Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 12 agosto 2013

Cos'è un meme? Ecco perché il messaggio sul cambiamento climatico non diventa virale











Di Ugo Bardi

Da “The frog that jumped out”. Traduzione di MR


Una “mappa del meme” di  cambiamento climatico di Lazlo Karafiath and Joe Brewer

I meme sono idee che sopravvivono e si moltiplicano nella mente umana. Si diffondono e condizionano tutti. I meme sono la base di ciò che oggi definiamo spesso come comunicazione “virale”, ma che sono stati il modo di comunicare normale degli esseri umani per millenni. Alcuni meme sono buoni – nel senso che corrispondono alla realtà – altri sono cattivi – per la ragione opposta, sono meme illusori; essi costituiscono il corpo delle leggende e dei miti che pervadono Internet oggigiorno – dalle scie chimiche ai falsi atterraggi sulla Luna. 

Quando abbiamo a che fare col cambiamento climatico, sfortunatamente, i meme “cattivi” sembrano essere molto più comuni di quelli buoni. Esiste un lunghissimo elenco di meme falsi ed estremamente comuni: la Terra non si scalda più, la Groenlandia era libera dal ghiaccio durante il Medioevo, gli scienziati hanno contraffatto i dati... Potete trovare un elenco di ben 174 (!!) di questi cattivi meme su “Skeptical Science”. La mente di alcune persone sembra essere infestata da questi meme climatici cattivi – come quella del segretario di stato britannico all'ambiente.

Quindi, perché tutti questi meme illusori sul clima? Forse non abbiamo semplicemente lavorato abbastanza nel cercare dei meme “buoni” da diffondere. Forse, se fossimo stati abbastanza furbi, saremmo riusciti a mettere insieme un sistema di comunicazione virale che avrebbe diffuso il messaggio corretto sul cambiamento climatico. E' stata questa l'idea avanzata da Lazlo Karafiath e Joe Brewer, co-fondatori di DarwinSF. Essi hanno cercato di trovare questi buoni meme. I sono stati interessanti, ma al momento non abbiamo ancora il meme magico riguardo al cambiamento climatico.

Ma perché esattamente i meme cattivi si diffondono molto più facilmente di quelli buoni? Uno studio recente di ricercatori della UCLA ci da una spiegazione interessante. Lo studio ha a che fare con una regione del cervello chiamata la giunzione temporoparietale, o GTP, ma, alla fine, tutta la storia si riduce a ciò che essi chiamano “mentalismo”; gente che cerca di leggere nella mente di altra gente e di comportarsi di conseguenza. 

“Potreste aspettarvi che le persone siano più entusiaste e supponente verso le idee dalle quali esse stesse vengono stimolati, ma la nostra ricerca suggerisce che questo non è tutto. Pensare a cosa potrebbe attrarre gli altri potrebbe essere ancora più importante”.

Vedete? E' semplice! Le persone diffonderanno un meme se pensano che questo piaccia alla loro cerchia di amici e conoscenti. Non c'è nulla di particolarmente importante nel meme in sé – potrebbe essere molto stupido ed avere a che fare con entità del tutto vaghe e remote. Pensate a quello che dice che “Plutone si sta riscaldando e quindi il riscaldamento globale è causato dal Sole”. Gran parte delle persone probabilmente ha solo una vaga idea di cosa sia Plutone e di dove si trovi e di cosa possa significare il suo riscaldamento. Ciononostante questo meme si diffonde, proprio come fanno altri dello stesso tipo. Perché è così? Be', semplicemente perché questi meme sono portatori di un messaggio rassicurante. Dicono:  “Vedete? Quei pomposi scienziati hanno sbagliato tutto. Non c'è nulla di cui preoccuparsi e, in ogni caso, non è colpa nostra”.

Ora, potete condividere questo tipo di meme coi vostri amici e conoscenti senza preoccuparvi di farli alterare. Dopo tutto, a tutti piace prendersi gioco delle persone pompose, come è il caso di molti scienziati. E' quasi altrettanto divertente quanto condividere foto di cucciolo di gatto. Certamente, non come spedire ai vostri amici un messaggio sul cambiamento climatico che dice, fondamentalmente, “hey, finiremo per morire tutti di fame”.

A dire il vero, c'è di più nella diffusione di un meme della semplice interpretazione proposta dai ricercatori della UCLA. Ma se essi hanno ragione – e ciò che dice ha parecchio senso – allora è inutile continuare a cercare il meme magico che riporterà il cambiamento climatico all'attenzione delle persone. Il messaggio sul cambiamento climatico semplicemente non diventerà mai spontaneamente virale. 

Almeno sappiamo dove sta il problema. Ciò non significa che sia irrisolvibile, ma la mera comunicazione dal basso verso l'alto (il tipo di comunicazione che proviene dai blog e dai social media) non è abbastanza. Dobbiamo anche pensare a quella dall'alto verso il basso. In altre parole, è necessario che i media informino il pubblico sul pericolo che abbiamo di fronte. Sfortunatamente, questi non stanno facendo bene il proprio lavoro. L'ultimo esempio di una lunga serie di disastri è un recente pezzo su “The Economist” sul quale potete leggere su “Skeptical Science” e “Thinkprogress”.

Così, come possiamo convincere i media a fare un lavoro migliore? Avete idee?

7 commenti:

  1. L'unico media in controtendenza sembra essere il cinema con gli eco/sci f i/thriller degli ultimi anni...Il cambiamento climatico poi se lo godrà sempre di più chi viene dopo...per rimanere nel nostro piccolo orticello, ha senso parlare di cambiamento climatico col nostro debito pubblico e la nostra spesa orientata tutta a m a g n a c c e quel che c'è oggi con zero investimenti in resilienza dei suoli ed energetica ?..La democrazia ha senso fra pari e persone civili e mature...Servono forme di controllo ed educazione alla cittadinanza che non può essere per i u s soli ma nemmeno s a n g u i s...Neanderthal p a r a l la x descriveva davvero una società ideale ; oggi , ma anche 20 ani fa, è troppo tardi. La mia preghiera serale va per un pronto ritorno ai comuni, prima di mangiarci l'impossibile in diritti vari.

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  2. molto semplice. Serve che qualcuno di quelli con soldi, tanti soldi, qualche giornale e TV e tanti amici decida che propagando il "meme" ne farà tanti ma tanti di più. Un paperone dei pannelli solari, o delle turbine a vento? Un rockerduck del geoengineering con lancio di materiali chimici in stratosfera? Oppure le stesse aziende estrattive alla ricerca di incentivi per i metano idrati superficiali? Chissà. Ma credo che nell'esatto momento che a una significativa parte dell'elite converrà per qualunque motivo, il mondo ed i media "scopriranno" all'improvviso la realtà del cambiamento climatico. Non in modo dissimile da quanto accade in questi giorni con la "scoperta" del disastro di Fukushima, all'improvviso dappertutto.

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  3. io non ci credo. Il riscaldamento globale così come altre faccende (il buco dell'ozono ecc..) hanno avuto la loro diffusione virale in anni passati. Poi c'è stata una certa reazione, guidata sicuramente da certe lobby, che hanno creato un inversione della opinione pubblica.
    Il fatto che certi poteri possono finanziare un flusso di notizie nei media in modo da influenzare l'opinione pubblica non è da complottisti ma è la realtà. Ed è questa la spiegazione della diffusione virale.

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  4. Sempre argomenti difficili... I media influiscono sull'opinione pubblica? Oppure oggi abbiamo solo media che cullano l'infantilismo dell'opinione pubblica? (Confalonieri docet, per fare un es. vedi http://www.key4biz.it/News/2010/09/22/TV_generalista/Luca_Zaia_Fedele_Confalonieri_Mediaset_Pietro_Valsecchio_198860.html).
    Non penso che il suo blog, Bardi, sia trascurato, anzi. Ma i media ufficiali seguono la povertà culturale della maggior parte o sono rivolti alle poche persone che prendono decisioni, individuali o collettive?
    Il climate change è un argomento che va oltre l'orizzonte della vita delle persone comuni, e se ne subiscono le conseguenze queste continuano a pensare al Fato. Per la poca esperienza che ho nel settore dei messaggi efficaci, i piccoli successi ottenuti sono sempre stati legati a sollecitare un'esistenza migliore di quella alla quale la maggior parte delle persone pensa attraverso il filtro dell'immagine di sè, che è un'immagine manipolata dai media senza neanche tanta consapevolezza, ma perchè i media pensano di vendere di più. Sarò drastico: l'immagine di sè che va per la maggiore è strettamente legata alla società dei consumi e alla perdita di ogni legame di conoscenza con la realtà. Gli uomini uccidono le loro donne sempre più frequentamente perchè l'immagine che hanno di sè crolla anche quando corrisponde a quella rappresentata dai media (ricco, prestante, che non deve chiedere, bello secondo i canoni, prepotente, sufficientemente ignorante da non sembrare noioso, focalizzato su se stesso). Le donne forse lo avevano scelto proprio per questi aspetti, che dal punto di vista dell'essenza reale di una persona è praticamente niente, come poi si accorgono. Nullità che fanno del male a persone ingenue. Ho letto qualche sciocchezza sull'aggressività che aumenta a causa del climate change... come vede se vogliamo trovare pillole di idiozia da mettere in giro, se ne può trovare quante ne vogliamo. Sto mangiando del pane a lievito naturale con farina macinata a pietra, costa un pò di più ma da come è buono penso che potrei vivere di solo questo pane. Non è pubblicizzato dai media. Non ha un'aspetto di plastica, come vediamo nelle foto di molte pubblicità. Nessun giornalista ne hai mai parlato, abituato com'è ai tramezzini del bar sotto la redazione. Tuttavia è il miglior pane che si possa trovare nel mio quartiere, fatto da gente semplice, spiritosa, equilibrata, ricca di valori ecologici, con i più bambini più belli e felici che abbia mai visto. In comune abbiamo il fatto di non possedere un SUV, di disprezzare la vita vuota di contenuti e piena di scemenze, e di tenere una costante attenzione a come cambia il mondo, clima compreso, per potere avere qualche suggerimento da dare ai bambini che diverranno grandi. Insomma, pensiamo di essere persone utili a coloro che cresciamo. Non creda che ciò sia facile, ci vuole tanto coraggio, quel coraggio che rende vitale l'esistenza di una persona ma anche ricolma di soddisfazioni, che nè un SUV, nè la fuga dalla realtà e dal sapere ciò che ci aspetta, potranno mai dare. Consideri seriamente il fatto che i negazionisti del climate change, i politici sordi e chiechi, il popolo allevato in batteria in adorazione di gratta e vinci o SUV e prostitute, in realtà fanno una vita di merda, perchè in fondo in fondo consapevoli che qualcuno li ha fregati, anche se non sanno chi. In pratica, chi non ti mette sull'avviso del climate change, ti rende impotente, incapace di vedere, capire, prendere qualche decisione. Come a un pollo in batteria.

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    1. estote parati!!! Forse è anche per questo che ha meritato la croce. Vae victis disse Brenno ai romani, che imparararono la lezione, tanto da diventare i padroni del mondo di allora. Quindi non penso che seguire la verità sia una scelta di successo, ma almeno di "canoscenza e virtute" come disse Ulisse ai suoi prodi, che morirono tutti, ma almeno morirono da uomini e non da conigli.

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    2. ...., ma almeno morirono da uomini LIBERI....

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  5. Forse il festival Uncivilisation 2013 può dare suggerimenti al proposito. Nel manifesto si dice, come volevo sostenere anch'io, che i "responsible intellectuals need to think apocalyptically", in modo da aiutare la gente ad affrontare i vari aspetti della crisi e a sviluppare strategie costruttive (http://uncivilisation.co.uk/).

    Faccio un altro accostamento curioso: su Le Monde Diplomatique c'è un articolo su come la Corea del Sud trattiene per un certo tempo i disertori del Nord in centri nei quali si insegna loro cosa sia la società capitalistica, per "resettarne" le menti. A pensarci bene, in nessuna scuola dell'obbligo o superiore in Italia si insegna cosa sia la società capitalistica, si da per scontato che sia il quadro nel quale i giovanni verranno a trovarsi, ma non si parla di libero mercato, rendita, investimento, sfruttamento dei fattori produttivi, teorie basate sull'idea delle risorse infinite... e quindi non si parla neanche dei limiti di tali concezioni. Possibile che abbiamo tenuto all'oscuro i nostri giovani per così tanti anni, come se fossimo la Corea del Nord? E questo forse c'entra qualcosa con il nanismo delle imprese italiane, l'imprenditoria fai da te e la debolezza del sistema Italia?
    Di conseguenza, bene le iniziative che non lasciano ai fanatici la gestione delle crisi prossime venture ...

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