Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 8 gennaio 2014

Weo 2013: Il limite della menzogna

Da “The Oil Crash”. Traduzione di MR


Cari lettori,
come sapete, la IEA ha la funzione di consigliare i governi dell'OCSE in materia di politica energetica col fine, fra gli altri, di prevenire ed evitare problemi di fornitura di petrolio come quelle sofferte durante gli anni 70 del secolo scorso. La IEA è restia a riconoscere che il picco del petrolio è già qui, visto che accettarlo la porterebbe a dover raccomandare l'adozione di una serie di misure che vanno contro la nostra società dei consumi in generale, contro il BAU, e contro il mantra della crescita infinita. Tuttavia, le previsioni o gli scenari che fa ogni anno la IEA, basati su modelli matematici che si alimentano con una pletora di dati raccolti dalle loro statistiche, andavano pronosticando sin dal 2005 un rapido aumento della produzione di petrolio che non si produce ancora e così, malvolentieri, la IEA ha cominciato ad accettare parzialmente la realtà. Così, nel 2010 ci ha sorpreso  nel riconoscere il fatto che  il picco del petrolio greggio (il petrolio “vero”, quello che esce dal sottosuolo da un pozzo convenzionale) è stato in torno al 2006, con questo grafico che è stato da allora il pettegolezzo degli esperti di mezzo mondo:

La situazione, hanno detto, non era tanto allarmante perché il petrolio greggio sarebbe rimasto in produzione costante per altri 25 anni e gli “altri liquidi del petrolio” (un guazzabuglio di succedanei più o meno equivalenti e alcuni petroli più classici ma che richiedono forme complicate di estrazione come il fracking) erano in grado di fornire questo petrolio extra di cui avevamo bisogno. Nel 2012 nella IEA hanno dato una piccola svolta in più e nel loro scenario centrale hanno riconosciuto che in realtà la produzione di petrolio greggio stava già cominciando a diminuire.

Ho trovato questo grafico molto rivelatore perché, seguendo le sue regole, la IEA mescolava volumi di sostanze molto diverse, ognuna delle quali con diverso contenuto energetico e alcune molto più costose da produrre di altre. Questo mi ha portato a scrivere un post, “Il tramonto del petrolio”, nel quale analizzavo quanta energia netta rimarrebbe alla società se si prendeva lo scenario centrale della IEA togliendogli alcune delle ipotesi più infondatamente ottimiste e, come ricorderete, quello che ne rimaneva non era molto incoraggiante:

Quest'anno ho voluto attualizzare il “Tramonto del petrolio”, data la rilevanza del tema trattato, ma non ho trovato da nessuna parte nel rapporto annuale WEO 2013 un grafico sull'evoluzione della produzione di petrolio, il che mi ha un po' sorpreso. Ho trovato, quello sì, un grafico che abbiamo già commentato, molto rivelatore di ciò che passa per la testa dei tecnici della IEA: come credono che si evolverà la produzione di tutti i liquidi del petrolio, escludendo i liquidi del gas naturale, “se non si verifica un investimento sufficiente” (mancanza di investimento che, di sicuro, riconoscono essere uno dei mali attuali):

Ma né nelle tavole del rapporto né in quelle del foglio di calcolo annesso coi valori delle uscite dei loro modelli si poteva trovare la produzione disaggregata dei diversi tipi di petrolio. Tutto ciò che ho trovato nel rapporto è stata la seguente tavola riassuntiva:



Nel foglio di calcolo appaiono soltanto più anni, ma il livello di dettaglio in ogni anno è lo stesso. Richiama l'attenzione questa distinzione fra “produzione di petrolio” e “fornitura di petrolio” (che permette di includere la categoria sempre discutibile di “guadagni di raffinazione”) e, curiosamente, che si lascino i biocombustibili fuori dalla categoria di produzione di liquidi del petrolio (e che, infine, li si includa per il loro equivalente di energia, anche se si dovrebbe fare la stessa cosa con tutte). 

Alla fine ero rassegnato al fatto di non poter attualizzare l'analisi de “Il tramonto del petrolio” quando un paio di settimane fa una conferenza di Mariano, alla quale partecipavo, mi ha messo sulla strada per ricostruire questi dati. Quello che non sapevo è che le mie indagini mi avrebbero rivelato che la IEA, nel suo tentativo di non allarmare i governi e i mercati, si trova sul punto di attraversare una linea rossa: quella della menzogna pura e semplice. 

Il grafico rivelatore che ha mostrato Mariano Marzo era la figura 14.8 dell'ultimo WEO 2013:

Lo avevo visto anch'io, visto che è l'unica che disaggrega la produzione di petrolio per tipi, ma invece di dare la produzione totale da soltanto le percentuali. Fino a un certo punto questo grafico ci deriva in modo subdolo l'informazione essenziale (la produzione totale) la si può considerare una manovra di copertura legittima di quelle che è solita fare la IEA. Pensate che l'Agenzia viene sottoposta a molte pressioni di organismi e governi perché trasmetta un messaggio politicamente accettabile, anche se allo stesso tempo deve cercare di essere fedele alla realtà, che in realtà significa non dire bugie manifeste. Ciò la porta a rigirare le sue affermazioni al punto di non dire bugie anche se induce a pensare cose che non sono vere (per esempio, che gli Stati Uniti esporteranno petrolio nel 2035). Tali antologie sono un po' strane dal punto di vista della mentalità mediterranea come quella della società in cui vivo, ma assumono un senso perfetto in paesi dove c'è una parola (inesistente in castigliano – e nemmeno in italiano) per designare la necessità di rendere conti rigorosi per la gestione realizzata: accountability. Così, la IEA è specialista nel non mentire ma camuffando la verità, non tanto per non rivelarla (il che sarebbe visto come qualcosa di probabile) ma per sminuirla con un sacco di dati irrilevanti. Persino le sue proiezioni sul futuro sono “scenari” di quelli in ogni rapporto ci ricordano che non si devono considerare previsioni ma esercizi speculativi basati su alcuni modelli che seguono certe linee guida. Tutta la formulazione verbale è diretta ad eludere possibili responsabilità che le si potrebbero attribuire in futuro. Io rispetto il lavoro che fanno alla IEA, perché cercare di essere veritieri e, ancora di più, preservare dai pericoli che stanno arrivando ed allo stesso tempo lottare con le mediocrità delle necessità politiche di breve termine è un lavoro molto difficile. 

Il fatto è che all'improvviso mi sono ricordato che di tutte le categorie che appaiono nel grafico ve ne è una per la quale si offriva, nel WEO 2013, un grafico abbastanza dettagliato della sua evoluzione: il petrolio leggero da roccia compatta - LTO, il suo acronimo inglese: 

Pertanto, se sapevo a quanti milioni di barili di petrolio corrispondeva il LTO ogni 5 anni da qui al 2035, grafico 14.11, ed allo stesso tempo quale percentuale rappresenta questo LTO del totale di produzione, grafico 14.8, con tre semplici regole potevo conoscere la produzione di ogni tipo di petrolio durante quegli anni ed in accordo con lo scenario stesso della IEA. 

Non vi annoierò con tutti i dettagli del procedimento, niente di elaborato per i più: misurando le altezze in pixel delle barre dei grafici (nel modo in cui ho già fatto nel caso de “Il tramonto del petrolio”) e mediante tre regole ho dedotto con una certa approssimazione quale era stato e ci si aspetta che sia la produzione di LTO (in milioni di barili al giorno, Mb/g) durante gli anni in questione: 

2012   1,96
2020   4,66
2025   5,70
2030   5,90
2035   5,57

Di sicuro, come vedete la IEA si aspetta che questo tipo di petrolio arriverà al suo picco senza mai essere più di un 6% del petrolio totale prodotto. Facendo qualcosa di simile col grafico 14.8 si ottiengono le seguenti percentuali a seconda del tipo di petrolio ed anno: 

                     Greggio   LGN    Pesante   LTO    Altri   Totale
==========================================
Anno 2012      79,1      15,1      02,2      02,2     01,4    100
Anno 2020      72,4      16,2      04,4      05,0     02,0    100
Anno 2025      69,9      17,1      04,9      05,6     02,5    100
Anno 2030      67,4      17,9      05,5      06,1     03,1    100
Anno 2035      66,3      17,7      06,8      06,2     03,0    100

Dato che per l'anno 2025 non ci sono dati ho effettuato una interpolazione lineare delle percentuali fra il 2020 e il 2030, che come vedremo non apporta un errore esagerato. Usando l'informazione della produzione di LTO estratta dal grafico 14.11 ottengo che i valori di produzione dei diversi tipi di petrolio sarebbero: 

                       Greggio   LGN    Pesante   LTO    Altri   Totale
===========================================
Anno 2012       70,5       13,4       02,0      02,0    01,2     89,1
Anno 2020       67,5       15,1       04,1      04,6    01,9     93,2
Anno 2025       66,4       16,2       04,8      05,2    02,4     95,0
Anno 2030       65,2       17,3       05,3      05,9    03,0     96,7
Anno 2035       59,5       15,9       06,1      05,6    02,7     89,8

O, sotto forma di grafico:

Pensate che io qui non sto stimando il contenuto energetico delle categorie di petrolio (questo grafico corrisponderebbe col primo dei grafici de “Il tramonto del petrolio”, quello del volume totale) e anche non include neanche né i (discutibili) guadagni di lavorazione né i biocombustibili, la variazione attesa degli stessi dal 2030 al 2035 è molto più piccola della diminuzione di quasi 7 Mb/g. Pensate che sto semplicemente incrociando i dati della IEA: questo è ciò che il suo grafico mostrerebbe se lo avessero rappresentato coerentemente con le percentuali raccolte nella figura 14.8. Insomma, i dati della IEA ci indicano, per la prima volta per questa agenzia, l'arrivo del picco del petrolio in volume, il che è una pietra miliare anche quando la data indicata, il 2030, è poco realistica, con quello che adesso sappiamo. 

Senza dubbio il mio metodo implica un certo grado di errore, tuttavia confrontando le mie previsioni con i dati dell'Allegato A (raccolti parzialmente nella tavola 14.1 che apre il post) si vede che questo errore è generalmente piccolo, eccetto che proprio per l'anno 2035:

Differenza percentuale della mia stima rispetto ai valori dell'Allegato A, prendendo questi come riferimento


                        Greggio       LGN      Non conv.       Totale
========================================
Anno 2012      +1,6%        +5,5%        +4,0%          +2,3%
Anno 2020      -0,3%         +2,0%       +1,9%           +0,4%
Anno 2025      -0,3%         +1,9%        -0,8%             0%
Anno 2030      -0,5%         +3,0%          0%             +0,2%
Anno 2035      -9,0%         -10,1%      -4,0%            -8,4%

Come c'era da aspettarsi, l'errore relativo è tipicamente maggiore quanto più piccola è la quantità a cui si applica. L'anno 2012 ha delle anomalie, probabilmente risultato di qualche revisione statistica dei dati della tavola 14.1 posteriori all'elaborazione del grafico 14.8, ma gli anni 2020 e 2030 sono abbastanza coerenti con la mia stima, il che è logico perché non si revisionano continuamente gli scenari. Le differenze dell'anno 2035 sono molto grandi e metodologicamente difficili da giustificare, essendo la produzione prevista di LTO ancora abbastanza elevata (l'errore della stima aumenta anche al diminuire del valore che stimo per la produzione di LTO). E' chiaro che i valori del 2035 sono stati manipolati. 

Ora facciamo l'esercizio inverso: assumiamo che i valore dell'Allegato A (quello che raccoglie parzialmente la tavola 14.1) siano corretti e che lo siano anche i valori percentuali del grafico 14.8; quali valori di produzione dei diversi tipi di petrolio ci risulterebbero? Questi:

                        Greggio    LGN    Pesante    LTO    Altri    Totale
=============================================

Anno 2012        68,9        13,2        1,9        1,9       1,2       87,1
Anno 2020        67,2        15,0        4,1        4,6       1,9       92,8
Anno 2025        66,4        16,2        4,7        5,3       2,4       95,0
Anno 2030        65.0        17,3        5,3        5,9       3,0       96,5
Anno 2035        65.0        17,4        6,7        6,1       2,9       98,1

E sotto forma di grafico:

Insomma, perché si possa dare nel 2035 i valori totali di produzione di petrolio non solo si deve aumentare il LTO, in realtà aumentano anche i pesanti, i LGN e, ciò che alla fine importa di più, il petrolio greggio – che dopotutto rappresenta la percentuale maggiore di produzione – si mantiene stabile a 65 Mb/g dal 2030 al 2035. Non a caso questo è un segno che la IEA ha fissato come livello di produzione verso il 2035nel suo rapporto del 2012. Da' l'impressione che in modo artificiale si sia mantenuto il livello di petrolio greggio fisso a questi 65 Mb/g ai quali giunge nel 2030 e che non è stato aumentato al di sopra di questo valore perché un tale cambiamento di tendenza della produzione di petrolio greggio risulterebbe difficile da giustificare. 

I numeri che doveva rappresentare quest'anno l IEA erano talmente difficili da far quadrare che, per la prima volta che io ricordi, qualcuno ha dovuto alterare i numeri a mano per occultare la verità. Qualcuno ha dovuto mentire perché non si veda ciò che non si può più nascondere: che la carestia di petrolio emerge già anche nei modelli così ottimisti, rispetto al nostro futuro, che usa la IEA. Non si può più giocare con i parametri ed ottenere che il modello si aggiusti ai dati presenti e allo stesso tempo offra dei dati luminosi su un futuro che esiste solo sulla carta. Ciò non si può ottenere, e qualcuno ha preso una decisione di vasta portata, come quella di mentire direttamente, nello stile in cui lo si fa di solito e continuamente un poco più a sud. 

Se questa informazione trapelasse, c'è da aspettarsi in una rettifica della IEA, una qualche smentita, un errore in buona fede che cerca di far quadrare ciò che non può quadrare (visto che perché non si veda la diminuzione della produzione, alcune categorie di petrolio devono aumentare la loro produzione in modo poco ragionevole). Ai tecnici cui toccherà sistemare questo disguido mi piacerebbe ricordare che, alla fine, qualcuno dovrà rendere conto di queste manipolazioni, le quali saranno peggiori e più difficili da fare ogni anno che passa. Dovrebbero pensare che, forse, non vale la pena giocarsi il proprio buon nome, la propria onorabilità e persino la propria libertà per una causa che non solo è persa, ma che non è nemmeno giusta. 

Saluti.
AMT



4 commenti:

  1. Non sapevo che il picco del petrolio estratto in modo convenzionale fosse già accaduto nel 2006, ben 7 anni fa !
    Una domanda : "Unconventional oil" è anche il petrolio estratto dalle sabbie bituminose ?
    Questo tipo di estrazione è estremamente dannosa all'ambiente e alla gente che abita nella zona interessata ! (Alberta, Canada, Indiani Chippewa e Cree, e anche Bianchi)
    Inoltre ENI Italiana ha già iniziato a fare indagini sul terreno per fare estrazione da sabbie bituminose in Africa (ha già una concessione di questo tipo nella delicata foresta pluviale della Repubblica del Congo) !
    :-(

    Gianni Tiziano

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    1. Abituati a pensare che più la produzione di greggio declinerà, più si trivellerà e si farà fracking (l'unconventional insieme agli scisti) in ogni parte di questo sovra sfruttato pianeta, col poco piacevole condimento di disastri ambientali conseguenti.
      Noi pikkisti all'inizio ingenuamente pensavamo che col picco pian piano avremmo abbandonato il petrolio per andare verso una società più "pulita".
      Che illusione...

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    2. Paolo,
      NON riesco ad abituarmici !
      Amo la Natura.

      Gianni Tiziano

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  2. io lo chiamerei il limite delle vergogna, perchè è la vergogna che impedisce di dire la menzogna e se si supera, la menzogna è all'ordine delle cose. Che bello sarebbe guardare le cose con un occhio diverso da quello del tornaconto materiale che induce alla menzogna e un pò a tutte le azioni negative. Sarebbe meglio almeno guardarle con un occhio termodinamico, entropico e già uno comprenderebbe ciò che è conveniente fare. Ma l'homo consumens, evoluzione di quello sapiens, ha un livello intellettuale troppo basso per capire certe cose. Vedere il mondo da un punto di vista diverso da quello dominante richiede libertà di spirito, che gli animali condotti al macello non hanno. Comunque consoliamoci, perchè anche già ai tempi del re Davide si verificavano tali situazioni, se ha scritto in un salmo: "l'uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono". La stupidità non ha età, per fortuna ai tempi di Davide il nostro amato pianeta non subiva grandi danni dai cretini.

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