Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 14 ottobre 2013

Apocalypse Now: L'inarrestabile cambiamento climatico antropogenico diventerà realtà per la fine del decennio e potrebbe rendere inabitabili New York, Londra e Parigi entro 45 anni, dichiara un nuovo studio

Da “DailyMail”. Traduzione di MR (Peak & Transition Translators Team)


  • Una ricerca dell'Università delle Hawaii dichiara che il cambiamento climatico antropogenico ora è inevitabile
  • La Terra si scalderà pericolosamente nei prossimi 50 anni
  • I tropici sopporteranno il peso maggiore di un disastroso aumento della temperatura di almeno 7°C 
  • Milioni di persone si dovranno spostare, milioni di specie saranno minacciate di estinzione
  • Le grandi città come New York e Londra combatteranno per sopravvivere ad un innalzamento delle temperature dalle dimensioni che gli esseri umani non hanno mai sperimentato prima

Tema caldo della ricerca: Camilo Mora e
la sua squadra prevedono che in circa
un decennio Kingston, in Giamaica, sarà
 caldo fuori scala - permanentemente, Singapore
nel 2028. Città del Messico nel  2031.
Il Cairo nel 2036.  Phoenix e Honolulu
nel 2043, mentre il riscaldamento globale
si fa strada.

La Terra sta correndo verso un futuro apocalittico, nel quale le grandi città come New York e Londra potrebbero diventare inabitabili, a causa del cambiamento climatico antropogenico irreversibile, entro 45 anni, secondo uno sconvolgente nuovo studio pubblicato questa settimana. Si potrebbe scatenare una crisi umanitaria, visto che centinaia di milioni di rifugiati climatici si riverseranno illegalmente attraverso le frontiere,  in fuga dalle conseguenze dell'innalzamento delle temperature che potrebbe lasciare intere regioni del pianeta senza vita. E mentre l'orologio del giorno del giudizio sta ticchettando, coi primi segni di cambiamento attesi per la fine di questo decennio, i ricercatori dello studio dichiarano che è troppo tardi per invertirlo e l'umanità deve prepararsi per un mondo in cui gli anni più freddi saranno più caldi di quelli che ricordiamo come i più caldi. Infatti, lo studio dell'Università delle Hawaii pubblicata in rete mercoledì nel sito della rivista Nature prevede che anche se utilizziamo tutte le risorse per fermare le nostre attuali emissioni di carbonio, i cambiamenti sono irrevocabili e li si può soltanto rimandare. Se tutto rimane com'è, New York City comincerà a sperimentare temperature drammatiche che alterano la vita dal 2047, Los Angeles dal 2048 e Londra dal 2056. Tuttavia, se le pericolose emissioni di gas serra vengono stabilizzate, New York sarà in grado di allontanare gli inevitabili cambiamenti fino al 2072 e Londra fino al 2088. Le prime città statunitensi a sentire i cambiamenti sarebbero Honoluu e Phoenix, seguite da San Diego e Orlando, nel 2046. New York e Washington avranno un nuovo clima intorno al 2047, Los Angeles, Detroit, Houston, Chicago, Seattle, Austin e Dallas, un po' più tardi. 


Deviazione climatica: questa mappa mostra le città che verranno colpite per prime dal cambiamento climatico inevitabile e in quale hanno comincerà se non viene fatto nulla per stabilizzare le emissioni di biossido di carbonio.

Futuro apocalittico? Per il 2047 New York e Washington avranno climi nuovi. Alla fine, gli anni più freddi in una particolare città saranno più caldi degli anni più caldi del passato. 

Trafalgar Square abbandonata a Londra: per il 2043, 147 città, più della metà di quelle studiate, saranno passate ad un regime di temperature più calde che va oltre le registrazioni storiche, secondo lo studio.


Il leader dello studio, Camilo Mora, ha calcolato che l'ultima delle 265 città a passare ai al suo nuovo clima sarà Anchorage, in Alaska, nel 2071. C'è un margine di errore di 5 anni nelle valutazioni. Per il 2043, 147 città – più della metà di quelle studiate – saranno passate ad un regime di temperatura più alta che va oltre le registrazioni storiche – in quella che viene chiamata Deviazione Climatica. 

Le proiezioni attuali della squadra condotta dal biologo Mora prevedono che l'epicentro del riscaldamento globale saranno i tropici che sopporteranno il peso più grande dei cambiamenti iniziali, con aumenti della temperatura che inizieranno a Manokwari o lì intorno dal 2020. Tuttavia, se le attuali emissioni venissero fermate oggi, Manokwari, che è proprio sull'Equatore, vivrebbe comunque cambiamenti della temperatura dal 2025.

Epicentro: Mora prevede che il caldo senza precedenti cominci nel 2020 a Manokwari, Indonesia

“Siamo abituati al clima in cui viviamo. Con questo cambiamento climatico, ciò che accadrà è che ci sposteremo fuori dalla zona di comfort”, ha detto Camillo Mora, il principale autore dello studio alla NBC News. “Sarà scomodo per noi come esseri umani e sarà molto scomodo anche per le altre specie”. Lo studio afferma che per il 2050 fra 1 e 5 miliardi di persone vivranno in aree con un clima senza precedenti, ha detto il coautore dello studio Ryan Longman, un dottorando dell'Università delle Hawaii. “I paesi che verranno colpiti per primi dal cambiamento climatico senza precedenti sono quelli con la minore capacità economica di reagire. Ironicamente, questi sono i paesi che sono meno responsabili del cambiamento climatico”, ha detto. “Allargando la nostra comprensione del cambiamento climatico, il nostro saggio rivela nuove conseguenze per la biodiversità ed evidenzia l'urgenza di agire ora”.


Proiezioni spaventose: Mora precede che il caldo senza precedenti inizi nel 2020 a Manokwari, in Indonesia. Poi Kingston, in Giamaica. Entro i prossimi due decenni, 59 città vivranno in quello che essenzialmente è un nuovo clima, comprese Singapore, L'Avana, Kuala Lumpur e Città del Messico. 


Il pianeta futuro: queste proiezioni del cambiamento delle temperature globale, basato su due diversi scenari, mostrano il mondo dal 1986 al 2005 e quello che si potrebbe scatenare alla fine di questo secolo con un aumento della temperatura media da 32 a 39°C.

Lo studio di Mora e dell'Università delle Hawaii, a Manoa, sposta il modo in cui i climatologi hanno esaminato finora le implicazioni delle emissioni di gas serra. Mentre molti si sono concentrati sul clima che si riscalda rapidamente nell'Artico e gli effetti sulla vita selvatica, come gli orsi polari, e anche sui livelli del mare, la squadra di Mora si è preoccupata degli effetti sulle persone – specialmente ai tropici – dove vive la maggioranza della popolazione mondiale e i cui cittadini hanno contribuito per la parte minore al riscaldamento globale.  

E' nei tropico già caldi che un aumento di solo un paio di gradi può alterare l'equilibrio della vita, menomare le colture, diffondere malattie e portare alla migrazione di massa verso climi più freschi. “Il riscaldamento nei tropici non è poi molto, ma stiamo per superare piuttosto rapidamente le recenti esperienze di temperatura. Questo sarà devastante per le specie e lo sarà probabilmente anche per le persone”, ha detto Stuart Pimm, un biologo della conservazione all'Università di Duke alla NBC News. Mora e i suoi colleghi hanno raccolto i modelli climatici globali e costruito un indice delle stime su quando un determinato punto del globo andrà oltre le temperature sperimentate della Terra durante gli ultimi 150 anni fra il 1860 e il 2005.


Perso per sempre: un nuovo studio sui tempi del cambiamento climatico calcola i le probabili date per quando le città e gli ecosistemi nel mondo avranno regolarmente ambienti caldi mai visti prima sulla base di 150 di registrazioni.

Per giungere alle loro proiezioni, i ricercatori hanno usato osservazioni, modelli computerizzati ed altri dati per calcolare il punto in cui da quel momento in poi ogni anno sarà più caldo dell'anno più caldo mai registrato durante gli ultimi 150 anni. 

Per esempio, il mondo complessivamente ha registrato il suo anno più caldo nel 2005. Il nuovo studio, pubblicato mercoledì sulla rivista Nature, dice che per l'anno 2047, ogni anno che seguirà sarà probabilmente più caldo di quell'anno torrido da record. Alla fine, l'anno più freddo in una particolare città o area sarà più caldo dell'anno più caldo nel proprio passato. “In media, i tropici vedranno un cambiamento climatico senza precedenti 16 anni prima del resto del mondo, a cominciare dal 2020 a Manokwari in Indonesia”, ha detto Mora in un a conferenza stampa coi giornalisti giovedì. Ha aggiunto che se l'umanità continua a bruciare combustibili fossili, la soglia media per quanto riguarda il pianeta è il 2047 – con temperature che aumentano di 7°C. 

Se l'emissione di gas serra vengono stabilizzate, questa data viene posticipata di soli 20 anni, come media. Ma, quei 20 anni in più acquisiti attraverso il taglio delle emissioni potrebbero rivelarsi cruciali per la sopravvivenza di molte specie, ha detto Mora. “Immaginate di essere in un'autostrada e scorgete un ostacolo sulla strada poco più avanti”, ha detto Mora. “Premete sull'acceleratore o frenate?”

“Colpire un ostacolo a minor velocità minimizzerà il danno alla macchina ed ai suoi occupanti, più o meno allo stesso modo in cui giungere ad una soglia climatica a minor velocità ridurrebbe le conseguenze per i sistemi biologici. La velocità alla quale colpiamo un ostacolo farà un'enorme differenza”. 

Deviazione climatica: il punto di non ritorno del riscaldamento globale

La deviazione climatica è il modo in cui gli scienziati monitorizzano le misure del riscaldamento globale quando l'ambiente è davvero cambiato per sempre. 
Una città o una nazione giunge ad una deviazione climatica quando la temperatura media del suo anno più freddo da quel punto in poi si prevede che sarà più alta della temperatura media del suo anno più caldo misurato nei 150 anni precedenti. 
Secondo il nuovo studio per esempio, la data della deviazione climatica di New York City è il 2047.
Questo significa che ogni anno dopo il 2047 sarà più caldo della data più calda registrata a New York dal 1860 al 2005. 
Lo studio dell'Università delle Hawaii prevede che la data della deviazione climatica del Pianeta Terra sia il 2047. Ciò indica quanto rapidamente il globo e l'umanità sono destinati a sentire gli effetti del cambiamento climatico antropogenico – almeno secondo il nuovo studio.


Rifugiati climatici: le temperature che cambiano possono rendere alcune nazioni inabitabili e portare ad una migrazione incontrollabile lungo i confini

Mora ammette che il suo studio è soggetto a variabili geografiche, dicendo che i cambiamenti che egli prevede non avverranno allo stesso tempo in tutto il mondo. Tuttavia, egli ha ridotto il margine di errore delle sue proiezioni a 5 anni in entrambi i sensi, cose che definisce 'notevole', dato che lo studio ha usato 39 diversi modelli di 21 squadre in 12 paesi.  Scettici come Eric Post, un biologo dell'Università di Stato della Pennsylvania, ha detto che mentre non è d'accordo con la precisione dello studio di Mora, come su tutto il lavoro sul cambiamento climatico, la gente e i politici dovrebbero tenerne conto. “Se la valutazione di Mora e colleghi si dimostra precisa, badate professionisti della conservazione – la corsa del cambiamento climatico non è solo iniziata, è fissata, con il traguardo dell'estinzione che incombe più vicino ai tropici”, ha scritto sulla rivista Nature. 

La ricerca di Mora lo ha portato alla conclusione che tutte le specie in ognuna delle regioni colpite da avversi aumenti di temperatura hanno tre opzioni nette. O si muovono verso un clima più fresco, o si adattano al clima più caldo o si estinguono. Tuttavia, è qui che possono sorgere conflitti fra nazioni quando la gente disperata e affamata cercherà di emigrare in massa verso nord o verso sud per sfuggire alle terre aride in cui sono giunti a vivere. “”Abbiamo questi confini politici che non possiamo attraversare facilmente. Come la gente in Messico – se il clima dovesse impazzire lì, non è che si possano spostare negli Stati Uniti”, ha detto Mora alla BBC News. 


Troppo tardi per fermarlo: la data del 2047 per quanto riguarda il mondo intero è basata sul continuo aumento delle emissioni di gas serra dalla combustione di carbone, petrolio e gas. Se il mondo riesce a ridurre le emissioni di biossido di carbonio ed altri gas, questa sarebbe rimandata al 2069, secondo Mora. 

La squadra di Mora ha scoperto che per una misura – l'acidità dell'oceano – la Terra ha già superato la soglia entrando in un regime completamente nuovo. Ciò è avvenuto circa nel 2008. Ogni anno da allora, l'acidità dell'oceano è stata più alta del precedente record, secondo il coautore dello studio Abby Frazier. Delle specie studiate, la barriera corallina sarà la prima a ritrovarsi in un nuovo clima – intorno al 2030 – ed è molto vulnerabile al cambiamento climatico, ha detto Mora. Judith Curry, una climatologa dell'Istituto di Tecnologia della Georgia, ha detto di aver trovato che l'approccio di Mora abbia più senso del massicio rapporto uscito dall'IPCC dell'ONU lo scorso mese. 

Il climatologo Michael Mann dell'Università di Stato della Pennsylvania ha detto che la ricerca “possa in realtà presentare uno scenario all'acqua di rose quando si tratta di quanto siamo vicini al superamento della soglia di diversi impatti climatici pericolosi”. “Per alcune misure, ci siamo già arrivati”, ha detto

22 commenti:

  1. Deciomeridio vi consiglia questo :

    http://www.keinpfusch.net/2013/10/il-problema-che-si-vuole-nascondere.html#more

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  2. si..e poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata..

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    1. Di marmotte ce ne sono molte anche in questo sito....

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    2. E anche di marmotte che scrivono commenti scemi......

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    3. Beh, a me questa storia del Riscaldamento Globale e dei mari che salgono annegando tutti i peccatori,ricorda molto il racconto del Diluvio universale .

      Se avete dei racconti più divertenti continuo a leggervi, altrimenti per ascoltare un po' di stronzate,posso infilarmi nella prima Chiesa che trovo.

      Con amicizia.

      Deciomeridio.

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  3. Avevo già avuto un contatto con questo studio, già citato in rete, forse proprio per il modo diverso in cui pone dei termini temporali fissi (al netto del margine di errore di 5 anni) al cambiamento climatico locale. Proprio questa individuazione locale lo rende emotivamente tanto forte, ci concede una sorta di orizzonte degli eventi non globalmente sincrono ma esattamente conoscibile zona per zona. Chissà non serva a qualcosa. Però, correggetemi se sbaglio, non mi pare sia ancora stato citato in tv. E comunque, ribadisco, finchè le previsioni dei climatologi staranno tra i servizi sullo spettacolo e quelli di sport la gran parte del popolo votante non ci crederà veramente. Saluti.

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  4. Non mi è chiara la descrizione a margine dei 2 planisferi, che riporta: "Il pianeta futuro: queste proiezioni del cambiamento delle temperature globale, basato su due diversi scenari, mostrano il mondo dal 1986 al 2005 e quello che si potrebbe scatenare alla fine di questo secolo con un aumento della temperatura media da 32 a 39°C."
    Scusate, ma la temperatura media dell'atmosfera terrestre non è di circa 15°C. ??

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  5. Per gente come noi, per come siamo fatti, occorrerebbe un universo intero.

    In continua e inesauribile espansione.

    Noi umani spasimiamo per ogni cosa che abbia una sembianza esponenziale, fosse anche

    uno e un miliardesimo di miliardesimo elevati ad uno ed un miliardesimo di miliardesimo.

    Basta che si accresca.

    In questo fatto, secondo me va ricercata la radice d'ogni religione.

    In teoria dovrebbe bastarci quello che abbiamo, d'universo visto che pare

    s'allarghi letteralmente ogni giorno di più.

    Solo che sembra sia fatto solo di tanto spazio inabitabile, per noi.

    Certo, è uno spreco che solo un Dio bizzoso può permettersi.

    Al confronto i nostri sprechi terrestri sono scherzi infantili .

    En passant ricordiamoci che, noi siamo fatti per lo più di due fondamentali gas -serra: CO2 e H2O.(l'H2O è un gas serra a brevissima permanenza in atmosfera.)

    Il resto è azoto e due palate di terra.
    Quindi, è come se avessimo infestato l'aria del residuo dei corpi dei nostri avi.

    Marco sclarandis




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  6. Gli allarmi climatici sono sempre più da incubo, questo addirittura fa previsioni sugli anni esatti in cui avremo certe manifestazioni climatiche.
    Peccato che come tutti gli studi non abbia riscontri previsionali (nel senso che i macro effetti descritti negli studi sono ancora di là a venire) sulla realtà di oggi e che le previsioni facciano capo ad anni in cui la maggior parte di noi viventi sul pianeta attualmente, sarà passata a miglior vita.
    Che tutti questi allarmi di forte impatto emotivo (almeno all'inizio, poi l'uomo della strada tornerà a pensare alla sua quotidianità più o meno incasinata) possano indurre le elite dirigenti ad abbandonare il BAU è impossibile. Resto sempre dell'idea che se non cominciano a verificarsi inauditi macro eventi climatici disastrosi con frequenza, di quelli descritti in questi studi catastrofisti, eventi climatici che vadano a colpire duramente i paesi industrializzati ed emergenti in particolare, qui non si muove una foglia nel senso della decrescita delle emissioni serra.
    E sono tra l'altro convinto che più che gli eventi climatici "caldi" siano quelli "freddi", ovvero qualcosa che richiami il mondo de "L'alba del giorno dopo", a poter forzare le elite a rivedere il modello economico.
    Ma a quel punto sarebbe già tardi credo.

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  7. Alla catastrofe non ci si oppone.

    La si governa.

    Con mitigazioni che riducano l'uso di fonti fossili che sbuffano biossido di carbonio causa del problema del riscaldamento globale, pare si possa guadagnare altri trenta anni NECESSARI per adattarsi e cambiare la vita umana sul Pianeta.

    Servirebbe una GALLA PLACIDIA, colei che governò la caduta dell'Impero Romano. Senza di lei non avremmo perso tanto dell'eredità di Roma, ma tantissimo.

    Malala è troppo giovane, anche se già parlare globale.

    Altri nomi?

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  8. Nessun dubbio sulla serietà di questo studio, se è pubblicato su Nature.
    Molti dubbi invece sull'efficacia mediatica. Più il contenuto è catastrofico e puntuale, più, mi sembra, la gente tende a rigettarlo. Mi immagino le obiezioni: 2047? ma se non sanno prevedere il tempo tra una settimana? e via discorrendo, con le solite battute neg.

    Dobbiamo ancora trovarlo il modo corretto per comunicare il problema climatico. Sarà bene fare presto, poichè non abbiamo tempo, o più probabilmente è già troppo tardi.

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  9. Trovo che questo rapporto scientifico si adeleterio per diverse ragioni.
    In primo luogo, dice che ormai, qualunque coasa facciamo, siamo fritti. QUindi, lagente comune dira: allora non facciamo niente.
    In secondo luogo, e' fin troppo preciso sulle date e sui luoghi, che per uno studio climatico serio mi sembra fuori luogo. a queste cifre i negazionisti si attaccheranno come patelle, per esempio viene detto che in tale luogo nel 2020 ci saranno i primi segni. Il negazionista togliera' 5 anni di incertezza ( tecnicamente puo' farlo) e dira' che secondo lo studio i primi effetti si vedranno dal 2015 , poi non si vedra in effetti un bel nulla di assimilabile ad un film tipo Day After Tomorrow, e lo studio rinforzera' la negazione.
    Terzo, mi piacerebbe sapere in che modo si possa fare fede in questo modo sulla modellistica, con tutto che io stesso sono un modellista. Un insieme di modelli puo' darti delle stime molto precise e perfettamente sbagliate, e non sarebbe niente di strano, sarebbe semplicemente una conseguenza delle imperfezionei di modellie e teoria.

    Insomma, mediaticamente questo lavoro e' proprio un disastro.

    Saluti

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  10. Ho scoperto con sorpresa che lo studio è accessibile gratuitamente:

    http://www.nature.com/nature/journal/v502/n7470/full/nature12540.html

    Chi è interessato potrà approfondire.

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  11. Dato per scontato l´aumento della temperatura media globale, mi chiedo l´effetto sul pianeta di questa enorme quantità di energia termica addizionale.
    Un aumento di pochi decimi di grado di una massa enorme (massa atmosferica + massa oceanica + ecc...) è una quantità di energia incalcolabile, dove verrà incalatata tutta questa energia? (eventi atmosferici estremi, terremoti, ecc...).

    Andrea Magri (PhD in Germania)

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  12. Notizie del giorno: tagli alla sanità per 4 miliardi nel corso dei prossimi 3 anni...( Meno dell 1% all'anno) ..In Siria gli imam hanno dato la loro approvazione al consumo di carne di cane...Disordini al funerale di Priebke...Mi viene da aggiungere che il 99% della popolazione mondiale si merita questo olocausto climatico, che purtroppo però non sarà limitato solo ai portatori sani di diritti individuali...

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  13. Cosa vuol dire: le città x, y, z diventeranno inabitabili?
    Se si tratasse del "semplice" aumento della temperatura, non credo che New York diventerebbe inabitabile perchè la temperatura media si solleva di magari 5 gradi.

    Allora cosa vuol dire? Che verrebbe continuamente spazzata da potenti uragani?

    Lo studio infatti sembra mettere in secondo piano l'innalzamento del livello del mare. Ma solo questo sembra verossimilmente capace di rendere inabitabile una citta. Nel mondo ci sono città che vedono ogni estate i +50 gradi.

    Dalla sintesi almeno non è chiaro come dovrebbero manifestarsi queste conseguenze estreme. Per il resto, concordo con Phitio....anzi, non verrà neppure denigrato, verrà completamente ignorato. Talmente è sbagliato l'approccio

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    1. Beh, un attimo, andiamoci piano.
      Si, ci sono citta' che sperimentano ogni anno 50C ma sono strutturate apposta per questo, case isolate termicamente e dipinte di bianco, basse.
      Poi devi considerare gli spikes: se la baseline e' piu' alta di 5C , ondate di calore come quella del 2002 (mi pare) non si limiteranno ad uccidere qualche migliaio di pensionati, ma faranno una vera e propria ecatombe.

      Poi bisogna considerare che le citta' che sopportano i 50C dovranno sopportare i 55C, e non solo nel periodo caldo, ma per tutto l'anno, andando sempre peggio; c'e' il serio problema di una "effetto fuga" della popolazione che si propaghera' come un onda dalle regioni equatoriali verso le alte latitudini., creando una pressione micidiale. Altro che barconi, si rischia di vedere cose che al momento non desidero nemmeno immaginare.

      Ovviamente nel conto va messo anche lo scioglimento dei ghiacci e l'innalzamento dei mari, ad aggiungere catastrofe su catastrofe.

      E' anche questo il problema: troppa catastrofe fa chiudere occhi ed orecchia all'interlocutore. Piuttosto che ascoltarti ti ignorera' per sopportare la dissonanza cognitiva, oppure potrebbe diventare perfino aggressivo verso di te, salvo poi darti la colpa come se fossi stato tu ad avere evocato le disgrazie.
      I meccanismi psicologici qui giocano un ruolo fondamentale per l'approccio del problema, non dico per risolverlo.

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    2. Il problema poi non riguarda solo la città in sé, ma tutto il territorio dal quale essa dipende e trae approvigionamento: pensiamo a quale superficie coltivabile occorre per sfamare una popolazione di milioni di abitanti; un singolo evento climatico estremo (siccità, alluvioni, ecc.) può compromettere la sopravvivenza degli abitanti di una metropoli pur senza coinvolgerla direttamente.

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    3. Siamo d'accordo. La mia è solo una puntualizzazione. Che peraltro parte da una conoscena marginalissima dello studio (la sintesi di cui sopra).

      Parlando, la sintesi, di "solo" aumento di temperatura, non risco a spiegarmi come questo (senza quindi aggiungere fenomeni devastanti connessi ad un innalzamento della temperatura stessa, vedi uragani e inalzamento dei mari) possa rendere inabitabile una citta come New York.

      Avesse deto Las Vegas capirei, è' già un forno così. Altri 7 gradi e sarebbe l'inferno.
      Ma New york è una città molto fredda. Un aumento medio di 7 gradi nn la renderebbe inabitabile. Fatti salvi come dicevo gli "effeti collaterali"

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    4. Non potendo accedere allo studio di Nature (non è affatto gratuito), non posso verificare se tra le variabili sono stati considerati gli effetti delle isole di calore urbano, perchè di fronte a un riscaldamento generalizzato di tale portata, certo che molte città diventerebbero inabitabili, se ad esso si somma l'effetto dell'ubanizzazione sul clima locale (il caso di Atene citato su Wikipedia è significativo, già nei nostri giorni si sono rilevate punte di 10°C superiori alle aree rurali limitrofe). Da notare anche che l'uso dei condizionatori estivi peggiorerebbe la situazione ulteriormente, in un circolo vizioso, perchè per superare l'aumento di temperatura dovrebbero immettere ulteriore aria calda in un ambiente già caldissimo. Non disponendo dell'articolo, non si riesce neanche a camprendere se le previsioni che contiene siano solo un'indicazione, che localmente potrebbero rivelarsi ben peggiori. Pare poi che certi architetti si mettano d'impegno nel peggiorare le cose: è recente la notizia del Walkie-Talkie, il grattacielo di Fenchurch Street a Londra con una facciata a specchio concava che fonde l'asfalto e le auto circostanti....

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  14. Come volevasi dimostrare, mi sono chiesto se un sito negazionista come WUWT non si fosse fatto sfuggire l'occasione, ed eccola bella e pronta, incollata a ruota all'uscita online del paper.

    http://wattsupwiththat.com/2013/10/10/just-in-time-for-halloween-come-some-scary-global-warming-predictions/#more-95440

    Inutile dire che vengono ridicolizzati sia il metodo che le conclusioni.

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