Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 6 dicembre 2015

La Terra ha perduto un terzo del suolo coltivabile negli ultimi 40 anni

Da “The Guardian”. Traduzione di MR 

Gli esperti indicano il danno causato da erosione ed inquinamento, sollevando grandi preoccupazioni riguardo al suolo degradato nel bel mezzo dell'aumento della domanda globale di cibo





L'erosione del suolo ha i suoi effetti sul terreno agricolo di Suffolk, nel Regno Unito. Foto: Alamy

Il mondo ha perso un terzo del suo terreno coltivabile a causa dell'erosione o dell'inquinamento negli ultimi 40 anni, con conseguenze potenzialmente disastrose man mano che la domanda globale di cibo sale alle stelle, hanno avvertito gli scienziati. Una nuova ricerca ha calcolato che quasi il 33% del terreno mondiale adatto o ad alta produzione di cibo è stato perduto ad un tasso che supera il ritmo dei processi naturali di sostituire il suolo assottigliato. Il Grantham Centre for Sustainable Futures dell'Università di Sheffield, che ha intrapreso lo studio analizzando varie altre ricerche pubblicate nel corso dell'ultimo decennio, ha detto che la perdita è stata “catastrofica” e la tendenza è prossima ad essere irrecuperabile se non ci saranno grandi cambiamenti delle pratiche agricole.


La continua aratura dei campi, insieme all'uso pesante di fertilizzanti, ha degradato i suoli in tutto il mondo, ha scoperto la ricerca, con l'erosione che avviene ad un ritmo fino a 100 volte maggiore del tasso di formazione del suolo. Ci vogliono circa 500 anni per creare soli 2,5 cm di suolo, se non ci sono cambiamenti ecologici ad ostacolarne la formazione. “Pensate che il dust bowl degli anni 30 dello scorso secolo in Nord America e vi rendete conto che stiamo andando verso quella situazione, se non facciamo qualcosa”, ha detto Duncan Cameron, professore di biologia di piante e suolo dell'Università di Sheffield. “Stiamo aumentando il tasso di perdita e riducendo i suoli ai loro meri componenti minerali”, ha detto. “Stiamo creando suoli che non sono adatti a niente eccetto a tenere in piedi una pianta. I suoli stanno riempiendo di sabbia i sistemi fluviali – se guardate all'enorme macchia marrone nell'oceano dove il Rio delle Amazzoni deposita il suolo, vi rendete conto di quanto stiamo accelerando il processo”. “Ancora non siamo proprio al punto di svolta, ma dobbiamo fare qualcosa. Ci dobbiamo opporre a questo, se vogliamo invertire il declino”.

L'erosione del suolo è avvenuta in gran parte a causa della perdita di struttura per via del continuo disturbo dovuto alla piantagione e raccolta delle colture. Se il suolo viene rivoltato ripetutamente, viene esposto all'ossigeno e il suo carbonio viene rilasciato nell'atmosfera, impedendogli di legarsi in modo efficacie. Questa perdita di integrità altera la capacità del suolo di immagazzinare acqua, il che neutralizza il suo ruolo di tampone contro le alluvioni e di base fruttuosa per le piante. I suoli degradati sono anche vulnerabili al dilavamento da parte degli eventi meteorologici alimentati dal riscaldamento globale. La deforestazione, che abbatte alberi che aiutano a tenere insieme i paesaggi,  è a sua volta dannosa per la salute del suolo. I ricercatori stanno presentando la nuova ricerca ai colloqui sul clima di Parigi.

Il forte declino del suolo è avvenuto in un periodo in cui la domanda mondiale di cibo sta crescendo rapidamente. Si stima che il mondo dovrà coltivare il 50% in più di cibo dal 2050 per alimentare una popolazione prevista di 9 miliardi di persone. Secondo la FAO, organismo dell'ONU, l'aumento della produzione di cibo sarà in gran parte necessario nei paesi in via di sviluppo. Gli accademici che stanno dietro allo studio dell'Università di Sheffield propongono diversi rimedi alla perdita di suolo, compreso il riciclo dei nutrienti dalle fogne, l'uso di biotecnologia per svezzare le piante dalla loro dipendenza dai fertilizzanti e la rotazione delle colture con aree di pascolo per diminuire la pressione sulla terra coltivabile. Circa il 30% delle superfici mondiali libere da ghiaccio vengono usate per tenere pollame, bovini, suini ed altri animali da allevamento anziché per coltivare. “Ci serve una soluzione radicale, che è quella di riprogettare il nostro sistema agricolo”, ha detto Cameron. “ Dobbiamo lasciare la terra libera dalla produzione agricola per un lungo periodo per permettere al carbonio del suolo di ricostituirsi e di diventare stabile. Abbiamo già molta terra – viene usata per il pascolo dalle industrie della carne e del latte. Piuttosto di tenerla separata, dobbiamo metterla in rotazione, cosicché ci sia più terra nel sistema e ne venga usata di meno contemporaneamente”.

Cameron ha detto che ha accettato che questo coinvolgerebbe direttamente un intervento governativo, finanziando agricoltori e decisioni politiche “coraggiose”. “Non possiamo dare la colpa agli agricoltori per questo. Dobbiamo fornire la capitalizzazione per aiutarli, piuttosto di dire 'Ecco una nuova politica, mettetela in pratica'”, ha detto. “Abbiamo la tecnologia. Ci serve solo la volontà politica per darci una possibilità di risolvere questo problema”.



2 commenti:

  1. ad un vivaista pistoiese è stata data la misera somma di 15 mln di euro dall'Ue, per aiutarlo nella produzione di piante da appartamento. Gli altri hanno avuto meno, ma sono somme che alla fine servono solo a distruggere i suoli e a produrre neanche una patata. Ma questo è il consumismo sovvenzionato e non penso che qualcuno vorrà cambiarlo. Poi ho saputo da un marocchino che il vivaista dei 15 mln si è con quelli comprato 1500 ettari di terreno in Marocco. Pare che lo vogliano fare emiro, mentre 130.000 famiglie italiane sono finite sul lastrico col bail-in di Renzi per salvare 4 bad bank. E pare che siamo solo all'inizio. Comunque con un bell'ISEE sembra vogliano aiutare almeno quelli caduti in miseria nera. Forse ha fatto bene il vivaista, che poi non glieli abbiano a ripigliare.

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  2. Una notizia peggio dell'altra.
    E' così : stiamo distruggendo un po' tutto.
    Io mi sono fatto l'opinione che ci estinguiamo, come specie, prima del 2051.
    Purtroppo, avremo anche estinto quasi tutta la biodiversità.
    .----
    Questo disastro a cui stiamo assistendo, è causato dalla "civiltà".
    Io sono primitivista, cioè sono a favore della decivilizzazione.
    Sono amico dei popoli non civilizzati.
    In questi ultimi anni sono riuscito a decivilizzare la mia mente.
    E' stato molto bello. Sono molto più sereno. Mi sento di pensare giusto.
    Vedo persone importanti, capi di stato, a capo di partiti politici, di aziende, di poteri finanziari, intellettuali, che pensano in modo distruttivo.
    Preferisco dar da mangiare agli uccellini. Ho letto che anche i passeri sono stati inseriti nella lista degli uccelli minacciati a livello internazionale (Danilo Mainardi, "Noi e Loro").
    Domani vado in Valsusa a manifestare contro il TAV (Treno Alta Velocità).
    Manifesto anche contro il progettato TAV Verona- Brennero.
    Non posso accettare che siamo così stupidi da distruggere l'ambiente che ci permette di vivere.

    Gianni Tiziano

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