Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 16 ottobre 2013

Cementificare il pianeta: qualcuno ha detto “antropocene”?

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR (Peak & Transition Translators Team)


Questo grafico proviene da un articolo di Krausmann et al., (vedi sotto). Non una sorpresa vedere che la crescita di tutti i beni minerali è stata in aumento durante il secolo scorso. Ma ciò che impressiona è la crescita dei “minerali da costruzione” che significano sabbia, pietra, cemento e cose simili. Incredibilmente veloce: in termini di massa è il bene minerale dalla più vasta produzione sul pianeta. Ed anche in anni più recenti, non mostra segni di cedimento.

Pensate a questo: 25 miliardi di tonnellate all'anno corrispondono a più di 3 tonnellate a persona. Pensate a un cubo di 10 chili di pietra e cemento che vi viene consegnato e depositato di fronte alla vostra porta di casa ogni mattina, ogni giorno dell'anno.

Cosa guida questo processo gigantesco? Sembra che ci siamo impegnati con incredibile entusiasmo nell'impresa di cementificare il pianeta. Finora, sembra che siamo stati capaci di cementificare solo una piccola percentuale della superficie del pianeta ma, data la bellezza della crescita esponenziale, il giorno in cui avremo trasformato la Terra in una brillante palla di cemento non può essere troppo lontano.

Qualcuno ha detto “antropocene”?




7 commenti:

  1. E' ovvio che la nostra specie non arriverà mai a cementificare l'intero pianeta, né andrà troppo oltre quella piccola percentuale della sua superficie. Le modifiche che stiamo apportando all'ambiente, che ci permette di sopravvivere e l'esaurimento di tante risorse, lo hanno già fin troppo compromesso e non manca molto a che anche la nostra specie diventi a rischio estinzione.
    E con essa anche la nostra stupidità.

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  2. il pianeta non so...
    di certo sulla fascia pedemontana lombarda l'opera è a buon punto: una manciata di villette qua, un paio di nuovi svincoli là, e voilà, l'incubo è servito (:

    Ps: qui sono quasi tutti contenti, o per lo meno: non lo sono veramente, hanno tutti i musi lunghi come al solito, ma pensano che sia perchè non il pil non cresce abbastanza


    L.

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  3. avidità, avidità di proprietà, quando un metro per due bastano a tutti o una scatolina di 20x 15x18 come la mia suocera cremata ieri. Ma come si può essere così cretini da farsi condizionare da ogni pubblicità, ora detta in modo molto soft e accattivante consiglio di acquisto. Certa gente Dante non li dice meritevoli neanche dell'inferno, ma li mette nell'anti-inferno a correre nell'eternità dietro a bandiere senza significato. Pensate nemmeno l'inferno li vuole, cretini come sono, perchè il demonio, essendo dotato di intelligenza soprannaturale, anche se maligna, li schifa pure lui.

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    1. Una volta tanto sono d'accordo con mago!!
      Temo purtroppo che l'opera di cementificazione della Terra continuerà fino a quando i morsi della fame spingeranno la gente a cercare di coltivare quel poco di terra fertile rimasta; ma sarà purtroppo troppo tardi

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  4. Presentato lo scorso 11 ottobre a a Roma il IX Rapporto Ispra sulla “Qualità dell’Ambiente Urbano”. Il Paese perde quotidianamente 70 ettari di suoli. Milano e Napoli hanno cementificato il 60% del proprio territorio. A Roma cancellati 35 mila ettari
    http://www.salviamoilpaesaggio.roma.it/2013/10/catastrofe-consumo-di-suolo-in-italia-inghiottiti-dal-cemento-70-ettari-al-giorno/

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  5. Da che mondo e mondo uno dei driver riconosciuti da tutti sia per fare PIL che per fare "sviluppo" e' stato quello dell'edilizia e infrastutture. Tuttora, per mantenere alto il tasso di crescita, paesi come la Cina fabbricano selvaggiamente, arrivando anche a demolire palazzi nuovi per farne altri ancora piu' nuovi al loro posto. Piu' palazzi, case, strade, capannoni, aeroporti, parcheggi...
    Ovviamente questa rampa di crescita esponenziale e' chiaramente insostenibile. Vedrete che si curvera' di botto e declineera anche di botto. Costruire case e infrastutture e' una impresa energivora, e sebbene verra' alimentata a spese di altri settori economici fin quando possibile e oltre ogni buon senso, non puo' che obbedire alla disponibilita' delle risorse a disposizione.

    Avremo magnifiche e rapidamente deteriorate autostrade a tre corsie per far girare i nostri carretti, in futuro.

    Il problema, come al solito, sonoi ponti. Quelli degli antichi romani duravano secoli, quelli attuali temo che non resisterebbero nemmeno 30 anni abbandonati a loro stessi.

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    1. I ponti li distruggeremo con le nostre mani non appena eserciti e manipoli di sbandati cominceranno a girare la penisola per predare quello che è rimasto.

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