Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 29 giugno 2015

Le ragioni nascoste dietro alla crescita economica lenta: EROI in declino, energia netta vincolata

Da “Resource Insights”. Traduzione di MR (via Post Carbon Institute)

Dovrebbe apparire ovvio che ci vuole energia per avere energia. E quando ci vuole più energia per avere l'energia che vogliamo, di solito questo implica prezzi più alti dal momento che l'energia usata in ingresso costa di più. In tali circostanze rimane meno energia da usare per il resto della società, cioè, per le parti che non raccolgono energia – i consumi industriali, commerciali e residenziali di energia – di come sarebbe in caso contrario. Non dovrebbe sorprendere quindi che mentre i combustibili fossili, che forniscono più del 80% dell'energia usata dalla società moderna, diventino più energeticamente impegnativi da estrarre e raffinare; c'è una resistenza crescente all'attività economica man mano che sempre più risorse dell'economia vengono dedicate semplicemente ad ottenere l'energia che vogliamo. Un modo più formale di parlare di questo è l'EROI (o EROEI – Energy Returno on Energy Investment). Il “ritorno energetico” è l'energia che otteniamo da un particolare “investimento” di una unità di energia. Più è alto l'EROI di una fonte energetica, più economica questa sarà sia in termini energetici sia finanziari – e più sarà l'energia che resta ad uso del resto della società. Ma abbiamo assistito ad un declino permanente dell'EROI del petrolio e del gas naturale degli Stati Uniti nell'ultimo secolo, una tendenza che è probabile che si rifletta anche altrove nel mondo. Ecco un riassunto dall'abstract di uno studio del 2011:



Abbiamo scoperto due schemi nella relazione nei guadagni energetici in confronto ai costi energetici: una diminuzione graduale secolare dell'EROI ed una relazione inversa agli sforzi di trivellazione. L'EROI per trovare petrolio e gas è diminuito esponenzialmente da 1200:1 nel 1919 a 5:1 nel 2007. L'EROI della produzione dell'industria del petrolio e del gas era di circa 20:1 dal 1919 al 1972, è declinato a circa 8:1 nel 1982, quando si è verificato il picco delle trivellazioni, ha recuperato a 17:1 dal 1986 al 2002 ed è declinato nettamente a circa 11:1 dalla metà alla fine degli anni 2000. La tendenza secolare lentamente in declino è stata in parte mascherata cambiando lo sforzo: più bassa è l'intensità delle trivellazioni, più alto è l'EROI in confronto alla tendenza secolare. Il consumo di combustibile all'interno dell'industria del petrolio e del gas è cresciuto costantemente dal 1919 fino ai primi anni 80, è diminuito a metà degli anni 90 ed è aumentato di recente, non a caso, collegato all'aumento del costo di trovare ed estrarre petrolio. 

Pensiamo di rado all'energia che serve per ottenere l'energia di cui abbiamo bisogno, perché i processi sono per la maggior parte di noi nascosti. Per esempio, quando trivelliamo per il petrolio, si spende energia per costruire le piattaforme, fare le tubazioni, spostarle e consegnarle, trivellare il pozzo, completare il pozzo e pompare il petrolio. Le persone coinvolte hanno tutte bisogno di energia sotto forma di cibo per vivere, attrezzi e trasporto al loro lavoro. Il petrolio viene quindi trasportato da oleodotti o su autobotti alle raffinerie che usano ancora altra energia per fare i prodotti finali come il gasolio e la benzina che usiamo. Questi prodotti vengono trasportati alle aziende distributrici ed alla fine alle stazioni di servizio o a grandi utilizzatori finali. Quest'elenco in realtà è sommario, ma illustra la portata delle attività coinvolte. Una serie simile di spese potrebbe essere fornita per quanto riguarda il gas naturale, il carbone, l'uranio, i biocombustibili, l'energia solare, eolica e, di fatto, di qualsiasi fonte energetica disponibile al nostro uso. I metodi per valutare l'energia consumata per ottenere energia non sono universalmente coerenti. Ma a prescindere dai metodi usati, tutti indicano un fatto: l'EROI dei combustibili fossili, compreso il carbone, è declinato. Ciò è del tutto coerente con l'osservazione del fatto che abbiamo estratto le risorse facili da ottenere prima ed ora stiamo inseguendo i depositi di petrolio e gas naturale che sono progressivamente più difficili da estrarre – in depositi profondi di scisto che richiedono una estesa fratturazione idraulica o fracking, in acque oceaniche profonde e nell'Artico. In quanto al carbone, ciò si riflette nel valore termico in declino dell'unità di carbone che viene estratto oggi.

Quindi, se l'EROI è stato generalmente in declino per decenni, perché l'economia è cresciuta consistentemente? La risposta proviene da un altro pezzo del puzzle: l'energia netta. L'energia netta è l'energia che rimane al resto della società dopo aver speso l'energia necessaria per estrarla, raffinarla e consegnarla. Questo sembra l'EROI, ma è un numero assoluto, non un rapporto. Risulta che abbiamo fortemente allargato la quantità lorda di energia che stiamo estraendo da tutte le fonti nel secolo scorso. Questo grande incremento dell'estrazione lorda di energia ha mascherato il crollo dell'EROI dandoci consistentemente più energia per la società. Tuttavia, la crescita dell'energia netta sembra aver rallentato, mentre l'EROI dei combustibili fossili continua a crollare. Ciò ha portato ad una maggiore competizione per l'energia netta disponibile ed un aumento generale dei prezzi dei combustibili fossili dal 2000 in poi. Ci sono state fluttuazioni, a volte violente, legate alla cosiddetta Grande Recessione del 2008 e 2009 e all'indebolimento dell'economia mondiale dello scorso anno, che ha portato a diminuzioni nette dei prezzi del petrolio (cosa che potrebbe dirci che è in vista un'altra recessione). Se la composizione delle nostre risorse energetiche non fosse così inclinata verso i combustibili fossili finiti che forniscono più del 80% di tutta l'energia alla società umana, allora la questione dell'energia netta potrebbe essere meno importante. La grande quantità di energia solare disponibile sulla superficie della Terra potrebbe essere disponibile per noi ad un EROI relativamente basso, ma la grande quantità disponibile è di diversi ordini di grandezza maggiore di quella che stiamo usando oggi. Man mano che il solare diventa una parte sempre più grande della produzione mondiale di energia e man mano che la tecnologia diventa più efficiente nella conversione di luce solare in energia utilizzabile, potremmo veder risalire l'EROI del nostro mix energetico. Ma è dubbio che il solare ed altre alternative rinnovabili possano compensare il grande contributo energetico dei combustibili fossili a breve. Ciò significa che potremmo essere di fronte ad un rallentamento secolare della crescita energetica o persino una stagnazione ed un declino dell'energia netta disponibile per la società. Visto che la nostra maggiore fonte di energia, i combustibili fossili, continuano nella loro traiettoria di EROI in discesa, sta diventando sempre più difficile per l'estrazione lorda compensare. Ciò suggerisce che l'energia netta disponibile per la società potrebbe in realtà raggiungere il picco e declinare anche se l'estrazione lorda continuasse ad aumentare. Non c'è dubbio che molti esperti citeranno la tendenza al rialzo come motivo per non preoccuparsi delle forniture energetiche – anche se, su base netta, l'energia disponibile per la società potrebbe in realtà essere in contrazione.

13 commenti:

  1. EROI in discesa sopratutto vuol dire meno guadagni per le multinazionali..

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  2. C'è una costante nella storia.
    Tutti gli imperi, in momenti di crisi (economica/energetica/risorse) si frantumano/disintegrano.
    Qualcuno (io) pensava che gli USA facessero eccezione, ma sembra non essere così.

    Il fatto che il numero di Paesi al mondo stia crescendo, è sintomo che il benessere sta diminuendo
    (cioé che l'EROEI sta diminuendo).

    "Quanto ancora possono durare gli Stati Uniti?"
    http://www.rischiocalcolato.it/2015/06/quanto-ancora-possono-durare-gli-stati-uniti.html

    E' l'inizio della fine?

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  3. Energia lorda estratta da diverse fonti ed in diversi modi ed energia netta disponibile per diversi usi e le implicazioni di ciò per l'economia, i suoi ritmi di crescita o decrescita, ed i suoi diversi settori ed industrie ivi compresa quella energetica. Non mi sembrano concetti così difficili da osservare, scoprire, analizzare, capire, ed applicare. Come mai c'è voluto tanto tempo ed a molti sembrano ancora delle rivelazioni? Nella risposta a questa domanda credo si trovi anche una buona parte della risposta a perché ci troviamo nei guai nei quali ci troviamo.

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  4. Ci sono voluti cent'anni e due guerre mondiali per rendersi conto dei nefasti effetti della
    "fetida ambrosia oleosa".Ed altri settanta per accettare di contrastarli.
    L' EROEI del petrolio era troppo, questa è la verità che ancora troppi ubriacati dai suoi vapori non vogliono ammettere.
    Impieghi uno e ottieni cento.
    Qualsiasi idiota si sente immediatamente un genio.
    E qualsiasi genio, se non sta attento crede d'essere diventato in dio dell'Olimpo.
    Come mai un terzo dell'energia del dio Sole viene immediatamente rifiutata da Madre Terra?
    Senza fantasticare poeticamente, ma calcolando come un prosaico e grigio ragioniere, sappiamo che è questo è ciò che permette la vita sulla Terra stessa e sopratutto di esseri come noi.
    Un imbecille nel campo del carbone commenta su un blog che parla d'energia che bisogna bruciarne ancora di più.
    Meno male che non è sceso come un Rinaldo nel campo del petrolio sennò chissà che cosa s'inventerebbe per proporne roghi ed impieghi ancora più sfrenati.
    Certamente un EROEI di dieci è troppo poco per toglierci agevolmente da questo ginepraio in fiamme nel quale ci siamo cacciati.
    Ma credo che il doppio di questo EROEI sarebbe la giusta entità per continuare la civiltà umana sulla Terra per decine e forse anche centinaia di secoli.
    Non troppo poco per indurre alcuni ad arraffare i beni altrui e non troppo per indurre molti a sciupare il bene comune.
    E comunque l'EROEI va guardato con la stessa prudenza del PIL (Prodotto Interno Lordo)
    che è come adoperare la portata di un treno merci per valutare la qualità di un'agenzia di viaggi.
    Siamo vicinissimi al coma etilico da idrocarburi fossili.
    Ma possiamo sventarlo e disintossicarci.
    In ogni caso i sobri erediteranno la Terra.

    Marco Sclarandis

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    1. "L' EROEI del petrolio era troppo"
      Circa 9 anni fa un "esperto" di economia mi ha spiegato che l'economia studia la gestione dei beni in regime di scarsità, essendosi trovata nell'abbondanza non ha funzionato.

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    2. Mi sarebbe piaciuto poter chiedere a questo esperto di economia come si può, in regime di scarsità, continuare a far crescere il PIL, i consumi, la produzione di beni, ecc.

      Come si fa a chiamare "scienza" una cosa come l'economia, che tratta di un mondo di fantasia con leggi fisiche diverse dal mondo reale? Mah!

      Roberta Smirigli
      robertasmirigli [X] gmail.com

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    3. Per Marco: Hai perfettamente ragione: era troppo. La fotosintesi ha un rendimento del 2% ed è probabile che questo sia il migliore compromesso possibile fra le diverse pulsioni evolutive.
      Per Roberta: Gli economisti fanno differenza fra microeconomia cui applicano certe regole e macroeconomia cui ne applicano altre e non si curano (salvo alcuni) di verificare se fra i due set vi è compatibilità o meno. La questione della allocazione di risorse scarse è il nocciolo della microeconomia. Il fingere che le risorse siano infinite o infinitamente sostituibili è invece il nocciolo della macroeconomia.

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    4. Salve Jacopo,

      Grazie della precisazione, corretta e opportuna. Ho sentito questa e altre spiegazioni in molte discussioni con alcuni miei amici laureati in economia. Credo però che le differenze fra microeconomia e macroeconomia, così come le differenze fra le varie scuole di pensiero economico, siano meno importanti rispetto a ciò che unisce (quasi) tutti gli economisti: una sostanziale ignoranza della fisica. Tutte le volte che mi è capitato di discutere con qualcuno di loro ho avuto la sgradevole sensazione di avere di fronte persone indottrinate e prigioniere di una fede cieca e assoluta. A quelle che io ritenevo domande innocue, tipo: “Ma voi lo sapete che cosa è l'EROI?” la risposta era sempre risentita e stizzita, tipo: “No! Ma che c'entra?”. Allora ho anche smesso di parlarci.

      Ora temo che lei mi considererà una persona acida e scontrosa ma io non credo di esserlo. Cerco sempre di vedere il buono che c'è in ognuno di noi e sono capace anche di commuovermi, come mi è successo la prima volta che ho letto “Energia e miti economici” di Nicholas Georgescu. :-) Eh sì! Mi sono proprio emozionata perché ho pensato: “Ma allora non sono tutti così! Forse c'è speranza!”. Speriamo...

      Forse dovrei anche impegnarmi per migliorare un po' il mio senso dell'umorismo, perché quando dico ai miei amici economisti cose tipo: ”Nicholas Georgescu era l'unico che diceva cose sensate di economia: infatti era un matematico!”, vedo che non ridono, ma mi guardano in cagnesco...

      Roberta Smirigli
      robertasmirigli [X] gmail.com

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    5. Roberta se vuoi distrarti cinque minuti con il mio senso dell'umorismo, puoi leggerti il mio ultimo post su "rimedioevo", intitolato "Mai ignorare queste due madame".
      Per quanto riguarda certi economisti, basterebbe che si limitassero all'aritmetica e non fantasticassero di mondi matematici dove le piante, cavoli in primis, sono frattalli perfetti, gli alberghi di Hilbert ospitano davvero infinite comitive una dopo l'altra, e sommando infinite monete ognuna della metà del valore della precedente ottengono esattamente un gruzzolo raddoppiato senza dover attendere l'eternità.
      Quando ne incontri di nuovo uno, di questi econo-mistificatori, chiedigli quale numero più grande sono capaci di creare, con il minimo delle operazioni, e le più semplici, adoperando il numero più piccolo possibile.
      Credo che potrai divertirti più volte.
      E' un vero peccato che la parola "eutrofia" sia associata ormai solo alle melmose alghe che soffocano i fiumi e i laghi sovraccarichi di fertilizzanti.
      Altrimenti si potrebbe utilizzare per distinguere la "crescita" di certi economisti, che ormai è evidente essere solo una maligna cuccagna, da quella che toglie la gente dalla fame, dalle malattie e dall'indigenza.

      Marco Sclarandis

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    6. Ciao Marco,

      Bello il tuo post. L'aneddoto su Ramanujan me lo raccontò un mio amico che studiava matematica e ricordo ancora che ne rimasi impressionata.

      Per quanto riguarda le differenze fra matematica e fisica, con i miei professori all'università ne discutevamo spesso. Uno di loro in particolare insisteva molto sul fatto che le formule sono importanti, ma più importante ancora è sapere come sono state ottenute, a cosa servono e che limiti hanno. Una infarinatura di epistemologia insomma. Le sue lezioni erano bellissime, ma queste “divagazioni” mi appassionavano ancora di più.

      Purtroppo le scienze esatte sembrano avere, fra la maggior parte della gente, molto meno successo delle credenze irrazionali. È una caratteristica nota della mente umana, e non ci si può fare molto. L'unica cosa che riesco a fare io è dispiacermene.

      Roberta Smirigli
      robertasmirigli [X] gmail.com

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  5. per ridurre i consumi nel 2008 dettero la colpa della crisi ai poveracci dei subprime. Ora a chi la daranno? La miglior candidata per ora è la Grecia.

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  6. C'è un che di ineluttabile nel percorso della specie umana. Siamo dotati di intelligenza per capire su che strada ci siamo buttati ma nello stesso tempo non siamo stati in grado di liberarci degli istinti ancestrali di qualsiasi altra specie animale, ovvero di consumare, moltiplicarci oltre la capacità di carico del pianeta e, grazie alla tecnologia, di crescere senza fermarci a spese delle risorse di un sistema finito come la Terra.
    Le belle parole come crescita sostenibile (sempre crescita continua è), riduzione demografica volontaria, ecc, rimangono nel campo degli idealismi.
    Per come la vedo io ci fermeranno solo i limiti delle risorse, e in modo cruento. Punto e basta.

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    1. appunto, su base volontaria non è possibile. Rimangono solo crisi economiche indotte e militarizzazione della società. A voi la scelta, anzi alle elitè.

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