Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 12 novembre 2015

I dieci anni che hanno cambiato tutto ed hanno impedito ogni cambiamento

Da “Resource Crisis”. Traduzione di MR

Di Ugo Bardi


Manca un mese dalla COP-21, a Parigi, che dovrebbe cambiare tutto – e che probabilmente non cambierà niente di rilevante. Ma il cambiamento avviene, anche se in modi che spesso ci sorprendono e che potrebbe non farci piacere di vedere. Il decennio scorso è stato un periodo di enormi cambiamenti ed anche un decennio di giganteschi sforzi mirati ad evitare il cambiamento a tutti i costi. E' una delle molte contraddizioni del nostro mondo. Lasciate quindi che vi racconti la storia di questi anni difficili.


- L'accelerazione del cambiamento climatico. Nel 2005, il cambiamento climatico sembrava essere ancora un'animale relativamente domabile. Gli scenari presentati dal IPCC (a quel tempo aggiornati al 2001) mostravano aumenti della temperatura graduali e i problemi sembravano essere lontani decenni – se non secoli. Ma il 2005 è stato anche l'anno in cui è diventato chiaro che limitare il riscaldamento a non più di 2°C era molto più difficile di quanto si pensasse in precedenza. Allo stesso tempo, il concetto che il cambiamento climatico è un processo non lineare ha iniziato a penetrare nel dibattito e il pericolo di un “cambiamento climatico fuori controllo” e stato sempre più compreso. Gli eventi del decennio hanno mostrato la rapida progressione del cambiamento climatico. Uragani (Katrina nel 2005, Sandy nel 2012 e molti altri), la fusione delle calotte glaciali, la fusione del permafrost, che rilascia il suo carico mortale di metano immagazzinato, enormi incendi forestali, stati interi che si prosciugano, la perdita di biodiversità, l'acidificazione degli oceani e molto altro. E' stato scoperto che le temperature alte condizionano gli esseri umani di più di quanto si credesse e, come colpo di grazia, che gli effetti negativi sul comportamento umano dell'aumento della concentrazione di CO2 sono molto più importanti di quanto si credesse. Stiamo scoprendo con orrore che stiamo trasformando il nostro pianeta in una camera a gas e non sappiamo come fermarci.

- L'insorgere del negazionismo. Nel 2005, Il negazionismo della scienza del clima sembrava essere in declino, da seppellire nella pattumiera della storia a causa dell'accumulo di conoscenza scientifica sul clima. Non sarebbe stato così. La campagna contro la scienza ha aumentato il ritmo, usando la gamma completa di tecniche di propaganda a disposizione. Nel 2008, abbiamo visto il cosiddetto scandalo del “climategate”, probabilmente la campagna di PR negativa di maggior successo mai montata. Nel 2011, il meme della “pausa” è stato diffuso dal Daily Mail ed è stato un altro attacco propagandistico di notevole  successo. Poi, i singolo scienziati del clima sono stati molestati, demonizzati, investigati e persino minacciati fisicamente, mentre l'opinione pubblica è stata l'obbiettivo di un bombardamento di informazioni contraddittorie atte a creare incertezza e dubbio. La campagna ha avuto successo, specialmente negli Stati Uniti. Durante la campagna presidenziale del 2012, abbiamo visto entrambi i candidati evitare il problema del cambiamento climatico come se fosse avvelenato. E, nel 2015, vediamo qualcosa di mai visto prima: nessuno dei candidati repubblicani alle presidenziali ammette che il cambiamento climatico sia causato dalle attività umane. E questo è un problema. Il negazionismo rimane un fardello pesante nel cercare di fare qualcosa di pratico per fermare il cambiamento climatico.

- Il picco che non c'è stato. Nel 1998, Colin Campbell e Jean Laherrere hanno riesaminato le idee di Marion King Hubbert che, negli anni 50, aveva introdotto il concetto di “picco” di produzione del petrolio greggio. I loro calcoli indicavano che il picco mondiale – che hanno denominato “picco del petrolio” - sarebbe avvenuto nel 2004-2005. E' stata una previsione ragionevolmente buona in termini di petrolio “convenzionale”, che sembra aver raggiunto il picco fra il 2005 e il 2008. Ma Campbell e Laherrere non avevano considerato il ruolo del petrolio “non convenzionale”, combustibili liquidi come il petrolio di scisto (o tight oil). Usando queste nuove fonti, la produzione di “tutti i liquidi” ha continuato ad aumentare e ciò ha reso il concetto di picco del petrolio popolare più o meno quanto lo era Saddam Hussein  nel decennio precedente. Il tentativo dell'industria petrolifera di produrre da risorse difficili ha portato a diverse conseguenze negative per l'ecosistema (ricordate Macondo nel 2010?), ma quello principale è che le emissioni di CO2 non sono declinate in conseguenza dell'esaurimento, come ci si sarebbe potuto aspettare.

- Lo svanire del verde. Negli anni 90, la sostenibilità era ancora un'idea di moda e i partiti Verdi avevano una rappresentanza considerevole in molti parlamenti europei. Col tempo, tuttavia, il peso politico del movimento ambientalista è stato eroso costantemente. Il destino dei partiti Verdi segue da vicino quello di tutte le idee sulla sostenibilità ambientale, che non sono più parte dell'arsenale degli slogan dei politici vincenti. Persino l'Unione Europea, un tempo bastione della ragione e della consapevolezza ambientale, ha perduto il proprio focus, in particolare con la folle speranza di importare gas naturale dagli Stati Uniti. La maggior parte delle persone sembra essere così impegnata con le proprie preoccupazioni economiche quotidiane da non avere tempo o inclinazione per preoccuparsi di un'entità astratta chiamata “Ambiente”, che sembra essere un lusso costoso che al momento non possiamo permetterci. Sembra che il concetto di “crescita” abbia spazzato via l'Ambiente ovunque, in quanto alla cosa cui teniamo di più.

- Il collasso finanziario. Le cause profonde della grande crisi finanziaria del 2008 non sono mai state comprese realmente e sono state ridotte alla contingenza di cattive pratiche in campo finanziario. Tuttavia, non si è trattato solo di una crisi finanziaria, ha portato la macchina economica mondiale reale quasi all'arresto totale. La crisi è stata superata stampando più soldi e l'economia ha ricominciato a funzionare, ma non si è mai ripresa completamente. E nessuno sa se un altro collasso finanziario sia dietro l'angolo e cosa si possa fare se arriverà. Il collasso finanziario ha mostrato la fragilità dell'intero sistema ed ha fissato l'attenzione della maggior parte delle persone sui fattori finanziari/monetari, portandole spesso a dimenticare che c'è anche il mondo reale, la fuori, e che “l'economia” non sono solo transazioni finanziarie, ma significa anche fornitura di risorse materiali perché la società sopravviva.

 - L'aumento dei conflitti. Il confronto militare e e il conflitto violento sono in aumento. Abbiamo visto carri armati manovrare nel cuore stesso dell'Europa ed una immensa fascia di terra in un confronto militare quasi continuo, dal Nord Africa al Medio Oriente, fino ad arrivare all'Afghanistan. Intere nazioni si stanno sbriciolando sotto i bombardamenti aerei massicci e del conflitto civile, producendo la fuga di centinaia di migliaia di profughi. E' come un fuoco che si è acceso tempo fa e ora sta crescendo, inghiottendo un paese dopo l'altro. E nessuno può dire dove si fermerà il fuoco, se si fermerà. La sola cosa che possiamo dire è che il conflitto distruttivo tende ad esplodere in quegli stati in cui l'economia è stata in gran parte sostenuta dai proventi dell'esportazione dei combustibili fossili e dove l'esaurimento ha portato alla perdita totale o parziale di questi proventi. E' stato il caso, per esempio, di Egitto, Yemen e Siria. La lotta può essere anche collegata al cambiamento climatico ed alla conseguente siccità, come nel caso della Siria. Non possiamo dire con certezza se tutto questo sia il precursore di cose in arrivo in altri luoghi, ma potrebbe tranquillamente essere così.

- Ed altro... Quanto sopra non è un elenco esauriente di tutte le cose che sono successe nel decennio passato. Si potrebbe aggiungere l'erosione della democrazia e della libertà personale in Occidente, il declino o persino il collasso di diverse economie nazionali, la deglobalizzazione in corso, l'aumento della competizione per risorse minerali rare e limitate e molto altro. Ma tutti questi eventi hanno un'origine comune. In tutti i casi, le persone e le istituzioni hanno reagito raddoppiando lo sforzo per trovare più risorse, a tutti i costi, sia dal punto di vista finanziario che ambientale. Ed hanno anche aumentato il loro sforzo per negare l'esistenza e il pericolo del cambiamento climatico. Poi, la maggior parte delle persone hanno cercato di risolvere le proprie difficoltà economiche immediate lavorando duramente ed ignorando le ragioni profonde dei loro guai. Ed eccoci qua: dopo un decennio di sforzo per ignorare e limitare i cambiamenti, siamo di fronte a cambiamenti inevitabili e drastici. E non sappiamo esattamente come adattarci a questi cambiamenti. E' un momento difficile quello che abbiamo di fronte.

D'altra parte, c'è stata almeno una tendenza positiva durante gli ultimi dieci anni.

- La rivoluzione rinnovabile. Le tecnologie solare ed eolica sono migliorate in modo eccezionale sia in termini di costi sia in termini di efficienza. Non ci sono stati miracoli tecnologici, soltanto miglioramenti costanti. Il risultato è che, in dieci anni, le rinnovabili come il fotovoltaico basato sul silicio e le centrali eoliche sono passate dall'essere dei giocattoli per ambientalisti a tecnologie serie che possono produrre energia a costi competitivi con quelli dei combustibili fossili. L'energia rinnovabile è la più grande speranza che abbiamo per un adattamento non distruttivo agli inevitabili cambiamenti che ci aspettano. Non sarà facile, ma è possibile; dobbiamo lavoraci sodo.



38 commenti:

  1. Spero che le cose negative elencate siano priorità nel COP 21. Non basta dire che le rinnovabili stanno crescendo.occorre ragionare su tre pilastri:
    SOCIETA' UMANA
    AMBIENTE GLOBALE E ECOSISTEMI
    ECONOMIA E FINANZA
    TRE MACRO INSIEMI che devono assolutamente trovare un insieme in comune.
    Banalmente: abbiamo solo questo Pianeta.
    Due volte banalmente: la specie umana ha la responsabilità GLOBALE E TOTALE di quello che sta capitando e deve rispensare al suo modello di apporccio di uso delle risorse.
    Vorrei sentire finalmente parlare di RIDUZIONE DEMOGRAFICA al COP 21.
    Sennò sono frottole.

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    1. "Vorrei sentire finalmente parlare di RIDUZIONE DEMOGRAFICA al COP 21.
      Sennò sono frottole."

      Ho partecipato a una conferenza sui cambiamenti climatici a Roma.
      Aveva lo scopo di preparare un documento da presentare al COP 21 di Parigi.

      Il documento provvisorio che radettero non conteneva nessuna indicazione riguardante il problema demografico (sovrappopolazione).

      Allora faccio un intervento dal pubblico, segnalando la mancanza di questo importante tassello.
      Dissero che l'avrebbero preso in considerazione, mentre un rappresentante (credo dell'India) diceva che ormai non era più un problema, perché la natalità stava diminuendo ovunque.

      Morale della favola: nel documento finale non ci fu nemmeno un accenno al problema della sovrappopolazione; quindi, al COP 21 tale argomento sarà OUT (sicuramente non trattato!).

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    2. Posso fare una domanda?
      ma quanti siamo sulla terra?
      ho trovato varie stime ma discordano anche di parecchio.
      h

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    3. "Vorrei sentire finalmente parlare di RIDUZIONE DEMOGRAFICA al COP 21."

      La vedo dura, praticamente TUTTI gli economisti ritengono che l'unico modo per superare la crisi e' "la crescita", e in occidente e' allarme per il calo della popolazione, o semplicemente il calo della sua crescita. Ad esempio man mano che le nostre case si svuotano, e' necessario trovare qualcuno che le riempia al fine di mantenere il "gettito fiscale" di cui le nostre amministrazioni a tutti i livelli hanno sempre piu' disperato bisogno, altrimenti interviene la tassazione punitiva. Il meccanismo economico-sociale perlomeno per la parte pianificata centralmente, dal pubblico (stato e comuni) o dal privato (banche), non ha la retromarcia, non ce l'ha proprio, non e' prevista: e' una continua scommessa su un futuro di crescita, e nulla lo assicura di piu' dell'allevamento di piccoli, che si sa empiricamente aumentare la propensione al consumo delle famiglie, a differenza dei vecchi.

      Bisognerebbe quindi prima scoprire il modo di "decrescere" senza che il sistema economico collassi, al momento non pare possibile, e tutta la bulimica legiferazione, al di la' della retorica e dell'ipocrisia, anche quella ammantata di ecologismo e sostenibilita', e' infatti tesa alla "crescita" (un esempio paradigmatico le famigerate "piste ciclabili": dalle mie parti riescono a spenderci un milione di euro al km, le attrezzano e cementificano piu' di un'autostrada di 50 anni fa, distruggendo sistematicamente le rive alberate - cosa c'e' di ecologistico in questo? C'e' solo un immenso business).

      Cio', in una situazione di fatto in cui il problema e' la sovrapproduzione e il troppo di tutto (compresi gli uomini), crea una situazione da "doppio legame": per mantenere il presente bisogna correre sempre di piu' e fare l'impossibile.

      Altra cosa, notate che quando si parla di PIL, il totem del nostro tempo, non si parla mai di PIL pro capite, bensi' di PIL nazionale, sottacendo peraltro SEMPRE nel caso del nostro paese che il calo del PIL nazionale del 9 per cento e' stato accompagnato da un aumento della popolazione residente del 7 per cento, per cui il calo pro capite e' stato quasi doppio di quanto propagandato, e a doppia cifra (e dov'e' la crescita portata dall'incremento di popolazione peraltro in gran parte gia' in eta' da lavoro?)...

      Un esempio sincero del pensiero economico in proposito e' espresso qui:
      http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/versioneoscar/trasmissione-novembre-2015-165846-gSLAZcY8PB

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    4. Se non si capisce che dobbiamo decrescere di numero, siamo proprio messi male.
      E' così semplice, capirlo.

      Gianni Tiziano

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  2. Un proverbio africano recita:"Per crescere un bambino occorre un villaggio".
    Ora possiamo ben dire che per crescere una umanità occorre un intero universo.
    Cosa che anticamente alcuni individui avevano capito ma non potuto vedere compiutamente.
    Un tale di nome Archimede per dirne d'uno, che si divertiva a contare granelli d'arenaria per immaginare
    quanti ce ne sarebbero voluti per riempire la volta celeste.

    Se così non fosse sarebbe incomprensibile il perchè e il come da millenni ci siamo dati da fare
    per scrutare il cielo con strumenti sempre più mastodontici e ingegnosi.Prima.
    E poi altri ancora più ingegnosi e mastodontici per indagare i frantumi delle terre ridotte a briciole invisibili.

    Adesso questa necessità é diventata un fatto che però molti non vogliono accettare, perchè le implicazioni di questo fatto contrastano con il significato che questi danno alla loro vita terrena e terrestre.

    Gente che se gli regali un martello lo usano come un cacciavite e se gli dessi una galassia vi ammasserebbero solo cianfrusaglie.Lamentandosi però della taglia del loro tinello.

    Gente che sogna quotidianamente paradisi mentre si applica con ostinazione
    affinchè la Terra divenga un inferno.Neanche primordiale ma secondario.

    Si riesce anche a ridere di tutto ciò, o almeno a sorridere, ma quando si comincia a soghignare vuol dire
    che la commedia sta mutandosi in tragedia, e delle più abominevoli.

    E' quasi tutto pronto per un ultimo atto tragico collettivo, ma possiamo anche sovvertire il finale con un colpo di scena dove drammaturgo attori e spettatori e teatro stesso allestiscono uno spettacolo per una nuova lunga stagione.
    Bisognerebbe solo zittire quelli che sono solo interessati alle loro istrioniche recitazioni e a captare l'accondiscendenza della loro miserevole platea.

    E' difficile a farsi ma possibile ed encomiabile.Il solo lavoro che libererebbe dalla schiavitù.

    Marco Sclarandis

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  3. prof, mi pare che le rinnovabili non sono per ora servite a lasciare qualche barile sottoterra, ma semmai per l'esatto contrario. Solo la crisi è riuscita a ridurre i consumi petroliferi, ma non il gw. Basta accendere la tv per rendersi conto, dalle ruberie che avvengono in ogni istituzione laica o meno, che questa società non ha la possibilità di alcun cambiamento. Si andrà avanti così, fino a che gli eventi lo permetteranno e non potranno essere che eventi poco piacevoli. Lo dice anche Lei, che il gw è evitato come la lebbra dai politici e la chiesa stessa, nonostante l'enciclica, continua farisaicamente con la politica di sempre: bagni di folle, giubilei, riunioni che spostano milioni di persone con impatti gravi sul gw. Ma tant'è che lo ha detto pure Papa Francesco che Lui e noi come genere umano non ci meritiamo questo pianeta, tranne ovviamente i santi, che secondo me non sono tanti, ma che però secondo un frate di Bocca di Rio sono molto più numerosi di quelli che penso io. Spero che abbia ragione.

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    1. " prof, mi pare che le rinnovabili non sono per ora servite a lasciare qualche barile sottoterra, ma semmai per l'esatto contrario." Osservazione interessante. anche se non del tutto esatta: la inserirei all'interno di una più allargata teoria dei commons , e la tradurrei così: chi singolarmente, come famiglia o gruppo ristretto ha risorse in eccedenza, ha potuto investirle nelle rinnovabili, prevenendo un ulteriore consumo di chi ha "troppa fame" per accantonare qualcosa per il futuro..
      Tornando al post di cui sopra, se è vero che i combustibili fossili alternativi hanno prevenuto una diminuzione elle emissioni, certo non sarà così per il rapidissimo cambiamento climatico che ci aspetta fin da oggi ; poi parlare di riduzione delle emissioni senza includerci carestie e parecchie centinaia di milioni di morti mi sembra naif; ultimo ma non ultimo, con 7,4 miliardi di cavallette homo auspicarsi una limitazione del global warming comunque inevitabile, senza prima una rinegoziazione della morale imperniata sull'individuo sole dell'universo ,più che poco onesto mi sembra anche poco efficace se si vuole avere una bussola funzionante durante le presenti e future tempeste di problemi morali...

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    2. @Mago: "le rinnovabili non sono per ora servite a lasciare qualche barile sottoterra, ma semmai per l'esatto contrario."

      Oggi, per produrre le rinnovabili, impieghiamo i combustibili fossili.
      Essendo che hanno un EROI di almeno 5, questo significa che (salvo sprechi) nel lungo periodo ci risparmierai dei soldi.
      Cosa farai con questi soldi?
      Comprerai altri oggetti, o farai qualche viaggio (meritato) e consumerai ulteriori combustibili fossili.
      Perché?
      Perché... semplicemente, è il reddito delle persone a determinare i consumi.

      Finché non ci sarà tutta la filiera completa, che produca e consuma beni con le rinnovabili,
      ogni tentativo di ridurre i consumi degli idrocarburi resterà vano.

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  4. Ho letto l'articolo del professor Bardi e sinceramente le soluzioni che porta oltre a trovarlo non facile (come ha giustamente scritto) lo trovo anche quasi impossibile, per far vivere 7/8/9/10 miliardi di persone con 2000W di energia netta primara pro capite bisognerebbe fare sforzi politici/economici/finanziari/culturali di portata immensa che sinceramente ritengo quasi impossibili da attuare, ho anche letto in altri articoli peew review che per passare ad un'economia 100% rinnovabile bisognerebbe sacrificare qualche % di PIL all'anno e già molti economisti si preoccupano che la Cina al posto di crescere del 7% all'anno cresce del 6,9%, figuriamoci se dovesse crescere del 4% per ristrutturare tutto l'apparato industriale per renderlo ecosostenibile.

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    1. Il piccolo problemuccio è che ogni altra alternativa al piano è peggiore,

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    2. ...come diceva il frascatano: "Se lo tenghi da fa, lo tenghi da fa!..." (se devi farlo per forza allora devi farlo!...)

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    3. Si lo so, la mia è solo un'opinione per quanto riguarda la comunicazione di questi argomenti, a mio parere ormai bisognerebbe proprio specificare che oltre a non essere facile la soluzione non è nemmeno attuabile conoscendo come siamo fatti noi Homo sapiens, non abbiamo ancora risolto completamente problemi come il buco dell'ozono o il DDT figuriamoci ristrutturare tutto l'apparato sociale/finanziario/economico/culturale globale.

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    4. Un'economia rinnovabile che non sia in contrasto con gli interessi del capitalismo.
      Sarà possibile? Speriamo.

      Angelo

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    5. occhio però a non 'contare le pagliuzze' come dicono a Livorno..
      e il fotovoltaico non funge..deriva dal petrolio..non posso fare 23 ore di forno di seguito ecc..ecc..
      sennò ci compriamo tutti l'hummer e accompagniamo il pargolo a 100 metri da casa..o bruciamo carbone tanto quello che fa il singolo non conta..
      ovvio che l'energia da fotovoltaico va usata con intelligenza..direi parsimonia, ma da questo 'circolo petrolifero' cerchiamo almeno di uscirne a ossa rotte ma ancora capaci di camminare..
      le famiglie che vivono col fotovoltaico sul tetto lo fanno risparmiando e non rilasciando praticamente CO2..sono solo una quindicina di persone che conosco ma non per questo non li considero esempi da seguire..
      non è solo l'energia pulita che trascina verso un mondo differente..è anche il singolo che, con le proprie decisioni, da corpo ad un modo nuovo di interpretare l'energia, il benessere, la condivisione..la vita.
      s.

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    6. Quello che nessun politico è disposto ad ammettere in pubblico, è che cercare di mantenere una civiltà fondata sui combustibili fossili e sulla ossessiva crescita economica avulsa dai limiti insuperabili della biosfera, sta portando con assoluta certezza ad uno stato totalitario, planetario questa volta e molto probabilmente d'inaudita crudeltà.
      Stato da intendersi come oligarchia più che altro finanziaria.
      Esattamente quello che despoti, tiranni e dittatori del secolo scorso hanno cercato di ottenere con i mezzi più brutali.E c'erano quasi riusciti.
      Non che una civiltà fondata sull'energia rinnovabile non corra lo stesso rischio, ma almeno per alcune ragioni sarebbe un rischio minore.
      Se solo alcune persone che appartengono all'elite del potere avessero il coraggio di ammettere
      che questa volta nessuno può sentirsi sicuro di salvarsi la ghirba, che sieda su uno scranno e s'accovacci per terra per sfamarsi, a causa del caos che infallibilmente segue ad una dittatura più o meno feroce, potremmo evitarci enormi sofferenze.

      Marco Sclarandis

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  5. Purtroppo penso proprio che dovrà essere la natura a stabilire un nuovo ordine e equilibrio sulla terra. Singoli comportamenti e qualsiasi iniziativa ecologica è un bene. Però forse siamo già oltre i limiti di co2 irreversibili per il cambiamento climatico.
    Per me solo una politica comune mondiale potrebbe fare qualcosa di significativo in un mondo globalizzato.

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  6. https://www.youtube.com/watch?v=4jL71ue4tGE
    Se le cifre delle quali parla l'autore del filmato sono attendibili, un'altra speranza potrebbe essere quella di mangiare meno proteine animali. Molte meno. Molte molte meno.
    La parte difficile da digerire è: come aspettarsi che l'uomo medio possa rinunciare al suo mezzo pollo?

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    1. Pochi sono informati di quanto sia facile passare a una dieta vegetariana o vegana.
      Internet mette a disposizione siti dove tutto e' spiegato per filo e per segno. (Scienza vegetariana.it)
      Per l'ambiente sarebbe una liberazione, si renderebbero disponibili piu' risorse alimentari, ne trarrebbe giovamento la salute delle persone ecc
      Eppure parlare di queste cose crea ancora scandalo.
      Bisogna farsene una ragione?

      Angelo

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  7. @ Daniela, togliere la sovrappopolazione è come togliere al genere umano l'avidità o gli istinti. Ti pare possibile? Io, come indegno seguace di Gesù, so che a Dio tutto è possibile, ma questo argomento travalica troppo i miei pochi neuroni, che magari umanamente sono abbastanza, ma sono niente rispetto a quelli infiniti di Dio.

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    1. @mago. Io sono completamente atea ma rispetto chi ha una personale fede purchè non la usi per sovrapporla e mistificare dati oggettivi e scientifici. In Pakistan sono riusciti a ridurre la popolazione, meglio di Cina e India dove, come diresti tu, l'avidità e l'ignoranza han fatto si che siano state abortite preferibilmente creature del mio genere (femminile). Il controllo demografico si può fare e si deve fare, per migliorare la vita di tutti, adesso e soprattutto nel futuro. La società umana è cresciuta e sa come trattenere istinti e avidità, soprattutto se fortemente aperta e democratica. Il problema è uno: risorse in riduzione netta e inquinamento. Il risultato è uno: cambiamenti climatici. La causa del problema è uno: eccesso di homo insapiens che vogliono tutti, smartphone, macchina, viaggi, moda e ca**ate da consumismo alterante. Immagina per un solo secondo che tutti i 7,3 miliardi di umani vivano con lo stile di vita di un tedesco medio (due case, tre macchina, 28 ore di lavoro, alto stipendio, viaggi, consumi elevati, ecc.). Fatto? Perfetto. Siamo morti. Quindi vediamo di piantarla di essere ipocriti. Se noi europei (0,5 miliardi) possiamo permetterci uno stile di vita alto e godurioso è perchè svariati miliardi di africani, asiatici e sudamericani stanno di m***a. A me, atea, non interessa cosa dice Gesù. Ma a te dovrebbe. Per finire: stiamo travalicando da decenni i limiti fisici del sistema Terra, pur sapendo le cause e le risposte, non stiamo facendo NULLA. Nessun problema: ci penserà il sistema Terra. Io spero di essere morta.

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    2. R Daniela: immagina (senza considerare i rapidissimi cambiamenti climatici) che per spirito ecologista o perchè abbiamo finito i fertilizzanti da fossili dovessimo coltivare i terreni secondo le comunque avanzate tecniche di permacoltura: se va bene rimarrebbero 4,3 miliardi i troppo...Non c'è bisogno di tirare in ballo la questione dei consumi procapite..Sotto a 2500 Kcal al giorno non puoi scendere, ed anche con un bel mix di amminoacidi essenziali se vuoi campare per più di un paio di mesi a solo riso o sole patate o solo mais...

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  8. Semi OT:
    "CNR: Viaggi nel tempo, indietro non si torna"
    http://www.lescienze.it/lanci/2015/11/06/news/cnr_viaggi_nel_tempo_indietro_non_si_torna-2837549/?ref=nl-Le-Scienze_13-11-2015

    Per capire ciò che NON è possibile fare.
    Indietro nel tempo non si torna.

    Questo che c'entra con i nostri discorsi?
    C'entra... perché indica che alcune soluzioni fantascientifiche NON saranno mai possibili.

    Quello dei viaggi nel tempo, nel passato, che la meccanica quantistica NON negava, l'ho sempre considerata una follia degli scienziati (di quelli che la ritenevano possibile).

    Finalmente incominciamo a mettere dei punti fermi alla meccanica quantistica.

    Il passato può solo essere rivisto (per esempio, rivedendo un video registrato), ma non potrà mai essere modificato.

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    1. bhe alcuni films dovranno essere ricatalogati come fantasy d-:

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    2. Hai toccato uno dei temi più pericolosi ed ìnfidi della filosofia, Alessandro.
      Per rivedere il passato occorre che ve ne sia una registrazione, qualunque essa sia, ma per essere certi che non sia falsa dovrebbe essere identica alla realtà originaria.
      Ma appunto se così fosse, allora ne sarebbe una copia che in teoria dovrebbe essere indistiguibile dall'originale.
      E quindi ancora, si creerebbe un dilemma difficile da risolvere: chi dovrebbe mettere l'etichetta su uno dei due passati per garantirne l'origine?
      Chi ci garantirebbe che qualcuno di nascosto non la scambi?O non la metta apposta sul falso?
      Ma forse, il passato è immutabile proprio perchè irriproducibile perfettamente.
      Forse proprio per ragioni di questo genere la nostra mente è capace di ottenere una per volta tutte le cifre di un numero trascendente come pi greco, ma non può averle tutte insieme in una volta sola.
      E credo, che il passato sia proprio fatto di numeri trascendenti, come pi greco ed "e" che stranissimamente inizia con queste enigmatiche e ripetitive cifre:
      2,7 1828 1828 45 90 45 235 360 per proseguire poi con un ordine indecifrabile: 287 471 352 662 497 757 247 093 699.....
      In questo modo, tutti possono andare sulla sponda del futuro sani e salvi , come nella storiella delle capre e dei cavoli, del lupo e del contadino.
      Per fare la copia del numero uno occorre il numero due, ma per distinguere tra i due occorre il numero tre.Lo capisce anche un bambino della prima elementare, anzi della terza asilo.
      Eppure, non lo capiscono persone che immense folle adulano e acclamano e da simili
      Brancaleoni si lasciano condurre a tremende rovine.

      Marco Sclarandis.

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    3. credo che l'interpretazione dei reperti e degli eventi storici sia una questione più politico filosofica, tipo chi vince scrive la storia, che che una rigorosa tecnica scientifica che rischia di sconfinare nella fede

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    4. @marco:
      "Per rivedere il passato occorre che ve ne sia una registrazione, qualunque essa sia, ma per essere certi che non sia falsa dovrebbe essere identica alla realtà originaria."

      Io la prendo più sul pratico.
      Siccome sò che è impossibile dimostrare, in questo universo, la veridicità di qualsiasi cosa (mentre è possibile confutarla); io non mi pongo neanche il problema.

      Vediamo/percepiamo/comprendiamo quello che è stato il passato, in base a dei manufatti/registrazioni video/ecc.

      Li possiamo considerare vere fino a prova contraria.
      Quando capiremo che sono falsi (o interpretati male), cambiamo la nostra idea di conoscenza di quel passato.

      Immagino che, un extraterrestre che arrivasse sulla Terra tra qualche milione di anni, e chissà come, riuscisse a leggere i video che abbiamo registrato oggi.
      Come farebbe a capire se quel video è ripreso dalla realtà, oppure è una registrazione di un film di fantascienza?
      Risposta:....
      cavoli loro! :-)

      La certezza del passato (e di qualsiasi altra cosa) non la possiamo avere.
      Quella del futuro, ancora meno.
      Viviamo in un presente che non possiamo dimostrare.

      Che vuoi di più?! :-)

      Un giorno questo sogno che chiamiamo realtà, finirà!

      (La realtà è fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni).

      E allora qual'è il senso della vita?

      Se questo è un sogno o un videogioco virtuale, il nostro scopo è come minimo, fare la nostra partita/parte.

      Per raggiungere cosa?

      (basta, mi fermo qui, se no, andiamo troppo sul filosofico).

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  9. Ho sentito una intervista sulla conferenza di Parigi di uno scienziato che diceva non si arriverà a niente di vincolante. Tanto che lo stesso, molto preoccupato per gli attuali cambiamenti climatici, scienziato affermava che l ' unica speranza è la società civile e non gli Stati Nazionali corrotti dalle multinazionali del globo.

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  10. @ Daniela, io sembro un tedesco, ma non ho tre auto, non ho 28 ore di lavoro, stipendio medio basso, non faccio viaggi da 27 anni, consumo l'essenziale (terrò il riscaldamento spento finchè me lo permetteranno quelle freddolone che ho in famiglia e fosse per me nemmeno l'accenderei). Quello che dice Gesù mi permette di mantenere un profilo di vita medio basso senza sentirmi umiliato, perchè mi insegna che saranno "beati i poveri in spirito (gli umili), perchè di essi è il Regno dei Cieli". Penso che se si fosse affermato il pensiero di Gesù non ci saremmo trovati a discernere di inquinamento o sovrappopolazione, ma già Gesù aveva preannunciato la seconda venuta; mica era così scemo da credere che l'uomo futuro sarebbe stato capace con le sue forze di dominare avidità, istinti, egoismi, superbia, lussuria, cattiverie, gola, disonestà, delinquenza, truffe, furti, omicidi, rapine, stupri e ora mi fermo, perchè penso che basti.

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    1. Io sono un rappresentante dei genitori alla scuola elementare di mio figlio.

      Solo perché ho proposto di allungare l'orario del venerdì di mezzora (c'è la settimana corta a scuola), gli insegnanti mi volevano quasi denunciare!

      Quando ho fatto una battuta, che c'erano genitori che avrebbero preferito la settimana lunga (scuola anche di sabato), ci mancava quasi che mi uccidessero con uno sguardo!

      In TV le persone si lamentano perché l'Italia sta crescendo solo del 1%.

      Voi volete proporre una vita più austera?!

      Provate a farvi eleggere... :-)

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    2. Si' ma di solito i genitori vogliono che i figli stiano a scuola di piu' per avere piu' tempo per lavorare e farsi i cazzi loro e quindi aumentare il loro reddito e quindi il PIL nazionale, non per amore della cultura dei figli. La scuola e' un parcheggio non solo per gli insegnanti come si diceva un tempo, ma soprattutto per i figli... O sbaglio?

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    3. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Descolarizzazione#Le_critiche_di_Ivan_Illich
      Magari fosse solo un parcheggio.

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    4. Conosco ivan illich, e' uno dei miei pensatori preferiti ;)

      Con l'occasione, raccomando caldamente il testo meno noto "le professioni disabilitanti", che ne ha per tutti, e qualcuno ha pure messo su emule ;)

      La scuola come la conosciamo oggi, comunque, e' stata pensata e realizzata soprattutto allo scopo di formare il cittadino perfetto dello stato nazionale. D'altra parte le nostre societa' industriali attuali sono come degli enormi formicai dove ognuno deve collaborare per la sua parte di ristrettissima specializzazione, senza poter sapere nulla di cio' che fanno gli altri per mancanza di sufficiente competenza: non sarebbe possibile ottenere un simile livello di complessita' senza un adeguato addestramento fin dalla piu' giovane eta'.

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  11. @ Daniela, qui siamo pieni di pakistani!!! E gli imprenditori del tessile ne sono contenti fino alla libidine, ma a parte questo, si fa alla svelta a ridurre la popolazione. Basta mandarli a lavorare nelle tessiture del comprensorio tessile pratese.

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  12. sul bugiardino di berg. di oggi c'è la pubblicità della mer. benz che dice testuali parole:

    è un 2015 all'insegna del .

    noi vogliamo la decrescita, il cambiamento, e loro il suv attack! capito.

    tutti al cimitero finiremo con questi qui. sal tanlup

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  13. Parole parole ma alla fine di chi è la colpa ? Nostra ... Io guido un auto a metano e quando posso vado in bici o a piedi . Quando sono al mare tolgo la plastica che trovo in acqua e la gente mi guarda come se avessi tre teste . Spegnere le luci stare in casa con il maglione tante piccole cose che moltiplicate per qualche miliardo di esseri umani risolverebbero tanti problemi. Ma alla gente non gliene frega un cazzo questa è la verità figuriamoci a chi fa i miliardi inquinando !!!!

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  14. Il problema principale è lo stile di vita. In particolar modo dovremmo parlare di alimentazione. La principale causa dell'inquinamento sono gli allevamenti. Seguono dati e fonti:http://www.cowspiracy.com/facts/

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