Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 15 novembre 2014

Il Wall Street Journal capisce tutto al contrario sul picco

DaOur Finite World”. Traduzione di MR

Di Gail Tverberg


Lunedì 29 settembre, il Wall Street Journal (WSJ) ha pubblicato una storia intitolata  “Perché le previsioni del picco del petrolio non si sono avverate”. La storia è scritta come se ci fossero solo due risultati:

  1. La versione del picco del petrolio di cosa aspettarsi dai limiti del petrolio è corretta o
  2. I Ritorni Decrescenti possono e vengono rinviati dal progresso tecnologico – la visione del WSJ. 


Mi pare, però, che un terzo risultato sia non solo possibile, ma sia quello che sta effettivamente accadendo:

     3. Ritorni Decrescenti dei limiti del petrolio stanno già cominciando a colpire, ma gli impatti e la forma attesa della discesa sono molto diversi da quelli previsti da molti Picchisti.

Zona di confusione

Nel modo di pensare di molte persone, l'economia è separate dalle risorse e dall'estrazione di queste risorse. Se crediamo agli economisti, l'economia può crescere all'infinito, con o senza l'uso di risorse, Chiaramente, con questa visione, il prezzo di queste risorse non conta molto. Se un tipo di risorsa diventa più costosa, possiamo sostituirla con altre risorse, una volta che la risorsa scarsa diventi sufficientemente costosa da rendere dare senso finanziario all'alternativa. Gli stipendi possono crescere arbitrariamente – tutto ciò che serve è che ognuno di noi paghi vicendevolmente salari più alti. E possiamo risolvere ogni problema del sistema finanziario con la stampa di più denaro e più debito.

Questa versione sbagliata di come funziona la nostra economia è stata tramandata dal mondo accademico e dal nostro sistema peer review, dove ogni accademico che segue pedissequamente le tracce dei ricercatori precedenti. Finché i nuovi ricercatori seguono lo stesso pensiero sbagliato dei loro predecessori, i loro articoli saranno pubblicati. Gli economisti  sono stati particolarmente coinvolti nel mettere insieme questa visione del mondo errata, ma anche i politici hanno aiutato. A loro sono piaciuti i risultati dei modelli prodotti dagli economisti, erano tutti potenti. Tutto ciò che dovevano fare i politici era ritoccare il sistema finanziario, e l'economia sarebbe cresciuta per sempre. Non c'era nemmeno bisogno delle risorse!

L'impegno dei Picchisti

I Picchisti sono entrati in una situazione con questa visione del mondo sbagliata ed hanno cominciato a provare a rimetterne a posto i pezzi. Un pezzo che era chiaramente sbagliato era la relazione fra le risorse a l'economia. Le risorse, specialmente le risorse energetiche, sono necessarie per produrre qualsiasi bene e servizio che compriamo. Se quelle risorse cominciassero a giungere a ritorni decrescenti, sarebbe più difficile per l'economia crescere. L'economia potrebbe persino contrarsi. Il Dottor Charles Hall, recentemente andato in pensione come professore del SUNY-ESF, ha inventato una misura dei ritorni decrescenti – il crollo del Energy Returned on Energy Invested (EROEI). Come avverrebbe la contrazione? Per questo, i Picchisti si sono rivolti al lavoro di M. King Hubbert, che ha lavorato in un settore della geologia. Ha scritto circa il modo in cui ci si può aspettare che la fornitura di una risorsa declini con ritorni decrescenti. Hubbert non era preoccupato dall'effetto che i ritorni decrescenti avrebbero avuto sull'economia – il caso speciale in cui si poteva trovare un sostituto perfetto e messo a regime, in anticipo rispetto al declino causato dai ritorni decrescenti.

Figura 1. Figura dal saggio del 1956 di Hubbert, Energia nucleare e combustibili fossili.

Nell'esempio mostrato sopra, Hubbert ipotizza che il nucleare a buon mercato avrebbe rilevato i combustibili fossili prima che questi cominciassero a declinare. Hubbert ha persino parlato di fare combustibili liquidi a basso costo usando le risorse nucleari molto abbondanti, quindi il sistema poteva continuare come prima. In questo caso particolare, Hubbert ha suggerito che il declino delle risorse poteva seguire una curva simmetrica, declinando lentamente in uno schema simile al proprio aumento del consumo, visto che questo schema si verifica spesso estraendo una risorsa in natura. Molti Picchisti sembrano credere che questo schema avverrà nel caso più generale, anche dove non c'è un sostituto perfetto disponibile. Un sostituto perfetto dovrebbe essere a basso costo, abbondante ed essenzialmente non comportare alcun costo di transizione.

Nel caso particolare che ha modellato, Hubbert indicava che la produzione avrebbe cominciato a declinare quando circa il 50% delle riserve sarebbero state esaurite. I Picchisti hanno usato spesso questo approccio, o sue variazioni (la cosiddetta “Linearizzazione di Hubbert"), per prevedere la produzione futura e per determinare le date in cui la produzione di petrolio avrebbe “raggiunto il picco”. Naturalmente, col miglioramento della tecnologia, dell'altro petrolio è divenuto accessibile, facendo crescere le riserve. Inoltre, quando il prezzo è aumentato, le risorse che non sono mai state economicamente estraibili lo sono diventate. La produzione è continuata oltre le previsioni delle date del picco, sempre di più. I Picchisti hanno capito bene almeno una parte della storia – il fatto che stiamo di fatto raggiungendo i ritorni decrescenti rispetto al petrolio. Per questo dovrebbero essere lodati. Ciò che non si sono prefigurati è tuttavia, (1) come funziona realmente il sistema energetico-economico e (2) quali pezzi del sistema possono rompersi prima. Questo problema in realtà non è colpa dei Picchisti – è il risultato di aver iniziato con un modello molto sbagliato dell'economia e non aver capito quali pezzi di quel modello dovevano essere sistemati.

Come funziona realmente il sistema economico

Abbiamo a che fare con un'economia messa in rete, una che è auto-organizzata nel tempo. La rappresenterei come una rete vuota, costituita da imprese, consumatori e governi.

Figura 2. Cupola costruita usando Bastoncini di Leonardo.
Questo sistema economico usa energia di vari tipi oltre a risorse di vari tipi per fare beni e servizi. Ci sono molte parti di questo sistema, comprese leggi, tasse e commercio internazionale. Il sistema cambia gradualmente e si espande, con nuove leggi che sostituiscono le vecchie, nuovi clienti che sostituiscono i vecchi e nuovi prodotti che sostituiscono i vecchi. La crescita del numero di consumatori tende a portare alla necessità di più beni e servizi di ogni tipo. Una parte importante dell'economia è il sistema finanziario. Connette una parte del sistema con l'altra e quasi magicamente segnala quando di verificano delle scarsità, di modo che si possa produrre di più di un prodotto mancante, o che si possa sviluppare un sostituto. Il debito è a sua volta parte del sistema. Con un debito in aumento è possibile utilizzare profitti che saranno guadagnati in futuro, o introiti che saranno guadagnati in futuro, per finanziare gli investimenti attuali (come le fabbriche) e gli acquisti attuali (come le auto, le case e l'educazione superiore). Questo approccio funziona bene se un'economia cresce abbastanza. La domanda aggiuntiva creata attraverso l'uso del debito tende ad aumentare i prezzi dei beni come petrolio, metalli ed acqua, dando un incentivo economico alle società per estrarre questi elementi ed usarli nei prodotti che fanno. L'economia non può contrarsi in nessun modo significativo per diverse ragioni:


  1. Con una popolazione in aumento, c'è la necessità di più beni e servizi. C'è anche la necessità di più posti di lavoro. Un'economia messa in rete in crescita fornisce numeri crescenti sia di posti di lavoro sia di beni e servizi. Un'economia in contrazione porta e licenziamenti e meno beni e servizi prodotti. Si presenta come una recessione
  2. L'economia messa in rete cancella automaticamente i prodotti obsoleti e si ri-ottimizza per produrre i beni necessari ora. Per esempio, i costruttori di frustini da calesse sono piuttosto rari oggi. Così, non possiamo rapidamente tornare ad usare cavallo e calesse, anche se dovessimo, se il petrolio diventa scarso. Non ci sono abbastanza cavalli e calessi e non ci sono servizi per la pulizia del letame di cavallo. 
  3. L'uso del debito per la finanza dipende da una produzione futura sempre in aumento. Se l'economia si contrae o anche se solo smette di crescere rapidamente come in passato, tendono ad esserci un problema di default del debito. 
  4. Se il debito comincia a contrarsi, i prezzi dei beni come petrolio, oro ed anche del cibo tendono a diminuire (analogamente alla situazione che vediamo adesso). Questi prezzi più bassi scoraggiano l'investimento nella creazione di nuovi beni. Alla fine, portano ad una minore produzione e a licenziamenti. Se si verifica la deflazione, il debito può diventare davvero difficile da ripagare. 


In che condizioni può crescere l'economia?

Chiaramente aggiungere più persone aggiunge più crescita. Ciò può essere fatto aggiungendo più bambini che vivono fino alla maturità. Può essere fatto anche dalla globalizzazione – aggiungendo gruppi di persone che in precedenza facevano beni e servizi solo fra di loro in quantità limitata. Quando questi gruppi si collegano all'economia più allargata, i loro modi più vecchi e più semplici di fare le cose tendono ad essere sostituiti da attività più produttive (che comportano più tecnologia e più uso di energia) e maggior commercio internazionale. Naturalmente, ad un certo punto il numero di nuove persone che possono essere collegate all'economia globale giunge ad essere molto piccolo. La crescita dell'economia mondiale diminuisce, semplicemente a causa della diminuita capacità di aggiungere paesi “sottosviluppati” all'economia messa in rete. Oltre ad aggiungere più, persone, è anche possibile rendere i singoli cittadini “migliori” rendendo i lavoratori più efficienti nel produrre beni e servizi. La maggior parte delle persone pensa che la maggiore produttività si verifichi attraverso cambiamenti tecnologici, ma secondo me rappresenta realmente una combinazione di cambiamenti tecnologici oltre ad una combinazione di risorse non costose di vari tipi. Questa combinazione spesso comprende combustibili fossili a basso costo, forniture abbondanti di acqua a basso costo, suolo fertile, e depositi minerali facili da estrarre. Avendo queste cose disponibili rende possibile lo sviluppo di nuovi strumenti (come nuove attrezzature agricole, seminatrici e veicoli), di modo che i lavoratori possano diventare più produttivi.

I ritorni decrescenti sono la cosa che tende a “scombinare” questa crescita pro capite. Coi ritorni decrescenti, i combustibili fossili diventano più cari da estrarre. L'acqua spesso deve essere ottenuta per desalinizzazione o attraverso pozzi più profondi. I suoli hanno bisogno di più modifiche per essere fertili come in passato. I depositi minerali contengono sempre meno metallo, quindi devono essere estratti più materiali estranei col metallo per poi essere separati. Se anche la popolazione cresce, c'è la necessità di una maggior produzione agricola per acro, portando alla necessità di tecniche più avanzate. Aggirare i ritorni decrescenti tende a rendere ogni tipo di bene e servizio più costoso, relativamente ai salari. L'aumento dei prezzi dei beni non sarebbe un problema se i salari aumentassero allo stesso tempo di beni e servizi. Il problema è che in un certo senso i ritorni decrescenti rendono i lavoratori meno efficienti. Ciò accade a causa della necessità di aggirare i problemi (come scavare pozzi più profondi e rimuovere più materiale estraneo dai depositi minerali). Per molti anni, i cambiamenti tecnologici potrebbero compensare gli effetti dei ritorni decrescenti, ma ad un certo punto tendono a stagnare o persino a declinare. La Figura 3 mostra che i salari pro capite hanno avuto la tendenza a crescere negli Stati Uniti quando il petrolio era al di sotto di circa 40 0m 50 dollari al barile, ma hanno avuto la tendenza a stagnare quando i prezzi sono stati al di sopra di quel livello.

Figura 3. Salati medi statunitensi in dollari del 2012 in confronto al prezzo del petrolio Brent, anch'esso in dollari del 2012. I salari medi sono salari totali sulla base dei dati BEA adattati dal CPI-Urban , diviso la popolazione totale. Così, riflettono i cambiamenti della percentuale di popolazione impiegata così come i livelli di salario. 
Quali effetti dovremmo aspettarci dai ritorni decrescenti rispetto all'offerta di petrolio? 

Ci sono diversi effetti previsti dei ritorni decrescenti:


  1. Aumento dei costi di estrazione di petrolio ed altri beni soggetti ai ritorni decrescenti.
  2. Salari di tutti i tipi stagnanti o in diminuzione eccetto che per i lavoratori d'élite.
  3. Tassi di interesse ultra bassi per cercare di rendere i beni più abbordabili ai lavoratori stremati dai salari stagnanti e dai prezzi alti. 
  4. Aumento del debito governativo, nel tentativo di stimolare l'economia e per fornire programmi di assistenza ai molti lavoratori senza lavori ben pagati. 
  5. Aumento della preoccupazione per il default del debito, quando la quantità eccezionale di debito diventa sempre più assurda in relazione ai salari dei lavoratori e quando tutti gli incentivi al debito finiscono il loro corso, in paesi come la Cina.
  6. Un problema a due facce col petrolio. Da un lato c'è la recessione,quando i prezzi del petrolio aumentano a livelli che non possiamo permetterci. L'Economista James Hamilton ha mostrato che 10 recessioni su 11 successive alla Seconda Guerra Mondiale sono state associate a dei picchi del prezzo del petrolio. Ha anche mostrato che c'è una buona ragione per attendersi che la Grande Recessione sia stata collegata all'ascesa dei prezzi del petrolio antecedenti il 2007. Ho scritto un saggio su questo – Limiti dell'offerta di petrolio e crisi finanziaria continua.
  7. Il secondo problema col prezzo del petrolio è il contrario – i prezzi del petrolio troppo bassi in relazione al costo di estrazione, perché i salari non sono abbastanza alti da permettere ai lavoratori di permettersi il prezzo pieno di beni fatti con petrolio costoso. Questo è davvero un problema con una accessibilità inadeguata (chiamata domanda inadeguata dagli economisti).
  8. Collasso finale dell'intero sistema. 


Ci sono stati molti studi sui collassi delle economie passate. Questi collassi hanno avuto la tendenza a verificarsi quando le economie hanno raggiunto i ritorni decrescenti dopo un lungo periodo di crescita. I problemi sono stati spesso simili a quelli che vediamo oggi: salari stagnanti dei lavoratori comuni e crescita del debito. C'erano sempre più richieste al governo di trovare soluzioni ai problemi dei lavoratori, ma i governi hanno trovato sempre più difficile raccogliere tasse sufficienti per tutti i programmi di sostegno necessari. Alla fine, i sistemi economici hanno avuto la tendenza al collasso, in un periodo di anni. La forma di uso della risorsa nei collassi è stata decisamente non simmetrica. La Figura 4 mostra il mio punto di vista della forma tipica dei collassi delle economie non basati sui combustibili fossili sulla base del lavoro di Peter Turchin e Surgey Nefedof.


Figura 4. Forma del Ciclo Secolare tipico, sulla base del lavoro di Peter Turchin e Sergey Nefedov in Cicli Secolari.

Secondo me, la data della diminuzione dell'offerta di petrolio sarà determinata da ciò che sembrano ai più come problemi finanziari. Una possibile causa è che il prezzo del petrolio sarà troppo basso per i produttori (una condizione che si sta verificando ora). I governi penseranno che sia impopolare aumentare i prezzi del petrolio ma, allo stesso tempo, sarà impotente nel fermare gli impatti negativi che le diminuzioni del prezzo hanno sull'offerta mondiale di petrolio. La diminuzione dei prezzi del petrolio ha effetti particolarmente negativi sugli esportatori di petrolio, perché questi ultimi dipendono dagli introiti del petrolio per il finanziamento dei propri programmi di sostegno. Stiamo già vedendo questo adesso, con l'aumento delle tensioni in Medio oriente, l'aumento della belligeranza in Russia e i problemi del Venezuela. Questi problemi tenderanno a ridurre la globalizzazione, portando a meno crescita mondiale e ad una maggiore tendenza dell'economia mondiale alla contrazione.

Sfortunatamente, non ci sono modi ovvi di risolvere i nostri problemi. I sostituti costosi del petrolio (cioè, i sostituti che costano più di 40 o 50 dollari al barile) è probabile che abbiano un impatto ugualmente negativo sull'economia quanto il petrolio costoso. L'idea che i prezzi dell'energia possano aumentare e l'economia possa adattarsi ad essi è basata sula pia illusione. La nostra economia messa in rete non può contrarsi. Tende piuttosto a rompersi. Anche i tentativi ben intenzionati di ridurre l'uso di petrolio è probabile che si rivoltino contro, perché tendono a ridurre i prezzi del petrolio e ad avere altri effetti indesiderati. Inoltre, un uso del petrolio che una persona considererebbe frivolo (come una vacanza in Grecia), rappresenta un lavoro necessario per un'altra persona.
I Picchisti dovrebbero essere biasimati per aver mancato i limiti “reali” del petrolio?

No! I Picchisti hanno dato un contributo importante nel richiamare alla nostra attenzione il problema generico dei ritorni decrescenti dell'offerta di petrolio. Una delle loro maggiori difficoltà è stata che sono partiti lavorando con una storia dell'economia che era molto distorta. Hanno capito come sistemare parti della storia, ma sistemare tutta la storia era al di là delle loro capacità. Il grafico seguente mostra un riassunto di alcuni modi in cui il loro punto di vista ed il mio differiscono:

Figura 5. Riassunto dell'autrice di alcune differenze di vedute.
Una delle aree che i Picchisti hanno avuto la tendenza ad ignorare è stata il fatto che un sostituto del petrolio deve essere perfetto – cioè, essere disponibile in quantità enormi, a buon mercato, senza grandi costi di sostituzione – per non condizionare negativamente l'economia e per permettere il tasso di declino lento suggerito dal modello di Hubbert. Altrimenti, i problemi di ritorni decrescenti rimangono, portando a salari in declino ed all'aumento dei costi di realizzazione di beni e servizi. Per i Picchisti, saltare sul carro accademico è stata una tentazione, in cerca di sostituti del petrolio. Finché i Picchisti non fanno troppe richieste riguardo ai sostituti – solo confronti di EROEI – sembra che l'eolico e il solare FV siano delle promesse. Ma una volta che uno si rende conto che la nostra reale necessità è quella di mantenere in crescita l'economia, diventa chiaro che tali “soluzioni” sono tristemente inadeguate. Ci serve un modo di superare i ritorni decrescenti per mantenere l'intero sistema in funzione. In altre parole, ci serve un modo per far aumentare i salari e far diminuire il prezzo dei beni finiti in relazione ai salari. Non c'è nessuna possibilità che l'eolico e il solare FV faranno questo per noi. Abbiamo un problema molto più fondamentale di quanto le “nuove rinnovabili” possano risolvere. Se non riusciamo a trovare una soluzione, è probabile che la nostra economia raggiunga quello che somiglia ad un collasso finanziario a breve termine. Naturalmente, la ragione reale sono i ritorni decrescenti del petrolio e anche di altre risorse.


11 commenti:

  1. Mi sembra che l'autrice non accenni ad un benchè minimo segno di speranza; è l'unico commento che si possa fare. Si salvi chi può!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello che dice la Tverberg, sostanzialmente, e' che questo attuale arrangiamento socio-conomico ha i giorni contati, e non esiste una cura che la riporti a stare come prima.

      Questa diagnosi pero' non coincide con un verdetto di fine dell'umanita', ne definisce solo una sua grossa crisi. Molto grossa, ma solo una crisi.

      Elimina
  2. la Tveberg continua a dire che senza combustibili liquidi siamo fottuti e che FV ed eolico non serviranno a molto. Io chiedo al professore come mai confidi tanto nelle rinnovabili. In fondo anche Hubbert confidava nel nucleare, che pure produce energia elettrica, ma non certo quei liquidi tanto basilari nella nostra società. Mandare tutto coll'elettricità mi sembra impossibile per svariati motivi, ma mi posso sempre sbagliare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come dico spesso, problemi e soluzioni sono categorie della mente umana. Se uno pensa che le rinnovabili siano la soluzione al problema dei fossili, non ci siamo proprio. Se uno considera le rinnovabili la base di una nuova società umana, allora cominciamo a ragionare.

      Elimina
    2. Con l'elettricità fai funzionare treni, calcolatori, fonderie di alluminio, oltre a pompe di calore ed ovviamente l'illuminazione..Non mi pare poco.Certo i grandi trasporti intercontinentali, non solo di cianfrusaglie varie , ma anche di derrate alimentari, torneranno a vela...Escludendo l'incognita climatica, che è in realtà la principale,il fattore caos da sovrappopolazione e da decrescita produzione agricola, resta potenzialmente una società avanzata dove giocofroza si comincierà a ragioanre per comunità locali e più grandi stile matrioske, ma escludendo i diritti del singolo ad andare dove vuole o fare quello che vuole ed altri ancora. una società che potrà finalmente investire in ricerca di base, medicina esclusa, dove anzi la parte del leone la farà finalmente l'igiene pubblica, la più sostenibile, forse la sola delle branche mediche.Sempre che, ripeto, gli sonvolgimenti climatici non consentano affatto questa transizione tutt'altro che dolce ad una società comunque avanzata e che guarda al futuro più che ad espandersi il più possibile come un tumore...Il tumore muore quando muore l'organismo. Una società della sostenibilità e della ricerca. I combustibili fossili resteranno solo per i mezzi agricoli ed i mezzi militari.

      Elimina
    3. in questo momento mia moglie è uscita di camera, rifiutandosi di spengere la luce. Non penso sarà facile avere una nuova società umana formata dagli umani di oggi e di ieri. La "forma mentis" è quella di un genere predatorio che si è adattato con successo a sfruttare senza rimorsi ogni risorsa e i suoi stessi simili. Come disse un docente universitario di Firenze, che curò mio padre, noi umani siamo per l'organismo Terra, il tumore che la uccide. Fare il mea culpa globale è altrettanto improbabile, quanto tornare a farlo in Chiesa col 99% della popolazione italiana, come era 60 anni fa. Ieri in Chiesa ero a 62 anni uno dei più giovani, ma come dice il parroco, i fedeli che fanno la comunione sono tanti (???), ma quelli che si confessano pochi, il che dimostra secondo me una profonda sclerotizzazione della coscienza profonda, come la chiama il sapiente, che altri non è che un padre molto anziano di uno sperduto santuario, ma ancora molto lucido, tanto da non lasciarsi sfuggire la sottile distanza che separa anima (coscienza profonda)e mente (il pensiero, la capacità di elaborare il mondo intorno, cosa che fanno tutti gli esseri viventi, anche gli invertebrati, come il polpo), come diceva S.Paolo, o che separa io e super io, come diceva Freud (due ebrei, razza eletta!!!) o che separa virtute e canoscenza come diceva quell'immenso poeta fiorentino, di Dante, che come tutte le menti superiori ha dovuto andarsene in esilio ed è stato compreso e apprezzato solo post mortem. Un pò come succederà al nostro buon professore, pure lui fiorentino, come a tutte quelle poche persone di buon senso che ci sono, ma senza l'esilio, spero.

      Elimina
  3. Ugo tu sei un grande e te l'ho detto più volte ma hai anche il difetto di accomunare tutta la storia umana in meccanismi generalisti che dimenticano i dettagli; (non tutti i picchisti hanno avuto idee sballate sull'economia) che so che la società è divisa in classi e che queste classi sono cambiate nel corso del tempo; l'economia moderna è basata su meccanismi molto diversi da quelli di 1000 anni fa; i ritorni decrescenti per esempio furono previsti da Marx col nome di caduta del saggio di profitto nei grundrisse, come il principale meccanismo di crisi del capitalismo moderno; sul tema ci sono parecchie ricerche empiriche e teoriche; per un riassunto puoi vedere su wiki inglese: http://en.wikipedia.org/wiki/Tendency_of_the_rate_of_profit_to_fall

    RispondiElimina
  4. Credo che l’argomentazione e le conclusioni di Gail Tverberg siano “abbastanza” giuste ma non sono del tutto convinto dal suo modello economico o –piu precisamente- dalla sua modellezzione dell’economia, Va senz’altro nella direzione giusta ma mi pare un po’ troppo semplice o semplificata e con relativamente poche variabili. (almeno in questo post)

    E non e’ chiaro se qui stia parlando dell’economia globale a lungo termine (allora magari le conclusioni sono piu solide) o se sta parlando anche di diverse parti dell’economia globale totale ed anche a piu’ breve scadenza. Cioe di varie regioni -tali UE -o dei paesi cosiddetti “emergenti” o di quelli industrializzati, o di quelli del “sud” o del “nord” , o dell”Asia o dell”Africa, o di quelli produttori o consumatori di petrolio o di altre fossili, od di varie singole economie nazionali.

    Ciascuna di queste economie ha delle condizioni interne ed esterne diverse e le diverse parti dell’economia globale totale interagiscono e si muovono e cambiano e si condizionano a vicenda insieme. E le loro dinamiche possono essere molto diverse l’una dall’altra ed in particolare a breve termine. E l’economia (o le economie) interagiscono anche con il sistema finanziario globale (ed alcuni piu regionali o nazionali) il quale pure e’ – o sono- in continua evoluzione e presentano diversi problemi propri, tali una certa fragilita, shadow banking systems ed ecc.

    E adesso il sistema finanziario e’ basato sul “fractional reserve banking” ma questo potrebbe pure eventualmente essere cambiato e se lo fosse cambierebbee molte cose anche per l'economia. E vi sono anche varie “scuole” di economia tali quelle classiche, quelle ortodosse e quelle eterodosse (post-Keynesian ed Austrian) ed anche quella Marxista. A me sembra che Gail Tverberg (ed altri) stiano cercando di creare una nuova scuola di economia (ma che per ora lo stiano facendo solo in modo parziale) la quale terrebbe conto molto meglio delle risorse e dei loro picchi (definiti bene o definiti male), dei limiti alla crescita e di altri parametri e variabili di provenienza piu dalle scienze fisiche e naturali ed ecologiche piuttosto che dalle scienze cosiddette sociali. (CONTINUA)

    RispondiElimina
  5. ….Questo non vuol dire che si debbano eliminare del tutto tutti i concetti fondamentali delle teorie economiche come l’offerta e la domanda alcuni dei quali possono continuare a rivelarsi molto utili. Ma magari altri tali il presupposto che la crescita economica (o del cosiddetto PIL definito in un determinato modo) sia un buon proxy per il benessere umano ed ecologico e sia quindi indispensabile potrebbero essere rivisti. Esistono delle buone critiche del neoliberismo e dei suoi diversi concetti e dottrine fondamentali ed uno molto buono a livello generale e’ quello di Antonio Turiel apparso recentemente su questo blog. Ed esistono anche varie critiche dei concetti del Marxismo benche molte sono piu di carattere ideologico che di vero carattere scientifico. In che cosa si sbagliano le diverse teorie e quali loro concetti ed analisi sono invece giuste almeno nel contesto storico relativamente attuale? Dato che le teorie economiche devono applicarsi a delle societa umane che sono in continua evoluzione (ed in interazione con la biosfera che le ospita) e quindi devono inevitabilmente evolversi anche loro per rimanere utili.

    Adesso nuove realta' molto importanti si stanno identificando molto piu chiaramente, le quali prima non esistevano o non erano riconosciute od erano molto meno importanti, tali il picco del petrolio e di altre risorse ed i cambiamenti climatici. A mio parere c’e bisogno di una nuova intera “scuola di economia” che ne tenga conto e che integri i nuovi concetti, le nuove idée e loro variabili e loro interazioni con le vecchie idée delle vecchie scuole economiche che sono pero’ magari ancora valide ed applicabili. Questo lavoro di “aggiornamento” e di “integrazione” delle diverse teorie economiche e' molto difficile ma secondo me e’ necessario. Senza una buona teoria relativamente complessiva e non solo parziale che ovviamente continuera’ ad essere in continua evoluzione- continueremo a non capire bene od a confoderci.

    Ma meno male che questo piccolo compito di aggiornamento “complessivo” non spetta a me !

    RispondiElimina
  6. Il modello World 3, evoluzione del modello usato dal Club di Roma nel 1972, tratta le risorse a livello mondiale (correggetemi se sbaglio), dimenticandosi che il Mondo NON è composto da un unico Stato/governo.

    Quello che é abbondante in un Paese non é detto che venga venduto e condiviso con gli altri Paesi; per esempio, gli USA sono produttori di petrolio (anche se non autosufficienti), ma era vietato esportare petrolio (anche se adesso, per motivi geopolitici, stanno facendo finta che si possa fare, per convincere l'Europa a mettersi contro la Russia).

    Quando il petrolio inizierà a scarseggiare, chi ce l'ha non lo venderà agli altri, ma se lo conserverà per il futuro. Questo farà diventare gli altri Paesi pronti a tutto per ottenere le fonti energetiche, della serie:
    si prevedono guerre nel nostro futuro, ben prima che le risorse siano quasi esaurite.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti i creatori stessi del modello World 3 avvisano che il loro risultato e' valido finche sono mantenute le condizioni di contorno.
      Vale a dire che non appena si scatena una rottura grave, tutto quello che c'e' nel grafico a destra di quella data non e' piu' attendibile.

      Elimina