Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 13 dicembre 2014

Se la Gigafactory di Tesla può funzionare al 100% con energia rinnovabile, perché non possono anche altri?

Da “computerworld”. Traduzione di MR (h/t Claudio Della Volpe)



La triplice scommessa sulle fonti di energia rinnovabile di Tesla è probabile che superi il proprio fabbisogno di elettricità

La Gigafactory di Tesla, la più grande fabbrica al mondo di batterie agli ioni di litio, si prevede che generi tanta energia rinnovabile quanta gliene serve per funzionare – e dell'altra in più. La scorsa settimana, Tesla ha annunciato che vorrebbe costruire la sua fabbrica fuori Reno, in Nevada. Usando stime prudenti, la triplice scommessa sulle fonti di energia rinnovabile potrebbe generare più di 2.900 MWh di elettricità rinnovabile quotidianamente, che costituisce il 20% in più di quanta ne necessiti, secondo Tom Lombardo, un professore di ingegneria e tecnologia al College di Rock Valley a Rockford, Illinois. “Queste sono stime prudenti della produzione e stime di consumi massimi ed è chiaro che c'è sufficiente energia rinnovabile da far funzionare l'impianto e un po' in eccesso”, ha scritto Lombardo in un post recente.

La fabbrica, la cui preparazione è già iniziata presso il Centro Industriale Tahoe di Reno, sarà a forma di diamante. La forma di diamante, secondo l'AD di tesla Elon Musk, si adatta meglio al profilo dell'ambiente circostante, cosicché per costruirla dev'essere movimentata meno terra. La fabbrica è anche orientata a nord, di modo che i pannelli solari sul suo tetto siano esposti alla massima quantità di luce solare possibile, ha detto Musk. “Questa fabbrica produrrà anche la propria energia. Attraverso una combinazione di geotermico, eolico e solare, essa produrrà tutta l'energia di cui ha bisogno”, ha detto Musk. “Quindi sarà una specie di fabbrica autosufficiente”.

Ritorno dall'investimento delle rinnovabili

Più della metà società di Fortune 100 negli anni scorsi hanno risparmiato collettivamente più di 1,1 miliardi di dollari all'anno riducendo le emissioni di carbonio e implementando progetti di energia rinnovabile, secondo un recente rapporto intitolato “Power Forward 2.0". Collettivamente, il 43% delle società di Fortune 500, o 215 in tutto, hanno anche stabilito obbiettivi in una delle tre categorie: riduzione dell'emissione di gas serra, efficienza energetica ed energia rinnovabile. Se ristrette alle sole Fortune 100, il 60% delle società hanno stabilito gli stessi obbiettivi di energia pulita. Per quanto ammirevole sia per la fabbrica di batterie Tesla di funzionare al 100% con energia rinnovabile, attualmente questa non è un'opzione praticabile per gran parte delle società, principalmente a causa della variabilità dell'energia rinnovabile. La fabbrica di 10 milioni di piedi quadrati di Tesla sarà coperta di pannelli solari e collegata ad un parco eolico vicino e ad una centrale elettrica geotermica, secondo l'AD di tesla Elon Musk. Una fabbrica di batterie di quelle dimensioni si stima che consumi 100 megawatt (MW) di corrente alla capacità di picco o 2.400 MWh al giorno, secondo Navigant Research. Come riferimento, è l'equivalente del consumo di elettricità di circa 80.000 case.

“E' una quantità di energia enorme per un singolo impianto”, ha detto Sam Jaffe, un ricercatore analista titolare di Navigant. Gran parte dell'energia richiesta dalla Gigafactory, ha detto Jaffe, verrà usata per alimentare i forni, che vengono usati per fondere le polveri chimiche in lamine di metallo per la produzione di catodi ed anodi – i poli positivo e negativo di una batteria. La scelta di Tesla dei siti per la sua Gigafactory è stata ottimale per diverse ragioni di cui non necessariamente beneficerebbero altri tipi di fabbriche. Per prima cosa, Reno è anche una delle poche aree del mondo in cui la crosta terrestre è abbastanza sottile da offrire l'accesso all'energia geotermica, cioè calore dal mantello terrestre. Quel calore geotermico è invariabile, costante, e può essere usato nei forni della Gigafactory o per creare vapore per alimentare turbine. Mentre Reno è una regione arida, cosa che preclude le produzioni che richiedono molta acqua, ha però in media 5 ore di picco di sole al giorno in confronto ad altre aree del paese, come il Nordest, che di ore ne ha circa 2. “E' la prevedibilità che risulta molto migliore in quella geografia”, ha detto Jaffe. L'altro uso primario nella Gigafactory sarà quello di caricare completamente le batterie e poi scaricarle in modo da renderle utilizzabili. Tuttavia, in una fabbrica di batterie efficiente, scaricare le batterie può essere fatto caricando altri – alimentare le necessità dovrebbe essere il minimo, ha detto Jaffe. Infine, la Gigafactory produce batterie, che Tesla potrebbe poi usare per immagazzinare a basso costo l'elettricità durante i momenti di bassa produzione di energia rinnovabile.

Non proprio "off grid"

Lombardo non crede tuttavia che la fabbrica sarà energeticamente indipendente sulla base dei suoi impianti di energia rinnovabile. Piuttosto, userà il “net metering”, un metodo con cui Tesla genererà la propia elettricità e venderà l'eccesso ai gestori elettrici. Poi, durante i momenti in cui la produzione di energia rinnovabile di Tesla scende al di sotto della domanda, la rete elettrica gli dirotterà intelligentemente elettricità sulla base di crediti energetici. “E' più affidabile, più conveniente e indipendente dalla posizione”, ha detto Lombardo in una email di risposta a Computerworld. “Nemmeno Tesla andrà necessariamente off-grid. Musk ha detto 'energia netta zero', che significa semplicemente che genereranno tanta energia quanta ne usano”. In media, Reno gode di cinque ore di picco di luce solare al giorno. Considerando un'efficienza media del 20% dei pannelli fotovoltaici a tetto (FV), i 10 milioni di piedi qudrati della Gigafactory produrrebbero 859 MWh di energia solare quotidianamente, ha detto Lombardo. Inoltre, usando l'interpretazione artistica della Gigafactory di Tesla, Lombardo stima che la Gigafactory avrebbe 85 pale eoliche in grado di generare circa 1.836 MWh di corrente al giorno. “Reno non è estranea all'energia geotermica – ha diversi impianti già in funzione. Il più nuovo ha una capacità di 20 MW”, ha scritto Lombardo nel suo blog. “Diciamo che Tesla si mantiene piccola e ne costruisce uno con solo la metà della capacità. Quell'impianto da 10 MW produrrebbe 240 MWh di elettricità da geotermico al giorno. Attraverso l'economia di scala, si prevede che la Gigafactory di Tesla abbassi il costo per kilowatt delle batterie agli ioni di litio della società di più del 30% nel 2017, il primo anno di produzione.

Per il 2020, Tesla crede che la sua Gigafactory produrrà più batterie agli ioni di litio in un anno di quelle prodotte nel mondo nel 2013. Durante una conferenza stampa di fronte al palazzo di stato della capitale del Nevada la scorsa settimana, il governatore Brian Sandoval  ha detto che la Gigafactory avrà un impatto economico di circa 100 miliardi di dollari per il Nevada nei prossimi 20 anni. “Non sarà soltanto la fabbrica di batterie agli ioni di litio più grande del mondo, ma sarà in realtà più grande della somma di tutte le fabbriche di batterie agli ioni di litio del mondo”. Ha detto Musk. “E' prprio una grande fabbrica”.

27 commenti:

  1. In sintesi:
    10 milioni di piedi quadrati equivalgono a 0.93 kmq arrotondiamo a 1 kmq;
    860 MWh/d = 172 MWp impianto fotovoltaico
    172 MWp PV = 40 MW di una centrale termoelettrica

    Della serie, per sostituire una vera centrale termoelettrica da 1 GW (quelle standard),
    servirebbero 25 kmq di terreno coperto da moduli PV.

    Costo stimato 700 M$,
    Energia elettrica prodotta in 20 anni = 6 278 GWh
    costo energia elettrica = 110 $/MWh

    Mi sembra alto il costo dell'energia elettrica.

    Se è questa l'energia del futuro, mi sembra un pò cara!
    Non penso che i Paesi poveri potranno mai permettersela.

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    1. Aggiungo che: questi calcoli sono molto ottimistici, in quanto il 20% di efficienza é alto.
      Almeno il 10% dell'energia prodotta si perde nell'impianto.
      Non abbiamo considerato che l'efficienza dei pannelli PV diminuisce on il tempo,
      dopo 20 anni, almeno il 20% in meno, se non di più.

      Mancano alcuni dati importanti, come il tipo di tecnologia utilizzata nei pannelli (film sottile, Si mono o policristallino) ecc.
      I calcoli sono molto approssimati.

      Visto che la fabbrica dovrebbe consumare 80% dell'energia prodotta,
      c'è l'alto rischio che una buona parte resti ferma di notte (PV non produce) e nei giorni non ventosi (eolico non produce).
      L'unica garanzia 24h al giorno è l'energia prodotta dalla centrale geotermica che ha una potenza di 20 MW quando la fabbrica ne consuma 100 MW (quindi, garantita solo il 20% di energia).

      Sinceramente, i rischi sono troppo elevati (energia non garantita) e si rischia di pagare stipendi (oltre 6000 persone) per aspettare che il vento soffi.

      Mi sembra che non abbia calibrato bene i rischi, a meno che, negli USA si può dire alle persone di restare a casa in qualsiasi momento.

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    2. Ho capito alcune cose :
      1 ) Alessandro Pulvirenti sa fare di conto;
      2 ) Alla Tesla spa approfittano dell'occasione per fare un'operazione d'immagine verde;
      3 ) Se Alessandro Pulvirenti ,nel 1492, fosse stato consigliere della regina Isabella,Cristoforo Colombo non sarebbe salpato per raggiungere le Indie .

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    3. xFelice
      Se fossi stato io consigliere della Regina, le Americhe sarebbero state scoperte molto tempo prima!
      Mi pare che: sono diventato anche monotono nel dire che bisogna investire in Ricerca e Innovazione.
      Penso che, sapersi fare due calcoli e valutare i rischi, sia il primo passo.
      Se no, Murphy si vendica con la sua legge!
      ("Se qualcosa può andar male, andrà male")

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  2. mi chiedevo : sarebbe possibile applicare lo stesso principio della tesla, fabbrica alimentata da energie rinnovabili, per produrre pannelli fotovoltaici? in questo modo il solare si sgancerebbe totalmente dall'energia degli idrocarburi e diventerebbe autosufficiente

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    1. La risposta è molto semplice e ti dò gli indizi per dartela da solo.

      Per produrre i pannelli PV serve tanta energia termica.
      In genere, i prezzi più bassi li hanno le industrie cinesi, perché utilizzano il carbone.
      Come sappiamo, produrre energia elettrica dalla combustione del carbone, in genere si ha un rendimento che è del 33%; cioè da 100 KWh termici, si ottengono 33 KWh elettrici.

      Ho già riportato che, nella migliore delle ipotesi, il costo dell'energia elettrica che produce questo impianto PV nell'articolo, è di 110 $/MWh
      (nella realtà mi risulta difficile credere che sia inferiore ai 220 $/MWh).

      Con il carbone si ottengono prezzi intorno a 80 $/MWh di energia elettrica, ma il prezzo scende a 1/3 se usi energia termica, quindi 27 $/MWh termici.
      PV____ = 110 $/MWh elettrici = 110 $/MWh termici
      Carbone = 80$/MWh elettrici = 27 $/MWh termici
      110 / 27 = 4 volte di più.

      L'energia termica del carbone è 4 volte più conveniente dell'energia termica da fotovoltaico.

      Quindi, con i pannelli PV prodotti usando il carbone, alla fine ottieni energia elettrica al costo di 110 $/MWh; se invece fossero prodotti con energia termica da PV, il costo sarebbe 4 volte maggiore, cioè 440 $/MWh.
      (Nella realtà sarebbe di 220 $/MWh x 4 = 880 $/MWh contro gli 80$/MWh del carbone; 11 volte di meno)

      Pensi che la nostra economia possa girare con prezzi dell’energia così alti?

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    2. X Alessandro : Valutare i rischi, certamente. Nel caso di Colombo, alla base c'era l'entusiasmo ; oggi siamo alle prese con uno stato di necessità e non possiamo dimenticare che non ci sono alternative alle energie rinnovabili ( siamo già in ritardo ).L' esempio della Tesla ,praticato 20 anni fa, sarebbe stato più utile.
      X Carlo :I pannelli fotovoltaici oggi sono costruiti utilizzando energia da combustibili fossili e solo da poco nell'arco della loro vita produrranno più energia di quella utilizzata per costruirli ( qualcuno dice " non ancora " . Ma se non si comincia....). La speranza risiede in una fonte rinnovabile con alto EROEI, come il KITEGEN,che potrebbe entrare nella fase produttiva in tempi ragionevoli.Con l'energia del Kitegen si potrebbero costruire pannelli fotovoltaici senza immettere C O 2 in atmosfera.Ma se funziona il Kitegen, ci sarà ancora bisogno del fotovoltaico ?Personalmente sono convinto che convenga ,perché ....un frutteto ci offre diverse varietà di frutti : a seconda della stagione possiamo raccogliere quelli che vanno maturando.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. Alessandro, ti sei lanciato a dimostrare che l'energia termica ottenuta dal carbone costa meno di quella termica ottenuta con il fotovoltaico. Più o meno, il conto è giusto, la cosa era comunque ben nota. C'è solo il piccolo problema che il fotovoltaico non serve per fare energia termica ma energia elettrica. E che quello che ci serve veramente per tirare avanti la baracca non è tanto energia termica ma energia elettrica. Suggerisco di comparare quello che è comparabile.

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    5. Ho cancellato il precedente messaggio perché il costo del carbone di 3 mesi fa (prima del crollo attuale) è di circa 110 $/t.

      Il fotovoltaico, con 110 $ produce 1 MWh di energia elettrica o termica.

      Il carbone la produrrebbe a un prezzo 8 volte inferiore.

      Giustamente Ugo Bardi mi segnala che per il futuro avremo bisogno di energia elettrica; sono d’accordo, nel senso che, spero che il trasporto si sposti dalla combustione dei combustibili fossili, alle auto elettriche.

      L’industria pesante (acciaierie, estrattive di materie prime, ma anche del vetro) non funzioneranno mai ad energia elettrica.

      Nel presente, la situazione è questa:
      solo 1/7 dell’energia usata dall’uomo è energia elettrica.

      Quindi, con tutta la buona volontà, il passaggio alle rinnovabili non potrebbe avvenire se non per solo 1/7 dell’energia utilizzata attualmente; in futuro si potranno raggiungere percentuali maggiori, ma (orientativamente) i combustibili fossili, copriranno sempre, almeno, il 20 % della produzione di energia primaria.

      Il 20% non sarebbe un problema per l’ambiente e per le risorse disponibili.

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    6. Io non sono convito che i dati di Alessandro Pulvirenti siano corretti. Oggi 1 kWp di Fotovoltaico, su un impianto da 175 MWp, ha un costo di circa 1100$ che equivale ad un importo inferiore ai 200M$. I pannelli attuali hanno una garanzia sulla produzione >80% di 30 anni ed è quindi prevedibile che almeno 30 anni gli impianti producano. Tradotto in cifre 860MWh*365*30=9.417.000MWh. 200.000.000$/9417000=21,24MWh. Con manutenzione e sostituzione inverter è corretto stimare un costo di 30$ MWh che è molto meno dei 110 stimati. Sulle centrali a carbone è anche da valutare il costo CO2 e i costi ambientali e sanitari. Le fossili devono scomparire al più presto dai mix energetico perché, prima di tutto, non sono sostenibili.

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    7. 30$ a MWh, cioè intorno a 24 Euro / MWh !
      Grande!
      Peccato che su Wikipedia, al costo previsto per il 2016 (quindi, con ulteriori ottimizzazioni dei costi), stima 210,7 $/MWh.

      Sarà che hai trascurato qualcosa... :-)

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    8. Se lo dice Wikipedia... Rifai il mio calcolo che non è difficile. Se ci sono errori li trovi facilmente. C'è solo la per e la diviso. Il costo del nucleare non è neppure calcolabile non essendo possibile calcolare il costo dello smaltimento delle scorie visto che nessuno ha idea di come fare eppure su Wikipedia lo danno a 60€ al MWh mentre EDF lo da a 113 con garanzia di 35 anni. Il kWp di FV costa 1000€ e dura 30-40 anni. A Reno produce 1800 kWh anno (5 ore x 365gg). Vuol dire 15€ MWh su 35 anni 18€ MWh su 30. Ti ricordo che i pannelli sono garantiti 30 con produzione >80%. Calcolando con generosità le spese di manutenzione e cambio inverter puoi stimare con larghezza i 30€MWh. La cosa non piace ai fautori delle fossili o dell'atomo, ma è così. Il FV sta diventando popolare nel mondo per questo motivo essenzialmente. I valori che ho messo li conosco perché sono nel settore e sono verificabili facilmente, se puoi smentirli fallo con numeri non con Wikipedia..

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    9. Grazie Giancarlo per avermi illuminato,
      sai, io ho fatto le scuole basse (all'università seguivo al piano terra), come dire, ho conoscenze terra, terra! :-)

      Tu pensa che c’è ancora gente che crede che il fattore di scala nello spazio e nel costo sia lo stesso!
      E pensa che un oggetto 10 volte più grande debba costare solo 10 volte di più.

      Vediamo i più grandi impianti costruiti al mondo, quelli consegnati quest’anno o in consegna il prossimo anno e vediamo che costi hanno.

      I pannelli sono tutti in tecnologia a Film sottile (migliore rapporto prezzo / prestazione al momento.

      I dati sono i seguenti:

      Potenza – Costo - Costo/kWp - Anno completamento - Nome Impianto

      550 MWp - 2500 M$ = 4500 $/kWp – 2014 - Topaz Solar Farm,
      550 MWp - 1460 M$ = 2650 $/kWp – 2015 - Desert Sunlight Solar Farm,
      290 MWp - 1800 M$ = 6200 $/kWp - 2014 - Agua Caliente Solar Project,

      Ma tu pensa quanto sono fessi questi che pagano l’impianto da 2650 $/kWp a 6200 $/kWp.
      Perché non gli e lo spieghi tu, che basta avere tutto pronto, e pagare solo i pannelli, per risparmiare.

      Certo che sicuramente si saranno fatti fregare i soldi dal primo che passa, vatti a fidare!

      Grazie a te, ho potuto aumentare la mia cultura con la conoscenza del “per” che io credevo si chiamasse Moltiplicazione, e del “diviso” che io pensavo si chiamasse Divisione.

      Grazie di esistere! :-)

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    10. Evidentemente, bastava che facessero impianti da 3 kWp e poi li collegavano insieme alla rete e avrebbero risparmiato. E' ovvio che realizzando milioni di monitor questi costano 100 volte di più ciascuno, infatti oggi il monitor da 22" per computer costa 24.000€. Quando sono usciti nel 2002, e ne facevano poche unità, si trovava a 2400€. Anche i pannelli sono passati da 5€W a 0.37Wp perché oggi ne fanno un paio di kWp all'anno. Dove hai studiato economia?
      Forse nei costi è stato inserito anche il costo delle reti e delle infrastrutture che in un impianto a tetto non sono presenti. Io ho fatto impianti da alcuni MWp su tetto e so anche i costi di impianti da 75 MWp e ti assicuro che i costi sono quelli ho segnato. Io posso realizzarlo ai costi indicati al netto delle tangenti.

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    11. Alessandro, ti passo questo commento, ma ti prego di evitare questo tono da ora in poi. Va bene discutere, ma non deve essere una rissa, Grazie

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    12. Chiedo scusa,
      mi sono lasciato trasportare.

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    13. Non so se la mia risposta a Alessandro sia stata cassata, comunque è evidente che i costi segnati per supportare la teoria di Alessandro sono comprensivi di oneri che in un impianto a tetto su una struttura industriale non ci sono. Se 550 MWp possono costare indifferentemente 2650$ kWp e 4500$ kWp è evidente che nell'importo sono inseriti costi estranei all'impianto in sé. I costi che ho citato sono i costi commerciali per l'impianto FV dai pannelli al punto di consegna. Se poi viene realizzata una linea elettrica di due o trecento km, strade e opere di urbanizzazione, canalizzazione ecc. è evidente che si falsa il conteggio. Nel caso di Tesla essendo l'impianto sul tetto della struttura ed essendo la stessa una struttura industriale è normale che si calcoli il costo dell'impianto fino al punto di consegna.

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    14. C'era un progetto (Desertec) che voleva produrre energia rinnovabile (solare fotovoltaico, termico, eolico), installandoli nel deserto de Sahara.
      L'energia prodotta doveva essere trasportata in Europa.
      I costi dei soli pannelli PV o attrezzatura dell'impianto sono solo una parte del costo totale.
      Solo il cavo da passare nel mediterraneo, con l'intensità di corrente prevista e la lunghezza del cavo, crea problemi enormi.
      Dispersione di circa il 25% di energia se non più.
      E noi cosa facciamo? Gli calcoliamo il costo del solo impianto?
      La strada non la facciamo?
      I cavi da migliaia di km non li stendiamo?
      La corrente dissipata non la contiamo?
      Se ci mettiamo a progettare così, non meravigliamoci se poi i costi di realizzazione totale diventano il triplo.
      Se debbo far passare 3 kW di corrente su di un cavo, utilizzo un filo di rame di un dato spessore; se invece da quel cavo debbono passare svariati MW di corrente per migliaia di km, serve un cavo speciale superconduttore.
      Non è la stessa cosa fare un impianto che a 5 metri di distanza consumi già la corrente elettrica prodotta, o al massimo, la immetti nella rete elettrica nazionale che ti ritrovi sotto casa.

      Se parliamo di impianti grandi (che non devono stare sotto casa) é chiaro che ci sono pure i costi di urbanizzazione, canalizzazione, utilizzo di tecnologie speciali e costose, ecc.

      Quando dicevo che fare un impianto 10 volte più grande non costa 10 volte di più, intendevo proprio questo.

      L'esempio di G.T. sulla produzione di massa dei monitor non c'entra.
      Comunque è chiaro che i costi si stanno riducendo.
      Mi ricordo quando nel 2007 (più o meno), mio fratello mi venne a parlare di un impianto di 3 kWp a oltre 20.000 euro.
      Io gli dissi d'aspettare perché i prezzi sarebbero scesi velocemente, e non c'era da fidarsi dei contributi Statali, in quanto, lo Stato è diventato un soggetto inaffidabile.

      Io sono il primo a dire che, indipendentemente dal prezzo, ogni casa singola debba farsi un impianto solare e un impianto di depurazione dell'acqua. Così si rende abbastanza autonoma la casa.
      Visto i tempi guerrafondai che si prospettano.

      Altro discorso è quello di risolvere il problema energetico mondiale, quando vediamo che solo il 16 % dell'energia consumata nel mondo è elettrica.
      Bisogna fare ricerca, inventare le tecnologie adatte che ci permettano di sostituire qualsiasi dispositivo/macchina/motore che va a combustibili fossili, con altrettanti che utilizzano la corrente elettrica.

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    15. Desertec infatti è stato abbandonato perché era totalmente idiota, come progetto. Per coprire il fabbisogno elettrico italiano con il FV (ed è un ragionamento per assurdo perché le rinnovabili vanno sempre valutate in sinergia) sono sovrabbondanti i tetti delle abitazioni e dei capannoni industriali. Il FV ha il vantaggio di non avere dispersioni perché produce dove si consuma il che vuol dire un risparmio del 10% del fabbisogno. Il tuo ragionamento è frutto della disinformazione prodotta dalle grosse utility che insistono nel voler controllare la produzione e quindi vedono impianti centralizzati e collegati in AT. E' comunque fuorviante confrontare il costo di una centrale a carbone senza considerare le infrastrutture con un impianto FV con le infrastrutture. E' un esercizio un po' alla Silvan, la numerologia è illusionismo non scienza.
      La storia sta andando da un'altra parte. La produzione diffusa sarà tutta in BT e MT e vedrà le connessioni in AT solo per regolare frequenza e tensione. In questo quadro il costo dell'energia tenderà a 0 abbastanza rapidamente perché le rinnovabili non hanno combustibili e i costi sono limitati all'impianto e alla manutenzione. L'autonomia energetica è prima di tutto garanzia di libertà e permetterà di ridurre le spese militari per conservare il controllo della produzione fossile e libererà risorse per il paese.

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    16. Non lo avrei dato per totalmente idiota, ma sicuramente fuori tempo, fuori luogo, e fuori di costi

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  3. in effetti il Kitegen sembra promettere molto, potrebbe diventare parte di un sistema integrato di rinnovabili che si sostengono reciprocamente.
    UN network simile a quello che i paesi scandinavi hanno già messo in piedi con nucleare-eolico offshore-maree-idroelettrico

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  4. Per conoscere i valori dei consumi di energia primaria ed elettrica:
    http://energiaricerca.azurewebsites.net/sez_energia/confronti/ConfPrimariaElettricita.aspx
    da cui si vede che:
    nel 1986 la percentuale di energia elettricità sul totale era di quasi il 12 %;
    nel 2013 è stata di quasi il 16 %.
    In 28 anni l'elettricità è salita di soli 4 punti percentuali.
    Se in futuro i trasporti non avverranno con l'elettricità, la percentuale di energia elettrica, che tende lentamente a salire, resterà comunque minoritaria e di conseguenza anche le rinnovabili.

    Penso che l'utilizzo dell'energia elettrica dipenderà dall'invenzione o meno di una pila/accumulatore che possa essere usata per i trasporti.
    ---
    Per conoscere i costi dell'energia termica usati nelle industrie energivore, si può fare riferimento a:
    http://energiaricerca.azurewebsites.net/sez_energia/primaria/CostoEnergiaTermica.aspx

    da cui si evince che, l'energia termica per tali industrie, sarà prodotta ancora per molto tempo dai combustibili fossili, che sono da 7 a 25 volte più economici.
    (malgrado il carbone abbia dei costi ambientali e sulla salute umana, sempre più alti).

    Guardare la realtà ci servirà per trovare le soluzioni REALI ai problemi che si stanno presentando.

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  5. Certo, il Kitegen.
    Quanta energia ha prodotto negli ultimi dieci anni, o mesi, o giorni il Kitegen?
    Ma certamente ne produrrà in futuro.

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    1. A Renato. Kitegen , negli ultimi dieci anni,non aveva il compito di produrre energia, bensì di mettere a punto il programma che serve a governare l'ala e consentire la brevettabilità del tutto e dei particolari.Questo lavoro è stato realizzato con un aquilone sportivo di alcune decine di metri quadri a Sommariva Perno ( C N ). Recentemente è stata realizzata un'ala di potenza di circa 130 m2 , a S. Mauro Torinese, che a giorni sarà trasportata a Sommariva per il collaudo definitivo ( quindi anche produttivo ). La potenza realizzabile sarà di circa 3 MW. Queste notizie su internet.
      A Giancarlo Tecchio . L'articolo dice che a Reno, in Nevada , ci sono 5 ore di picco. Reno si trova circa alla latitudine di Napoli ; io interpreto che questo consente 5 ore di massima potenza,ma oltre questo tempo ,il sole continua a splendere e quindi l'impianto a produrre, per cui il tuo calcolo della produzione annua di Kwh da 1 kwp è pessimistico, cioè certamente superiore

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    2. 5 ore/g sono la media della produzione annuale considerando stagioni e meteorologia del luogo. 1800kWh x kWp è senz'altro un valore sensato visto che si trova in un'area desertica con pochissime precipitazioni. Nel Sahara che è più vicino all'equatore si ipotizzano i 2MWh x kWp, ma è sempre meglio essere prudenti. Certo i 110$MWh erano veri nel 2010, un'era fa nel fotovoltaico.

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  6. Un telefono cellulare, tablet o computer portatile... quasi certamente utilizza una batteria agli ioni di litio. Gli ultimi due decenni hanno visto i dispositivi palmari assurgere ad una parte importante della vita. Che ha creato maggiore domanda di litio. È ancora un settore in crescita. I prossimi anni rischiano di vedere continui miglioramenti dell'efficienza delle batterie che usiamo ogni giorno.
    Le auto elettriche – e senza conducente – hanno bisogno di litio. E ne hanno bisogno un sacco (rispetto a ciò che richiede una batteria).
    Per esempio, una batteria del Model S di Tesla Motors ha 63 chilogrammi di litio, l'equivalente di 10.000 smartphone.

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