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sabato 12 settembre 2015

Dodici modi per comunicare il cambiamento climatico in modo più efficace

Da “The Guardian”. Traduzione di MR (via Cristiano Bottone)

Sii coerente, parla dei rischi piuttosto che delle incertezze, usa delle immagini, racconta storie di esseri umani e dai il messaggio principale prima degli avvertimenti



Un nuovo manuale suggerisce che coloro che comunicano il cambiamento climatico usino storie ed immagini per rendere più accattivanti i rapporti scientifici complessi. Foto: Ryan McGinnis/Alamy

Di Adam Corner

L'incertezza è una caratteristica inevitabile del dibattito sul cambiamento climatico – proprio come di ogni altro problema complesso scientifico o sociale. Ma gli scettici hanno usato (ed in alcuni casi abusato) della presenza di incertezza nelle proiezioni climatiche per sostenere che la scienza non è sufficientemente definita da giustificare politiche di taglio del carbonio. In risposta, gli scienziati – che tendono per natura alle sfumature, alla cautela e all'andare per tentativi nel loro stile di comunicazione – si sono spesso sentiti spesso costretti a mettere in primo piano le incertezze e gli avvertimenti nel proprio lavoro al posto di concentrarsi sui molti aspetti della scienza del clima sui quali c'è un forte consenso. Purtroppo, le norme che governano il dialogo fra scienziati sono spesso in conflitto diretto coi canoni della comunicazione efficace. Messaggi semplici e concisi sono difficili da estrapolare da dati complessi e caotici.


Affari e clima: la montatura e la realtà

Ma mentre gli scienziati, gli attivisti ed altri comunicatori non devono mai sottovalutare o nascondere le complessità intrinseche nei modelli climatici, ci sono modi migliori e peggiori di comunicare l'incertezza. Un nuovo Manuale dell'incertezza pubblicato dall'Università di Bristol e dalla Rete per la Divulgazione e l'Informazione sul Clima distilla scoperte scientifiche e consigli di esperti per indicare 12 principi di una comunicazione più intelligente intorno all'incertezza del cambiamento climatico. E' intesa a fornire agli scienziati, ai politici ed agli attivisti gli strumenti di cui hanno bisogno per comunicare con più efficacia il cambiamento climatico.

1. Gestisci le aspettative del pubblico

Le persone si aspettano che la scienza fornisca risposte definite, mentre in realtà la scienza è un metodo per porsi domande sul mondo. Quindi gestisci le aspettative del pubblico ed usa a piene mani analogie con la vita quotidiana di modo che le persone possano vedere che le incertezze sono ovunque, non solo nella scienza del clima.

2. Comincia con quello che sai, non con quello che non sai

Troppo spesso i comunicatori danno prima gli avvertimenti dei messaggi fondamentali. Su molte domande fondamentali come “sono gli esseri umani che causano il cambiamento climatico?” e “causeremo cambiamenti senza precedenti se non riduciamo la quantità di carbonio che bruciamo?”, la scienza è di fatto definita.

3. Sii chiaro sul consenso

Avere un messaggio chiaro e coerente sul consenso scientifico è importante, in quanto influenza se le persone vedono il cambiamento climatico come un problema che richiede una risposta sociale urgente. Usa grafici chiari come i diagrammi a spicchi, un messaggero attendibile per comunicare il consenso e cerca di trovare il punto di incontro più vicino fra i valori del pubblico e quelli della persona che comunica il messaggio di consenso.

4. Passa da “Incertezza” a “Rischio”

La maggior parte delle persone sono abituate ad avere a che fare con l'idea di rischio. E' il linguaggio dei settori delle assicurazioni, della sanità e della sicurezza. Quindi per molti tipi di pubblico – politici, capi d'azienda o militari – parlare dei rischi del cambiamento climatico è probabile che sia più efficacie che non parlare di incertezze.

5. Sii chiaro sul tipo di rischio di cui stai parlando

Una strategia comune degli scettici è di confondere ed assimilare intenzionalmente diversi tipi di incertezza. E' quindi cruciale essere chiari su quale tipo di rischio si sta parlando cause, impatti, politiche o soluzioni – ed adottare un linguaggio appropriato per ognuno di essi.

6. Capisci cos'è che definisce il punto di vista delle persone

L'incertezza sul cambiamento climatico è maggiore fra le persone con valori politici tendenti a destra. Tuttavia, un corpus di ricerca crescente indica modi di comunicare il cambiamento climatico che non minacciano i sistemi di credenze conservatori, usando un linguaggio che risuona meglio coi valori di centro-destra.

7. La domanda più importante è “quando”, non “se”

Le previsioni sul cambiamento climatico di solito vengono comunicate usando un formato standard di esito incerto. Così, un'affermazione può dire che i livelli del mare aumenteranno “fra i 25 e i 68 cm, con 50 cm come previsione media, per il 2072”. Ma rigira l'affermazione – usando un quadro temporale incerto – e all'improvviso è chiaro che la domanda è quando (non se) i livelli del mare aumenteranno di 50 cm: “i livelli del mare aumenteranno almeno di 50 cm e questo avverrà ad un certo punto fra il 2060 e il 2093”.

8. Comunica attraverso immagini e storie

La maggior parte delle persone capisce il mondo attraverso storie ed immagini, non elenchi di numeri, dichiarazioni di probabilità o grafici tecnici, quindi è cruciale trovare dei modi di tradurre ed interpretare il linguaggio tecnico presente nei rapporti scientifici in qualcosa di più attraente. Un artista visivo può catturare il concetto di aumento del livello del mare meglio di qualsiasi grafico ed essere comunque conforme ai fatti se vengono usate proiezioni scientifiche per informare il lavoro.

9. Sottolinea il lato positivo dell'incertezza

La ricerca ha scoperto che l'incertezza non è una barriera inevitabile all'azione, ha fornito ai comunicatori messaggi quadro sul cambiamento climatico in modo che inneschino la cautela di fronte all'incertezza. Un inquadramento positivo di informazioni incerte indicherebbe che le perdite potrebbero non verificarsi se venisse intrapresa un'azione preventiva.

10. Comunica efficacemente gli impatti del cambiamento climatico

La domanda “questo evento meteorologico è causato dal cambiamento climatico?” è malposta. Quando qualcuno ha un sistema immunitario debole è più suscettibile ad una gamma di malattie e nessuno chiede se ogni malattia sia stata causata da un sistema immunitario debole. La stessa logica vale per gli eventi meteorologici estremi: vengono resi più probabili, e più severi, dal cambiamento climatico.

11. Fai una conversazione, non una polemica

Nonostante la sproporzionata attenzione data dai media agli scettici, la maggior parte delle persone semplicemente non parla o pensa così tanto al cambiamento climatico. Ciò significa che l'atto stesso di fare una conversazione sul cambiamento climatico – non una polemica ripetendo slogan monotematici – può essere un metodo potente di coinvolgimento del pubblico.

12. Racconta una storia umana

La quantità di biossido di carbonio che viene emessa nei prossimi 50 anni determinerà la dimensione in cui cambia il nostro clima. Quindi ciò che scegliamo di fare – e quanto rapidamente possiamo mettere insieme la forza di volontà collettiva per farlo – è un'incertezza che rimpicciolisce tutte le altre.

Cristiano Bottone suggerisce, e sono d'accordo con lui, di aggiungere un tredicesimo punto:

13. Collega le parti del sistema


Metti in collegamento il cambiamento climatico con tutto il resto (combustibili fossili, agricoltura, deforestazione, crescita della popolazione, economia, ecc. ecc. ecc.), altrimenti tutto rimane un pezzo del puzzle che non si incastra con gli altri e nessuno cercherà di trovargli un posto nella propria quotidianità.

3 commenti:

  1. una cosa è certa: se davvero faranno scoppiare una nuova crisi economica, come dice la Tveberg, significa che le elite hanno ben chiaro il problema del GW e che l'unica soluzione, oltre alle tasse, che peraltro funzionano solo per quelle poche centinaia di mln di contribuenti dei paesi ricchi, è quella finanziaria. Ci sarebbe anche quella bellica, ma produrrebbe più danno della CO2 e maggiori consumi energetici, senza contare che sarebbe assai più cruenta di una crisi finanziaria con probabili implicazioni nucleari, tra gli altri pericoli. Non dimentichiamoci la bomba al cobalto, detta della fine del mondo. Quindi rimane solo la soluzione economica per limitare i consumi e cercare di fermare l'aumento di climalteranti. Senza debito e derivati l'economia di mercato non esisterebbe più e si aprirebbero scenari da economie pianificate tipo URSS. A questo punto le limitazioni delle libertà personali dovranno essere consistenti, ma non dovrebbe, spero, essere un problema per le persone oneste, se ce ne sono ancora, dopo 70 anni di anarchia democratica. E se non ce sono più, torneranno gioco forza ad esserci, perchè, come mi diceva una missionaria di una casa circondariale, con le buone in tanti anni non ha fatto cambiare vita praticamente a nessun malavitoso.

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  2. Segnalazione: il titolino "Affari e clima: la montatura e la realtà" appartiene a un altro articolo del Guardian, quello di Andrew Simms, non a questo di Adam Corner...

    I suggerimenti mi hanno fatto pensare al libro di James Flynn, "Senza alibi - Il Cambiamento Climatico: impedire la catastrofe". Leggendo il libro de docente emerito neozelandese, mi viene il dubbio che Flynn fosse in precedenza uno scettico, per poi giungere a previsioni ben più gravi di quelle che si era atteso.

    Il suo libro parte proprio dall'accettazione delle critiche degli scettici sulle cause del Climate Change, per poi confutarle per se stesso e per agli altri, una per una. Un libro che sembra diretto ai politici del mondo. Libro scorrevole, non sempre chiarissimo (potrebbe essere anche la traduzione imperfetta... non so). Studioso di intelligenza umana, non concede nessuna speranza sul fatto che possiamo cambiare mentalità sul modello di sviluppo...e alla fine, siccome - secondo l'autore - non faremo a tempo a sviluppare energia pulita, si propone di "sparare" spray marino nell'alta atmosfera, per aumentare la riflessione dei raggi solari e ridurre la temperatura della Terra... Nel frattempo, da qui al 2100, infatti, tutto il ghiaccio artico e anche quello antartico occidentale si sarà sciolto, e non avrà più la possibilità di funzionare da specchio per le radiazioni solari...
    Sparare spray marino in atmosfera... ma sarà una soluzione possibile, mi domando.

    Comunque, complimenti per l'"incursione" di Flynn in un campo scientifico diverso da quello che coltiva, con una cura divulgativa particolare e con il preciso scopo di eliminare le incertezza in gioco.

    Notare inoltre che Flynn sembra ottimista: "Everyone wants a growth economy, no one wants to see their standard of living diminish. The only way you can have a growth economy is to freeze temperature at its present level through climate engineering, to stop emissions increasing over the next 50 years, and then at about the 50 year point (because we won’t be able to hold it forever), and make sure that by then we have moved to a more…cleaner and more equitable society" (su sustainablelens.org).

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  3. Since ramente mi pare che manca la cosa più importante ovvero analisi delle possibili azioni che l'agente di governi dovrebbero perseguire per alleviare il cambiamento climatico. Proporre un problema grave E comune senza proporre soluzioni e azioni concrete fa si che le persone non solo percepiscono che non possono fare granchè personalmente ma permette a tantissime persone lavarsene le mani dando la colpa a qualcun altro. ad esempio un articolo scientifico strada che in un vicinato le chiamate a ridurre i consumi energetici a casa cadevano completamente nel vuoto fino a quando non hanno cominciato a pubblicare confronti dei consumi energetici delle varie famiglie pubblici. ci consuma va molto al di fuori della media prima si sentiva completamente in linea con la normalità. allo stesso modo oggigiorno si sottovalutano completamente i consumi provocati ad esempio dell'automobile dando raccolta del eccesso di CO2 alla sovrappopolazione .. e non si tiene conto che un SUV a tavoletta consuma quanto 2000 persone mentre il minimo un utilitaria consuma una potenza pari al metabolismo di 70 persone. in breve mentre si fa di tutto per informare la gente su pericoli che correranno I loro figli o Nipoti ( ma è dimostrato che i ricchi a vari livellI di narcisismo se ne fregano) si informano poco le persone dell'oro personale contributo al cambiamento climatico e quindi delle azioni che loro stessi possono prendere.. come si fa a livello di cittadina quartiere delle classifiche e premi delle persone più o meno virtuose a livello climatico (Essere premiati pubblicamente invece avrebbe una attrattativa per i ricchi consumatori narcisisti)

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