotta con il demoniaco trattino, o sia un refuso o un lapsus freudiano, ma poco importa.
    Il caso e la mia mente, forse preparata e pronta in quel momento, mi ha condotto a notare il lato comico di quell'errore (forse) di battitura.
    E tutto era troppo divertente per tenermelo solo per me.

    Un sorriso al giorno, deride il tiranno che c'incorna.

    Marco Sclarandis

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  3. Cosa c'entra il cavallo
    Perche' tirarlo in ballo?
    Egli andava per la strada
    Gli bastava un po' di biada
    Ed adesso in un momento
    e' colpevole di grave inquinamento.
    Ma lasciamolo girare
    senza selle da portare.
    Senza correre alle gare.
    E soprattutto lasciamolo
    …..........!

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    1. Il problema del letame per le strade delle grandi città era reale: basta pensare all'invenzione dell'attraversamento pedonale.
      Tuttavia se una mezza verità ecquivale ad una menzogna è giusto chiudere il cerchio ricordando che per i nostri antenati (quelli che vivevano in campagna) il letame era prezioso ed arrivavano a rubarselo.

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  4. "Poi, il letame di cavallo potrebbe essere stato sgradevole per i nasi delicati degli abitanti di città, ma non è mai stato tossico"

    Mica tanto, il letame di cavallo e' veicolo della diffusione del tetano, che come noto produce una dei piu' potenti veleni neurotossici conosciuti.

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  5. le spore di Clostridium Tetani sono onnipresenti nella polvere e nel tereno,il letame di cavallo non aggiunge nulla di più

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  6. Cigno nero e cigno bianco
    Nuotano insieme nello stagno
    Fianco a fianco.
    Se vola il cigno nero
    Sono cavolii per davvero.
    Il tacchino non c'è l'aveva in mente
    Ed è finito in padella prontamente
    E questo vale per tutta quella gente
    Che non si adatta ad essere prudente
    Perche crede di essere onnipotente
    Ma se invece sarai stato
    Molto accorto e previdente
    E obbediente ai costumi popolari
    Il bianco cigno dispieghera' le ali
    E fara' per te il suo volo
    Ma però sara' l'unico ed il solo.




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