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venerdì 2 ottobre 2015

Geoingegneria? Quale geoingegneria?

Da “The Guardian”. Traduzione di MR (via Cristiano Bottone)

I ricercatori hanno dimostrato che anche se venisse scoperta una soluzione geoingegneristica per le emissioni di CO2, non sarebbe abbastanza per salvare gli oceani 


“L'eco chimica dell'inquinamento da CO2 di questo secolo riecheggerà per migliaia di anni”, ha detto il coautore del rapporto Hans Joachim Schellnhuber Foto: Doug Perrine/Design Pics/Corbis

Di Tim Radford

Dei ricercatori tedeschi hanno dimostrato ancora una volta che il modo migliore per limitare il cambiamento climatico è quello di smettere di bruciare combustibili fossili adesso. In un “esperimento mentale” hanno cercato un'altra opzione: la drammatica rimozione in futuro di enormi volumi di biossido di carbonio dall'atmosfera. Ciò riporterebbe l'atmosfera alle concentrazioni di gas serra esistite per gran parte della storia umana – ma non salverebbe gli oceani, hanno concluso.



Vale a dire che gli oceani rimarrebbero più caldi e più acidi per migliaia di anni e le conseguenze per la vita marina potrebbero essere catastrofiche. La ricerca, pubblicata su Nature Climate Change oggi (3 agosto 2015, ndt), consegna l'ennesima dimostrazione che finora non c'è alcuna “soluzione tecnica” fattibile che permetta agli esseri umani di continuare a estrarre carbone, petrolio e gas (noto come scenario “business as usual”) perché poi le geoingegneria sia una soluzione quando il cambiamento climatico diventa calamitoso.

Sabine Mathesius (del Centro Helmholtz per la Ricerca Oceanografica a Kiel e dell'Istituto Potsdam per la Ricerca sull'Impatto Climatico) i i suoi colleghi hanno deciso di modellizzare quello che si potrebbe fare con una tecnologia ad oggi non provata chiamata rimozione del biossido di carbonio. Un esempio sarebbe coltivare un numero enorme di alberi, bruciarli, intrappolare il biossido di carbonio, comprimerlo a seppellirlo da qualche parte. Nessuno sa se questo si possa fare, ma la dottoressa Mathesius e i suoi compagni scienziati non se ne sono preoccupati. Hanno calcolato che potrebbe essere plausibilmente possibile rimuovere biossido di carbonio dall'atmosfera ad un tasso di 90 miliardi di tonnellate l'anno. Si tratta del doppio di quanto viene riversato nell'aria delle ciminiere delle fabbriche e dagli scarichi dei motori in questo momento.

Gli scienziati hanno ipotizzato un mondo che ha continuato a bruciare combustibili fossili ad un tasso accelerato per poi adottare una tecnica di rimozione del biossido di carbonio ad alta tecnologia finora non provata. “Curiosamente, viene fuori che dopo il 'business as usual' fino al 2150, persino togliere quantità così enormi di CO2 dall'atmosfera non aiuterebbe poi tanto l'oceano profondo – dopo che l'acqua acidificata è stata trasportata a grandi profondità dalla circolazione oceanica su larga scala, questa è fuori portata per molti secoli, a prescindere da quanto CO2 venga rimosso dall'atmosfera”, ha detto il coautore, Ken Caldeira, che di solito lavora alla Carnegie Institution negli Stati Uniti. Gli oceani coprono il 70% del globo. Nel 2500, le temperature di superficie dell'oceano aumenterebbero di 5°C e la chimica delle acqua oceaniche sarebbe portate a livelli di acidità che renderebbe difficile a un pesce o ad un crostaceo (o mollusco) prosperare. Le acque più calde contengono meno ossigeno disciolto. Le correnti oceaniche probabilmente cambierebbero a loro volta.

Ma mentre il cambiamento nell'atmosfera avviene nel corso di decine di anni, il cambiamento nella superficie dell'oceano impiega secoli e nell'oceano profondo millenni. Quindi anche se le temperature atmosferiche venissero ripristinate ai livelli precedenti alla Rivoluzione Industriale, gli oceani continuerebbero a sperimentare la catastrofe climatica. “Nell'oceano profondo, l'eco chimica dell'inquinamento da CO2 di questo secolo riecheggeranno per migliaia di anni”, ha detto il coautore Hans Joachim Schellnhuber, che dirige l'Istituto Potsdam. “Se non attuiamo subito misure di riduzione delle emissioni in linea con l'obbiettivo dei 2°C in tempo, non saremo in grado di preservare la vita dell'oceano come la conosciamo”.

6 commenti:

  1. ".....Un esempio sarebbe coltivare un numero enorme di alberi, bruciarli, intrappolare il biossido di carbonio, comprimerlo a seppellirlo da qualche parte." Penso che al posto di "bruciarli" andrebbe sostituita la parola "tagliarli". Se li bruciassimo la CO2 se ne tornerebbe in atmosfera.

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    1. L'originale dice "burn them". Probabilmente si deve intendere farne della carbonella. Combustione parziale

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    2. Non capisco quale sia il problema del lasciare il carbonio nella cellulosa (lignina) ovvero in forma solida. Che non ci sarebbe superficie boschiva a sufficienza?

      Si torna sempre al solito punto: la crescita fuori controllo del tumore antropico sottrae spazio alle superfici boschive, agricole, selvatiche e a capacità fotosintetica.
      7.3G homo richiedono 7.3 volte la superficie, stradale, scolastica... anche solo abitativa di 1G homo.

      Poi trastulliamoci con la cattura del CO2 e altre arzigogolati giochi.
      Tanto l'Europa si sta.. desertificando, decimazione, serve manodopera, la multietnica e quindi (prosperosa)..., eccetera eccetera.


      Se il mondo è pieno di dementi che evacuano insensatezze così, non può che andare sempre peggio.

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  2. Ma io mi domando e chiedo, voi lo prendete sul serio un articolo del genere? Se si riuscisse ricostituire foreste sterminate sulla terra il problema della CO2 non ci sarebbe perché non ci sarebbero più le persone a produrla. Le foreste non ci sono più perché sono state abbattute e l'unico modo per ricostituirle sarebbe una drastica riduzione demografica, che a sua volta comporterebbe una drastica riduzione anche della produzione di CO2, quindi il cerchio si chiude.

    Se invece qualcuno pensa di mettere le foreste nei deserti, ovviamente questo implica consumo di risorse e comunque, se i deserti fossero facilmente coltivabili, nessuno ci metterebbe una foresta.

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  3. La geoingegneria più sicura credo sia riforestare da un alto e sfalciare il biota umano dall'altro...Certo poi che trasportare derrate alimentari nei continenti meno adatti all'agricoltura e pesantemente sovrappopolati è il massimo !...Le donne italiane col loro tasso di fecondità di 1,19 ci riporteranno fra 40 anni a non più di 30 milioni...Onore a loro anche se non basta e non è una scelta libera nella maggior parte dei casi...

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  4. Mi sembra che il rapporto è basato sull'idea che noi bruciamo carbonio ad un tasso superiore rispetto a oggi per un altro 135 anni -- fino a 2150. È piuttosto ovvio che se seguiamo "business as usual" per 135 anni, ci sara problema grandissimo. Vero?

    Sono preoccupato con la prossima 35 anni.

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