Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 6 agosto 2014

La disfatta e la deriva

DaThe Oil Crash”. Traduzione di MR


Di Antonio Turiel

Cari lettori,

questa settimana la televisione spagnola ha trasmesso un programma sullo stato del Mediterraneo e sull'intenzione di alcune multinazionali di cercare il petrolio in alcune zone ed eventualmente si estrarlo. Alla fine del programma viene trasmessa un'intervista che mi è stata fatta qualche mese fa (dove a proposito mi presentano col titolo sfacciato ed inappropriato di “esperto riconosciuto internazionalmente”). I punti attualmente caldi per l'estrazione del petrolio in alto mare in Spagna sono nella baia di Roses (Girona), a Fuerteventura e a Lanzarote (Canarie). In tutti i casi stiamo parlando di giacimenti che contengono, ad essere molto ottimisti, riserve fra i 500 e i 1000 milioni di barili di petrolio, il che è un'inezia in confronto al consumo mondiale di 90 milioni di barili al giorno (mb/g).

Effettivamente, tutto il petrolio contenuto i quei giacimenti basterebbero per un numero di giorni da 5 ad 11 di consumo mondiale. Inoltre questo petrolio non può essere estratto in un'unica soluzione, ma i giacimenti seguirebbero, come qualsiasi altro, una curva di estrazione, con una fase iniziale di minore produzione, un picco ed una progressiva diminuzione finale della produzione. Alla fine, data la dimensione dei giacimenti e a giudicare dalla produzione di altri giacimenti in mare c'è da sperare che al massimo possano fornire, nel loro insieme e non per molto tempo, non oltre i 20.000 barili al giorno. Potrebbe sembrare molto (tenendo conto che ogni barile contiene 159 litri), ma se si confronta anche solo al consumo spagnolo è piuttosto poco:



Consumo (linea nera) e importazioni (curva ombreggiata in rosso) della Spagna. Grafico generato da Flujos de Energía.


Come si vede, anche nonostante la sinistra diminuzione del consumo di petrolio in Spagna di quasi un 25% dal massimo del 2008, si consumano ancora 1,2 mb/g, cioè, 60 volte di più di quello che ci si può aspettare di produrre nei giacimenti attualmente in esplorazione. Questo senza contare che questi giacimenti hanno un EROEI molto basso, con le gravi implicazioni che questo comporta. In realtà, questi giacimenti, se alla fine sono economicamente sostenibili, saranno una buona fonte di guadagno per coloro che li sfruttano senza che aiutino affatto ad alleviare la grave crisi energetica in cui è coinvolta la Spagna, ragione fondamentale per la quale l'attuale crisi economica non finirà mai. In realtà, siccome i luoghi di estrazione vivono attivamente di turismo, la maggioranza dei detrattori temono che la loro immagine si potrebbe vedere pregiudicata dall'apparire di un'industria tanto sporca – senza vedere che in ogni caso il turismo a sua volta non ha un gran futuro in un mondo in crisi permanente ed irreversibile. Ha più senso preoccuparsi per lo stato di salute del mare in questo mondo profondamente malato, anche se coloro che pensano a questi temi sono una minoranza. 

Perché adesso prendiamo in considerazione questi giacimenti che disdegnavamo solo un decennio fa? Perché ci concentriamo su risorse così poco – o per nulla – redditizie come le sabbie bituminose del Canada o il fracking? Perché come riconosce la stessa IEA, la produzione di petrolio greggio convenzionale non supererà mai il livello del 2006, perché in realtà la produzione di petrolio greggio convenzionale sta già diminuendo e perché senza un grande investimento aggiuntivo la caduta sarà molto rapida... ma questo investimento non sta arrivando. Questo aumento imprescindibile dell'investimento non si verifica perché si moltiplica l'instabilità in paesi che tradizionalmente hanno vissuto molto bene degli introiti del petrolio ma che con la diminuzione della sua produzione ora sono immersi in gravi problemi: Egitto, Siria, Yemen, Iraq, Nigeria, Venezuela... Soffiano forti venti di cambiamento. Per l'Europa la situazione in Ucraina ha implicazioni pericolose, principalmente per la fornitura di gas russo che attraversa quel paese (anche se non si deve perdere di vista che il 46% del petrolio consumato in Europa è di origine russa: non conviene contrariare l'orso russo). In Spagna si continua a sognare di alleviare la situazione europea esportando il gas che importiamo dall'Algeria, paese che ha già superato il proprio picco del petrolio e del gas (la produzione algerina di gas è già scesa del 18%) e dove la disperazione di versi ridotta questa fonte di introiti li ha portati a cominciare a testare il fracking. E nonostante questo, ogni giorno esce una nuova e ridicola fantasia quotidiana che ci annuncia che gli Stati Uniti esporteranno petrolio e gas, o che il fracking salverá il mondo, fantasie che non resistono alla benché minima analisi critica.

E mentre gli uomini si affannano nell'obbiettivo impossibile di mantenere un sistema sociale che deve consumare sempre di più per mantenersi in vita, rastrellando le ultime briciole di combustibili fossili, le conseguenze di tanto spreco si fanno sentire sempre di più. Sta succedendo qualcosa all'estate; non sappiamo cos'è, non vogliamo vedere cos'è, ma la cosa ovviamente non migliora. Continui fronti di pioggia ed aria fresca passano per il terzo nord della Penisola Iberica e sferzano l'Europa, Cade grandine in grandi quantità in moltissime località diverse... Niente è insolito preso separatamente, ma lo è se preso insieme e a causa della sua ripetizione. La corrente a getto polare (jet stream), che organizza la circolazione del terzo nord del pianeta e che dipende dalla differenza di temperatura fra il Polo e l'Equatore, si trova completamente destrutturato in conseguenza dell'aumento delle temperature nell'Artico: 



Disgraziatamente, il fatto che la corrente a getto polare si destrutturi favorisce a sua volta il fatto che la temperatura dell'Artico aumenti di più, per cui il problema non fa che aggravarsi. Ciò è dovuto al fatto che la corrente a getto polare disorganizzata favorisce una serie di fenomeni che contribuiscono ad una maggiore distruzione del ghiaccio artico e, siccome il ghiaccio artico riflette la luce mentre l'acqua la assorbe, meno ghiaccio significa più riscaldamento. La superficie occupata dal ghiaccio artico è ora stesso al minimo, già molto vicino ai minimi storici del 2012:


Ma il fatto è che il ghiaccio ora ha uno spessore molto ridotto, per cui è molto fragile. Nel 2012, la responsabilità del rapido declino del ghiaccio artico è stata una tormenta che è durata più di un mese che ha fatto a pezzi gran parte del ghiaccio stesso; nel 2014 la superficie coperta dal ghiaccio è già quasi ai livelli del 2012, per cui l'arrivo di una forte tormenta potrebbe fare a pezzi il record precedente e avvicinare ancora di più ad una situazione di un Artico senza ghiaccio in estate.



Spessore della calotta di ghiaccio artico durante questo mese di luglio. Immagine proveniente da Arctic News.


E in questo stato di cose, all'improvviso l'uragano Arthur, già trasformatosi in tormenta tropicale, girerà verso nordest ed entrerà in pieno nell'Artico, nei prossimi giorni:



Previsione dell'evoluzione di Arthur secondo il National Hurricane Center.


E' normale che un uragano, nel suo naturale corso di diminuzione, entri nell'Artico? No, è inaudito, non normale: in generale, per ragioni geofisiche (conservazione della vorticità potenziale, orografia, presenza della corrente a getto polare), la cosa normale è che girino verso est e si esauriscano nell'Atlantico nordoccidentale (vedete, per esempio, l'evoluzione degli uragani della stagione 2005, una delle più intense degli ultimi anni):




Cosa succederà? Nessuno lo sa, ma le prospettive non possono essere più inquietanti. In nautica la rotta è la traiettoria che segue una nave per arrivare da un punto all'altro, mentre la deriva è la deviazione dalla rotta, attribuibile all'effetto dei venti e delle correnti. Se me lo permettete, io direi che attualmente la deriva che stiamo seguendo rispetto alla nostra rotta (in spagnolo, derrota) porta ad una deriva che ci garantisce la nostra disfatta (in spagnolo, ugualmente, derrota).

Saluti.
AMT


26 commenti:

  1. Ugo Bardi è un povero pirla.

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    1. Non è bello poter mandare insulti dalla sicurezza dell'anonimato? Bene, se ti diverti così, Immagino che ora ti senti più appagato.

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    2. ai disperati non rimane altro che alzare la voce ed offendere. A me fanno pena, ma so anche che non è tutta colpa loro. Purtroppo la disperazione colpisce di più le persone intelligenti e sensibili, come il Leopardi.

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    3. Anonimo, spero che tu ti renda conto di essere tu stesso il meno astuto tra i commentatori presenti. Il fatto di firmarti come "anonimo" ti qualifica come un vero ingenuo. Capisci qualcosa di reti e trasmissione dati? Sai che la polizia postale può pescarti in trenta secondi? Mi spieghi quali strategie avresti adottato per garantirti questo supposto anonimato? E' probabile che non siano sufficienti, e ti assicuro che schiere di fenomeni prima di te son finite a cercarsi un avvocato o a chiedere scusa in pubblico.

      Maleducati è fastidioso, ma se fossero almeno un po furbi.....

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    4. Ma no, poveraccio. Lasciamolo divertire. Sono sicuro che si sente appagato anche scrivendo "Fesso chi legge" nel bagno della scuola elementare che frequenta.

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    5. Prof. Bardi, che caduta di stile ....

      Giovanni (quello del 1/4 d'ora accademico).

      PS: Colgo l'occasione per chiderLe la disponibilità a tenere una conferenza nel mio piccolo paese su: "i limiti della crescita", "il picco del petrolio". Abito in un piccolo borgo sulle colline romagnole fra Rimini e Cesena

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    6. quello del 1/4 d'ora accademico?

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    7. haha, è Bardi quello che è caduto di stile? Non il pirla all'inizio? .. haha.. come ribaltare le frittate ..

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  2. Ma Arthur non risale al 6 luglio? come è andata a finire?

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    1. E' stato un discreto disastro: (da wikipedia)

      Power outages across Nova Scotia lasted for a week after the storm's passage.[88] This prompted numerous complaints from residents and officials, both criticizing NSP for their slow response. On July 9, NSP President and CEO Bob Hanf issued a public apology for the communication breakdown between his company and customers.[89]

      By July 11, 2,400 customers remained without electricity with 187 crews working to restore it. ... the storm was of a severity beyond any other since Hurricane Juan.[88]

      Damage from the remnants of Arthur at the Forest Hill Cemetery in Fredericton, New Brunswick where officials estimated a loss of about 10,000 trees in "The City of Stately Elms"[90]

      Similar issues occurred in New Brunswick where 18,000 customers remained without power through July 11. More than 310 crews remained deployed throughout the province with electricity expected to be fully restored by the following week. Costs to repair the power grid were estimated in excess of C$12 million (US$11.1 million). ....

      Emergency management officials in Fredericton stated that it could be years before the city fully recovered from the storm. Power restoration in the province reached over 99 percent on July 16 with only 750 customers still out. However, a thunderstorm that evening revealed the weak nature of the power grid as outages jumped back over 4,000.[93] The following week, Energy Minister Craig Leonard rebutted claims that a public review of NB Power was necessary, despite the longevity and severity of the power outages. New Brunswick's Liberal and Green parties both supported an independent review of the company, while Leonard claimed only an internal review was necessary.[94]

      By July 9, 11 municipalities across Quebec were declared disaster areas and made eligible for federal funding.[87] Ten more municipalities were placed under this declaration on July 11 following further damage assessments.[85] The Canadian Red Cross provided residents in Marsoui with food and aid.[87] Quebec Premier Philippe Couillard allocated C$100,000 in aid for the affected areas and promised further funding.[95]

      A few weeks after the storm, a severe outbreak of fire blight, a bacterial infection, occurred in the Annapolis Valley of Nova Scotia, affecting as many as 80 percent of the Valley's apple orchards. The storm was blamed for causing microscopic cracks in leaves, which allowed airborne bacteria to enter the plants.[96]

      Meteorologists noted to improved accuracy in NOAA's Geophysical Fluid Dynamics Laboratory and Hurricane Weather Research and Forecasting models in predicting the intensity and track of Hurricane Arthur.[97]

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    2. Vivo in Nova Scotia e noi siamo stati colpiti in pieno da Arthur.
      Abbiamo perso la nostra stalla, che é collassata sotto il vento, i nostri pannelli solari sono stati danneggiati e via di questo passo.
      Negli ultimi due anni abbiamo subito piú di 10.000 euro di danni a causa di tempeste.
      Una volta gli uragani colpivano il canada ogni 10 anni, in questa stagione le prime due tempeste tropicali (Arthur e Bertha) si sono entrambe trasformate in urgani (mai accaduto) ed entrambe hanno preso la via di nord (mai accaduto).

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    3. da noi in Toscana, quella che era la più bella regione del mondo, culla di Roma, attraverso gli Etruschi, e del Rinascimento, abbiamo avuto il luglio più piovoso della storia, mentre le grandinate di cui parla Turiel, con chicchi come palline da golf, si sono fermate al nord italia, per ora. Chissà che fine fanno i pannelli solari con quella grandine? Forse sarebbe meglio metterli verticali.

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    4. Dalla imminente furia umana il singolo potrà, se agirà correttamente e per tempo e se ne ha i mezzi economici,'anche riuscire a salvarsi, ma da quella della Natura c'è ben poco da fare.
      Quest'ultima non ha rispetto per niente e nessuno.

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  3. Per la serie: l'avevate detto...
    L'Italia sprint e giovane, renzina, che vuole trivellare l'Adriatico, che vorrebbe trivellare di più la Basilicata, che sblocca le autostrade fossili e regala 400 milioni di sgravi fiscali alla pedemontana...e festeggia le BreBeMi, l'Italia dei giovani che guardano indietro assomiglia tantissimo a questa Spagna di Turiel, dove la crisi non finisce mai...

    Uno sforzo colossale attende gli economisti di buona volontà, come Turiel, e dopo la dununcia, serve con urgenza la proposta: come uscire dalla dittatura della crescita? come rifondare un economia per l'uomo, essere umano e non più solo consumatore di merci (per le sue esigenze fondamentali) e uscire da questo pasticcio?

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    1. Credo che la risposta si possa trovare negli scritti di Zerzan, Manicardi e Vignodelli.
      http://www.ilcambiamento.it/culture_cambiamento/liberi_dalla_civilta_primitivismo.html

      Gianni Tiziano

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    2. per guarire da una malattia bisogna prima di tutto, averne coscienza. Nel nostro caso il corpo è l'umanità intera, quindi è impossibile che ne abbia coscienza, visto che stanno facendo di tutto per confondere le carte. Hanno fatto scoppiare la crisi del 2008 per annichilire i consumi dell'OCSE, presto faranno scoppiare una crisi mondiale per condire tutto il mondo. In fondo il limite della povertà e della fame da noi è ancora lontano. E' intorno ai 200.000 b/d di petrolio e siamo oggi a circa 1mlb/d. C'è ancora molto da raschiare per arrivare al fondo del barile. Intanto una mia collega giovane (33 anni), forse una delle ultime assunte con tutti i diritti grazie a sentenza giudiziale, continua con tutte le buone abitudini del passato cercando una vacanza last minute a Grosseto, ma non ne trova perchè è tutto prenotato alla faccia della crisi. Quindi dovrà accontentarsi di un pacchetto in Sardegna. Non so per quanto ancora ci si potra accontentare così, ma non penso ancora per decenni.

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    3. Impossile smettere di crescere, dal momento che i redditi sono i costi e la crescità è il profitto. Si chiama circolazione del denaro...

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    4. http://www.ilcambiamento.it/culture_cambiamento/liberi_dalla_civilta_primitivismo.html
      Confuso, irragionevole, ignorante... Mioddio ma cosa è successo? Cosa vi hanno fatto!!!

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  4. questo post è pienamente condivisibile però il riferimento all'uragano Arthur è sbagliato, in quanto l'uragano ha preso terra lungo le coste della North Carolina e quindi non ha mai raggiunto l'Artico; direi che di cose di cui preoccuparsi ce n'è già abbastanza senza esserci bisogno di inventarsene delle altre...

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    1. Arthur non ha "preso terra" in Nord Carolina.
      Ha continuato per tutta la costa est e ha impattato in pieno la Nova Scozia e il New Brunswick, come documentato anche da Wikipedia, per poi continuare verso nord in forma di "tempesta post tropicale"

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  5. Diceva mia zia :

    "L'uomo di distruggerà con le sue stesse mani".

    Ne condivido il pensiero.
    A meno che ....

    http://www.anarchaos.org/2010/02/intervista-a-john-zerzan-bisogna-distruggere-lapparato-tecnologico/

    Gianni Tiziano

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    1. "L'uomo si distruggerà con le sue stesse mani".

      E' del 4 agosto 2014 questa notizia :
      "Disastro in Canada: si rompe la diga della miniera.
      Fuoriusciti 4,5 milioni di metri cubi di sabbie e fanghi altamente inquinati da metalli pesanti".
      https://www.facebook.com/corrieredellasera/posts/10152445044967530
      .----
      video :
      http://globalnews.ca/video/1491285/mount-polley-mine-disaster-contaminated-water-causes-water-ban
      .----
      Un vero disastro ambientale si è prodotto in Canada, nella Columbia Britannica, non lontano dalla cittadina di Likely. La rottura di una diga, dalla quale sono fuoriusciti, mercurio, selenio, arsenico, molibdeno, nichel, rame, piombo e cadmio. Tutte sostanze altamente tossiche che renderanno l’acqua inutilizzabile per diversi anni. Subito scatta l’emergenza, le autorità hanno provveduto a bloccare l’uso dell’acqua per qualsiasi attività, dalla pesca alla balneazione o uso idrico, anche se bollita.
      .... Un piccolo torrente con il letto, largo circa un metro, è diventato di 45 metri, spazzando via tutto quello che ha incontrato sulla sua strada. ....
      http://www.centrometeoitaliano.it/canada-si-rompe-una-diga-che-rilascia-metalli-pesanti-nei-fiumi-18190/?refresh_cens
      .----
      Che tristezza !

      Gianni Tiziano

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    2. Dai Gianni, ogni tanto passo di quà a vedere che aria tira, ma mi pare sempre peggio... non avete proprio idea di dove sbattere la testa in economia. Io certo da quà e con i vostri strumenti teorici non posso fare purtroppo granchè...

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    3. Grazie, anonimo, per il tuo interesse che arriva dall'alto delle tue superiori competenze. I poveri ignoranti di questo blog ti ringraziano.

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    4. He sì questo tizio senza padre nè madre dev'essere a conoscenza di qualche teorema o di legge economica che i più non immaginano nemmeno che esista.

      Ma, che se venisse riconosciuta ed applicata renderebbe la vita contemporanea simile a quella vissuta dalla priveva coppia umana nell'Eden.

      Chissà se un giorno, mosso da demiurgica compassione ci rivelerà gli arcani.

      Ah! dimenticavo la firma, che tra l'altro non è nemmeno falsa:

      Marco Sclarandis.

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  6. Ciao, mio padre era vivo fina a qualche anno fa e contrariamente a quello che tu possa pensaremia madre è in pensione. Se venissero pubblicti i commenti che contengono qualcosa invece che queli di tal fatta magari qualcosa in più potrei dire. Ora che vedi il mio nome e cognome ovviamete mi aspetto delle domande, altrimenti il tuo anatema dimostra che del mesaggio poco ti frega.

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