Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 12 novembre 2013

I ricercatori: l'ossigeno sul fondo del Mare del Giappone continua a diminuire

Da “The Asashi Shimbun”. Traduzione di MR

Una coppia si gode il tramonto sul Mare del Giappone sulla cosata di Aoyama a Niigata, il 2 maggio. Secondo i ricercatori, la quantità di ossigeno contenuta sul fondo del mare continua a diminuire. 
(Foto: Asahi Shimbun)

Di Tomoyuky Yamamoto

Tsukuba, Prefettura di Ibaraki – Il riscaldamento globale sta contribuendo alla diminuzione del livello di ossigeno sul fondo del Mare del Giappone, il che potrebbe implicare conseguenze terribili per l'ecosistema marino e per l'industria della pesca. “Il declino è attribuibile al fatto che l'acqua di mare di superficie non si raffredda abbastanza in inverno a causa del riscaldamento globale”, ha detto un gruppo di ricercatori dell'Istituto Nazionale di Studi Ambientali e dell'Agenzia Giapponese per le Scienze Marine-Terrestri e la Tecnologia. Se il declino continua, i punti più profondi potrebbero anche venire completamente deprivati di ossigeno in 100 anni, ha aggiunto.

Il Mare del Giappone supera i 3.500 metri di profondità nei punti più profondi. La forma del mare è simile a una coppa profonda. L'acqua di mare più calda e leggera, che è stata portata dal sud dalla Corrente di Tsushima, spesso si mescola con l'acqua di mare che si è accumulata nei punti più profondi del Mare del Giappone. Quindi, scorre via dal Mare del Giappone attraverso lo Stretto di Tsugaru o attraverso lo Stretto della Soia, entrambi vicini a Hokkaido. L'acqua di mare nei punti più profondi, che spesso si mescola con l'acqua di superficie, viene chiamata “acqua unica nel Mare del Giappone”. L'acqua unica nel Mare del Giappone viene prevalentemente accumulata in punti più profondi di 200 metri. La temperatura dell'acqua varia da zero a 1°C. Dell'acqua unica nel Mare del Giappone, lo strato inferiore dell'acqua di mare, che si è accumulato in sezioni più profonde di 2.000 metri, ora sta soffrendo di una diminuzione di ossigeno. L'Istituto Nazionale di Studi Ambientali, che ha sede a Tsukuba, nella Prefettura di Ibaraki, e l' Agenzia Giapponese per le Scienze Marine-Terrestri e la Tecnologia, il cui quartier generale si trova a Yokosuka, nella Prefettura di Kanawaga, hanno analizzato i cambiamenti dell'acqua di mare sul fondo che hanno avuto luogo nel periodo dal 1930 al 2012. Essi hanno condotto l'analisi combinando i dati delle osservazioni marine dell'Agenzia Meteorologica Giapponese coi risultati della propria ricerca.

Come risultato dell'analisi, essi hanno scoperto che la concentrazione di ossigeno disciolto sul fondo del mare al largo della Penisola di Noto, nella Prefettura di Ishikawa, è declinata dai 7,36 milligrammi per chilogrammo di acqua di mare degli anni 60 ai 6,24 milligrammi del 2012. Nel Mare del Giappone, un vento freddo stagionale soffia dal continente Eurasiatico durante l'inverno, raffreddando la superficie del mare. Quindi, la superficie raffreddata di acqua di mare sprofonda nei punti più bassi in quanto diventa più pesante. Di conseguenza, l'ossigeno contenuto nell'acqua di mare di superficie viene fornito all'acqua di mare del fondo. In un inverno estremamente freddo, in cui la temperatura diurna più bassa a Vladivostok, nell'estremo Oriente russo, scende al di sotto dei -20°C per più di 20 giorni, una grande quantità di acqua di mare di superficie sprofonda nei punti più profondi del Mare del Giappone. Un inverno così estremamente freddo si è verificato ogni due o tre anni durante il periodo dal 1930 al 1950. Durante il periodo dal 1969 al 2012, tuttavia, un tale inverno estremamente freddo si è verificato solo tre volte.

Di conseguenza, la quantità di acqua di mare di superficie che è sprofondata ai livelli più profondi è diminuita, portando al declino della quantità di ossigeno disciolto. Il gruppo di ricercatori ha detto che la diminuzione dell'ossigeno è stata causata dal fatto che l'acqua di mare di superficie non viene raffreddata a sufficienza in inverno a causa delle influenze del riscaldamento globale. “In futuro, quando il riscaldamento globale diventerà più serio, lo sprofondamento di acqua di mare di superficie che fornisce ossigeno al fondo potrebbe interrompersi nel Mare del Giappone. In quel caso, a causa del consumo di ossigeno da parte dei batteri ed altre creature, l'acqua di mare nei punti più bassi di 2.000 metri giungerà alla condizione di non contenere alcun ossigeno nel giro di un centinaio di anni, secondo i nostri calcoli”, ha detto Takafumi Aramaki, un ricercatore senior dell'Istituto Nazionale di Studi Ambientali. “Il cambiamento nell'ecosistema del mare potrebbe avere effetti sui pesci ed altri creature marine nel lungo termine”, ha aggiunto.


13 commenti:

  1. Grazie per aver segnalato questa "notizia" secondo me importantissima e molto probabilmente anche piu' che altro sconosciutissima alla stragrande maggioranza (99.9%) della popolazione terrestre la quale invece dovrebbe esserne al corrente. Mi domando come abbiano fatto i loro calcoli i ricercatori Giapponesi ma saranno senz'altro giusti. Un calo di piu del 15% in 50 anni
    (6.24 / 7.36 = 84.78) e' gia molto, e probabilmente il rapporto calo-tempo non e' lineare e quindi a un certo punto vi sara' un calo piu' veloce nella quantita di ossigeno. E non credo ci sia bisogno che arrivi a zero prima che incominicino a scomparire varie speci la scomparsa delle quali provechera' poi semz'altro la scomparsa di altre. L'unica cosa buona (cercando di trovare un modo di scherzare) e' che scendendo meno acqua dalla superfice al fondo i pesci rischieranno meno la radioattivita da Fukushima. Per il resto...e un'altro disastro ma probabilmente ancora piu importante di molti altri piu' visibili. E meno male che i Giapponesi stanno facendo tali ricerche. Mi farebbe piacere sapere anche come stanno i fondali accanto alla Somalia con tutte le tremende porcherie che vari criminali (molti dei quali anche "nostri") hanno buttato li', e continuano a buttare. E poi si parla di pirati "Somali"?

    RispondiElimina
  2. in ogni caso il mare nostrum diverrà un cimitero molto prima del mare dei giap e pensare che stamane uno si è lamentato che non va a Cuba da un anno, dove vi mantiene una casa con due signore. Senza il miscuglio di avidità e lussuria degli ultimi decenni non saremo a parlare di questi problemi, che guarda caso sono i decenni di LTG. Penso proprio che gli scienziati di una volta siano stati anche dei buoni conoscitori dell'animo umano, perchè, come mi disse anche una vecchietta di un piccolo ed insignificante paesino dell'appennino, se dai la ricchezza ad un ignorante senza valori ne farai una persona malvagia e cattiva. E si vedono i risultati, anche se qualcuno vede ancora nelle immense distese di cemento e asfalto un radioso futuro, per cui mi rendo conto che staccare gli occhi dal proprio ventre non è granche facile per nessuno.

    RispondiElimina
  3. ..Sempre restando in tema di mare, ho il sospetto che piaccia parlare dei grandi temi per evitare di parlare di temi più piccoli ma molto più evidenti a tutti : oggi in Adriatico centrale mareggiata del secolo e straripamento dei fiumi marchigiani : vorrei uno stato che spenda zero in scogli e rifacimento del litorale cementificato al di là della ferrovia, (molto facile visto che nel 2014 avremo alcune decine di miliardi di buco in cassa ,) ormai perso, ed investa nell'alveo dei fiumi e microdighe anche per mitigare questi eventi sempre più estremi con l'effetto serra..Le risorse si prendano dai settori tradizionali di attuale utilizzo: monte stipendi pubblico dei funzionari ed erogatori dei servizi alla persona...Naturalmente per favore zero contributi per la crisi della pesca irreversibile ed incrudescente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "... ed erogatori dei servizi alla persona". Scommettiamo che intende i servizi assistenziali alla persona "soprattutto" anziana?

      Elimina
    2. Il grosso della spesa è nel monte stipendi (strutturati ) della così detta istruzione e dipendenti pubblici in pensione..

      Elimina
    3. Errato. La spesa in stipendi nelle pubbliche amministrazioni (anche quelli elevatissimi) non supera un quinto della spesa totale. Togliendo le tasse recuperate direttamente sugli stipendi stessi, si scende a meno di un sesto. Volendo considerare la sola paga di chi lavora (lavacessi, stradini, maestre...) si arriva ai percento. Imbarazzante, vero?

      Il buco nero sono gli appalti truccati. Le strade le pagavamo il quintuplo dei francesi dieci anni fa. Vi ricordate? Non se ne parla più. Credete che oggi la mafia degli appalti sia stata debellata? E' sempre lì, più ingorda che mai.

      Le pensioni hanno attinenza con la demografia. Sono condannate, almeno nella loro concezione attuale, e questo lo so anche io. Anche in tema di pensioni vediamo il tipico verticismo italiota: ricconi da una parte e lavoratori dall'altra. E' l'Italia. Forse non c'è niente da fare.

      Elimina
  4. D'accordo anche io sia con Mago che con Francesco...ed in particolare con la vecchietta di Mago e dal prendere i soldi dai "settori tradizionali di attuale utilizzo" (cioe spreco) indicati da Francesco....

    RispondiElimina
  5. Quindi il problema si è presentato anche durante gli innumerevoli riscaldamenti climatici del passato, giusto?

    RispondiElimina
  6. Beh questo è un altro problema per il 2100.. Ovvero nessuno se ne preoccupa e tutti tirano un sospiro di sollievo. Invece leggo che in questi giorni ci sono punti con metano altissimo 3000ppm sull'artico... Il doppio del livello già altissimo dell'anno scorso! Rilasciato presumibilmente da idrati sul fondo. E' cominciata la spirale di fine Permiano? Avremo decomposizoone esplosiva di groose quantita di idrati.. Quest'anno o il prossimo?

    RispondiElimina
  7. Il fenomeno si chiama anossia degli oceani. In passato ci sono stati fenomeni del genere molto pesanti, gli oceani erano ridotti a immense paludi di alghe in decomposizione, tranne sul fondo dove non c'era ossigeno. Quarda caso una frazione di quelle alghe indecomposte fu intrappolata nei sedimenti e trasformata col tempo in idrocarburi. Certo, sapere che fra cento o mille anni avremo una catastrofe anossica non significa niente di importante per il 99.999% delle persone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ....il motivo perchè non importa quasi a nessuno è perchè saranno (saremo) tutti morti già da un pezzo

      Elimina
    2. Gia', in un contesto psicologico profondamente egoistico e autoreferenziale come il nostro, i figli ed i figli dei nostri figli sono secondari.

      Siamo come quei personaggi della mitologia tipo Saturno, divoriamo i nostri figli

      Elimina
  8. Io credo che non dovremo aspettare il 2100 per vedere qualcosa di enormemente epocale. Per la mia età (50) ho grandi possibilità di "subire" la fine, visibile a tutti, di questo insostenibile paradigma economico, che sia per l'apocalisse climatica, o per lo schianto con i limiti delle risorse, o per una qualche pandemia da inquinamento ambientale, ecc.
    Del resto, di fatto, questo paradigma è già morto ma il popolo bue globale non lo immagina nemmeno lontanamente.

    RispondiElimina