Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 26 settembre 2015

La Risultante

Guest post di Gianni Tiziano




Immaginiamo un grande prato, con l'erba bassa.

Al suo centro, una donna, in piedi.

Alla sua vita, una cintura.

A questa cintura, lungo tutta la sua circonferenza, sono attaccate tante corde colorate di varia lunghezza, al cui capo sono altre donne, disposte a formare un cerchio, che tirano.

Ogni donna che tira ha forza diversa dalle altre donne.

La donna al centro si sposterà in una direzione che sarà determinata dalle varie forze nelle varie direzioni applicate alla sua cintura, supponendo che lei non opponga forza propria alcuna.

Questa è la RISULTANTE.
.----
Sostituiamo la donna con la mente di un singolo essere umano, uno dei 7 miliardi e 300 milioni che popolano il pianeta Terra.

La sua mente prenderà le convinzioni e le decisioni come risultante di tutte le forze applicate ad essa.

Tali forze sono soggettive in ogni individuo, e possono essere:

.- la fame
.- la sete
.- l'amore per i figli
.- il bisogno di soldi
.- il bisogno di lavorare
.- il bisogno di una casa
.- la voglia di divertimento
.- la voglia di stare sereni
.- le credenze derivanti dalla religione
.- le credenze derivanti dall'istruzione ricevuta da scuola e genitori
.- le credenze derivanti da letture di libri, visione di documentari e film, partecipazione a dibattiti e seminari, a blog
.- eccetera

I divulgatori del problema del Cambiamento Climatico (scienziati ed altri), applicano poca forza sulla mente della maggioranza dei singoli individui.

La Stampa e la Televisione potrebbero avere grandissima forza divulgativa circa i pericoli derivanti dal Cambiamento Climatico, ma la mente di chi ci lavora ha delle forze che l' inducono a non occuparsene.


La politica tende a non occuparsene perchè è un argomento scomodo da trattare e a quasi tutti i personaggi politici interessa altro (secondo me si salva un solo movimento, in Italia).

Allora ?

Col BAU (Business As Usual, Sistema Vigente), ci siamo infilati in un vicolo cieco alla fine del quale c'è un muro terribile contro cui ci schianteremo (secondo me prima del 2100 d.C.).

Allora ?

SIAMO FREGATI.

Allora ?

18 commenti:

  1. supponiamo di dare un nome al tutto e di chiamarlo sistema, la risultante, ossia la china che pigliamo, non e' gemella di nessuna forza in campo, ha "volonta'" propria. nessuno puo' "frenare". o meglio: "fermare". o meglio "guidare". insomma... siamo su un treno impazzito.

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    1. La china che pigliamo è la risultante di tutte le forze che dirigono il “sistema”.
      Anche io sono una forza, per quanto piccola, ed anche una farfalla è una forza, piccolissima.
      Anche gli animali, le piante, il suolo, l'acqua, l'aria, la gravitazione sono forza.
      Tutto è forza.
      Una multinazionale è una forza, artificiale, fortissima.
      “Siamo su un treno impazzito”, noi, e tutti gli altri abitanti del pianeta (animali e piante).
      Io credo che questo treno potevamo non costruirlo.
      Credo che è ora che ci rendiamo conto della pazzia di stare su questo treno, fermarlo, e scendere.

      Tiziano

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    2. Questo treno si chiama "normalita' "
      La vera pazzia e' la nostra normale vita da cittadini dei paesi ricchi.

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    3. @Tiziano "fosse facile cosi' uscirei tutte le sere con Brigitte Bardot"

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    4. Anonimo27 settembre 2015 16:17,

      concordo con te.
      Cento per cento.

      Tiziano

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    5. @alpexex27,

      Può essere facile.
      Bisogna iniziare dall'informazione.
      Fare un bombardamento mediatico che descriva la realtà della situazione attuale (cambiamento climatico, deforestazione, estinzione specie viventi, perdita barriere coralline, spopolamento mari e oceani, perdita sovrasuolo, perdita biodiversità),
      e le cause (uso dei combustibili fossili, sovrappopolazione, sovrapesca, land-grabbing).
      Tutti devono sapere.
      Attualmente, credo che la gente che conosce questi vari problemi ecologici sono meno dell' 1 per cento.
      Nascondere, non far sapere, è profondamente immorale.

      Tiziano

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  2. Sarò contro corrente (per qualcuno), ma meglio essere chiari.

    La mente, della persona che sta al centro, tirerà in una direzione con tanta forza, quanto la sua cultura gli e ne permetterà.

    Quanta cultura serve per andare nella giusta direzione?
    Moltissima! Superiore a quella di qualsiasi essere umano sulla Terra!

    Se pensate che le persone che non fanno niente, non hanno capito la situazione in cui stiamo…
    Non lo hanno capito neanche quelle che pensano che la soluzione sia semplice (es: rinnovabili).

    Nell’analisi mia, citata qualche post fa, ho evidenziato come, le rinnovabili sono utili, ma non sufficienti; questo significa che: essi non sono La Soluzione, ma al massimo, possono far parte della soluzione.
    Ridurre i consumi pro-capite?
    Facile a dirsi, difficile a farsi.

    Fare diventare le persone collaborative?
    Deve cambiare il sistema economico, e, diciamolo chiaramente, non tutte le persone sono buone e altruiste di indole; quindi ci saranno sempre persone che vogliono fregare il prossimo!
    Quanto ci vuole per far emergere queste persone?
    Bastano solo 3 giorni! (Forse, in futuro vi racconterò qualche esperienza in proposito).

    La soluzione?
    Smettere di fare tanti figli!
    Max 1.2 per coppia (in 50 anni si dimezza la popolazione mondiale).

    Basterà?
    Forse!

    Lo faranno i Paesi più fecondi?
    No!

    Nessuno comanda nel mondo e quindi, ognuno farà come vuole, trascinando gli altri nel baratro.
    E allora?
    Visto che con le buone, non ci si riesce; lo farà un evento eccezionale, traumatico e doloroso!

    Una parte si salverà e inizierà un nuovo mondo.
    (Spero che si salvino i migliori… se no, son dolori!)

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    1. ...eh...? "supponendo che lei non opponga forza propria alcuna.": Alessa' la persona al centro non tira, e' tirata.

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    2. Volevo dire:
      opporrà una forza (invece di tirare) contraria a chi la tira nella direzione in cui non vuole andare, perché la sua cultura gli fa capire che non è quella giusta.

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    3. Alessandro, nella metafora che espongo nel post, “la cultura personale” è un insieme di forze che trascinano la mente a formarsi determinate convinzioni e prendere determinate decisioni.
      Altre forze che compartecipano sono gli stati di necessità (fame, sete, difesa da freddo e caldo, da aggressioni), ed altre.
      .----
      La cultura personale si forma attraverso l'assunzione di informazioni dall'esterno, e la loro valutazione e inserimento nei nostri circuiti mentali, secondo la forza che noi decidiamo di dargli. Talvolta alcuni messaggi provenienti dall'esterno si radicano nella nostra mente senza il vaglio della nostra personale valutazione (educazione imposta, religione appresa).
      Possiamo riportare a livello cosciente questi apprendimenti che non avevamo valutato, e tornare a valutarli, decidendo se conservarli, o se scartarli.
      .----
      Io personalmente credo che la “giusta direzione” sia andare verso la saggezza.
      .----
      Credo come te che le energie rinnovabili “non sono La Soluzione, ma al massimo, possono far parte della soluzione.”
      Il mio punto di vista personale è che ci possono aiutare in una fase transitoria verso un modo di vita rispettoso della natura, nel quale credo non saranno più necessarie.
      .----
      Come te, credo che sia molto importante decrescere di numero, dagli attuali 7 miliardi e 300 milioni che siamo.
      Io credo che dovremmo attestarci al di sotto dei 50 milioni, entro il 2100 d.C., con decrescita il più possibile incruenta.
      .----
      (e se 'veramente' vogliamo farlo in modo incruento, possiamo farlo, credo).

      Tiziano

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    4. OK, non avevo considerato, fino in fondo, la cultura come un insieme di forze che trascinano la mente ...
      -----

      Per quanto riguarda la "Saggezza" sono d'accordo con te.
      Confucio diceva che ogni persona doveva tendere a diventare Santo; per Santo, intendeva una persona saggia.

      Il problema è che non tutte le persone del mondo hanno gli stessi valori / ideali.
      Comunque, sono dell'idea che i saggi devono indicare la via.
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      Nel mondo ci sono circa 70 Milioni di kmq di terra fertile (scartando deserti e terre ghiacciate);
      quindi, facciamo almeno 70 milioni di persone... che dici? :-)

      Con il giusto progresso tecnologico e scientifico, si può essere molti di più... il giusto equilibrio dipende da tanti fattori.
      Anche la scienza, per evolvere, ha bisogno di una certa quantità minima di persone (anche perché non tutti possiamo fare lo stesso lavoro).

      Penso che anche 1,8 miliardi di persone, potrebbero viverci bene e con il giusto equilibrio con l'ambiente (chiaramente, persone molto più rispettose dell'ambiente di quelle attuali).

      Per arrivare a 1,8 Miliardi di persone, la media delle nascite, prendendo quella media Italiana, avverrebbe in 100 anni.
      Con 1.2 figli per donna, la popolazione si dimezza in 50 anni; in 100 anni diventa 1/4 (7,3 Miliardi / 4 = circa 1,8 miliardi).

      Chiaramente, una riduzione del genere dovrebbe essere gestita correttamente.
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      Penso che nei prossimi 15 anni (da qui al picco delle risorse), l'automazione farà dei passi da gigante, espellendo centinaia di milioni di lavoratori.
      Si dovrà gestire questo cambiamento.

      Ci riusciranno i politici di tutto il mondo?

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    5. Alessandro,

      penso che “70 milioni di persone” sarebbe una popolazione umana possibile per il pianeta Terra.
      Comunque, secondo me, questi 70 milioni di persone dovrebbero comportarsi in modo rispettoso nei confronti della natura, come fanno i popoli della natura, che usano tecnologie non più aggressive che quella dell'età della pietra.
      Sono convinto che la loro felicità non era inferiore a quella nostra, penso anzi molto maggiore.

      Quasi tutti “i politici di tutto il mondo”, gestiranno il cambiamento derivante dall'automazione, allegramente, speculandoci sopra con malvagità.
      Poche forze politiche svolgono il loro incarico come dovrebbe essere, con il cuore ricolmo d'amore per chi li paga profumatamente per decidere per il meglio per tutti.
      E credo che la politica dovrebbe essere al servizio non solo dei cittadini, ma anche del resto della natura.
      Noi siamo una parte della natura, io credo non i padroni.

      Tiziano

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  3. Jona Friedmann sosteneva che si salveranno solo i poveri perche' abituati alla lotta per la sopravvivenza.

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    1. Non conoscevo Yona Friedman, un architetto nato a Budapest nel 1923 ma residente a Parigi da più di 50 anni.
      Mi pare di capire che Yona Friedman progetta le abitazioni umane e la stessa organizzazione sociale umana in modo adattivo alla natura, e non aggressivo.

      Ecco un piccolo estratto delle recensione a uno dei suoi suoi libri, trovato navigando in internet :

      “L’autore ha potuto constatare come, a volte, l’organizzazione spontanea di tipo socio-economico delle bidonville (che avviene solo nel momento in cui gli abitanti smettono di credere alle promesse dei governi ufficiali), è l’esempio che più si avvicina all’architettura di sopravvivenza, per due motivi principali: in primo luogo l’assetto sociale auto-organizzato; in secondo luogo, gli abitanti fondano la propria sopravvivenza attraverso il baratto, sulla produzione e scambio dei beni che direttamente garantiscono la loro sopravvivenza.

      Questo esempio porta di nuovo in luce uno dei principali messaggi che l’autore vuole comunicare al proprio pubblico: “è meglio essere poveri e indipendenti che ricchi dipendenti da altri”.

      Tiziano

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  4. non mi sembra che non si stia facendo nulla. Il fatto che non diano più ricche pensioni ai 50enni significa che sanno di non poter più foraggiare 30 anni di bengodi a loro, ai loro figli e nipoti. Ancora impazza la baldoria, ma tra massimo 15 anni il mondo sarà molto diverso. L'evento traumatico di Alessandro è auspicabile, ma chissà se ci sarà.

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    1. Io non auspico un evento traumatico, ma chiaramente le cose sono due:
      1) si gestisce il cambiamento con la coordinazione di tutti i Paesi del mondo;

      2) si subisce il cambiamento, perché esso è inevitabile.

      Io ci aggiungerei magari una terza ipotesi:
      3) Speranza che la scienza faccia un GRANDISSIMO passo in avanti e ci permetta di fare ciò che oggi è solo immaginabile o che si vede solo nei film di fantascienza.
      Così magari risolviamo questi problemi (e chissà quanti altri se ne presenteranno).

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  5. Il mondo è nelle nostre mani, basta crederci e lavorare perchè lo sia.

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    1. Concordo.
      Grazie per questo bellissimo pensiero.

      Tiziano

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