Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 1 dicembre 2015

Clima 2015: le cose non sono messe bene!

Da “icelandmonitor”. Traduzione di MR (via Cristiano Bottone)




Rax / Ragnar Axelsson

Il professor Kevin Anderson esorta i politici ad essere onesti e a riconoscere la scala della sfida della mitigazione e ad attenersi agli impegni internazionali che voi/noi abbiamo fatto ripetutamente per mantenere l'innalzamento della temperatura media globale al di sotto dei 2°C. 

Di Orri Páll Ormarsson orri@mbl.is Fotografie: Ragnar Axelsson

“Ci troviamo nei 'minuti di recupero' per i 2°C – e le cose non sono messe bene. Tuttavia, il tempo andrà avanti imperterrito anche se superiamo il bilancio del carbonio dei 2°C, avremo anche bisogno di procedere con ancora maggiore difficoltà per una profonda e rapida mitigazione mentre ci prepariamo agli impatti locali di un futuro con 4, 5 o persino 6°C in più. Ma dobbiamo osservare che l'adattamento ad uno scenario futuro del genere non sarà mai sufficiente per i molti milioni di persone che soffriranno e moriranno in conseguenza dell'edonismo alimentato a combustibili fossili di cui godono relativamente pochi di noi – compreso me e molto probabilmente tutti coloro che stanno leggendo; siamo i più grandi emettitori, che hanno esplicitamente scelto di fregarsene”.

E' l'opinione del professor Kevin Anderson, che detiene una cattedra in Energia e Cambiamento Climatico alla School of Mechanical, Aerospace and Civil Engineering dell'Università di Manchester. Anderson è consigliere scientifico del governo nella commissione Welsch sul cambiamento climatico ed è regolarmente consigliere del Parlamento del Regno Unito. E' il vice direttore del Tyndall Centre for Climate Change Research ed è un ricercatore attivo con pubblicazioni recenti su Nature e Royal Society Journals.

Conseguenze devastanti

– Professor Anderson, qual è la sua principale preoccupazione a proposito del cambiamento climatico rapido, specialmente nell'Artico?

“Questa non è la mia area di competenza. Ma oltre agli impatti sull'ecosistema, sono preoccupato dal riscaldamento aggiuntivo portato da una perdita del ghiaccio riflettente (vedi passaggio da ghiaccio riflettente bianco ad acqua scura assorbente). Ciò avrà probabilmente qualche impatto sulla circolazione oceanica – ma come ho detto questa non è la mia area di ricerca”.

- Alcuni scienziati prevedono un riscaldamento fino a 4°C nell'Artico per il resto del secolo. Cosa significherebbe? Innalzamento dei livelli del mare, fusione del ghiaccio, ecc.?

“Sono sorpreso che la cifra sia così bassa. Ho capito che un aumento di 2°C in questo secolo fosse associato ad un aumento di circa 6°C nell'Artico – quindi non sono da dove provenga il suo “4°C nel prossimo secolo”.

– Quindi possiamo prevedere anche più di 4°C?

“Le emissioni attualmente sono sulla strada buona per l'estremo più alto degli scenari del IPCC (RCP8.5); vale a dire diretto in linea di massima verso un aumento di 3,5-6°C per il 2100. La IEA osserva che la tendenza del CO2 è perfettamente in linea con un aumento di temperatura di 6°C, il che avrebbe conseguenze devastanti per il pianeta”.

Ondate di calore e siccità più intense e prolungate

- Cosa significherebbero anche 2°C  in più?

“Per molte persone che vivono nelle comunità più povere e climaticamente vulnerabili, gli impatti di 2°C saranno altamente dannosi, passando dall'innalzamento del livello del mare che aggraveranno il danno causato da tempeste e tifoni al fatto che ci saranno probabilmente ondate di calore e siccità più intense. E' importante ricordare che non viviamo con le temperature medie, ma piuttosto con variazioni regionali sostanziali – gli impatti saranno pertanto molto specifici a livello regionale. Suggerisco di dare un'occhiata al sommario per i politici del rapporto di sintesi del IPCC (novembre 2014) per un resoconto più globale (anche se inevitabilmente prudente) del potenziale degli impatti di 2°C”.

– In che misura gli esseri umani sono responsabili di questo cambiamento climatico senza precedenti? 

“La maggior parte del riscaldamento verificatosi dagli anni 50 può essere attribuito alle emissioni umane di gas serra (GHG), virtualmente tutto il riscaldamento previsto stimato per il prossimo secolo è responsabilità delle nostre emissioni di GHG”.

– Crede che la discussione sulla responsabilità umana sia diventata troppo politica? Se sì, perché?

“E' intrinsecamente politica – e di conseguenza è essenziale che i politici e la più ampia società civile si impegnino a discutere del cambiamento climatico. Sfortunatamente, al momento, le voci dei ricchi che emettono di più vengono ascoltate, mentre quelle di chi emette meno ed è più povero ignorate. Ed è il secondo gruppo che soffrirà il grosso degli impatti nel breve e medio termine”.


Rax / Ragnar Axelsson

Smettete di rallentare un'azione significativa

– Qual è il suo messaggio per i politici?

“Siate onesti e riconoscete la scala della sfida della mitigazione e attenetevi agli impegni internazionali che voi/noi abbiamo preso per mantenere l'innalzamento della temperatura media globale al di sotto dei 2°C. Smettete di rallentare un'azione significativa, inoltre non aspettate semplicemente un inattaccabile accordo internazionale. Le nazioni ricche che emettono di più devono fungere da esempio – dal lasciare le nostre riserve di combustibili fossili nel sottosuolo al dirottare gli investimenti lontano dalle infrastrutture ad alto tenore di carbonio”. “Le nazioni più ricche devono provvedere a tassi di mitigazione di circa il 10% all'anno – a partire da adesso! Ciò avrà un impatto significativo sugli stili di vita di molti all'interno delle nazioni che emettono di più – ma gli impatti del non agire per ridurre le emissioni saranno molto più profondi e pervasivi. Il cambiamento climatico è un problema esistenziale e le possibilità attualmente non sono buone”.

– Qual è il suo messaggio per i cittadini comuni?

“Sostenete i politici che stanno prendendo decisioni difficili e che dimostrano polso sul cambiamento climatico. Inoltre, dobbiamo fare cambiamenti nelle nostre vite e i quelle delle nostre cerchie famigliari più prossime in modo significativo – identificando le aree da cui provengono la maggior parte delle nostre emissioni ed agendo per ridurle. Impegnatevi con colleghi di lavoro ed amici e considerate anche di scrivere ai vostri politici locali, ecc.”. “Ricordate che i politici devono vedere esempi di ciò che si può fare. Le idee convertite in cambiamenti pratici reali da parte di singoli individui (o gruppi, ndt) potrebbero catalizzare un cambiamento più ampio all'interno della vostra comunità locale o nel vostro posto di lavoro, che di conseguenza fornisce un esempio per i politici di quello che si può realizzare – aiutandoli ad informare il pensiero del governo. L'approccio dal basso e quello dall'alto devono lavorare insieme; non si tratta di “noi o loro”, si tratta di lavorare insieme”.

Un livello di ambizione più basso

– Crede che ci sia una intenzione reale di ridurre le emissioni?

“Sì, ma ad un livello di ambizione di gran lunga inferiore di quanto sia necessario per mantenere le emissioni anche ad una flebile possibilità di restare al di sotto di un aumento di 2°C. Il livello di intenzione è più in linea con una probabilità ragionevole di restare al di sotto di un aumento di 4°C”.

– Quant'è importante in questo contesto la questione tecnologica?

“Molto importante – ma siccome abbiamo completamente fallito nel fare un qualsiasi progresso nella riduzione delle emissioni, il rimanente bilancio di carbonio, piccolo e in diminuzione, per i 2°C richiede riduzioni profonde ed immediate della domanda di energia (e quindi di emissioni). Questo dovrà andare avanti finché non sarà stata realizzata la transizione ad un'energia a basso tenore di carbonio”. “Tuttavia, mentre tali tecnologie (rinnovabili, nucleare e un po' di biomassa) impiegheranno inevitabilmente due decenni o più per sostituire i combustibili fossili, le politiche giuste potrebbero vedere una adozione molto rapida di tecnologie con un'efficienza energetica molto maggiore. Automobili, frigoriferi, computer e apparecchiature di IT (Information Technology), insieme a molti altri elettrodomestici, vengono sostituiti naturalmente ogni 2-10 anni. Gli elettrodomestici più efficienti disponibili, con un aumento di prezzo molto piccolo, consumano tipicamente dal 50 al 80% in meno di energia degli elettrodomestici medi venduti”. “A questo aggiungete un cambiamento di comportamento significativo (probabilmente alimentato dalla legislazione, dai prezzi, ecc.) fra i singoli individui che emettono di più e l'obbiettivo dei 2°C è del tutto a portata. Detto questo, non c'è praticamente non si discute da nessuna parte di ottenere delle riduzioni di emissioni così radicali tramite un cambiamento tecnico e comportamentale significativo, quindi siamo molto più in linea con un futuro di 4°C di qualsiasi cosa si avvicini al nostro obbiettivo molto meno pericoloso di 2°C”.

Parigi non è la fine dei giochi

– Quant'è importante la Conferenza sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite che si terrà a Parigi alla fine dell'anno?

“Molto importante, ma non dovremmo mettere tutte le nostre uova nel paniere del “accordo internazionale” e Parigi non rappresenta la fine dei giochi. E' molto probabile che Parigi ci consegnerà un accordo debole avvolto in un linguaggio pomposo, pacche sulle spalle e belle parole di ottimismo infondato. Di conseguenza dobbiamo spingere forte nelle settimane che rimangono per ottenere un risultato il più ambizioso possibile”. “Tuttavia, se il risultato di Parigi è un accordo debole, sarà il colpo finale ad ogni possibilità reale di restare sotto i 2°C, ma questa non è una ragione per arrendersi, piuttosto indicherà una necessità di raddoppiare gli sforzi per ottenere una mitigazione significativa. Ma dobbiamo essere onesti, un accordo debole ci vedrà come i traditori dei nostri figli e dei poveri e vulnerabili che si trovano oggi in tutto il globo”. “ Avremo fatto ciò consapevolmente e avremo avuto un sacco di possibilità di comportarci diversamente. Ci sarà mancato il coraggio, l'integrità e la compassione per ottemperare ai nostri impegni ripetuti. Dopo Parigi, avremmo bisogno di riconoscere il nostro fallimento, chinare la testa per la vergogna e prenderci un po' di tempo per qualche riflessione prima di ricominciare da capo, ma stavolta con convinzione ed onestà”.

– Anche se otteniamo un risultato favorevole a Parigi, c'è ancora un sacco di lavoro da fare, giusto?

“Sì, vedi sopra. Allo stato attuale, non siamo semplicemente pronti a riconoscere le implicazioni quantitative e qualitative della nostra stessa scienza. Se vogliamo fare un qualsiasi reale progresso, dobbiamo superare il dominio della finanza a breve termine mascherata da economia. Dobbiamo ricordare a noi stessi che finanza ed economia sono strumenti per aiutare a sviluppare una società migliore e non il contrario!” “Le scienze fisiche e sociali, l'ingegneria e le scienze umanistiche offrono gran parte delle conoscenze e degli strumenti necessari a capire ed affrontare i problemi del cambiamento climatico. L'economia è solo una lente attraverso cui vedere tali sfide e finora è stata utilizzata per minare piuttosto che sostenere un'azione significativa sul cambiamento climatico”.

Gran parte del lavoro di Kevin Anderson è disponibile su http://kevinanderson.info. Kevin Anderson ha anche un account twitter attivo (solo clima) @KevinClimate.




mbl.is

13 commenti:

  1. anche il papa ha avvertito che questa potrebbe essere l'ultima generazione, ma oltre a fare il moralista, Lui che si vanta orgogliosamente di essere a capo di 1, 3 mld di battezzati non fa altro. Il comportamento è sempre il solito: poca o niente spiritualità nelle parrocchie e molta baldoria. E se questo succede nell'unica entità, il cui capo si è scagliato a parole contro questa società consumistica e distruttrice, figuriamoci quello che faranno le altre.

    RispondiElimina
  2. La prima causa dell'inquinamento è l'allevamento(...) Finchè ignoranza ed ipocrisia non faranno luce su questo aspetto tutto il resto sarà inutile! Dati e fonti: http://www.cowspiracy.com/facts/ Video-documentario: https://www.youtube.com/watch?v=X6N0hG23tdU Riccardo Betti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma anche no:

      http://www.skepticalscience.com/how-much-meat-contribute-to-gw.html

      Elimina
    2. http://www.worldwatch.org/files/pdf/Livestock%20and%20Climate%20Change.pdf
      per i non scettici

      Elimina
    3. Anche durante la peste bubbonica si cercavono gli untori: veri e propri capri espiatori su cui addossare ogni responsabilità.
      C'é chi critica l'autotrazione privata, chi la sovrapopolazione, chi gli allevamenti, ....
      Anonimo è in una lunga fila.

      Quanto hai vegani ne ho conosciuti che fumano e che bevono.
      E' gente che vede la pagliuzza nell'occhi del fratello ma non la trave nel proprio occhio.

      Elimina
    4. Quelli che fumano e che bevono oppure tutti indistintamente?
      Della serie: trova l'errore.

      Elimina
  3. come volevasi dimostrare Obama si è preoccupato di parlare, ad una conferenza sul clima, più dell'Isis che non dell'argomento della conferenza. Pare proprio che se non scoppierà una guerra nucleare a breve, il genere umano sparirà, almeno nella sua quasi totalità, coi 5 o 6° in più entro pochi decenni. In fondo interpreta il volere della massa, perchè anche i miei colleghi nei momenti di pausa si preoccupano del canestro o del goal sbagliato o dell'Isis o del mercato finanziario o immobiliare o delle puerpere o delle vacanze. Pare che gli attacchi terroristici di Parigi abbiano distolto anche l'attenzione della conferenza dai problemi climatici e come non dar loro torto. I terroristi sono ovunque, mentre il GW, ma, boh?

    RispondiElimina
  4. Guarda i muscoli del capitano,
    tutti di plastica e di metano.
    Guardalo nella notte che viene,
    quanto sangue ha nelle vene.
    Il capitano non tiene mai paura,
    dritto sul cassero, fuma la pipa,
    in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita.
    E poi il capitano, se vuole, si leva l'ancora dai pantaloni e la getta nelle onde
    e chiama forte quando vuole qualcosa, qualcuno,
    c'è sempre uno che gli risponde.
    Ma capitano non te lo volevo dire,
    ma c'è in mezzo al mare una donna bianca,
    così enorme, alla luce delle stelle, così belle,
    che di guardarla uno non si stanca.

    Questa nave fa duemila nodi,
    in mezzo ai ghiacci tropicali,
    ed ha un motore di un milione di cavalli
    che al posto degli zoccoli hanno le ali.
    La nave è fulmine, torpedine, miccia, scintillante bellezza, fosforo e fantasia,
    molecole d'acciaio, pistone, rabbia, guerra lampo e poesia.
    In questa notte elettrica e veloce,
    in questa croce di Novecento,
    il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo.
    E il capitano disse al mozzo di bordo
    "Signor Mozzo, io non vedo niente.
    C'è solo un pò di nebbia che annuncia il sole. Andiamo avanti tranquillamente".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Peccato che sia di un anonimo.
      Il vero coraggio dei poeti é nel combattere con le parole a viso scoperto.

      Marco Sclarandis

      Elimina
    2. E' di Francesco de Gregori (Titanic)
      Mi piace essere attraversato da pensieri di altri.
      Per questo mi trovo benissimo nella condizione di anonimo.
      Non ho nessun interesse a combattere perche' cambio spesso idea e assomiglio disgraziatamente a un simile personaggio di Woody Allen. Mi pare si chiamasse Zelig.

      Elimina
    3. Libero di stare e restare nell'anonimato.
      Comunque apprezzo il fatto che hai fugato il mio malinteso sulla provenienza di quei versi.
      Poi, mi resta da capire la contraddizione per cui non ti interessa combattere, perchè dici che cambi spesso idea,e allo stesso tempo dici che assomigli, ma disgraziatamente, al personaggio Zelig del rinomato film di Woody Allen.
      O forse è ironia?
      Io invece postando sui blog preferisco farmi riconoscere con una firma, e neanche solo con uno soprannome od uno pseudonimo.
      Ci sono vantaggi ed inconvenienti in entrambe le scelte.
      Anche a me non piace combattere, sopratutto per delle ragioni che non mi paiono nè buone nè giuste.
      Ma càpita di doverlo fare anche solo perchè sovente si viene costretti, e da ragioni futili, oltretutto.
      Anzi il titolo di questo post sembra perfetto come titolo per un bollettino di guerra.
      Siamo intruppati tutti quanti in una lotta dove chi vincerà potrebbe essere quello che ha rubato un biglietto della lotteria o l'ha trovato per terra per caso.
      E quelli che perderanno potranno solo rammaricarsi di aver comprato un biglietto.
      Come potremo ritrovarci, anonimo?
      Come nel film Blade Runner, ti saluto dicendo: Perduti come lacrime fra le gocce di pioggia.

      Elimina
    4. Poi, mi resta da capire la contraddizione per cui non ti interessa combattere, perchè dici che cambi spesso idea,e allo stesso tempo dici che assomigli, ma disgraziatamente, al personaggio Zelig del rinomato film di Woody Allen.
      O forse è ironia?
      E' la triste condizione postmoderna o qualcosa del genere.
      Purtroppo nella complessita' del mondo in cui viviamo la realta' o e' ben nascosta oppure puo' darsi che non ci sia affatto.
      Sono forse "onde di realtà" che passano e ci attraversano.
      Oppure sono "onde di falsita'".
      E ne assumiamo provvisoriamente la forma.
      In realtà c'è del comico in tutto questo.
      Ogni volta che leggerò una tua poesia ci ritroveremo

      Zelig

      Elimina
  5. Purtroppo senza la volontà delle grandi multinazionali, che sono i veri padroni del mondo, non si farà niente di significativo per l'ambiente. Ahimè

    RispondiElimina