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venerdì 22 agosto 2014

Gli scienziati potrebbero aver risolto il mistero del gigantesco cratere in Siberia – e non è una buona notizia

DaPeak Energy”. Traduzione di MR

Il SMH ha dato un'occhiata alla recente apparizione di un misterioso ed enorme cratere in Siberia -


 Gli scienziati potrebbero aver risolto il mistero del gigantesco cratere in Siberia – e non è una buona notizia.

I ricercatori hanno a lungo discusso sul fatto che l'epicentro del riscaldamento globale è lontano dalla portata dell'umanità. Si trova nel panorama arido del nord ghiacciato, dove bambini dalla guance rosse indossano pellicce, dove il Sole sorge a malapena in inverno e le temperature possono scendere a 50 gradi sotto zero.

La Penisola di Yamal in Siberia è un posto del genere, si traduce come “la fine della Terra”, un desolato sputo di terra dove vive un'etnia chiamata Nenet. Ormai avrete sicuramente sentito parlare del cratere della Penisola di Yamal. E' quello apparso improvvisamente, dell diametro di quasi 60 metri e che ha fatto diversi giri nella macchina globale dei media virali. Gli aggettivi più spesso usati per descriverlo: gigante, misterioso, curioso. Gli scienziati sono stati continuamente “sconcertati”. Gli abitanti del luogo sono stati “mistificati”. Ci sono state voci secondo le quali ne erano responsabili gli alieni. I residenti dei dintorni hanno spacciato teorie di “flash luminosi” e “corpi celestiali”. Ora c'è una teoria plausibile su cosa ha creato il cratere. E la notizia non è buona.

Potrebbe essere il gas metano, rilasciato dal terreno ghiacciato che si scioglie. Secondo un recente articolo di Nature, “l'aria vicino al fondo del cratere conteneva concentrazioni insolitamente alte di metano – fino al 9,6% - nei test condotti al sito il 16 luglio, dice Andrei Plekhanov, un archeologo al Centro Scientifico di Studi Artici di Salekhard, in Russia. Plekhanov, che ha condotto una spedizione al cratere, dice che l'aria di solito contiene appena lo 0,000179% di metano”. Lo scienziato ha detto che il rilascio di metano potrebbe essere collegato alle estati insolitamente calde di Yamal nel 2012 e nel 2013, che sono state più calde di una media di 5°C. “Mentre le temperature sono salite, suggeriscono i ricercatori, il permafrost si è scongelato ed ha collassato, rilasciando metano che era rimasto intrappolato nel terreno ghiacciato”, ha dichiarato il rapporto.


12 commenti:

  1. Una notizia terribile, questo significa che le sacche di metano stanno già iniziando a liberarsi e questo potrebbe provocare un ulteriore effetto domino dato che il metano è già di per se un gas serra...
    Senza contare anche che è stato stimato che gli oceani ne contengano in quantità enormi, sotto forma di depositi nei fondali marini e che basterebbe solo un aumento globale delle temperature di ancora qualche grado per liberarlo in quantità massicce innescando un vero e proprio punto di non ritorno.

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  2. ne potrebbe venire un bel botto., come quello che ha disintegrato il pianeta che milioni di anni fa era tra Marte e Giove e di cui ora rimane la cosidetta affascinante fascia degli asteroidi. La miccia è accesa e siamo stato noi coi fossili. Che cretini e poi ci crediamo la razza intelligente. Ma poi basta guardarsi intorno. Mia figlia che è laureata in medicina, mi dice che c'è un'alta percentuale di bipolari, che significa leggermente squilibrati. E da questi cosa vi credete di avere se non un comportamento scimmiesco, emulativo, egoistico, illogico, illecito e alla fine criminale. Proprio oggi parlavo con un cattolico pipione del discorso di Papa Francesco di aver cura del creato e questo mi ha rimandato che è stato nell'Ogliastra dove vivono 100 anni!!!!!! Come siamo lontani dallo spirito del discorso del Papa e se questi sono i cristiani, te credo che in Chiesa non ci va più nessuno. Addirittura il proposto ha fatto un mese di oratorio, incassando 25000 euro, ma non ha mai portato i bambini in Chiesa. Sicuramente ormai non sanno più tanti preti, che religione significa "attaccamento a Dio". E' proprio il caso di dire che non c'è più religione e anche il creato si ribella, anche con quel bucone sopra.

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    1. Caoma, Mago. Il metano non farà esplodere il pianeta. Rischiamo solo di finire bolliti, ma non disintegrati.

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  3. se mi è permesso vorrei porre una domanda al Prof. Bardi;
    la Tverberg, che lei conosce bene, è piuttosto scettica sull'IPCC e in particolar modo sul peggior scenario proposto (ma immagino anche l'intermedio..).
    Sostanzialmente la studiosa (veramente in gamba, che considero seconda solo alla Foss..) sentenzia che gli scenari proposti prevedono una capacità estrattiva enorme ma che già tra pochi anni sarà un ricordo..figuriamoci con archi temporali di 30-40-80 anni..
    Forse l'errore sta nel fatto che bruceremo l'impossibile nei prossimi decenni (vedi il 'ritorno' del carbone..) e che la CO2, come gli altri inquinanti, produrranno effetti per centinaia d'anni anche smettessimo oggi di emetterli in atmosfera, però la teoria della Tverberg credo meriti attenzione..e una sua impressione Prof.
    Grazie.
    stefano

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    1. Non è solo Tverberg che ha sostenuto che il picco del petrolio rende irrilevante il problema del cambiamento climatico. Mi ricordo che se ne parlava già nei primi convegni ASPO, con grandi leticate fra i deplezionisti e i riscaldamentisti. Da allora, le emissioni sono continuate ad aumentare rapidamente, nonostante il rallentamento dell'attività estrattiva. E' perché più si raschia il fondo, più robaccia schifosa viene fuori. Quindi, non vedo un rallentamento delle emissioni nè a breve nè a medio termine.

      Più che altro, il problema di quelli che dicono che il picco ci risolve i problemi (e così potremo vivere una vita felice nel nostro villaggetto ecologico mangiando zucche e cetrioli coltivati con la permacultura) è che non si rendono conto che il cambiamento climatico non è una funzione lineare delle emissioni. Da un certo punto in poi, va per conto suo e arrivederci.

      Il problema degli idrati di metano è talmente grave che non ho nemmeno voglia di commentarlo.Se abbiamo passato il punto di non ritorno, è come stare davanti a un paziente terminale nel suo lettuccio di ospedale. Non c'è più niente da fare, puoi solo sperare che non soffra troppo.

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    2. Nel 2013 la combustione delle fonti fossili ha generato emissioni di CO2 pari a 35 Gt
      (vedi: http://www.energiaricerca.it/statistica/mondo/Co2FontiMondo.aspx)
      Ogni 7,7 Gt di CO2 equivale a 1 ppm in atmosfera, quindi: 35 Gt = 4,5 ppm; di questi, il 40% verrà assorbito dall'oceano e dalle piante, mentre circa 2,7 ppm dovrebbero rimanere nell'atmosfera.
      In prospettiva, l’oceano assorbirà sempre meno CO2, in quanto: sia l’acidificazione che l’aumento di temperatura, diminuiscono la capacità di assorbimento di CO2 da parte degli oceani.
      Per quanto riguarda le emissioni di metano, per fortuna (fino ad oggi) a livello globale, hanno un’incidenza modesta, corrisponde al max all'equivalente del 12 % della CO2 emessa dall'uomo, considerando le emissioni di metano delle zone artiche sia sulla terra che nell'oceano. Non considero le emissioni dovute alle mucche, in quanto esse rientrano nel ciclo biologico e quindi dovrebbero annullarsi.
      Questo Metano, nell'atmosfera verrà trasformato in CO2 in una decina d’anni e quindi la sua incidenza sarebbe dovuta diminuire, se non causasse l’ulteriore emissione di metano.
      Giustamente come viene detto, la CO2 presente nell'atmosfera non ha ancora completato di fare danni, anche perché, se azzerassimo le emissioni di CO2, ormai alcuni fenomeni si sono innescati e la CO2 nell'atmosfera aumenterebbe lo stesso, magari a una velocità 20 volte inferiore, ma aumenterebbe lo stesso.
      Per togliere la CO2 dall'atmosfera, dovremmo trovare una nuova fonte energetica, invece di far bruciare i boschi, tagliare la legna e conservarla (non bruciarla).

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  4. Una notizia terribile ....
    la Terra si stà scaldando TROPPO.

    Gianni Tiziano

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  5. Non sapendo come poter affrontare tutto ciò che sta per accadere mi chiedo se (coi miei 21) dovrei forse smettere di consultare questo blog.. Avrei anche voglia di provare in qualche modo a muovermi, attrezzarmi per quanto possibile.. Almeno provarci.. poi però non vedo mai persone competenti fare altrettanto.. E allora...

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    1. A un certo punto si arriva all'ultimo stadio, quello dell'accettazione. Non accettazione passiva, ma a capire che gli esseri umani più di tanto non possono fare. Quindi, ad accettare che ci arriverà addosso qualcosa che possiamo solo sperare non sia così terribile come potrebbe essere. Capisco, però, che a 21 anni è dura da mandar giù.

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    2. Intanto potresti provare a mettere in piedi un'iniziativa di Transizione. Se non sai cos'è, come funziona e da dove cominciare, puoi contattare me; io ne faccio parte. Oppure vai sul blog Transition Italia e comincia a sbirciare. E' un modo un po' più sistemico di affrontare quello che c'è da affrontare, certo non è l'unica risposta né una risposta completa. E' un flusso in cui ci si può immettere per fare qualcosa e magari anche di divertirsi un po'... in modo diverso, ovviamente.

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  6. Credo che pensare agli scenari più terribili e lontani ci distolga dalle innumerevoli, sgradevoli, " scrematorie " da prendere hic et nunc sul nostro territorio..Probabilmente lasciare allo stato centrale unicamente il controllo delle forze di sicurezza , e loro finanziamento, e delegare il resto a livello regionale e la più ragionevole forma di aderenza alla disponibilità di risorse senza intaccare ulteriormente le forze e le zone meno teratomatose del nostro stivale.Inutile pensare alla Siberia senza esprimere un giudizio morale sulla equità e sostenibilità ed aderenza ad un progetto di sostenibilità dell 'intero comparto pubblico dei servizi alla persona e loro erogatori...In attesa che gli addetti ai lavori si dichiarino guerra l'un l'altro al primo vero intaccamento delle risorse disponibili, con la speranza che ciò sia finalizzato alla conservazione di quanto è utile al futuro di tutti i cittadini e non al presente ( passato? ) di alcuni.

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