Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 10 giugno 2015

Pensieri sul futuro: estinzione per la specie umana?


Di Giorgio Nebbia (nebbia@quipo.it)


Poche cose hanno attirato l’interesse degli esseri umani come l’interrogarsi sul futuro: quanti abitanti può “sostenere” il nostro pianeta ? ci sarà cibo e acqua e energia per tutti ?

Come è ben noto, una popolazione di esseri viventi animali, e quella umana è una di queste, vive ricavando dall’ambiente dei beni materiali, alcuni rinnovabili come l’acqua o i vegetali, altri non rinnovabili, come il carbone, altri trasformati dalla “tecnica”. Per il principio di conservazione della massa e dell’energia tutto quanto “entra” in un processo, come quello vitale, esce nella stessa quantità ma “degradato”, non più utilizzabile come tale, sia energia, o gas, o acciaio e carta, eccetera, e addirittura sotto forma di scorie dannose per l’ambiente.

Dal momento che, nel caso del pianeta Terra, l’ambiente è fisicamente limitato, a mano a mano che aumenta la popolazione, diminuisce la quantità di beni disponibili e peggiora la “qualità” dell’ambiente stesso. Tutte i discorsi sull’ecologia, la decrescita, eccetera, hanno la loro base nelle leggi della vita che si studiano nei corsi di biologia nel capitolo sulla dinamica delle popolazioni, elaborata negli anni trenta del Novecento dagli studiosi Lotka, Volterra, Kostitzin, Gause.

Tali leggi spiegano che, in un ambiente di dimensioni limitate, il numero degli individui di una popolazione dapprima cresce rapidamente, quando sono abbondanti cibo e spazio; a poco a poco tale numero cresce più lentamente (cioè diminuisce il tasso di crescita percentuale annuo). Il rallentamento della crescita di una popolazione vivente è direttamente proporzionale alla diminuzione della massa di beni materiali disponibili, dovuta alla sottrazione delle risorse naturali dall’ambiente, e alla conseguente crescita della massa di rifiuti tossici immessi nell’ambiente.

Il tasso di crescita r di una popolazione P diminuisce, quindi, a mano a mano che diminuisce la massa dei beni disponibili K, e che cresce l’intossicazione dell’ambiente, espressa da un termine a∫Pdt che dipende dal numero di individui che hanno occupato in passato tale ambiente, moltiplicato per un coefficiente a corrispondente all’inquinamento lasciato da ciascuno di loro:

dP/dt = rP [1 – P/K – a∫Pdt]

Questa equazione integrodifferenziale è stata proposta nel 1934 dal grande matematico Vito Volterra. L’intera storia è raccontata nel libro di Umberto D’Ancona, “La lotta per l’esistenza”, Torino, Einaudi, 1940, che riassume il lavoro di Volterra e quello di Vladimir Kostitzin, il quale ha approfondito lo stesso problema negli stessi anni.

Naturalmente anche la disponibilità di risorse K è funzione della popolazione P proprio come lo è il degrado ambientale qui schematizzato come “inquinamento”. E anche l’intossicazione ambientale dipende dalla capacità della natura di assorbire le sostanze generate dalle attività umane e diminuisce quando diminuisce la popolazione P (gli oceani assorbono parte dei gas generati in precedenza, la radioattività di origine antropica lentamente decade, eccetera).

A questo sistema di equazioni integrodiffenziali si è ispirato, trent’anni dopo, Jay Forrester nella sua analisi dei sistemi utilizzata per le “previsioni” di possibili futuri esposte nel libro del Club di Roma sui “Limiti alla crescita”.

Con un poco di calcoli è facile vedere che, nell’ambiente ipotizzato, per qualsiasi valore positivo di r, K e a, una popolazione P, dopo avere raggiunto un massimo diminuisce e poi scompare. Volterra nel 1938 ha intitolato un suo saggio proprio: “Crescita della popolazione, equilibrio e estinzione”. A questo punto la disponibilità delle restanti risorse naturali resterebbe (abbastanza) stabile e l’intossicazione e il degrado dell’ambiente rallenterebbero e anzi diminuirebbero.





Per gli umani la rapida crescita dalla popolazione è stata resa possibile dagli eventi che, dal Seicento in avanti, hanno assicurato, anche con le scoperte geografiche, a un crescente numero di persone una crescente disponibilità di spazio in cui abitare, di “risorse naturali” da “sfruttare” per ricavarne cibo e di beni materiali.

Da un certo periodo in avanti, diciamo dalla seconda metà del Novecento, si sta osservando un rallentamento del tasso di crescita della popolazione umana (non del numero totale degli individui), una “transizione demografica” dovuta al fatto che in molti paesi industriali le donne lavorano, che la prolificità non è più un valore e che mancano le abitazioni. Al rallentamento del tasso di crescita r della popolazione umana P contribuiscono anche (a) la crescente difficoltà di procurarsi cibo, energia, materie prime e merci, a causa dell’impoverimento delle riserve di risorse naturali (petrolio, terre fertili, foreste, minerali), e (b) il peggioramento della “qualità” dell’aria, delle acque, del suolo e degli spazi abitabili in molti paesi a causa del continuo aumento di agenti inquinanti e di danni ambientali che ogni anno si aggiungono a quelli dovuti alle generazioni precedenti.

Il rallentamento della crescita della popolazione umana comporta anche continue modificazioni non solo del numero totale di individui, ma soprattutto della loro distribuzione per età, con un aumento degli “anziani” e una diminuzione dei “giovani”, il che significa una diminuzione della frazione in età lavorativa e una modificazione del lavoro, dalla produzione di oggetti ai servizi. Fenomeni vistosi nei paesi industrializzati ma che si manifestano ben presto anche in quelli oggi poveri.

Del resto anche una ipotetica società stazionaria, in cui il numero di nati fosse uguale al numero dei morti, non sarebbe sostenibile a causa della diminuzione delle risorse naturali da cui trarre beni materiali e dell’intossicazione dell’ambiente.

Mi rendo conto che la prospettiva del declino di una popolazione, dei consumi, della disponibilità di risorse è sgradevole per una società basata sul principio che soltanto più persone-consumatori e più beni materiali assicurano più ricchezza monetaria, considerata l’unico indicatore del benessere, cioè dello stare bene; la massa di scorie che inevitabilmente accompagna questo cammino è solo un secondario ”irrilevante” disturbo nel cammino della crescita. Tale società si affanna a diffondere la certezza che la scienza, la tecnologia e la stessa crescita della ricchezza qualche soluzione troveranno, il che è poco credibile alla luce sia delle leggi della vita sia della storia dei viventi.

La constatazione che anche la nostra specie umana ubbidisce alle stesse leggi di crescita e declino di tutti gli esseri viventi è motivo non di disperazione, ma di stimolo a cercare il “benessere” non nel continuo sfruttamento e degrado del pianeta per il possesso di più merci, ma nella solidarietà, nel rispetto degli altri, nel vivere “bene”. Del resto perfino il Papa Francesco, in una “lettera” al giornalista Scalfari nell’estate del 2013, ha scritto che un giorno la nostra specie finirà. Quando e come questo avverrà per la popolazione umana --- centinaia, migliaia di anni ? --- non è possibile sapere: innumerevoli specie viventi sono comparse, cresciute e scomparse nella Terra; non scomparirà comunque la vita, almeno fino a quando il Sole diffonderà un po’ delle sue radiazioni di luce e energia.

23 commenti:

  1. Ci sono anche molte specie che sopravvivono da decine e anche centinaia di milioni di anni ancora oggi o che sono vissute ugualmente tanto in passato. Io all'estinzione della specie umana non credo e possibilità tecnologiche per emigrare su altri mondi al momento non ne abbiamo, per quel che ne so. Penso che l'esito più probabile sia un forte decremento globale di individui tra guerre, mortalità infantile da scarsità di cibo e nuove e vecchie malattie (che interesserebbero anche gli adulti), per poi stabilizzarci su pochi milioni di esseri umani che ovviamente consumerebbero molto meno risorse. In un ambiente via via sempre meno degradato. Ciò non esclude la possibilità che le elite dirigenti abbiano o avranno i loro paradisi-rifugio (sotto terra?) già pronti e in cui rintanarsi al momento opportuno.

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    1. Concordo con te.
      A meno che non decidiamo di dare una gran sistemata al nostro modo di vita, in bene, in equilibrio con la natura e nel rispetto del nostro prossimo.
      Da quel che si vede è più probabile la tua ipotesi.
      La seconda, la mia speranza, ha ben poche possibilità di avverarsi.
      E' .... un sogno.

      Gianni Tiziano

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  2. è ipotizzabile che in futuro ci sia un tasso di inquinamento negativo, cioè che la popolazione umana nel suo complesso "ripulisca" il pianeta ? arrivando quindi ad una popolazione stazionaria che ovviamente consumi unicamente risorse rinnovabili.
    grazie

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    1. Paolo,
      per ora come sai il tasso di inquinamento è positivo.
      Per farlo diventare negativo ci vuole prima di tutto la volontà del genere umano.
      Non saprei proprio come ridurre artificialmente la radioattività delle scorie nucleari, accelerando il decadimento naturale.
      Dovremmo cambiare completamente il nostro modo di vita, smettendo di estrarre e bruciare combustibili fossili e minerali, abbattendo le dighe sui fiumi, smettendo di usare pesticidi in agricoltura, e diminuendo progressivamente l'agricoltura e il nostro numero sul pianeta.
      L'unico modo che vedo per contribuire noi stessi a creare un tasso negativo di inquinamento è
      PIANTARE ALBERI.

      Gianni Tiziano

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    2. Ma prima di tutto, DOBBIAMO FORTEMENTE DECRESCERE DEMOGRAFICAMENTE. Che non sarà su base volontaria, e anche se volessimo non ne avremmo il tempo, visto l'avanzato stato di degrado ambientale (clima, acque, aria, terreni coltivabili e risorse in generale).

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    3. Sono d'accordo con te.

      Tiziano

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  3. Come al solito ,lo scenario di una estinzione totale dell'uomo risulta meno sgradevole di una attiva diminuzione,( e non parlo di una limitazione del tasso di fecondità medio) , del biota umano...L'uomo potrebbe estinguersi in toto quanto la stessa vita pluricellulare sarà sul punto di estinguersi...Nel frattempo non si parla della riduzione delle biocapacità e della biocomplessità del pianeta, e non ultimo delle specie superiori ( Perchè in bioetica le specie non sono tute uguali )...Se non si accetta volontariamente la profonda pericolosità del concetto di uomo individuo in epoca di sovrappopolazione ed
    effetto serra, lo stesso concetto comunque passerà un attimo dopo il momento utile per limitare i danni; poi chiaramente ancora più antipatico affermare che il biota umano è massimamente in eccesso e sta aggredendo la biocapacità e biocomplessità del pianeta soprattutto in Amazzonia ed Africa subshariana ed equatoriale: del mediooeriente ce ne frega di meno visto che comunque adesso c'è il deserto con qualche centinaio di milioni di uomini e tra poco ci sarà il deserto con qualche centinaio di migliaia di uomini...Intanto leggevo che nel nord atlantico la temperatura dell'acqua è diminuita di 1,5 gradi rispetto alle medie trentennali negli ultimi 2 mesi e che è evidenza scientifica che nell'olocene la corrente del golfo si bloccò nell'arco di 4 anni...

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    1. Ogni diminuzione anche drastica della popolazione di homo potrebbe essere una fortuna per la vita sul pianeta Terra.
      Sottoscrivo le argute osservazioni di Fra.

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  4. Bell'articolo.

    Io penso che la popolazione umana potrebbe finire anche in decine di anni, non solo centinaia o migliaia.
    Gli esseri umani esistono solo da 3 milioni di anni, invece le meduse da 650, e i dinosauri sono esistiti per 160 milioni di anni !
    Stiamo inquinando gli ambienti in cui viviamo, sul pianeta Terra.
    A me piace tanto la Vita, non solo l' Essere Umano.
    Se l'essere umano continua nella sua opera distruttrice di vita sul pianeta Terra, ben venga la sua estinzione.

    Gianni Tiziano

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  5. Questo non si può dire alle scimmie nude che hanno inventato un dio a loro immagine e somiglianza (prima c'erano religioni raffinate e complesse spazzate via dal rozzume dei monoteismi).
    Noi siamo mica delle "bestie", eh!? è la sciocca osservazione comune.
    Cosa c'è di peggio di una massa di arroganti idioti? Una massa di arroganti idioti con tecnologia ed energia a disposizione.

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    1. Grazie per la tua bellissima osservazione.
      A conferma di quel che dici :
      .----
      Alcuni anni fa, il capitano Paul Watson (di Sea Shepherd) ebbe la seguente conversazione con Georg Blitchfield, leader della "High North Alliance", gruppo di pressione a favore della caccia alle balene.
      Blitchfield: "Ma Watson, lei sta dicendo che le balene sono più intelligenti delle persone. Come può dire una cosa così stupida e folle?
      Watson: “Georg, mi capita di misurare l'intelligenza in base alla capacità di vivere in armonia con il mondo naturale. Secondo questo criterio, le balene sono molto più intelligenti di noi”
      Blitchfield: “Questo è un criterio stupido. Secondo questo stupido criterio, si potrebbe dire che gli scarafaggi siano più intelligenti delle persone.”
      Watson: "Georg, sta iniziando a capire di cosa sto parlando."

      fonte ”E se gli umani non fossero le creature più intelligenti del Pianeta ?” di Filippo Foti

      Gianni Tiziano

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  6. Alcune precisazioni:

    “Per il principio di conservazione della massa e dell’energia tutto quanto “entra” in un processo, come quello vitale, esce nella stessa quantità ma “degradato”, non più utilizzabile come tale, sia energia, o gas, o acciaio e carta, eccetera, e addirittura sotto forma di scorie dannose per l’ambiente.”

    Qualsiasi massa degradata può rientrare in circolo se convertita tramite l’input di energia. Infatti, i rifiuti naturali, grazie all’energia del sole e dei batteri, rientrano in circolo come beni utili al loro riutilizzo.

    “Tali leggi spiegano che, in un ambiente di dimensioni limitate, il numero degli individui di una popolazione dapprima cresce rapidamente, quando sono abbondanti cibo e spazio; a poco a poco tale numero cresce più lentamente (cioè diminuisce il tasso di crescita percentuale annuo).”

    Non siamo al supermercato, dove prima c’è abbondanza di generi alimentari e poi, via via decrescono.
    Molte specie animali non sono cresciute di numero perché in competizione con altre specie. Si può formare un equilibrio che può restare tale, per centinaia di milioni di anni. Anche se, in un tempo così lungo, in genere il clima cambia così radicalmente, che sono poche le specie che non si evolvono o soccombono.

    “il degrado dell’ambiente rallenterebbero e anzi diminuirebbero.”
    Corretto! Non è tanto importante il fatto che ci sia o meno inquinamento; l’importante è capire quale flusso di inquinamento l’ambiente riesce a riciclare.
    Se ci si mantiene al disotto, non ci sono problemi. Certo che se la popolazione mondiale continua a salire, sarà sempre più difficile cercare di arrivare ad un inquinamento inferiore a quello che la Terra riesce ad assorbire.

    Il crollo della popolazione, può succedere se la tecnologia/scienza resta costante; in presenza di miglioramenti tecnologici/scientifici, si può arrivare a un equilibrio e anche (in un futuro lontano) a una nuova espansione in altri mondi.
    Il problema dell’alta quantità percentuale di anziani è solo temporaneo. All'inizio la mancanza di forza lavoro può essere compensata dai robot.
    Nel lungo periodo questi anziani moriranno ed essendo nati meno figli, la popolazione successiva sarà sicuramente meno numerosa e facilmente adattabile con l’ambiente.

    Penso che si arriverà a una riduzione della popolazione per il semplice fatto, che una larga parte della popolazione NON avrà più un lavoro, che sarà fatto dai robot, e non potranno permettersi di fare figli.
    Decrescita della popolazione, riduzione degli anziani per morte naturale, porteranno a un nuovo equilibrio.
    C’è anche la possibilità che tutto ciò non avvenga in modo graduale, ma rapido e drammatico, come sta avvenendo con:
    LA MISTERIOSA STRAGE DELLE ANTILOPI ASIATICHE
    http://www.nogeoingegneria.com/news/la-misteriosa-strage-delle-antilopi-asiatiche/

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  7. Eppure un ramo dei dinosauri è sopravvissuto fino ai giorni nostri, ovvero gli uccelli. Ma l'uomo si sta impegnando a fare sì che si estinguano a loro volta. O forse non tutti, tra piccioni, gazze, cuculi, passeri, ecc, che sono animali perfettamente adattati alle città :-)

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  8. ma la fine del mondo la volete proprio scansare. Comunque vi do una buona notizia: finchè campo io, non ci sarà. La cattiva è che non dovrei campare ancora molti decenni.

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    1. Hai notato che dici "fine del mondo" intendendo "fine dell'umantà"? Singolare, non trovi?

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  9. Attraverso anni di ricerche, esperienze e meditazioni, sono giunto alla conclusione che la specie umana non è privilegiata rispetto alle altre specie viventi.
    Che tutte le religioni sono sistemi di pensiero, basati su favole.
    Che quando moriamo non sopravvive alcuna anima.
    Che potremmo essere nati pianta, o bestia, anziché Homo Sapiens.
    Che siamo ospiti, su questo pianeta, non padroni.
    Che noi, animali, piante, rocce, acqua ed aria siamo tutti intelligenti.
    Il tipo di intelligenza dell' Homo Sapiens è distruttivo, e porta alla estinzione delle specie viventi.
    Immergendoci umilmente dentro la natura selvatica, rilassati, possiamo guarire la nostra mente malata.
    Anche “internet” ci può aiutare a guarire, perchè ci permette di scambiare esperienze ed opinioni a livello mondiale, e scoprire che alcune popolazioni umane hanno la mente più sana della nostra, e da loro possiamo imparare a guarire.
    .----
    Se riusciremo a sanare la nostra mente malata, potremo evitare di essere i responsabili della estinzione delle specie animali (compreso Homo) e vegetali così come le conosciamo.

    “non scomparirà comunque la vita, almeno fino a quando il Sole diffonderà un po’ delle sue radiazioni di luce e energia”

    E in quella vita io sarò : ora sono Homo, un aggregato di cellule che mi permettono di vedere, sentire, amare, emozionarmi, soffrire e gioire.
    Se estingueremo gran parte della vita sul pianeta, sopravviverò comunque, magari all'interno di organismi unicellulari, gas, rocce ed acqua, senza la possibilità di essere anche in parte dentro animali, e piante.

    Gianni Tiziano

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    1. scusa, mi puoi dire come hai fatto a ricercare sull'anima e lo spirito, decretandone la falsità esistenziale, quando gente come Freud, S.Paolo e Dante la ammettevano? E con loro migliaia, se non milioni di credenti veri, molti dei quali hanno pure rinunciato alla loro vita, sicuri di quello che facevano. Forse ti riferisci a quelli di comodo e quindi falsi, ma questa è un'altra storia. Anche il prete della mia parrocchia ha buttato fuori della Chiesa una vecchina con le stampelle, perchè non acquiescente alle sue scelte, ma qui di spirituale non c'è nulla. Solo merdaccia. Quella che sta annientando il pianeta che Dio ha creato per gli uomini e che bene o male ci ha permesso di esistere fino ad oggi e finchè noi umani glielo permetteremo.

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    2. “Attraverso anni di ricerche, esperienze e meditazioni, sono giunto alla conclusione che la specie umana non è privilegiata rispetto alle altre specie viventi.”

      Ed io sono giunto alla conclusione che noi abbiamo il giusto mix di: longevità, capacità fisiche e mentali (memoria e ragione).
      Siamo l’unica specie animale che riesce ad accumulare conoscenza in grande quantità e passarla alle generazioni future. Abbiamo una vita abbastanza lunga che ci permette d’imparare tante cose e di metterle in pratica per migliorare il nostro ambiente, per poter fare una vita più che decorosa. Abbiamo capacità fisiche che ci permettono di afferrare gli oggetti e manipolarli con estrema facilità (pollice opponibile). Abbiamo delle capacità mentali straordinarie che ci permettono di progettare cose incredibili.
      ----

      “Che tutte le religioni sono sistemi di pensiero, basati su favole.”

      Che le religioni possono essere basati su dei sani principi di convivenza e che quello che noi vediamo (la natura coerente) è solo una piccola parte del tutto.
      ----

      “Che quando moriamo non sopravvive alcuna anima.”

      Che la natura tutta ha una doppia componente composta da corpo (parte coerente) e anima (parte incoerente).
      ----

      “Che potremmo essere nati pianta, o bestia, anziché Homo Sapiens.”

      Io sono nato bambino. : - )
      Lo spirito/anima è in ogni cosa: pietra, pianta e animale.
      ----

      “Che siamo ospiti, su questo pianeta, non padroni.”

      Che siamo parte del pianeta in cui viviamo. E possiamo gestirlo per migliorare la nostra vita e anche quella degli altri esseri che vi abitano.
      ----

      “Che noi, animali, piante, rocce, acqua ed aria siamo tutti intelligenti.”

      Ognuno al proprio livello d’intelligenza.
      ----

      “Il tipo di intelligenza dell' Homo Sapiens è distruttivo, e porta alla estinzione delle specie viventi.”

      L’intelligenza dell’uomo ha potenziali enormi, sia nel bene che nel male.
      E che per gestire bene un pianeta non serve solo l’intelligenza ma anche l’umanità (senso di benevolenza su tutte le cose create).
      ----

      “Immergendoci umilmente dentro la natura selvatica, rilassati, possiamo guarire la nostra mente malata.”

      O anche essere sbranati da un animale che non si fa troppi ragionamenti e molto semplicemente soddisfa i suoi bisogni alimentari, cercando di essere la specie che sopravvive rispetto ad altre che possono soccombere.
      E’ stato così per centinaia di milioni di anni. Si sono estinte milioni di specie già prima che l’uomo venisse al mondo.
      ----

      “Anche “internet” ci può aiutare a guarire”

      Internet?! Quel mostro creato dalla mente umana che con la tecnologia mira a far soccombere il pianeta?! Perché tutto quello che l’uomo crea ed è tecnologico, è cattivo e brutto, solo quello che crea la natura (che poi è anche in noi) è bello!
      ----

      Ci tengo a sottolineare che non ho niente contro: Madre Terra / Gianni Tiziano
      Si scambiano opinioni per capire meglio la complessità che ci circonda.

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    3. @ mago11 giugno 2015 09:24

      Buongiorno Mago.

      Ho studiato il cristianesimo, il buddismo, la spiritualità degli indiani d'America e dei popoli primitivi, la natura.
      Ho praticato il cristianesimo, le lunghe camminate nella natura, l'osservazione della natura e la meditazione.
      Ho scremato tutte le mie convinzioni, arrivando a mantenere solo queste poche :
      Come essere umano, oltre al corpo, ho un'anima e sono intriso di spirito.
      L'anima è l'insieme dei miei pensieri, sentimenti, ricordi, conoscenze, convinzioni e credenze.
      Lo spirito che mi pervade è una parte dello spirito che permea l'intero universo.
      Io lo chiamo “piccolo spirito”, che sommato a tutti gli altri “piccoli spiriti” dà come risultato il “Grande Spirito”.
      Il Grande Spirito è la forza vitale, la verità, l'amore.
      Quando prego/medito, metto in comunicazione la mia anima con lo spirito che mi pervade.
      Quando muoio, io credo che la mia anima muore.
      Invece, la parte di spirito che era in me continua ad accompagnare le cellule del mio corpo, che si decompongono e si mischiano con la terra, e contribuiscono a creare nuova vita, in altri Homo, in animali, piante, minerali, acqua ed aria, che hanno lo spirito e la loro personale anima.

      Gianni Tiziano

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    4. se tu vuoi cambiare in meglio la tua vita, ti consiglio di andare alla prima Messa del mattino, possibilmente in un santuario per una settimana. Padre Pio diceva in modo provocatorio, che il mondo può stare senza sole, ma non senza la Santa Messa. A me è bastato andarci tutte le domeniche per vivere molto meglio. Poi mi dirai.

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  10. Voi che fra cent'anni
    scriverete per i vostri posteri
    siete già qui con noi
    appollaiati sull'assoluto albero
    genealogico degli esseri possibili
    noi siamo su quel caduco ramo
    dove sostano i viventi
    voi su quelli permanenti
    dei discendenti ed avi
    voi ci guarderete come Fenice cenere
    e noi come Cerere l'estiva messe
    cerchiamo d'immaginarvi quando
    planerete qui sulla nostra fronda
    siate con noi indulgenti
    come s'usa fare con i parenti matti
    ora non siete nemmeno gemme
    dell'immenso fusto della Vita
    che qui su minuscolo pianeta
    ha scelto per sfoggiare chioma
    un secolo e sarete ingiallite foglie
    ma non una che sia una sola
    anche per soltanto un’ora
    s’è beata di sole invano.

    Marco Sclarandis

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  11. In tema di forsennata ricerca del petrolio ovunque, è notizia ultima l'autorizzazione di questo governo infame per le prospezioni petrolifere marine davanti alla costa di Polignano e Monopoli in Puglia. La 'fortunata' multinazionale è la Northern Petroleum (la prima di una serie di multinazionali) che inizierà con l'airgun, una sorta di sondaggio con cannoni che sparano aria compressa nel sottosuolo marino, e ad esito positivo (poche gocce di petrolio nemmeno tanto buono) si procederà alla trivellazione ed estrazione.
    Danni alla fauna e flora marine sicuri e alle coste, con tanti saluti al turismo e alla salute delle popolazioni del posto. Se cominciasse il tempo delle bombe, alla maniera nigeriana e altrove, non mi meraviglierei. E non sarei nemmeno indignato.

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  12. L'estinzione di una specie è un fenomeno complesso, derivante da sistemi di retroazioni che interagiscono a livello genetico, ambientale e demografico. Se poi si tratta della nostra specie la faccenda si complica per alcune caratteristiche a noi proprie. Fra tutte, siamo infatti una delle più cosmopolite, onnivore, rapidamente adattabili, longeve e feconde. Difficile trovare qualcosa di meno idoneo ad una rapida estinzione. Due soli fattori vedo che potrebbero cambiare questo quadro: un cambiamento climatico catastrofico e la perdita di capacità adattativa nelle popolazioni post-industriali. Entrambi teorici, però, vedremo.

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