Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 1 agosto 2014

Cavalcare lo tsunami italiano

DaResource Crisis”. Traduzione di MR


L'Italia è stata colpita da uno tsunami economico causato in gran parte dagli alti costi dei beni minerali che sta distruggendo il suo sistema industriale e sta sprofondando il paese in una crisi sempre più profonda. Sfortunatamente, il governo italiano sembra ancora fermo al paradigma obsoleto di “far ripartire la crescita” a prescindere a quali costi e che questo significa peggiorare il problema anziché risolverlo. Altri stanno cercando di risolvere il problema trasformando l'Italia in un grande parco di divertimenti per i turisti stranieri, ovviamente una soluzione non a lungo termine. Tuttavia, alcune aziende italiane stanno cercando di combattere il collasso essendo più efficienti, più innovative e più creative. Stanno, in un certo senso, cavalcando lo tsunami.

Una di queste aziende è la “Loccioni”, azienda italiana che si occupa di gestione energetica ed altre iniziative ad alta tecnologia. Di recente ha organizzato un incontro internazionale cui ho avuto l'occasione di partecipare. E' stata un'occasione rara di vedere un piccola azienda italiana in grado di tenere un atteggiamento così innovativo. Qui Tatiana Yugay dell'Università di Mosca fa un resoconto dell'evento.
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Dal blog di Tatiana Yugay “santatatiana

Uno spirito innovativo in uno splendido ambiente medievale 

Il 10 ed 11 luglio, il mio amico virtuale Ugo Bardi mi ha invitata a partecipare ad un'interessante evento intitolati “2Km di Futuro: Smart Community and Social Immagination”. Il nome stesso sembrava piuttosto intrigante, inoltre ero intrigata dal fatto di non riuscire a trovare la località Angeli di Rosora nemmeno in un atlante stradale molto dettagliato dell'Italia. Per fortuna, alla vigilia del Forum, gli organizzatori mi hanno mandato un link ad una app creata appositamente per l'evento. E' stata davvero d'aiuto visto che conteneva tutte le informazioni necessarie sull'evento, compreso il programma e la navigazione. Ho scoperto che la strada di circa 200 km era molto semplice e ci sarebbero volute circa 2 ore per arrivarci dalla mia città di Montesilvano in Abruzzo. Infatti, l'evento ha avuto luogo nella vicina regione delle Marche. Mentre guidavo nell'entroterra nella pittoresca autostrada Ancona-Roma, mi chiedevo che tipo di sorpresa mi potevo aspettare in mezzo al nulla. Amo la tranquilla bellezza delle Marche, con le sue verdi colline sormontate da antichi borghi medievali. Tuttavia, non riuscivo ad immaginare che uno di quei borghi fosse in grado di ospitare un incontro internazionale di quel livello.



Ciononostante, tutti i miei dubbi sono stati fugati nel momento in cui sono arrivata a destinazione, cioè, al Gruppo Loccioni. Su entrambe le sponde di un piccolo fiume e proprio sull'autostrada Ancona-Roma, erano situati due edifici con un moderno aspetto industriale. Il cortile e l'atrio erano pieni di vocianti gruppi di partecipanti.


Avevo attentamente studiato un programma preliminare in anticipo e sono stata molto sorpresa che quasi tutti i relatori annunciati fossero realmente arrivati. La mia lunga esperienza di partecipazione a conferenza mi suggeriva che i VIP non vengono mai e, al massimo, mandano dei loro rappresentanti. Per fortuna, il Forum 2Km è stata un'eccezione alla regola. Abbiamo avuto il piacere di ascoltare ed osservare le presentazioni di Piero Cipollone, Direttore Esecutivo della Banca Mondiale; di Vincent Kitio, un Consigliere Energetico di Habitat dell'ONU; di Vittorio Prodi, membro del Parlamento Europeo; di Carlo Papa, Funzionario Capo per l'Innovazione di Enel Green Power; Young Chul Park, Vice-Presidente di Samsung Electronics e di altri. Inoltre, erano presenti circa 200 partecipanti provenienti da università e imprese italiane e straniere. Enrico Loccioni, capo e fondatore del Gruppo Loccioni, ha aperto il Forum. Sono stata colpita dal fatto che la parola d'ordine principale del suo breve discorso sia stata “bellezza”. La bellezza di creare una comunità intelligente, preservare la bellezza dell'ambiente naturale ed architettonico, l'arte di seminare bellezza e così via. 



La prima sessione, “Smart Community”, è stata moderata da Massimo Russo, direttore di Wired Italia. Il professor Ugo Bardi, che rappresentava il Club di Roma, ha aperto la sessione. Il titolo del suo recente libro “Extracted. How the Quest for Mineral Wealth Is Plundering the Planet” (Chelsea Green Publishing, Vermont, 2014) parla da solo. Il pathos principale del suo discorso è stato diretto contro l'uso predatorio delle risorse non rinnovabili che causa danni all'ecosistema planetario e il rallentamento della crescita economica. Seguo il blog di Ugo Bardi e apprezzo sempre la sua conoscenza enciclopedica e la sua brillante improvvisazione, tuttavia non sono così pessimista. Forse perché vivo in Russia ed insegno economia. Infatti è difficile essere catastrofisti in un paese così ricco di ogni tipo di risorsa rara.


Il relatore successivo, Ken Webster della Ellen MacArthur Foundation, ha presentato una visione ottimistica di un'economia circolare che sfida la valutazione e l'esaurimento delle risorse rare. Secondo Webster, i concetti principali dell'economia circolare sono ricircolazione e “accesso alle risorse” al contrario della “proprietà”.


Un altro concetto rivale è stato presentato il secondo giorno Enzo Rullani, professore presso il TEDis, Università Internazionale di Venezia e Direttore del Laboratorio del CFMT di Milano. Come esperto dell'economia della conoscenza, egli ha presunto che il paradigma delle risorse rare e sempre più costose fosse molto adatto al capitalismo industriale ma nella società dell'informazione la risorsa principale è appunto l'informazione che è abbondante ed è diventata sempre meno cara. Non vi farò un racconto di tutte le presentazioni visto che sono state ben al di là del mio campo di competenza. Ma vorrei presentarne un'altra. Thomas Herzog, un architetto tedesco che ha lavorato alla progettazione degli edifici della Loccioni e dell'area circostante, ha descritto il progetto generale passo dopo passo. Di fatto ha realizzato il concetto di bellezza di Enrico Loccioni.


Foto: Thomas Herzog

Il piano generale doveva tenere conto non solo del diretto scopo produttivo degli edifici, ma anche della percezione estetica. Come ho già scritto, il sito è circondato da affascinanti città colliniari medievali. Secondo Herzog, le persone che vivono in questi paesi guardano giù nella valle dove si trovano gli edifici Loccioni, quindi questi ha sempre tenuto a mente la loro vista dall'alto. 



Mentre camminavo sul ponte, mi sono fermata a fare una foto ed ho ricordato le parole di Herzog. Potete vedere nelle foto che il moderno edificio industriale si adatta perfettamente nel suo ambiente.  


Dopo la sessione c'è stato un breve giro intorno all'azienda. Per prima cosa, possiamo osservare il concetto principale del Gruppo Loccioni – una micro rete – in azione.


Poi abbiamo guardato un giovane operatore che addestrava una mano robotizzata a scrivere sulla tastiera di un computer.



Nel cortile, un rappresentante della Nissan stava mostrando automobili ibride Nissan. Nel frattempo di piccoli robot stavano tagliando il prato. 


Dopo il primo incontro, abbiamo passato una serata splendida nell'atmosfera genuinamente medievale dell'Abbazia di Sant'Elena. 


L'aperitivo che consisteva in specialità marchigiane è stato offerto nell'ambientazione di un  severo monastero.



I piatti principali sono stati serviti in un porticato elegantemente decorato.


Dopo la cena, siamo stati invitati nella ex chiesa che ora funge da sala concerti con un'eccellente acustica. Il Gruppo Loccioni aveva preparato una splendida sorpresa per noi. Un famoso compositore e pianista italiano, Giovanni Allevi, ha suonato le sue brillanti composizioni al piano. E' molto giovane ed ha un aspetto moderno con spessi capelli ricci e neri e veste sempre in jeans e maglietta nera. Parlando francamente, non sono entusiasta della musica pianistica moderna, ma Allevi è un genio che vive nella musica, il suo “amore segreto”. 



L'accordo finale è stato fatto al picnic sotto una vecchia quercia. Le fattorie locali e i produttori di vini hanno presentato cibi tipici marchigiani molto saporiti.



7 commenti:

  1. ...Siete venuti a 15 km da casa mia...Fra l'altro a cntinaia di metri dasant'elena e la sede stessa della loccioni io vado a funghi...Mio padre conosce Loccioni...Uomo accorto...Vi siete chiesti come mai da lui vanno tanti bravi giovanissimi ingegneri che fino a 3 4 anni fa restavano pochissimi anni domanda...perche' in italia e' consentito pagare un neo ingegnere molto meno di un infermiere o di un insegnante di ruolo..riflettete su questo...Poi altre cose che di cui ho sentito parlare tante volte preferisco non raccontarle....In buona sostanza la componente mediatica e' stata predominante.Ho anche qualche paziente che lavora li' quindi lunga vita alla Loccioni...Domani e'un altro giorno.

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  2. OT il titolo chiaramente fa riferimento cavalcare la tigre di Evola..La questione e' appunto che senza non un rinnovamento ma un cambiamento di segno della morale dominante non avremo un progetto sociale...Come far capire ai tacchini che Natale non solo e' arrivato ma che e' cosa buona e giusta...Non conosco l'autore del quadro in copertina del post ma e' raffigurato sul cd di Debussy della sua composizione le mer...quanto alla valle in oggetto si chiama vall'esina, fino 5 anni fa' una delle zone piu' industrializzate d'italia, Prende il suo nome dal dio celtico Esus, divinita' fluviale, anticamente confine fra le genti italiche propriamente dette a sud, i Piceni, ed i galli a Nord, come scrisse tito livio nella sua storia d' italia...Essendo di jesi almeno conosco ste cose...

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  3. la fede nella tecnologia continua. In fondo aiuta a vivere. Anche il secondo suocero di mio padre aveva un pungolo per continuare a vivere. Sperava di vedere l'Italia diventare un paese comunista. Meno male che è morto prima del 1989.

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  4. <>
    Non si capisce come, visto che la Germania non risente di tale distruzione condividendo la stessa moneta pur essendo potenza industriale mentre la Grecia, mai sospettata di essere una potenza industriale, è ridotta alla rovina e parliamo sempre della medesima moneta. Inoltre voglio far notare che in Europa si parla di deflazione, che buona parte dei prodotti industriali arriva dalla Cina che non pare neppure lei in fase di distruzione del potenziale industriale. Sull'intenzione del governo di far ripartire la crescita, non volendo infierire su questi personaggi, mi limito ad un: Prossimamente nei migliori cinema.

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  5. tra le varie proposte avveniristiche ipotizzate per fare fronte al problema energetico ce n'è una che mi è sembrata essere la più realizzabile, seppure nel lungo termine: installare pannelli solari orbitanti intorno alla terra per raccogliere energia solare e trasmetterla verso centrali elettriche sulla terra tramite microonde o laser. I materiali per la costruzione di questi pannelli verrebbero presi dalla luna e la costruzione stessa di questi pannelli sarebbe completamente automatizzata e controllata da terra.
    Ho detto tra le più realizzabili perchè in fondo non esistono impedimenti concettuali alla sua realizzazione, contrariamente alla fusione fredda per esempio, di cui è dubbia tuttora persino la possibilità teorica che possa esistere.
    cosa ne pensate ?

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    Risposte


    1. la mia e' una posizione di parte.
      Sono convinto che siamo prossimi al picco di tutto,
      e che prima di adattare le nostre menti a vivere
      in uno spazio ristretto,(e in ulteriore contrazione)
      abbia senso tentare di tirarci fuori dalla trappola,
      nella quale ci siamo cacciati.

      I soli che a mio modo di vedere, hanno indicato
      un sentiero di uscita dalla strada che porta a
      Honduvai, sono un gruppo di ingegneri strutturali,
      ( ponti, navi, grandi edifici) che a meta' degli anni
      settanta del ventesimo secolo, proposero una via
      per colonizzare il sistema solare, spostando li'
      il' grosso della popolazione umana.

      E' abbastanza logica come soluzione.
      Se per vivere decentemente, ti servono cibo,
      energia, materie prime, spazio, e queste cose
      non le trovi sotto casa, ha senso andarle a
      cercare altrove.

      Tutto e' cominciato con un articolo di Gerard
      K. O' Neill, allora professore di ingegneria
      aero spaziale al MIT,
      dal titolo "Una Pittsburgh nel cielo -
      Progettare un centro manifatturiero nello spazio".
      L'articolo, pubblicato da " Astronautics & Aeronautics "
      (voce della Nasa) nell' 0ttobre del 1976 fece rumore
      e fu citato in prima pagina a livello mondiale.

      O' Neill proponeva un metodo per risolvere,
      completamente e definitivamente, la crisi energetica
      esplosa tre anni prima.

      Il sistema era quello di costruire, a partire da materie
      prime lunari, grandi centrali elettriche in orbita
      geostazionaria.
      Gli impianti, avrebbero convertito energia solare in
      energia elettrica e questa, sarebbe stata trasferita
      a terra, sotto forma di onde radio.

      L'idea e' tuttora valida, ma per il momento ha due
      punti deboli.

      1 Costi di lancio
      Nel 1976, la Nasa sosteneva che la navetta spaziale
      allora in progettazione, (oggi al museo) avrebbe avuto
      costi di lancio di 660 dollari al chilo e ogni unita'
      (ne erano previste non meno di 10) avrebbe potuto
      compiere 26 voli l'anno.

      In realta' furono costruite 5 o 6 unita', la flotta tutta
      intera, riusci a stento a garantire un volo ogni sei mesi

      i costi di lancio, furono almeno 10 volte piu alti del
      previsto

      Oggi, tenuto conto dell'inflazione, non siamo
      molto lontani da quanto la navetta spaziale aveva
      promesso

      2 Trasferimento dell'energia via onde radio
      O' Neill era consapevole che su questo problema
      ci sarebbe stato molto da lavorare ma lo riteneva
      un problema risolvibile

      Nel 1979 era possibile trasferire energia con ponti
      d'onda, su distanze di 1500 metri.
      Oggi forse abbiamo rotto il ghiaccio; fatto la parte
      difficile del lavoro.
      Su ponte d'onda abbiamo trasferito energia tra due
      punti distanti 148 chilometri (lo spessore dell'atmosfera)

      Vedi

      http://michaelgr.com/2008/09/15/space-based-solar-power-demonstration-of-wireless-power-

      transmission-over-long-distance/

      http://www.spaceref.com/news/viewpr.html?pid=26415

      http://www.thespacereview.com/article/1210/1

      Per quanto riguarda le centrali elettriche su satellite,
      l'dea e tutt'altro che morta

      Vedi

      http://www.tifr.res.in/~aset/full_text/FT_2009/Space-Based%20Solar%20Power--The

      %20Opportunity%20of%20a%20Century%20Indian%20Tech%20Societies%20(IIT%20Madrass).pdf

      Boffi Giovanni Maria guruni@bigfoot.com

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