Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 18 settembre 2015

Gli esseri umani si trovano di fronte all'estinzione se la distruzione delle piante continua: 'Le leggi della termodinamica non hanno pietà'

Da “International Business Times”. Traduzione di MR (via Bodhi Paul Chefurka)

Di Hannah Osborne




Una sezione di pascolo bruciato vista in un'area deforestata dell'Amazzonia nello stato di Maranhao (Mario Tama/Getty Images)

Uno studio ha scoperto che gli esseri umani o si estingueranno o saranno costretti a tornare a stili di vita da cacciatori-raccoglitori se continuiamo a distruggere la vita vegetale della Terra.
John Schramski, dell'Università della Georgia, ha detto che il nostro pianeta diventerà sempre meno ospitale in conseguenza della perdita di piante e che, se non ci estinguiamo, i nostri stili di vita torneranno quelli dei nostri antenati di 12.000 anni fa. In uno studio pubblicato sulla rivista PNAS, Schramski e colleghi hanno usato la termodinamica (la relazione fra calore ed energia) per guardare l'energia immagazzinata nelle piante e il tasso al quale viene distrutta per stabilire le conseguenze della distruzione continua. La Terra è stata un panorama desolato per miliardi di anni, finché gli organismi si sono evoluti fino a trasformare la luce solare in energia. Dopo di che c'è stata una esplosione di vita vegetale ed animale. I ricercatori stimano che il pianeta contenesse circa 1.000 miliardi di tonnellate di carbonio nella vita vegetale 2.000 anni fa e che da allora gli esseri umani hanno ridotto quella quantità di circa la metà, distruggendola per fare spazio a città e agricoltura. Si pensa che abbiamo distrutto circa il 10% di questa banca di carbonio negli ultimi 100 anni.




La necessità di sfamare una popolazione in crescita ha alimentato lo squilibrio di energia (REUTERS/Luke MacGregor)

“Si può pensare alla Terra come ad una batteria che è stata caricata molto lentamente per milioni di anni”, ha detto Schramski. “L'energia solare è immagazzinata nelle piante e nei combustibili fossili, ma gli esseri umani stanno drenando energia molto più rapidamente di quanto questa possa essere reintegrata. Se non invertiamo questa tendenza, alla fine raggiungeremo un punto in cui la batteria a biomassa si scarica ad un livello al quale la Terra non ci può più sostenere”. Lo studio ha mostrato che gran parte della perdita di biomassa è stata il risultato della deforestazione e dell'agricoltura meccanizzata su larga scala per nutrire una popolazione in crescita. Dal 1800, la popolazione globale è aumentata da una stima di un miliardo a sette miliardi. Ma mano che viene distrutta più vita vegetale, il pianeta ha meno energia immagazzinata per mantenere il suo equilibrio naturale. “Man mano che il pianeta diventa meno ospitale e più persone dipendono da meno opzioni di energia disponibile, il loro standard di vita e la stessa sopravvivenza diventeranno sempre più vulnerabili alle fluttuazioni, come siccità, epidemia e disordine sociale”, ha detto Schramski.

Lo studio ha scoperto che l'attuale tasso di consumo di energia dei moderni esseri umani è intorno alle 24 volte quello dei cacciatori-raccoglitori. Ha detto che il tasso di scarico netto fra i bisogni metabolici della specie umana e le riserve chimiche rimaste è “ovviamente insostenibile”. Schramski ha detto a IBTimes UK che non c'è quadro temporale su quando la batteria a biomassa finirà o quanto ci vorrà per ricaricarla, ma che la sfida chiave del saggio è stata quella di assicurarsi che le persone capiscano quanto sia importante la vita vegetale come fonte di energia. “Parliamo di energia in modi che a volte sono fuorvianti – che molta energia sia intercambiabile. Potrebbe essere vero per i dispositivi fatti dall'uomo, ma quando parliamo di far funzionare la biosfera, c'è una sola energia che conta ed è la biomassa. E la biomassa è la pietra angolare energetica di tutte le altre energie. Non è intercambiabile. Non ci sono pezzi di ricambio della biomassa e non ci saranno mai”.


Schramski ha detto che la Terra è come una grande batteria che non viene ricaricata (Nasa Earth Observatory)

Gli autori concludono: “la Terra si trova in un grave squilibrio energetico a causa dell'uso di energia da parte degli esseri umani. Questo squilibrio definisce il nostro conflitto più dominante con la natura. E' davvero un conflitto, nel senso che l'attuale squilibrio energetico, una crisi senza precedenti nella storia della Terra, è una conseguenza diretta dell'innovazione tecnologica. “Per la prima volta nella storia, l'umanità è di fronte ad un limite di energia chimica globale. Il paradigma della batteria terra-spazio fornisce una cornice semplice per la comprensione degli effetti storici degli esseri umani sulle dinamiche energetiche della biosfera, compresi i confini termodinamici inalterabili che ora pongono gravi sfide al futuro della specie umana. “La biomassa è il capitale di energia che tiene in funzione la biosfera e sostiene la popolazione umana e l'economia. Non c'è semplicemente nessun serbatoio di riserva di biomassa del pianeta Terra. Le leggi della termodinamica non hanno pietà. L'Equilibrium è inospitale, sterile e finale”.

7 commenti:

  1. Terribile, vero ?
    Abbiamo distrutto il 50% della vita vegetale negli ultimi 2.000 anni, di cui il 10% negli ultimi 100 anni.
    Non arriviamo a fine secolo.

    Gianni Tiziano

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    1. I miei dati dicono che, allo stato attuale, c'è biomassa per 657 Gt;
      quindi, se loro stimavano in 1000 Gt la biomassa di 2000 anni fa,
      la riduzione è stata del 34 % (quindi, di 1/3).

      http://www.climaeambiente.eu/sez_clima/co2/rap_C.aspx

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  2. Altro che fine secolo, qui prolifichiamo e disboschiamo, e cementifichiamo e rendiamo irrecuperabili per decenni i terreni coltivabili. È un paradigma di sviluppo totalmente suicida che sta portando il patrimonio verde del pianeta ai minimi termini. Il nostro destino è segnato, miliardi di morti in qualche decennio e regressione a livelli di sopravvivenza alla maniera dei cacciatori-raccoglitori dei sopravvissuti. Magari con qualche struttura sotterranea artificiale in cui sopravvivono più decentemente pochi potenti o i loro discendenti. Resterebbe ben poco della civiltà per poter ripartire in un mondo in gran parte privato di risorse energetiche e minerarie.

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  3. Non mi sembra una scoperta, bensì un modo interessante per divulgare un fatto ben conosciuto da tempo. L'idea della "pila" che si scarica è buona per entrare nella capoccia del pubblico, ma che possiamo tornare a fare i cacciatori-raccoglitori non è assolutamente realistico. Ad oggi, con il 50% (molto, molto all'incirca) in meno di biomassa e di biodiversità, che cosa dovremmo cacciare e raccogliere? Ed il probabile collasso del sistema globale prenderà ancora tempo, durante il quale la distruzione di biomassa continuerà, anzi aumenterà per il fabbisogno di legname da ardere e di terreno da coltivare. Per non citare il fatto che una vita da cacciatore paleolitico comporta una mole di conoscenze e capacità che oggi nessuno ha più. Ci aggiungiamo il cambiamento del clima ed abbiamo citato solo alcune delle ragioni per cui non ritengo probabile una "nuova età della pietra". Piuttosto un'umanità di meno di 1 miliardo di individui che campa con un agricoltura di sussistenza, sostenuta dal recupero di materie prime ed oggetti dai ruderi e dalle discariche della civiltà trascorsa. Per alcuni secoli, poi si vedrà.

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    1. Concordo che è impossibile per 7,3 Miliardi di persone diventare dei cacciatori - raccoglitori.

      Il sabato scorso ero in mezzo ai monti della sicilia e mi chiedevo:
      ma se non ci fosse la civiltà / progresso attuale, cosa ci sarebbe da mangiare in questa natura?
      Ho visto colline/monti con scarsa vegetazione e fauna quasi inesistente (salvo uccelli e piccoli mammiferi come conigli ecc).

      Mi ricordo che, era stato fatto un calcolo per stimare quante persone potevano vivere come cacciatori - raccoglitori nell'area di Roma (attualmente 2,5 milioni di persone, se non ricordo male); il risultato era al quanto inquietante!

      Soltanto 100.

      Cioè, un semplice/piccolo villaggio.

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  4. Girate al Papa questo articolo, anche se continuerà a sbraitare insieme a tutti gli imam e i rabbini che siamo degli "egoisti" se non facciamo almeno 3 figli a coppia.

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  5. Probabilmente sono ancora cose importanti da dire e da "divulgare" anche se sono cose già ovvie da molto tempo a chi legge e ragiona. E per chi non legge e non ragiona non credo sia molto utile "divulgare". Impossibile capire e sapere cosa accadrà fra cento anni o che tipo di società futura ci sarà (o non ci sarà'). Io sarei già abbastanza contento di sapere cosa accadrà fra cinque mesi e fra cinque anni. (ma non lo so' , e credo sia impossibile saperlo) Per il disastro ambientale (già in corso) ed il collasso totale bisognerà FORSE aspettare un'altra ventina d'anni o magari anche trenta o quaranta. Per il disastro solo economico e finanziario può darsi (ma potrebbe anche NON darsi) che accadrà già nel 2016 e quasi senz'altro entro il 2020. (dovuto a diversi picchi delle risorse, debito mondiale di almeno 200 trilioni di dollari (più quadrilioni di derivati), economia mondiale barcollante, banche centrali che continuano ad aggiungere sempre più zeros and ones sui loro computers per cercare di mantenere a galla il sistema attuale, diverse guerre criminali ed imbecilli, enormi migrazioni di gente traumatizzata, ed ecc.) Ovviamente potrebbero anche accadere diversi ALTRI disastri. Ed il secondo tipo di disastro probabilmente accelererebbe l'arrivo del primo piuttosto che il contrario. Quindi e' bene per tutti sviluppare non solo un Piano A personale, ma anche un Piano B più un Piano C nel caso (altamente probabile) che che i primi due piani falliscano alla grande. E quali sarebbero? O non c'e bisogno di grandi piani individuali di (falso) salvataggio perché i nostri politici ed i nostri governi prepareranno ed implementeranno magnifici piani collettivi per noi? Ma fortunatamente (per la mia propria stabilita' mentale) (più o meno) continuo a pensare che "al Cosmos" che vi siano 7 miliardi di umani su questo pianeta o 10 o 20 od Uno o Zero non gliene frega assolutamente niente. Magari stasera mando un e-mail al Cosmos e gli chiedo di per cortesia cambiare idea. Ma vediamo comunque se riusciamo a mantenerci a galla nella galassia per ancora un po. E quindi divulghiamo, spieghiamo, pensiamo, polemizziamo, arrabbiamoci, insultiamoci, dimeniamoci, e piangiamo pure, quanto ci pare.......…..e senno' che razza di umani bellissimi ed inutili saremmo ?

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