Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 2 novembre 2014

Bruciare le foreste in nome della sostenibilità. Ideona!


Dagrist.org”. Traduzione di MR (h/t Nate Hagens)

Di Ben Adler

Se si guida attraverso il Sud e si vede un campo spogliato pieno di nuove piantagioni tozze dove un tempo c'era la foresta lussureggiante, la colpa potrebbe essere di un colpevole improbabile: l'Unione Europea e le sue ben intenzionate regole per l'energia pulita. Nel marzo 2007, l'UE ha adottato obbiettivi climatici ed energetici dal 2010 al 2020. I 27 paesi membri hanno stabilito un obbiettivo di riduzione delle emissioni di carbonio del 20% per il 2020 e di aumento delle rinnovabili fino al 20% del proprio portafoglio energetico. Sfortunatamente, hanno sottostimato l'intensità di carbonio dell'uso della legna (leggi, “biomassa”) per fare elettricità ed hanno categorizzato la legna come combustibile rinnovabile.

Il risultato: i paesi della UE con settori rinnovabili più ridotti si sono rivolti alla legna per sostituire il carbone. I Governi hanno fornito incentivi per gli impianti energetici allo scopo di fare questo passaggio. Ora, con un pugno di nuove centrali europee a legna che sono entrate in funzione, gli europei hanno bisogno di legna per alimentare la bestia. Ma in gran parte dei paesi europei non sono rimaste molte foreste da tagliare a disposizione. Quindi importano le nostre foreste, specialmente dal Sud. Naturalmente, la legna è in un certo senso rinnovabile: gli alberi possono essere ripiantati. Ma in altri sensi è più simile ai combustibili fossili che non al solare e all'eolico. Dopotutto, tutta questa ossessione per le rinnovabili non è solo a causa dell'esaurimento dei combustibili fossili. E' perché bruciare combustibili fossili produce CO2 che causa il riscaldamento globale. La stessa cosa vale bruciando legna, a differenza dell'eolico e del solare.

La legna rappresenta una maggioranza di generazione di energia rinnovabile in Polonia e in Finlandia e quasi il 40% in Germania. E' particolarmente attraente per le utility energetiche britanniche, perché il governo britannico offre sussidi generosi per l'energia rinnovabile e la sua industria solare non è nemmeno lontanamente progredita quanto quella della Germania. Drax, una grande utility britannica, ha annunciato lo scorso anno che convertirà tre centrali a carbone a legna. Questa transizione porterà l'azienda a 550 milioni di sterline britanniche all'anno (912 milioni di dollari) di sussidi governativi per le rinnovabili. The Economist chiama questa politica “demenza ambientale”, osservando seccamente: “Dopo anni in cui i governi europei hanno vantato la loro rivoluzione ad alta tecnologia e a basso tenore di carbonio, il principale beneficiario sembra essere il combustibile preferito delle società preindustriali”.

La logica iniziale della UE non era completamente folle – è solo risultata essere del tutto sbagliata. Citando ricerche che suggerivano che gli alberi giovani consumano più CO2 di quelli vecchi, i decisori politici hanno immaginato che bruciare un albero per l'energia poteva essere neutro dal punto di vista del carbonio, se si fosse piantato un albero sostitutivo. Studi più recenti, tuttavia, hanno mostrato che questo era troppo ottimistico. Non tutti gli alberi giovani consumano più CO2 di quelli vecchi – dipende dalla specie e da varie altre condizioni. Il processo di triturazione degli alberi per farne pellet di legna, di spedirlo oltre Atlantico e l'energia coinvolta nel bruciarlo tutto, si aggiungono all'intensità di carbonio totale. “Bruciando pochissimi combustibili di legna mostra un qualche beneficio rispetto al carbone”, dice Scot Quaranda, un portavoce della Dogwood Alliance, un gruppo anti-deforestazione di Asheville, in Carolina del Nord. “In gran parte dei casi è in realtà peggio del carbone o del gas naturale”.

Dogwood ha lanciato una campagna per fare pressione sulle utility americane e britanniche per fermare la combustione di alberi per produrre elettricità (dice che la segatura che rimane nelle segherie è relativamente innocua). Ci sono alcune variabili cruciali da considerare quando si valutano gli impatti climatici della combustione di legna. Una è: cosa sarebbe successo alla legna se non fosse stata bruciata? Molte operazioni di taglio e segherie bruciano mucchi di ramaglie, scarti e segatura, creando più gas serra di quella che potrebbe generare una centrale bruciando pellet fatto con gli stessi “residui”, secondo un rapporto pubblicato lo scorso mese dal Dipartimento Britannico dell'Energia e del Cambiamento Climatico. Ma da una prospettiva climatica, sarebbe meglio lasciare che quei residui si decompongano nella foresta, dice il rapporto. Dipende anche da quanta energia termica è richiesta per seccare il pellet da bruciare e come quell'energia viene prodotta. In media, dice il rapporto, “E stato scoperto che l'elettricità da biomassa richiede ingressi di energia maggiori di gran parte delle altre tecnologie per generare elettricità”. La legna spedita in Europa dalla costa occidentale ha delle emissioni da combustibile molto più alte per via del trasporto di quella spedita dalla costa orientale. Poi c'è la questione di come sarebbe stata usata la terra se non vi fossero stati coltivati alberi.

La linea di fondo è: mentre in certi scenari bruciare pellet di legna può avere un'impronta di gas serra “molto bassa”, dice il rapporto, “altri scenari possono risultare nelle intensità (di gas serra) maggiori di quelle dell'elettricità prodotta da combustibili fossili, anche dopo 100 anni”. E “in tutti i casi, l'ingresso di energia richiesta per produrre elettricità dal pellet nord americano è maggiore di quello dell'elettricità prodotta da combustibili fossili e da altre rinnovabili (eccetto i sistemi FV più energeticamente intensivi) e il nucleare”. In generale, ciò sembra difficilmente una cosa che dovremmo incentivare. Speriamo che le politiche europee stiano al passo con le scoperte dei loro governi.

16 commenti:

  1. Una precisazione: la semplice combustione di legna emette in atmosfera la stessa quantità di CO2 che la pianta ha assorbito durante la sua crescita. Di per sè dunque il processo è carbon neutral. Il "problema" della biomassa rispetto alle altre rinnovabili (con eccezione in alcuni casi della geotermia) è che è accumulabile. Essendo la cumulabilità nelle mani dell'uomo, può essere utilizzata bene o male, come tutto quello che viene utilizzato dall'uomo. Concludendo: di per sè non è la biomassa il problema, è l'uso sostenibile o meno che se ne fa.

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  2. Da un punto di vista energetico abbiamo:
    * Legno da 2500 a 4500 kcal/kg
    * Lignite da 4000 a 6200 kcal/kg
    * Antracite da 8300 a 9000 kcal/kg

    Già la lignite viene usata dalle centrali termoelettriche, solo se esse sono costruite accanto (anche dentro) l’area della miniera; in quanto, se aggiungessimo i costi logistici di trasporto, avrebbe, a parità di energia prodotta, un prezzo superiore al carbone (Antracite).

    Il legno, per essere utilizzato come combustibile, richiede enormi contributi pubblici, se no, non è conveniente. Bisogna aggiungere poi che, il legno non contiene solo Carbonio e acqua, ma tutta una serie di elementi che si disperdono nell’aria quando viene bruciato; mentre il carbone, viene prima trattato per ridurre tali elementi (zolfo, …).

    Facendo dei calcoli si scopre che (vado a memoria) l’energia solare incamerata dalle piante è intorno al 4%, mentre quella prodotta dalle celle fotovoltaiche è intorno al 18%.

    Della serie, un terreno coperto da un impianto fotovoltaico, produce molta più energia elettrica (e senza costi logistici di lavorazione), rispetto alle biomasse.

    Tutte pseudo-soluzioni che servono solo a raschiare il fondo del barile. Per risolvere i problemi energetici ci vuole molto di più.

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  3. Temo che la maggior parte dei lettori non abbia mai preso in mano una motosega.
    Se lo avessero fatto avrebbero commenti molto più realistici da postare.
    Forse si renderebbero conto di cosa vuol dire ricavare energia dalle biomasse.
    E siamo ancora nella parte divertente del lavoro in quanto per tagliare. spaccare, segare, trasportare, accatastare oggi si ricorre totalmente ai combustibili fossili.
    Tutti coloro che si riempiono la bocca di combustibili "green" e biomasse sono caldamente invitati ad approcciarsi alla filiera produttiva con scuri, accette, seghe a mano, argani manuali, carretti trainati da asini (o dagli stessi addetti), mazza e cunei e via dicendo.
    La cosa avrebbe un immediato vantaggio perchè tale attività, che si svolge prevalentemente durante i mesi freddi, genera assai calore corporeo, favorisce il metabolismo dei grassi, permette di respirare aria buona e fa risparmiare i soldi della palestra. Ha inoltre, come curioso effetto collaterale, quello di rendere più appetitoso il cibo e di uccidere i grilli che ronzano in testa.

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    1. Perfetto; condivido.

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    2. Condivido!!
      Chi ha fatto l'esperienza che che descrivi dice "La legna scalda 2 volte!"
      Chi non sa di cosa parliamo pretende pellet ben asciutto, compra sacchi provenienti dall'altro capo del mondo.... (il mio vicino mi ha mostrato sacchi provenienti dal Candada)
      E poi si vantano credendo di aver fatto una cosa intelligente.
      -
      P.S. Nessuno ha sottolineato il fatto che comunque non è una risorsa rinnovabile poiché va a discapito della fertilità dei terreni.

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    3. Concordo, specialmente (come dici), se tutta la logistica (dal disboscamento, preparazione, trasporto ecc) viene fatta con lavori che non includono l'utilizzo dei combustibili fossili.
      Spesso sono molto più favorevoli al lavoro manuale nei campi chi, in realtà, non ci ha mai lavorato, o al massimo si è fatto qualche scampagnata con eventuale raccolta di frutta.

      Riassumo per quelli non tanto esperti...
      se torniamo al lavoro manuale, il 90% del nostro benessere se ne va a farsi friggere!
      E' come se i prezzi aumentassero almeno del 300%.

      Quando dico questo, molti mi rispondono che é buono, perché così finirà il consumismo.

      Allora, io, visto che non hanno capito, gli faccio un altro esempio.
      Invece di considerare i prezzi triplicati, immaginate che i prezzi restino gli stessi, ma che il vostro stipendio diventi un terzo (chi prende 1200 euro/mese si ritroverà con 400 euro/mese)!
      Solo allora, fanno un salto per aria e finalmente capiscono verso quale disastro stiamo andando incontro!

      In più, i terreni agricoli si dovrebbero coltivare abitandoci, in quanto, sarebbe impossibile avere un terreno anche a soli 50 km da casa, perché senza automobile (o altro mezzo) sarebbe alquanto difficile fare avanti e indietro (12 ore di strada a piedi la sola andata).

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    4. Non avrei saputo sintetizzare meglio l'approccio alle biomasse. Infatti la legna ricavata senza l'ausilio dei combustibili fossili riscalda durante tutto il ciclo, dal taglio alla combustione vera e propria, oltre a produrre notevoli benefici in termini di salute.

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  4. La specie Homo Sapiens è animale.
    L'unica specie animale che usa il fuoco.
    Questo, è stato il primo atto vandalico dell'uomo nei confronti della natura.
    Dovremmo usare poco fuoco.
    Invece bruciamo legna, carbone, petrolio, gas.
    Troppo.
    L'atmosfera si stà riscaldando in modo molto veloce ( continuando con gli attuali ritmi IPCC prevede un aumento medio della temperatura superficiale del pianeta compreso fra 3,2 e 5,4 gradi centigradi entro il 2100, tremenda cosa).
    Per come la vedo io, non dobbiamo usare il nucleare, che è molto molto molto molto pericoloso.
    Le energie alternative sono comunque anche loro in parte distruttive della natura.
    Proporrei di usare più vestiti caldi nelle stagioni fredde, di tenere più basse le temperature nei vari ambienti, di diminuire di numero (dai 7 miliardi e 200 milioni, a meno di un miliardo).
    .----
    Gli alberi sono i nostri fratelli che stanno fermi in piedi.
    Nessun animale li brucia.
    Perchè noi si ?
    E' una azione intelligente ?

    Gianni Tiziano

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    1. "...il fuoco.
      Questo, è stato il primo atto vandalico dell'uomo nei confronti della natura."

      Il fuoco, se usato correttamente, serve a rigenerare le foreste.
      Anche la natura usa il fuoco (fulmini) per bruciare le foreste che poi ricresceranno sulle ceneri della precedente (le sostanze nutritive restano nella cenere sul suolo).

      "L'atmosfera si stà riscaldando in modo molto veloce ( continuando con gli attuali ritmi IPCC prevede un aumento medio della temperatura superficiale del pianeta compreso fra 3,2 e 5,4 gradi centigradi entro il 2100, tremenda cosa)."

      Se la storia recente si ripeterà, la temperatura potrà salire di +1° per poi ridiscendere (così come ha fatto negli ultimi 10.000 anni), se poi andremo incontro a una era glaciale, possiamo immettere tutta la CO2 che vogliamo, ma i suoi effetti saranno trascurabili (durante l'era glaciale la temperatura scende il 15 o 20°C, la CO2 non riesce a colmare tale abbassamento di temperatura (così come è successo nella storia del nostro pianeta).

      Per una storia sul clima, potete vedere nel mio sito al seguente indirizzo:
      http://energiaricerca.azurewebsites.net/s_ambiente/effetto_serra/for/storia_clima.aspx

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    2. @Pulvirenti

      Con 400 ppm - and counting - di CO2 in atmosfera puoi scordartela, l'era glaciale. Per innescarsi dovremmo cominciare a scendere sotto i 240 ppm.

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    3. @Paolo C.
      Sopravvaluti l'effetto della CO2.

      Per esempio:
      se si interrompesse la circolazione termoalina, anche con 800 ppm l'era glaciale non ce la toglie nessuno.

      Le cause che possono scatenare un'era glaciale sono diverse (Sole, circolazione termoalina ecc), tra tutte queste cause, quella della concentrazione di CO2 è la meno incidente.

      Guarda il link sulla storia del clima, che ho postato poco sopra, e capirai che la CO2 può fare quello che vuole, ma la temperatura viene governata da forze più incisive.

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    4. Alessandro, ti passo questo commento soltanto per ricordarti un vecchio detto: "ognuno ha diritto alle sue opinioni, ma i fatti sono uguali per tutti." Quindi, per favore, cerca di mantenere un minimo di serietà in questa discussione. Commenti come questo non sono correlati alla realtà di questo pianeta, servono solo a far confusione e non aiutano la discussione

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  5. Demenza ambientale.
    Appunto.
    Qui in provincia di Bologna hanno tritato la flora ripariale (salici, pioppi, ontani, etc.) di moltissimi corsi per farne cippato.
    Solo dei coglioni completi possono pensare che in un mondo in cui aumenta di giorno in giorno la quantita' di CO2 sia una buona cosa distruggere cio' che la fissa restituendo ossigeno per incenerirli e mettere in atmosfera pure il loro carbonio.
    A scapito di tutte le raccomandazioni dei geologi, su continua con le false soluzioni peggiorative (qui il caso studio completo) spacciate come soluzioni.
    Alberi anche come potenti fattori di stabilita' ideoregologica delle rive. Eh!? Sciocchezze, "pulire" tutto, tritarli in cippato e poi incenerirli per far corrente elettrica da utilizzare per mille mila nuovi sprechi che si aggiungono ai precedenti.
    E le ceneri? Dove finisciono le ceneri? Potete vedere le ceneri, le masse enormi di ceneri prodotte da queste centrali a rincoglio-masse come rappresentazione della fertilita' che NON viene MAI restituita ai luoghi di origine del legname.
    Stefano Montanari avvisa da anni contro questa jattura delle centrali a masse.
    Uno dei metodi del BAU verdognolastro per continare l'azione ecocida degli homo e spacciandola per roba "green".

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  6. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/02/cambiamento-climatico-rapporto-onu-rischio-impatto-irreversibile/1186193/
    leggete i commenti e inorridite

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    1. grazie no... mi è bastato gettare un occhio a quelli dell'analogo servizio apparso sul più venduto quotidiano nazionale, ... e per fortuna che ero a stomaco vuoto, se no c'era da vomitare.
      Per la serie: lasciate ogni speranza o voi che leggete!

      L.

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  7. Intanto la Giunta Rossi ha approvato un piano energetico regionale che prevede di moltiplicare per 8 in 5 anni il consumo di legname toscano, naturalmente per contrastare i cambiamenti climatici. E cose simili stanno accadendo in tutta Europa. Un disastro che pagheremo carissimo. Se non accade qualcosa di terribile, fra 20 anni il nostro continente avrà cambiato faccia.

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