Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 2 giugno 2015

Dal nostro uomo a Roma: un rapporto sull "International Symposium on climate change"



Foto dei relatori del convegno International Symposium on climate change. Al centro, con la cravatta Rossa, Martin Lees, ex segretario generale del Club di Roma. Sulla destra nella foto, Ian Dunlop (con la cravatta gialla) e Jeremy Leggett (senza cravatta)

Si è svolto in questi giorni un convegno sul cambiamento climatico a Roma. Per molti versi, una cosa curiosa: un convegno sul clima senza nemmeno un climatologo? (o, perlomeno, dalla lista degli oratori, non sembra che ce ne fossero) Ma, d'altra parte, può darsi che abbiano ragionato che ormai il cambiamento climatico è cosa assodata e quindi c'è bisogno di concentrarsi sulle soluzioni, piuttosto che sul problema.

In effetti, fra i relatori e gli organizzatori c'erano persone estremamente valide e che conosco personalmente, come Ian Dunlop, Martin Lees e Jeremy Leggett. Altri relatori avevano delle ottime credenziali. Per alcuni, invece, forse non era proprio così, ma non entriamo in questo argomento.

Il nostro uomo a Roma, Alessandro Pulvirenti, commentatore molto attivo dei post su "Effetto Risorse," ci fa un breve resoconto del convegno, al quale ha assistito per tutti i tre giorni. Per dettagli, potete domandare a lui nei commenti.

Un rapporto sull "International Symposium on climate change"

Di Alessandro Pulvirenti

Quando si è svolta, chi c’era e il programma
La conferenza internazionale sui cambiamenti climatici è durata 3 giorni, dal 27 al 29 maggio 2015; si è svolta a Roma nel Tempio di Adriano.
Il sito dedicato all’evento è il seguente:
Potete trovare i dettagli sui partecipanti e sul programma, qui:
Gli interventi in programma sono cambiati durante l’evento, in quanto, ha suscitato grande interesse e alcuni politici di passaggio, hanno chiesto o gli hanno offerto d’intervenire all’evento.
 
Scopo della conferenza
Tutte le conferenze che ci sono state sul clima, non hanno impegnato i Paesi del mondo a un intervento serio contro i cambiamenti climatici. La conferenza internazionale COP21 che ci sarà in Dicembre 2015 a Parigi, ci sono buone probabilità che si riveli l’ennesimo fallimento.
Lo scopo di questa conferenza di Roma, era quello di preparare un documento condiviso che potesse essere già una base di partenza per la conferenza di Parigi, in modo da aumentare le possibilità che, questa volta si ottenessero dei risultati.
Metà della conferenza si è svolta a porte chiuse tra gli esperti per preparare il documento su cui gli esperti sarebbero stati d’accordo.
Oltre questo, la conferenza di Roma spera di incentivare la creazione di un’organizzazione internazionale che sia il punto di riferimento per i cambiamenti climatici. Un organismo stabile che si occupi costantemente di tali problemi.
Svolgimento della conferenza
La conferenza è iniziata con la lettura del messaggio dell’ex segretario generale del partito comunista dell'Unione Sovietica: Mikhail Gorbachev, il quale non è stato presente per motivi di salute. Tale messaggio evidenziava come i cambiamenti climatici siano un grande problema d’affrontare prima possibile e di come il dialogo, tra Russia e USA, debba ricominciare per preservare la Pace nel mondo e l’ordine mondiale.
Gli interventi non sono stati tutti tecnici, anzi, hanno cercato di vedere la problematica dei cambiamenti climatici da tutti i punti di vista, facendo intervenire anche presidenti d’importanti società petrolifere, di rinnovabili, politici, musicisti e pittori. Anche l’arte ha avuto la sua parte in tale conferenza.
I principi base su cui, la maggior parte degli intervenuti concordava erano i seguenti:
  • L’urgenza nell’intervenire; in quanto, si avverte il rischio di non avere più il tempo a disposizione per ottenere dei risultati significativi;
  • Che la colpa dei cambiamenti climatici sia dovuta principalmente alla CO2 presente nell’aria e ad eventuali altri gas, espressi con concentrazioni di CO2 equivalenti;
  • Che le rinnovabili possono ridurre le emissioni di CO2;
  • Che l’Europa ha ridotto le emissioni di CO2 e si aspetta che lo facciano anche gli altri (la Cina specialmente);
  • Che l’Italia ha superato gli obbiettivi del 20% di energia elettrica fornita dalle rinnovabili, anche se, ha fatto meno dal punto di vista dell’efficienza;
  • Si è parlato di come il prezzo dei pannelli fotovoltaici si sia ridotto notevolmente nel corso degli anni;
  • Sono stati riportati i dati satellitari di come le calotte artiche siano cambiate nel corso del tempo;


Comunicato finale
Il comunicato finale sarà presentato nei prossimi giorni.
Ne verranno redatte due o tre versioni, a seconda del destinatario (pubblico, tecnici o conferenza di Parigi).
Nelle intenzioni di tutti, c’era la voglia di fare qualcosa d’incisivo e rapido che potesse dare una svolta e una speranza che si possa intervenire con decisione, per bloccare o limitare i cambiamenti climatici.
E’ stato evidenziato come c’è bisogno di un maggiore impegno economico da parte dei Paesi, sia nella ricerca e sviluppo che come incentivi. Anche la popolazione deve fare la propria parte, evitando gli sprechi e cercando di permettere il riciclo dei rifiuti.
Chiaramente sono problemi molto complessi, in quanto, molte della variabili influenti sono interdipendenti e quindi, ogni azione comporta aspetti positivi, ma anche negativi. Le difficoltà che ci sono nel trovare un accordo internazionale risiedono proprio in questo: alcuni Paesi considerano tali misure, come un onere eccessivo che potrebbe penalizzare la loro competitività a livello internazionale.
Tutti sono d’accordo che bisogna rispettare l’ambiente e che si debba fare qualcosa al più presto, le difficoltà risiedono nelle scelte da attuare e su chi deve ricadere il maggiore onere di tali scelte.
Dopo la conferenza di Parigi (COP21) che ci sarà a dicembre di quest’anno, verrà indetta un’altra conferenza come questa di Roma, da effettuarsi intorno a Marzo 2016, che servirà ad analizzare le misure intraprese nella conferenza di Parigi.

22 commenti:

  1. Grazie per aver condiviso l'evento.

    Gianni Tiziano

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    1. Prego.
      Sapete che si è fatto vivo anche Ing. Keshe
      quello che dice d'aver scoperto l'antigravità ecc.

      Soltanto che non l'hanno fatto parlare...
      chissà perché! :-)

      (Noi siamo scienza... non fantascienza!) :-)

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    2. Stupendo! E' arrivato su un tappeto volante?

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    3. Il Link ai video di tutta la conferenza, li potete trovare qui:
      http://www.esa.int/spaceinvideos/Sets/International_Symposium_on_Climate_Change_-_Rome_2015/(sortBy)/rating

      Se volete potete trovare quelli in italiano ai seguenti link:
      giorno 27 Maggio:
      http://www.esa.int/spaceinvideos/Videos/2015/05/International_Symposium_on_Climate_Change_Science_evidence_and_consequences/(lang)/it

      giorno 28 Maggio:
      http://www.esa.int/spaceinvideos/Videos/2015/05/International_Symposium_on_Climate_Change_From_clean_energy_to_green_economy/(lang)/it

      giorno 29 Maggio (conclusione):
      http://www.esa.int/spaceinvideos/Videos/2015/05/International_Symposium_on_Climate_Change_Concluding_discussions/(lang)/it

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  2. mi sto chiedendo quale importanza verrà data a livello mondiale ai cambiamenti climatici, quando per difendere i pozzi petroliferi sauditi (e quindi il BAU) da eventuali attacchi dell'aviazione yemenita, hanno già usato armi nucleari contro basi aeree di quel paese. Se non hanno coscienza riguardo queste azioni, figuriamoci riguardo al clima. Prima che prendano provvedimenti seri, ho paura che questo mondo somiglierà molto al pianeta rosso o a quello che c'era tra questo e Giove, di cui rimane la fascia degli asteroidi.

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    1. L'aviazione saudita ha già operativi i typhoon, il miglior caccia difensivo al mondo,f22 ed f35 compresi ,che sono principalmente offensivi; non mi risulta lo yemen abbia una aeronautica decente.

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    2. ghawar è a tiro dallo yemen, anche per un aereo a pistoni, basta volare bassi fuori dalla portata dei radar. Non so se vi ricordate il piper del tedesco atterrato sulla piazza rossa dopo essere decollato dalla Finlandia.

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    3. tra l'altro mi sono ricordato che Ghawar è difeso da un piccolo esercito di 30.000 soldati. Col BAU non si scherza.

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  3. La notizia dell'attacco nucleare in Yemen ha ancora da essere provato oltre ogni ragionevole dubbio.
    Poi, se uno vuole credere a quello che ha propagandato la notizia, affari suoi.

    In ogni caso se fosse successo sarebbe stato praticamente impossibile nascondere l'evento date le sue inconfondibili conseguenze.
    Ciò non implica che armi nucleari, di qualche genere, non possano venire adoperate in un futuro anche prossimo.
    Vedremo fino a che punto ci spingeremo a preferire il "tanto peggio, tanto meglio" al "salviamo almeno il salvabile".
    Certo è che ogni giorno che passa il prezzo della salvezza di miliardi di persone pare venga alzato come in un'asta e reso impredicibile come in una lotteria.
    Salvezza in senso molto prosaico e terreno intendo dire.

    Marco Sclarandis.

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    1. e te lo vengono a dire a te, perchè sei bellino.

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  4. Credo, signor mago 2 giugno2015 21:57 che lei abbia risposto alla persona sbagliata.
    Io non sono bellino e non credo che ci sia nessuno che debba dirmi niente in proposito.
    Inoltre, il mio commento deriva unicamente dalla mia convinzione che l'attacco in Yemen non sia stato fatto con ordigni nucleari di qualsiasi genere.Cosa di cui è convinto, al contrario Alessandro Pulvirenti con il quale potrei anche discuterne più che civilmente.
    Oltretutto, di quello che Lei pensa, non me ne importa assolutamente nulla.
    Ricordo anche di averLe detto una volta che mai avrei replicato ad un suo commento, in questo blog o altri.
    Purtroppo ho infranto la regola che mi sono imposta, ma non succederà mai più.

    Un sincero addio.

    Marco Sclarandis.

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    1. Bene così, ma per favore consideriamo chiuso questo piccolo battibecco. Ulteriori commenti in proposito finiranno automaticamente nello spam

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    2. Premesso che io sono un artificiere (specializzazione presa al militare), quindi conosco bene gli esplosivi.

      Chiaramente, l’esplosione che c’è stata nello Yemen non può essere causata da nessuna bomba singola tradizionale.
      In base all’esplosione (palla di fuoco, ampiezza della distruzione…) s’intuisce che la potenza dell’esplosione è stata da 1 a 5 kton (1 kton = 1000 tonnellate di tritolo).
      Nessun aereo può trasportare una bomba da oltre 1000 t, a parte che sarebbe enorme.
      C’è stata poi l’ipotesi che potesse essere un deposito di munizioni a saltare per aria.
      In genere, i depositi di munizioni sono costruiti in modo tale che, l’esplosione di una parte, non possa propagarsi alle altre parti. I depositi in Italia sono fatti da tanti piccoli depositi, i quali, nel caso di esplosione, la detonazione non si propaga alle altre parti. E non ci sono singole parti che possano contenere 1000 o più tonnellate di esplosivi.
      Chiaramente nessuno ci assicura che in Yemen siano state rispettate queste norme di sicurezza.
      L’ipotesi avanzata da alcuni è che sia esploso un deposito sotterraneo di esplosivi/missili.
      Un’esplosione di un deposito in genere non si compone di un’unica esplosione, ma di tante esplosioni, a meno che, tutti i missili siano stati ammassati uno sopra l’altro.
      I puntini bianchi che si vedono nelle riprese, potrebbero essere anche dei proietti antiaerei che esplodono.
      Chiaramente, è molto strano l’inizio dell’esplosione, è come se fosse scoppiato un incendio e poi ci sia stata l’esplosione principale.

      Indizi verso l’esplosione nucleare:
      1) L’entità della detonazione (almeno 1000 t di esplosivo);
      2) L’esplosione unica;
      3) In genere i depositi hanno norme di sicurezza che evitano l’esplosione di tutto il deposito, ma il dubbio è che nello Yemen non siano stati rispettati;

      Indizi verso l’esplosione di un deposito di munizioni:
      1) L’incendio iniziale prima dell’esplosione;
      2) I puntini bianchi potrebbero essere proietti antiaerei;
      3) Un deposito di esplosivi tradizionali può sviluppare un’esplosione del genere;

      In definitiva, non posso escludere totalmente che sia stato un deposito munizioni a saltare per aria.

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  5. beh potrebbe essere stato minato oppure potremmo avere di fronte una bomba di esplosivo compresso detta anche daisycutter ( taglia margherite )

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    1. Non può essere una daisycutter per vari motivi.
      1) Non ne esistono più!
      2) sono state rimpiazzate da dei missili da 10 t che hanno comunque una potenza molto inferiore rispetto alla detonazione vista nel video (nel video dovrebbe essere almeno di 1000 t);
      3) l'aereo che la trasporta è molto grande, perché la bomba è molto pesante

      Anche l'esplosivo convenzionale più distruttivo ha una potenza di circa il 30% superiore al TNT (tritolo); quindi, se l'esplosione nel video equivale a 1000 t di TNT, con l'esplosivo convenzionale più potente, potremmo scendere a 700 t o giù di li.

      La bomba singola convenzionale è quindi da escludere assolutamente.

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  6. grazie per aver condiviso l'esperienza dell'evento

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  7. Cit.: "l’Europa ha ridotto le emissioni di CO2 e si aspetta che lo facciano anche gli altri (la Cina specialmente)"

    Scusate, ma quanto a questo ho delle perplessità.
    Quante merci cinesi vengono acquistate in Europa?
    L'Europa ha scientemente smantellato il proprio comparto produttivo, che si è spostato in Cina, ma non ha smesso di consumare prodotti finiti, ergo non ha "ridotto le emissioni". Le emissioni sono causate dalla manifattura, che è stata trasferita in Cina, quindi più che essere ridotte sono state spostate.
    Ora si chiede alla Cina di "ridurre le emissioni"? Possibilmente continuando a produrre quanto e più di prima ed a costi più bassi... Davvero ci stanno prendendo in giro!
    Anzi, ci stiamo prendendo in giro da soli.

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    1. Se guardi il video del giorno 29 Maggio (conclusione convegno):
      http://www.esa.int/spaceinvideos/Videos/2015/05/International_Symposium_on_Climate_Change_Concluding_discussions/(lang)/it

      se ti posizioni a 1h 37' ci sono io che dico proprio quello che sostieni tu.
      L'Europa vuole ridurre le emissioni di CO2 a zero, comprando però i pannelli fotovoltaici dalla Cina che li produce usando il carbone e quindi aumentando le emissioni di CO2 per fornire prodotti rinnovabili all'Europa.

      Le inconcruenze che ci sono state al convegno sono state tante, ma come puoi vedere dai video, lo spazio dedicato al pubblico era molto limitato, e a fine giornata, quando tutti avevano fretta di andare via.

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    2. Purtroppo è quasi sempre così. Queste situazioni sono in prevalenza occasioni autorappresentative, prive di qualsivoglia volontà di dialogo. Anche perché le obiezioni costruttive le conoscono già, non hanno bisogno che gliele veniamo ad esporre noi. La scelta di produrre un punto di vista distorto ed orientato è il più delle volte deliberata.

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    3. Secondo voi, COP21 di Parigi, partendo da queste premesse, potrà mai essere un successo?

      Se ognuno vede ciò che vuole vedere...
      Se ognuno racconta solo la mezza verità che gli conviene...
      I risultati quali possono essere?

      (Penso che la verità non interessi a nessuno! Ognuno vuole imporre la sua verità.... quella che gli conviene!).

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  8. Penso che questo sia un grave problema imminente:
    Siccità: 7 zone del mondo rischiano il collasso
    http://www.rinnovabili.it/ambiente/siccita-7-zone-collasso-333/

    Il clima sta facendo i capricci ad una velocità che neanche gli esperti credevano.
    In Sicilia, a marzo e aprile sembrava estate, a fine maggio e inizio giugno sta piovendo a più non posso.

    Sarebbe meglio investire in una gestione più oculata delle risorse idriche.

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  9. semi OT:
    LA MISTERIOSA STRAGE DELLE ANTILOPI ASIATICHE
    http://www.nogeoingegneria.com/news/la-misteriosa-strage-delle-antilopi-asiatiche/

    Muoiono nel giro di un giorno dal contagio, tasso di mortalità del 100%.
    Cosa succederebbe se un tale batterio colpisse l'uomo?

    Problema della sovrappopolazione... risolto!
    Della serie... del futuro non vi è certezza!

    Oggi combatti un problema e dopo poco tempo, si rischia di combattere l'effetto opposto.

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