Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 27 febbraio 2015

Sbarazzarci dei vecchi reattori nucleari ci costerà molto di più di quanto non si pensi

Da “Business Insider Australia”. Traduzione di MR (h/t Cristiano Bottone)


Un reattore nucleare in un centro di ricerca  a Kiev.


Londra/Parigi (Reuters) – Il crollo della società di servizi tedesca E.ON ha portato a preoccupazioni sul fatto che i fondi messi da parte per lo smantellamento dei reattori non saranno sufficienti, ma globalmente il costo dello smantellamento del nucleare è incerto in quanto le stime variano ampiamente. Man mano che i vecchi reattori di prima generazione chiudono, il vero costo dello smantellamento sarà cruciale per il futuro dell'industria nucleare, già sofferente in seguito al disastro di Fukushima del 2011 e per la competizione da parte del gas di scisto a buon mercato, del crollo dei prezzi del petrolio e di un'inondazione di energia rinnovabile da eolico e solare. La IEA ha detto alla fine dello scorso anno che quasi 200 dei 434 reattori in funzione intorno al globo verrebbero dismessi entro il 2040 ed ha stimato il costo del loro smantellamento  a più di 100 miliardi di dollari statunitensi.



Ma molti esperti vedono questa cifra come troppo bassa, perché non comprende il costo dello smaltimento dei rifiuti radioattivi e lo stoccaggio a lungo termine e perché i costi di smantellamento – spesso spostati nel tempo di decenni – variano enormemente per reattore e paese. “Mezzo miliardo di dollari per reattore per lo smantellamento è senza dubbio grandemente sottostimato”, ha detto Mycle Schneider, un consulente nucleare residente a Parigi. Il capo della sezione analisi della generazione di energia elettrica della IEA, Marco Baroni, ha detto che anche escludendo i costi di smaltimento dei rifiuti, la stima di 100 miliardi di dollari statunitensi era indicativa e che il costo finale potrebbe essere anche il doppio. Ha aggiunto che i costi di smantellamento per reattore possono variare di un fattore di quattro. I costi di smantellamento variano per tipo e dimensione di reattore, posizionamento e condizione del reattore al momento dello smantellamento. Anche se la tecnologia usata per lo smantellamento potrebbe gradualmente diventare più economica, il costo finale dei depositi di rifiuti è in gran parte sconosciuto e i costi potrebbero complicarsi nel tempo. Le durate di vita dei reattori si misurano in decenni, il che significa che i costi finanziari e le provvigioni dipendono fortemente da li velli di tassi di interesse imprevedibili. “La stima della IEA è, senza dubbio, solo una cifra campata in aria. La realtà è che i costi sono fenomenali”, ha detto Paul Dorfman, associato di ricerca senior all'Energy Institute della University College di Londra.


Un reattore nucleare al MIT 

La Commissione Legislativa sul Nucleare statunitense stima che i costi di smantellamento negli stati Uniti – che hanno circa 100 reattori – va dai 300 ai 400 milioni di dollari per reattore, ma alcuni reattori costano molto di più. Il principale revisore dei conti pubblico e l'autorità nucleare francese stimano i costi dello smantellamento per il paese fra i 28 e i 32 miliardi di euro (32-37 miliardi di dollari statunitensi). Le società di servizi tedesche – come E.ON, che lo scosro mese ah detto che si dividerà in due, scorporando le centrale elettriche per concentrarsi sull'energia rinnovabile e sulle reti elettriche – ha messo da parte 36 miliardi di euro. Il conto dello smantellamento e lo smaltimento dei rifiuti per la Gran Bretagna ora è stimato in 110 miliardi di sterline (167 miliardi di dollari statunitensi) nei prossimi 100 anni, il doppio della stima di 50 miliardi di sterline fatta 10 anni fa. Le stime del governo giapponese pongo il costo dello smantellamento dei 48 reattori del paese a circa 30 miliardi di dollari statunitensi, ma sono considerate conservative. La Russia ha 33 reattori e i costi sono considerati andare da 500 milioni a 1 miliardo di dollari statunitensi per reattore. Baroni della IEA ha detto che il problema non era il costo esatto per reattore. “Ciò che importa è se sono stati messi da parte fondi sufficienti per garantirlo”, ha detto.

(1 US$ = 0.6588 sterline)
(1 US$ = 0.8601 euro)

14 commenti:

  1. Certo, e poi aggiungiamo che se saltano i commerci e le infrastutture, per guerre e crisi internazionali, potrebbero venire a mancare anche i mezzi stessi, non solo economici, per decommissionare le centrali.

    Il problema e' che il nucleare agisce su scale temporali incompatibili con le vicissitudini umane.

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  2. ..."competizione da parte del gas di scisto a buon mercato"... quindi di cosa ci preoccupiamo???

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  3. Sciocchi, basta fare come abbiamo fatto in Italia con Caorso... tutte le mattine la vedo, la centrale, e di soldi ne sono stati spesi pochissimi.

    Anacho

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    1. Non mi piace scherzare su queste cose.

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  4. Se solo fosse una questione di vile denaro!
    Ma voglio vedere in quanti saranno disposti a maneggiare tutti quegl'isòtopi radioattivi, di breve e lunga emivita.E sfidare la fine del topo nella casearia trappola.
    Altro che imbrattarsi solo di stronzio e cesio.
    Ah come sogneranno in molti "La metamorfosi" di Franz Kafka.
    Svegliarsi scarafaggio, ma essere quasi immuni dagli alfa beta e gamma, e comunque belli a mamma propria.

    Marco Sclarandis

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  5. Buongiorno.

    Potrebbe essere .... che alla fine la dismissione dei reattori nucleari la paga lo stato, i cittadini.
    Le società che ne sono proprietarie, se private, potrebbero dichiarare fallimento e non spendere un centesimo di euro, dollaro, yen, sterlina .... .
    Le società di capitale sono solite guardare al profitto, minimizzando le spese.

    Gianni Tiziano

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  6. ce ne sono abbastanza per la fine del mondo, specie se per incurie varie o disastri ambientali cominciassero a saltare.

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  7. scusate...ma quanto ci costa "smantellare" le centrali termoelettriche, comprensive del co2 che hanno immesso nell'atmosfera ?

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    1. La Co2 è un costo esterno, nel senso che la rifiliamo a tutti gli altri. Scorie e noccioli invece no: sono solidi e dobbiamo gestirli in loco. Un trucco contabile che premia alcune forme di inquinamento e non altre.

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    2. Immagino che costa molto meno smantellare le centrali termoelettriche, che le nucleari.
      Le termoelettriche emettono molto co2, le nucleari no.
      Molto costoso il danno causato dalla co2 che le centrali termoelettriche hanno immesso e stanno emettendo in atmosfera, co2 che è causa di GW - Global Warming - Riscaldamento Globale e che col tempo finisce e finirà nelle acque degli oceani, acidificandoli e causando la scomparsa di molti organismi dotati di guscio e gravi danni alle barriere coralline e alla pesca.
      Purtroppo qualunque azione dominatrice dell'uomo sulla Natura causa danni.
      Sarebbe saggio lasciar fare di più alla Natura : lavoreremmo meno, saremmo più rilassati e felici.
      In questa epoca globalizzata, dobbiamo prendere una decisione globale a favore della decrescita (Latouche, Pallante) , secondo me.
      Non che la "decrescita felice" sia la panacea a tutti i mali, ma penso sia un passaggio possibile verso uno stile di vita Bio-Eco- centrico che ci possa riportare a vivere degnamente (ora ritengo siamo indegni) su questo bellissimo pianeta che è la Terra.

      Gianni Tiziano

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    3. certo che costa meno smantella l'edificio di una centrale termoelettrica rispetto a quello di una nucleare....come ho scritto intendevo anche il costo del co2 che la centrale ha emesso in tutta la sua lunghissima vita, ed è chiaro allora quale costa e inquina di più.
      la decrescita felice non esiste, come la leggenda del buon selvaggio antico che viveva felice; una volta si viveva molto peggio, meno rilassati e meno felici

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    4. Luca, per quanto riguarda il vivere d'una volta, e cercare di quantificarne la felicità, nemmeno tutti i poeti e i cantastorie radunati insieme potrebbero tirarne una somma ragionevole.
      Ci hanno provato anche un Lucio Dalla e un De Gregori con la sua "Cosa sarà".
      Se non altro ne è rimasta una stupenda canzone.
      Che poi la decrescita felice non esista è da vedere.
      E' come dire che la vecchiaia felice non esiste.
      O che la gioventù è felice per antonomasia.
      Comunque fai bene a far suonare la tua campana.
      Che siano a morto o a festa bisogna ascoltarle tutte.

      Marco Sclarandis.

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  8. I russi faranno un bel buco e ci sotterrano tutto dentro.

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    1. I buchi sono già pronti nella penisola dello yamal....

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