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martedì 19 gennaio 2016

Gli scienziati dicono che secoli di fusione del ghiaccio polare sono ormai inevitabili

Da “Inside Climate News”. Traduzione di MR (via Skeptical Science/Climate Central)

“Se abbiamo un periodo di tempo prolungato a 2°C, probabilmente perderemo la Groenlandia e questo significa 7 metri di innalzamento del livello del mare”




Il villaggio di Ilulissat visto vicino agli iceberg che si sono staccati dal ghiacciaio Jakobshavn il 24 luglio 2013 a  Ilulissat, in Groenlandia. Un aumento del livello del mare significativamente maggiore si verificherà con la fusione delle calotte glaciali dell'Antartide Occidentale e della Groenlandia, gigantesche masse di ghiaccio che sono vulnerabili anche al minimo aumento della temperatura, dice un nuovo studio. Foto: Joe Raedle/Getty Images

Di Phil Mckenna

La fusione delle calotte di ghiaccio polare e dei ghiacciai di montagna probabilmente continuerà per migliaia di anni, causando un irreversibile innalzamento del livello del mare, anche se il riscaldamento globale venisse limitato a 2°C, secondo un nuovo rapporto pubblicato la scorsa settimana durante i negoziati sul clima di Parigi. I livelli del mare potrebbe salire da 4 a 10 metri o più a meno che non vengano intrapresi rapidamente passi di gran lunga più ambiziosi per ridurre le emissioni di gas serra, secondo il rapporto pubblicato dall'International Cryosphere Climate Initiative (ICCI), un'organizzazione di ricerca e politiche no profit con base a Burlington, nel Vermont. “Anche se fermassimo tutto il riscaldamento oggi e restassimo a questo livello, stiamo parlando di circa 1 metro  di innalzamento del livello del mare entro il 2300”, ha detto Pam Pearson, autrice principale del rapporto e direttrice del ICCI, che ha presentato le sue scoperte nelle attività collaterali dei colloqui di Parigi. “Le temperature che stiamo raggiungendo anche oggi, lasciando perdere ciò che accadrebbe fra due,tre o quattro decenni, potrebbero comportare cambiamenti che non saranno reversibili su una scala temporale umana”.


La scoperte mostrano che ottenere gli obbiettivi ambiziosi stabiliti con lo storico accordo di Parigi non sarà sufficiente per evitare un innalzamento del livello del mare catastrofico e gravi scarsità d'acqua in aree che dipendono dai ghiacciai. L'accordo climatico globale stabilisce un obbiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra sufficiente a mantenere il riscaldamento globale “ben al di sotto” dei 2°C dal periodo preindustriale, stabilendo un limite preferibile di 1,5°C. La Terra si è già riscaldata di più di 0,8°C dagli anni 50 del 1800. “Ci troviamo in una zona a rischio molto alto a 2°C. Possiamo limitare questo rischio in qualche misura se teniamo la temperatura giù a 1,5°C, ma più bassa è, meglio è”, ha detto la Pearson. Anche se il successo potrebbe dirottare gli effetti peggiori del cambiamento climatico, non fermerebbe la fusione, secondo il ICCI.  “Una volta che il ghiaccio comincia a muoversi e cominciamo a perdere la massa, non c'è niente che in realtà possa fermarlo a meno che non si sia in grado di abbassare le temperature al di sotto dei livelli preindustriali”, ha detto la Pearson. “Gli impatti saranno momento per momento, ma saranno determinati in questo secolo”.

Il rapporto del ICCI è un sommario della più attuale comprensione della criosfera da parte degli scienziati, regioni del pianeta che sono ricoperte di ghiaccio e neve, ed è stato revisionato da più di due dozzine dei migliori esperti mondiali di criosfera. Parte della ragione della fusione delle calotte glaciali polari e dei ghiacciai è che il cambiamento climatico si sta verificando più rapidamente sulla criosfera che altrove. Parti dell'Artico, dell'Antartide e molte regioni montagnose si sono riscaldati due o tre volte più rapidamente del resto del pianeta, o da 2 a 3,5°C, secondo il rapporto. Un innalzamento del livello del mare significativamente maggiore avverrà con la fusione delle calotte glaciali dell'Antartide Occidentale e della Groenlandia,  gigantesche masse di ghiaccio che sono vulnerabili anche al minimo aumento della temperatura, dicono i ricercatori. “Se abbiamo un periodo di tempo prolungato a 2°C, probabilmente perderemo la Groenlandia e questo significa 7 metri di innalzamento del livello del mare”, ha detto la Pearson. “Se possiamo restare a 1,5°C, il rischio scende di parecchio”.

Potrebbe già essere troppo tardi per fermare la perdita della calotta glaciale dell'Antartide Occidentale. Se questa calotta glaciale fonde del tutto, i livelli del mare si innalzeranno da 4 a 6 metri. Con la perdita di entrambe le calotte glaciali, l'innalzamento del livello del mare sarà graduale, spalmato su centinaia di migliaia di anni, ha detto la Pearson. Man mano che le regioni polari si riscaldano, il permafrost, o terreno che rimane ghiacciato per tutto l'anno per secoli, si scioglierà rilasciando ulteriore biossido di carbonio. Anche se l'aumento della temperatura media globale viene tenuto a 1,5°C, il 30% del permafrost verrà perduto entro il 2100, comportando circa 50 gigatonnellate di emissioni di carbonio aggiuntive, secondo il rapporto. Un tale rilascio massiccio di carbonio nell'atmosfera renderebbe sempre più difficile limitare il riscaldamento globale a livelli relativamente sicuri. Possono essere emesse solo 275 gigatonnellate di carbonio in più da tutte le fonti, per mantenere il riscaldamento globale al di sotto del limite dei 2°C. I ghiacciai che scompaiono causeranno anche tremendi disagi sociali in regioni che dipendono da loro per l'acqua in estate, ha detto Frank Paul, un glaciologo dell'Università di Zurigo. Le aree aride come l'altipiano delle Ande e il bacino dell'Aksu-Tarim nell'Asia Centrale verrebbero colpiti in modo particolare, ha detto Paul. “In molte regioni, una risorsa d'acqua importante in estate scomparirà e ciò aumenterà il problema delle migrazioni anche di più di quanto lo sia adesso”, ha detto. “Senza l'acqua di fusione dei ghiacciai non sarebbero in grado di sfamare la popolazione. Conosciamo gli effetti quando le persone non hanno alcuna possibilità di coltivarsi il proprio raccolto”.

7 commenti:

  1. Secondo me sono dati ottimistici: ricordiamo che l'innalzamento dei mari è passato dai 2-3mm all'anno di inizo anni 2000 ai 12mm del 2013 , probabilmente grazie ai torrenti sotteranei formatisi fra il piano roccioso ed il ghiaccio sovrastynte in groenlandia: altro meccanismo a feedback positivo

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    1. Invece io credo siano molto pessimistici: in fin dei conti fra la fine dell'ultima glaciazione, e l'inizio dell'attuale periodo caldo (la "lunga estate" della civilizzazione, come l'ha chiamata un autore di cui non ricordo il nome) il livello del mare si e' alzato di almeno 120.000 millimetri (centoventimila), ovvero 120 metri.

      http://www.codiceedizioni.it/libri/la-lunga-estate/

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  2. La Natura è saggia, e stiva l'acqua nei ghiacciai, per poi rilasciarla dolcemente in primavera, estate, autunno.
    Ma la nostra "civiltà" con le sue azioni incoscienti e sconsiderate destabilizza questi bellissimi funzionamenti.
    Siamo folli, pazzi, matti, superbi, incoscienti.
    Consiglio di vedere l'armonia del rapporto uomo/natura nei restanti 4 documentari "Human Planet", della BBC, in programmazione su Rai5 le prossime domeniche ad ore 21:15.

    Gianni Tiziano

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  3. Gianni Tiziano, bisognerebbe rispondere a questa insidiosa domanda:
    Se la Natura é così saggia, come pensano in molti, come mai ha permesso la nascita di esseri viventi come noi?
    O noi non facciamo parte della Natura, ma allora bisogna capire da dove siamo venuti.
    La Natura trasforma tutto creando e distruggendo di tutto.
    O, può essere che la Natura abbia desiderato vedersi rispecchiata in un essere vivente con un potere simile al suo?
    Non intendo deificare la Natura, e ancor meno l'essere umano.
    Semplicemente, lasciarsi condurre troppo dal senso di colpa per quello che siamo lo ritengo controproducente.
    Noi possiamo rimediare agli errori che commettiamo.
    Pagandone il prezzo e accettandone le rinunce.
    L'errore più grave che stiamo commettendo da millenni, é coltivare l'illusione che la Terra sia illimitata.
    Cosa che solo un politicante contemporaneo o un avo molto ingenuo può o poteva, coltivare, allora, ed oggi ancora e comunque per poco tempo.
    In ogni caso la nostra specie ha i millenni contati, che siano decine o centinaia o migliaia.
    Che la Natura abbia voluto sfidare sé stessa?
    Se così fosse siamo sollevati da una grandiosa responsabilità, ma persi in una solitudine abissale.

    Come dici tu:"Siamo folli, pazzi, matti, superbi, incoscienti".
    Ma non più di una Natura che ha messo un essere vivente che concepisce l'illimitato, l'infinito, l'eternità, in un luogo come questo pianeta sperduto in un universo per lui inutilmente vasto.


    Marco Sclarandis

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    1. Caro Marco,

      grazie per il commento.
      L'uomo “civilizzato” non è saggio.
      L'uomo “non civilizzato” è saggio.
      Anche tutto il resto della Natura è saggio.
      Stiamo distruggendo la vita sulla Terra.
      Siamo agli sgoccioli. Non millenni o decine di millenni, Marco. Anni, massimo 34 ancora. Anni.
      La Natura ci ha provato.
      Ha permesso la nascita di questa specie, Homo Sapiens.
      Ma non funziona.
      Una parte di questa specie è impazzita, e ha creato le civiltà (Civiltà, civis, città).
      Si è messa a schiavizzare e distruggere tutte le altre culture di esseri umani, e tutte le altre specie viventi.
      Ultimo folle atto, la “globalizzazione” (leggasi “neoliberismo”, "neocolonialismo”).
      .----
      Siamo naturali ma anche innaturali.
      Usiamo attrezzi sofisticati esogeni (esterni) al corpo.
      Nessun altro animale lo fa.
      Non ci interessa l'altro, gli facciamo la guerra.
      Nessun altro animale lo fa.
      Viviamo a spese di territori che distano da noi migliaia di chilometri.
      Nessun altro animale lo fa.
      Non meritiamo di vivere.
      Solo lo meritano gli “esseri umani non civilizzati” e, per quanto ne so, tutti gli altri esseri viventi del pianeta.
      .----
      Per iniziare a capire come vivevamo prima della civilizzazione, e come dovremmo vivere se rispettassimo la Natura, ecco il link per la visione della quarta puntata di “Human Planet”, dedicata al rapporto uomo/natura all'interno della Giungla (visibile fino a domenica 24 gennaio compresa) :

      http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2016-01-17&ch=31&v=616314&vd=2016-01-17&vc=31#day=2016-01-17&ch=31&v=616314&vd=2016-01-17&vc=31

      Tiziano

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    2. Gianni Tiziano, è assai improbabile che io possa assistere alla fine della vita sulla terra.
      Per due motivi egualmente fondamentali.
      Il primo è perché la probabilità che io finisca sottoterra prima dei novant'anni ritengo che sia superiore
      al novantanove virgola nove per cento.
      Il secondo é che se anche volessimo non saremmo comunque capaci, non solo io e te, è chiaro, di annientare la Vita sulla Terra.
      Che tu desideri una vita su un pianeta dove la civiltà non sia mai esistita lo posso anche immaginare e capire,
      ma se pensi che sia così idilliaco e paradisiaco, credo che tu voglia credere ad una grandiosa illusione.
      Oppure tutti i resoconti, le storie che compongono la Storia intera, sono tutti delle esagerazioni delle menzogne
      e delle mistificazioni?
      Tutti gli esseri umani sono potenzialmente assassini fin dai tempi più remoti.
      E questo non perché ad un certo momento siano impazziti.
      Capisco invece quanto sia irresistibile rifugiarsi in una visione idealistica della vita umana sulla terra,
      simile a quella di certi cartoni animati, e che, per carità, è descritta pure in alcuni passi della Bibbia, come questo: Isaia 65,25.
      Io preferisco accettare la realtà, che posso modificare in piccola parte, ma non sono disposto a credere
      ad un Paradiso terrestre ricreato con l'eliminazione dell'essere umano civilizzato.
      Posso anche vedermi ed anzi, rivedermi tutte le puntate di “Human Planet”ma ciò non mi farebbe minimamente cambiare idea.
      Anzi, perchè siamo arrivati a fabbricare tuttto l'armamentario occorrente per filmare dei documentari come quelli?
      E non siamo rimasti invece a raccontarci oralmente per generazioni, di quella natura incivilizzata che tanto t'incanta?
      E' da decenni che mi pongo questa domanda e se avessi una risposta esauriente andrei in giro a farne conferenze,
      anche solo per la gloria.
      Spero che tu abbia capito con quale sentimento ho risposto ai tuoi commenti.
      Se si vuole stare ancora più a lungo di quel terzo di secolo su questa Terra dobbiamo capire che razza di esseri viventi siamo,
      e, secondo me, ma so di essere in buona compagnia, è inutile, controproducente, dannoso,oltre che falso, credere all'innocenza di presunti umani non civilizzati.

      Non meritiamo di vivere?

      Certo, di fronte a certi orrori é l'unica cosa che ci viene da credere.
      Ma, basta avere pazienza.
      Un po' più di cent'anni e saranno tutti morti.
      Peccato, per loro, che formiche ed elefanti non verranno sui nostri tumuli a tirare un sospiro di sollievo

      Un saluto, civile.

      Marco Sclarandis




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  4. Marco,
    ho capito che non sai riconoscere la serenità e la felicità che pervade gli esseri umani che fanno parte dei popoli primitivi.
    Come te, tanti altri.
    Avete le bende sugli occhi.
    Zombies.

    Tiziano

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