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sabato 16 novembre 2013

Clima, la bufala della pausa nel riscaldamento globale


real-climate
Immagine da "Real Climate"


Era da un pezzo che si sentiva parlare un po’ ovunque della “pausa” nel riscaldamento globale. Sui giornali e sui blog si raccontava di questi 15 anni in cui non c’era stato nessun riscaldamento. E questo, secondo alcuni, indicava che tutta la storia del cambiamento climatico era una bufala: non esisteva proprio. E invece no: la bufala era la storia della pausa, come dimostra un recente studio.

Già non era vero che il riscaldamento globale si era fermato. Semmai, i dati disponibili indicavano che era un po’ rallentato (come ho descritto in un post precedente sul Fatto). Ma gli ultimi dati indicano che questo rallentamento è molto più debole di come sembrava.

Tutte le misure, si sa, sono approssimate e misurare la temperatura di un intero pianeta non è cosa facile. Lo si fa con una serie di stazioni di misura, ma queste non possono coprire tutto quanto il pianeta per cui bisogna cercare di interpolare al meglio possibile. C’è poi un problema che deriva dal fatto che il pianeta non si scalda uniformemente; si scalda molto di più nelle regioni polari dove è più difficile mettere delle stazioni di misura. Per cui, le incertezze sono maggiori proprio dove è maggiore il riscaldamento.

E’ proprio qui che gli autori dello studio, Kevin Cowtan e Robert Way, sono andati a rivedere le misure, tenendo conto dei dati satellitari e utilizzando dei nuovi metodi di analisi. Rifacendo i conti è venuto fuori che c’è una correzione da fare ai dati. E questa correzione spinge in su le temperature; non tanto, ma quel tanto che basta per riportarle in linea con le tendenze del periodo precedente, ovvero un po’ di più di un decimo di grado per decennio.

Questo studio di Cowtan e Way, insieme con l’ultimo rapporto dell’Ipcc, mette una pietra sopra sui dubbi che ancora qualcuno esprime. Non c’è nessuna pausa nel riscaldamento globale. Le temperature continuano a crescere, il livello del mare continua a salire e i ghiacci continuano a fondersi. Cerchiamo di farcene una ragione prima che sia troppo tardi. 




7 commenti:

  1. Buona sera signor Ugo Bardi,
    Ci sono alcune questioni che non mi convincono.
    Recenti studi e osservazioni evidenziano che la crescita dei mari è rallentata.
    http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0921818113002397
    E mentre giustamente i ghiacci artici continuano a fondersi, quelli antartici stanno crescendo molto.
    http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/IMAGES/seaice.anomaly.antarctic.png

    Vorrei avere un sua parere ?

    Saluti,
    Michele Casati

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    1. quelli antartici si stanno sciogliendo molto come massa, ma aumentano poco come estensione (0,46% su 1970) per lo scivolamento in mare di ghiaccio terrestre e acqua dolce molto fredda che si ricongela. Il Prof. mi correggerà se sbaglio.

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    2. Gentile sig. Casati,

      Come per tutte le cose, anche per il riscaldamento globale ci si trova spesso disorientati quando si va ad approfondire e si scopre che esistono delle complicazioni inaspettate. Vediamo per prima cosa il caso del livello del mare.

      Qui bisogna fare attenzione che il livello del mare dipende da almeno tre cose: 1) la MASSA dell'acqua, 2) la SALINITA' dell'acqua (che influisce sulla densità) e 3) la TEMPERATURA dell'acqua (che, anche quella, influisce sulla densità).

      Ora, il riscaldamento globale causa la fusione dei ghiacciai terrestri e l'acqua va a finire negli oceani, aumentando la massa. Questo è l'effetto principale, ma salinità e temperatura variano anche in funzione del ciclo decennale oceanico (quello che va sotto il nome di "El Nino/La Nina" o anche ENSO). Così il livello medio dei mari è soggetto anche quello a oscillazioni (questi effetti sono detti "sterici").

      Tutto questo vuol dire che l'effetto sul livello del mare di un aumento di massa degli oceani può essere parzialmente compensato da effetti sterici, ovvero variazioni di salinità e temperatura - il che è esattamente quello che sta succedendo secondo l'articolo che lei cita.

      Per andare al nocciolo della questione, in ogni caso, le suggerisco di guardare il riquadro in fondo alla figura 1, dove si mostra la MASSA degli oceani che è indipendente dagli effetti sterici.

      Bene, può notare come la massa degli oceani non solo aumenta sempre, ma aumenta anche sempre più rapidamente. Questo conferma la rapida fusione dei ghiacciai terrestri, che del resto è quello che vediamo succedere: tutta quell'acqua deve ben finire da qualche parte!

      In conclusione, i dati sul livello del mare mostrano che il riscaldamento globale continua, anzi accellera.

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    3. Sul discorso dell'anomalia Antartica, Mago ha ragione. Sta succedendo esattamente quello che ci aspettiamo: i ghiacci continentali antartici stanno perdendo massa come risultato del riscaldamento globale. Questa perdita di massa non è nemmeno lontanamente compensata dal piccolo incremento dell'estensione (area) dei ghiacci marini.

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    4. Su questo punto, le passo la mia risposta alla stessa domanda che mi hanno fatto sui commenti sul "Fatto Quotidiano"

      gaspare75

      Mi scusi professore, i modelli IPCC sono anche in grado di spiegare il graduale aumento di estensione dei ghiacci antartici negli ultimi anni?
      In particolare, come si concilia questo fatto sperimentale con la sua affermazione che l'aumento di temperatura e' piu' accentuato nelle regioni polari?

      Ugo Bardi gaspare75

      Caro Gaspare, si tratta di capire cosa si misura. Una cosa è l "estensione" dei ghiacci, un altra la temperatura della regione.

      Una volta definiti i termini, possiamo dire che non c'è dubbio che la zona antartica si sta riscaldando altrettanto di quella artica. Questo fatto è in completo accordo con i modelli e con le aspettative.

      Però su questo punto si fa spesso un po' di confusione: l'aumento di temperatura in Antartide causa una riduzione del VOLUME dei ghiacci continentali, ma non della loro AREA (ovvero estensione). Si stanno fondendo, si, ma sono così spessi che l'area coperta non cambia.

      Una cosa diversa, invece, è il cambiamento di estensione dei ghiacci MARINI. E' di questo tipo di ghiaccio che si parla quandi si dice che i ghiacciai antartici aumentano. Qui c'è effettivamente un lieve aumento dell'estensione in Antartide per varie ragioni che si possono spiegare ma è una cosa un po' lunga.

      Il punto è che è un effetto del tutto marginale rispetto a quello che sta succedendo nell'Artico - in altre parole non c'è un bilanciamento fra Artico e Antartico; il riscaldamento globale arriva altrettanto forte sia a Nord che a Sud

      gaspare75 Ugo Bardi

      Beh, a questo punto pero' sarei curioso, si riesce almeno a dare un'idea grossolana di qual e' il meccanismo? Ogni estate viene enfatizzato dai media il record di scioglimento dei ghiacci artici ma anche in quel caso si parla sempre di superficie dei ghiacci marini, visto che al polo nord e' quasi tutto mare. Del caso antartico invece si parla poco e mi sembra molto piu' interessante perche' va apparentemente in controtendenza

      Ugo Bardi gaspare75


      Beh, nel caso dei ghiacci artici i ghiacci si stanno riducendo sia in area come in volume e questo viene detto di solito, anche se spesso sui media si fa un po' di confusione.

      Per l'antartico, ripeto che i ghiacciai continentali stanno chiaramente PERDENDO volume, come ci si dovrebbe aspettare se la zona si sta riscaldando - come in effetti sta succedendo.

      E allora, perché i ghiacci marini stanno leggermente aumentando in area, in Antartide? Beh, ci sono vari effetti, uno è dovuto alla parziale perdita dello strato di ozono che ha rivoluzionato la circolazione atmosferica, un altro alle maggiori piogge/nevicate nella regione che cambiano la salinità dell'acqua e quindi favoriscono il congelamento, e poi anche che i ghiacci continentali che si fondono buttano acqua fredda nelle acque limitrofe.

      Insomma, come vedi si può discutere delle varie interpretazioni. Di sicuro, però, NON si può usare questo effetto per dire che la terra non si sta riscaldando!




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  2. tra l'altro la 'crescita' artica è un meccanismo che, anche se reale e corposo, non porterebbe certo ad un bilanciamento termico del pianeta..anzi..
    la zona boreale, comunque più calda, porterebbe continuamente a tentativi di bilanciamento termico nell'emisfero australe..i quali 'costerebbero' tantissima energia, fino ad un plausbile equilibrio termico su parametri 'scelti' dall'emisfero più caldo..
    dal global warming non se ne esce..
    un saluto.

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  3. per la verità anche questa ricostruzione si appiattisce negli ultimi 11 anni e non fa molta differenza per la comparazione con i modelli, siamo sempre al limite inferiore di quanto previsto.
    http://www.climate-lab-book.ac.uk/2013/updates-to-comparison-of-cmip5-models-observations/

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