Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 21 novembre 2013

Requiem per un Meme. Il Riscaldamento Globale NON si è fermato


Da “The frog that jumped out”. Traduzione di MR

Di Ugo Bardi

Il riscaldamento globale NON si è fermato. Sappiamo che ha in qualche modo rallentato, ma i dati più recenti mostrano che persino il rallentamento era più che altro un'illusione; il riscaldamento, semplicemente, continua. Ma le bugie hanno una loro vita propria e non possono essere fermate dalla logica e dalla ragione, da sole. Ci vorrà tempo prima di poter celebrare un requiem per questo pessimo meme. 


La propaganda di solito si basa su deformazioni della realtà  - così persino la valanga di bugie che ci circonda sulla “pausa” riscaldamento globale sono partite da un minimo di verità.

Gli scienziati erano stati i primi a notare che l'aumento delle temperature aveva rallentato con l'arrivo del primo decennio del 21° secolo. Ciò ha generato alcuni commenti contro la scienza, per esempio nell'australiano "Courier" nel 2007 e con un saggio pseudo scientifico di Easterbrook nel 2008 su Global Research. Ma questi commenti sono rimasti isolati e non molto conosciuti.

Tuttavia, la “Pausa del riscaldamento globale” aveva tutti gli elementi necessari per diventare un meme, un termine che indica un concetto che si diffonde in modo virale nelle menti umane. La diffusione del meme è iniziata dopo che Kaufmann et al. hanno pubblicato un saggio su PNAS nel giugno del 2011. Lì, gli autori hanno notato esplicitamente il rallentamento della temperatura planetaria, attribuendola all'aumento di emissioni di zolfo in Cina. Kaufmann ed i suoi co-autori sono stati attenti a dichiarare che non intendevano dire che ci fosse qualcosa di sbagliato nel concetto di riscaldamento globale antropogenico. Ma, forse, non sono stati abbastanza attenti ad evitare di usare nel loro saggio espressioni come “mancanza di riscaldamento”. Queste dichiarazioni sono state riprese in vari siti negazionisti e descritti come prova della non esistenza del riscaldamento globale. Il concetto di pausa ha iniziato a comportarsi come un meme, diffondendosi in tutto il Web.

L'ultima spinta che ha portato il meme della pausa ad una notorietà mondiale è stata probabilmente create da un articolo di David Rose apparso su “The Mail” il 13 ottobre 2011. Nell'articolo, Rose ha mostrato un grafico che dichiarava essere basato su dati pubblicati dal Met Office (il servizio nazionale meteorologico britannico). Tuttavia, Rose ha sistemato la scala temporale in modo da dare l'impressione di una pausa che non è mai esistita; forse anche “aggiustando” un pochino i dati. Ecco un confronto fra il grafico di Rose e i dati reali.


Sopra: il grafico di David Rose da “The Mail”, sotto: i dati reali

Anche senza le correzioni recenti, è chiaro che non c'è mai stato niente di simile ad uno “stop” nel riscaldamento globale. Ma l'articolo di Rose aveva tutti gli elementi per creare un meme di successo mondiale. Ha sostenuto la presenza di una cospirazione, ha calmato le coscienze del pubblico, ha detto che i soldi del governo erano stati spesi male. Ed è stato pubblicato su un tabloid che vende circa 2 milioni di copie al giorno, con oltre 100 milioni di visitatori al mese nel proprio sito web. Al momento, la “pausa del riscaldamento globale” è probabilmente uno dei meme più diffusi del negazionismo climatico nel mondo.

Questo meme può essere fermato? Non ha mai avuto ragione di esistere ma è anche vero che i media mainstream non hanno diffuso i nuovi risultati che lo smentiscono completamente. E, in ogni caso, i meme hanno una vita di per sé; non possono essere uccisi usando soltanto la ragione. Quindi è troppo presto per celebrare un requiem per il meme della pausa. Alla fine, la verità tende a vincere, ma ci vuole tempo.

Nel frattempo, dovremmo ricordarci che non stiamo discutendo di entità virtuali – i meme – che esistono solo nelle nostre teste. Il riscaldamento globale è una cosa brutta che esiste nel mondo reale ed uccide persone reali. Così, date un'occhiata all'immagine sotto ed alla dichiarazione relativa, da un articolo di David Rose. Guardatelo con gli occhi di un australiano che ha perso tutto in uno di questi giganteschi incendi. Quanto può diventare indecente il negazionismo, signor Rose?


”Anziché concentrarsi sulla notizia che il riscaldamento globale si è fermato, altri quotidiani hanno scritto dell'ondata di calore e sugli incendi impetuosi in Australia” 


7 commenti:

  1. Guardando lo screenshot del Mail Online che Bardi presenta è interessante notare che l'articolo di Rose è catalogato sotto "TV & Showbiz", non sotto "Science"...
    Saluti,
    Mauro.

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  2. Beh ma comunque qualche colpettino recente alla sua credibilita il meme se lo e' beccato....nelle Filippine, in Australia ed anche in Sardegna....ma e' pure vero che sta ricevendo anche un bel po' d'aiuto (implicito e quindi insidioso) proprio a Varsavia....

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  3. Buongiorno Prof. Bardi potrei avere un suo commento su questo video "Busted ! Proof of Weather Modification ! Satellite Imaging Shows Coil" ovehttp://www.youtube.com/watch?v=frwBLtv3EN8 a proposito di modificazioni del clima ?

    Grazie cordiali saluti

    Andrea 72

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    1. Mah...... a un'occhiata rapida, mi sembra un caso disperato. Forse delle megadosi di prozac potrebbero fargli bene, ma ne dubito.

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  4. Beh, anche al fotofinsh i corridori sembrano fermi... in ogni istante tutto sembra fermo, se si usa un criterio fotografico.

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  5. caro prof, un tale comportamento nei confronti del picco e del riscaldamento del pianeta mi ricorda l'ostinazione del drogato, dell'alcolista, del tabagista, del goloso, del lussurioso, dell'egoista in genere a non voler fermarsi nelle sue opere sbagliate. Ovviamente la risposta è psicologica, ma a me che non ho studiato psicologia, la risposta me la da S.Paolo, quando mi dice che l'uomo fa il male che non vuole fare e non fa il bene che vuole fare. E' una situazione orrenda essere costretti a farci del male, quando la nostra mente e la nostra coscenza ci indicano quale sarebbe la strada giusta da seguire, quale è il bene personale e collettivo. La soluzione per S.Paolo è lo Spirito Santo, per Freud la psicanalisi ad oltranza. Il prozac no davvero, nemmeno a dosi industriali. Ma sia per Freud, che per S.Paolo sono necessari la coscenza dei propri errori e l'umiltà di cambiare, di non sentirsi degli dei immutabili e intoccabili. Doti più uniche che rare, specie oggi, dopo 50 anni di maleducazione petrolifera. Cala, cala, trinchetto, diceva il carosello, 40 anni fa, ma forse sono l'unico a ricordarselo.

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  6. ...Lasciando da parte il prozac, non più in commercio da qualche anno, sembrerebbe che la corrente del golfo stia stentando parecchio..Come facciamo a spiegare ai negazionisti che inverni biblicvmente freddi alle nostre latitudini, ( per quanto la Bibbia sia l'opuscolo di una religione del deserto, ), faranno coppia con estati desertiche ?

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