Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 29 agosto 2013

Caldo artico

Il fumo degli incendi ricopre la Siberia, l'Alaska frantuma i record di temperatura, il calore dell'oceano Artico innesca la proliferazione di alghe

Da “robertscribbler”. Traduzione di MR

Il fumo degli incendi siberiani ora ricopre gran parte dell'Artico russo. Fonte dell'immagine: Lance-Modis.

C'è molto rumore in questi giorni sul problema del riscaldamento globale e del cambiamento climatico antropogenico. La cosa include l'intransigenza dell'industria sostenuta dai negazionisti del cambiamento climatico, una grande confusione sul contesto climatico all'interno di alcune parti dei media, numerosi attacchi sempre più personali ai messaggeri – scienziati, giornalisti, blogger e esperti emergenti delle minacce – che comunicano informazioni cruciali collegate al cambiamento climatico e persino un certo grado di disaccordo professionale fra le scienze e gli esperti sui problemi chiave come il tasso potenziale di rilascio di metano dovuto al riscaldamento umano (leggete l'eccellente articolo su questo dibatto sul Guardian). Nonostante tutto questo vetriolo, la controversia e la confusione, i segnali in arrivo dal sistema terrestre non potrebbero essere più chiari – l'Artico sta mostrando tutti i segni di una rapida amplificazione del calore, di feedback emergenti relativi e di cambiamenti ambientali.

L'anello di fuoco dell'Artico

Sui continenti che circondano l'Oceano Artico che si sta riscaldando, una fascia da circa 70 gradi nord a 55 gradi nord è diventata sempre più soggetta a ondate di calore e incendi giganteschi. Quest'anno, enormi incendi hanno ricoperto sia il Canada sia la Russia, con una recente esplosione molto vasta che si sta diffondendo in Siberia.

Durante le ultime due settimane, numerosi incendi sono divampati nella tundra artica e analogamente nelle foreste boreali su una fascia sempre più grande della Russia settentrionale. Le fiamme si sono rapidamente moltiplicate fino a circa 200 incendi che hanno coperto gran parte della Russia con fumo pallido, denso e spesso. Lo nuvola di smog che ricopre la Siberia si sta allungando di quasi 3000 miglia in lunghezza e 1500 in larghezza, ricoprendo un'immensa fetta dell'Artico e delle regioni adiacenti. Gli incendi hanno coinciso con un grande impulso di metano che ha portato le letture locali a 2000 parti per miliardo, quasi 200 ppmiliardo al di sopra della media globale. Se questi alti livelli di metano siano stati dovuti da una prolungata ondata di calore sull'Artico, insediatasi sulla Siberia sin da giugno, o sono stati la conseguenza del contatto diretto degli incendi con la tundra che si scongela rimane poco chiaro. Ma la fusione della tundra ed il conseguente rilascio di carbonio ha quasi certamente scatenato le temperature sopra la media di questa area dell'Artico, essendo risultata chiaramente in condizioni che hanno favorito ed innalzato il livello di emissione (potete tracciare le attuali emissioni globali di metano su questo eccellente sito: Methane Tracker.) Queste fiamme enormi sono continuate oggi nella recente foto scattata da Modis che mostra un'ondata di punti rossi al di sotto di una copertura di fumo sempre più spessa:

(Fonte dell'immagine: Lance-Modis)

Gli incendi artici sono l'importante e pericoloso feedback di un clima polare che si riscalda. Gli incendi producono una fuliggine che intrappola ulteriore calore nell'aria mentre in quota e attraverso la riduzione dell'albedo delle superfici ricade dall'alto in basso. Se la fuliggine cade sulle calotte di ghiaccio, può amplificare grandemente il sole estivo, formando grandi buchi ed accelerando la fusione (il Progetto Neve Scura - Dark Snow Project – sta studiando questa dinamica molto preoccupante). Gli incendi rilasciano anche le riserve di carbonio racchiuse nella foresta e nell tundra attraverso la combustione diretta. Come tali, gli incendi risultano essere delle grandi fonti di emissione di CO2 aggiuntiva. Gli attuali incendi in Siberia sembrano anche aumentare il rilascio di metano dalla tundra che si scongela, in quanto sono apparsi grandi fuoriuscite di metano nelle regioni affette dagli incendi. Il risultato è che viene intrappolato più calore nell'Artico ed in un ambiente globale già vulnerabili.

L'Alaska sta frantumando i record di temperatura

Nel frattempo, lungo l'Artico, le Fairbanks riportano il quattordicesimo giorno di fila con temperature al di sopra dei 70°F, frantumando il precedente record di 13 giorni che risale al 2004. La località artica ha anche visto 80°F meteo per 29 giorni, finora durante questa estate e 85°F meteo per 12 giorni. Il record di giorni con 80°F in un'estate è di 30 in un'estate ed i precedente record di giorni con 85°F era di 1o. Un'estate 'normale' in Alaska ha aveva 11 giorni con 80°F e il numero attuale del 2013 quasi triplica quel limite. Quindi le Fairbanks hanno frantumato due record estivi di durata della temperatura e si sta avvicinando al terzo. Siccome le previsioni dicono che ci saranno 70°F in alto e 80°F in basso per almeno un'altra settimana, sembra probabile che anche questo ultimo record crolli. Si pensa che il caldo dell'Alaska continui almeno per questo fine settimana, dopo il quale le temperature dovrebbero scendere fino al di sotto dei 70°F, ancora al di sopra della media. 

Date queste condizioni di caldo record in Alaska, ci si deve chiedere anche quale sia il potenziale di incendi che possono divampare in questa regione. In giugno, grandi incendi si sono divampati e si sono diffusi nella regione. Ma in confronto a Canada e Russia, che hanno entrambe assistito al divampare di grandi incendi, l'Alaska è rimasta relativamente tranquilla. Methane Tracker mostra poco nell'ordine delle 1950 ppmiliardo o di letture maggiori sull'Alaska, al momento. Ma questa è un'indicazione a dir poco incerta. L'attuale Mappa Meteo dell'Artico mostra vaste regioni di caldo nelle ore diurne calde lungo gran parte dell'Artico. Le aree con le temperature più alte si trovano in Alaska, Canada nord occidentale, Siberia e Europa Settentrionale. Queste condizioni artiche da ondata di calore sono persistite per tutta l'estate del 2013, alla deriva in un cerchio lento, con i loro picchi di calore e impulsi di grande ampiezza della corrente a getto. Finora, queste condizioni hanno mostrato pochi segni di cedimento. 

       

Le immagini sopra mostrano la previsione delle rispettive temperature diurne fornite da Arctic Weather Maps. Le aree in rosso indicano temperature che oscillano dai 77 agli 86°F. La prima immagina mostra le ore diurne per giovedì 1 agosto in Alaska e Canada. La seconda immagine mostra le temperature diurne prevista per Siberia ed Europa per la stessa data.

L'anomalia dell'Oceano Artico aumenta

In aggiunta ad un immensa esplosione di incendi che producono enormi pennacchi di fumo che ora ricprono gran parte della Russia Settentrionale e le fasce di temperature record in Alaska, continuiamo a vedere un'aumento di temperatura anomalo su una vasta regione dell'Oceano Artico. Questa region comprende il Bacino Centrale Artico ha visto aree ampie ed anomale di copertura dei ghiacci più sottile e più dispersa. Le regioni isolate stanno mostrando temperature dai 2 ai 4°C più alte della media, risultando la regione sul mare di Barents e sul mare di Kara, vicino alla Norvegia e alla Russia Settentrionale, la più calda.
(Fonte dell'immagine: NOAA)

La regione dove sono apparse le misure della più grande anomali di calore, mostra anche una fioritura di alghe molto grande. Questa specie di macchia d'olio è chiaramente visibile come un bizzarro cambiamento di colore rispetto alle acqua tipicamente scure dell'Artico. Il più alto contenuto di calore dell'oceano e l'aggiunta di nutrienti alimentano sempre di più questo tipo di fioritura che può portare alla moria di pesci e all'anossia del mare, nelle aree colpite. Questa particolare fioritura è molto ampia e si allunga per circa 700 miglia in lunghezza e 200 miglia in larghezza lungo un'area lungo la costa settentrionale della Scandinavia. 

Fioritura molto ampia di alghe al nord della Scandinavia. Fonte dell'immagine: Lance Modis.

Mentre l'oceano si scalda a causa delle forzanti climatiche antropogeniche, c'è un rischio sempre maggiore che grandi fioriture di alghe e aree di anossia dell'oceano sempre più vaste continueranno a diffondersi e a crescere nel sistema oceanico mondiale. Nel caso più estremo, l'attuale ambiente misto oceanico può trasformarsi in un pericoloso ambiente oceanico anossico stratificato. Casi passati di tali eventi sono avvenuti durante il Paleocene e durante le età precedenti. Gli oceani che vanno verso uno stato più anossico pongono un forte stress su numerose creature che abitano i vari livelli oceanici ed è un stress ulteriore da aggiungere allo sbiancamento del corallo causato dal riscaldamento e dall'acidificazione dell'oceano dovuti all'aumento della dissoluzione di CO2. 
Il rimescolamento dell'oceano è guidato da enormi correnti di calore e sale conosciute come circolazione termoalina. Gli schemi di rallentamento e cambiamento possono risultare in passaggi da un ambiente oceanico mescolato ed ossigenato ad uno stratificato ed anossico. Attualmente, alcune della maggiori correnti, comprese la Corrente del Golfo e la corrente di acqua calda vicino all'Antartico, hanno rallentato in qualche modo a causa dell'aggiunta della fusione di acqua dolce causata dal cambiamento climatico antropogenico. 

Il movimento verso uno stato anossico dell'oceano è un ulteriore stress sul sistema climatico mondiale ed un'altra fra le miriadi di impatti scatenati dal riscaldamento umano. Sebbene un passaggio completo da un oceano miscelato ad uno anossico sia ancora lontano, è comunque un importante rischio a lungo termine da considerare. Forse, uno dei peggiori effetti in assoluto del consumo senza sosta di combustibili fossili e della relativa emissione di carbonio da parte degli esseri umani sarebbe l'emergere di un terribile stato dell'oceano chiamato Canfield Ocean. Ma questo è un altro tema, piuttosto sgradevole, che probabilmente vale la pena di esaminare in un altro post (un accenno ai procarioti che hanno paurosamente accennato a questi rischi associati a questo meccanismo climatico particolarmente sgradevole su schede internet, nei blog e nei commenti per anni). Nel frattempo, vale la pena considerare gli effetti chiari e visibili dell'amplificazione artica attualmente in atto: massicci incendi in Siberia insieme a immensi pennacchi di fumo e preoccupanti impulsi di metano, un'ondata di calore artico in corso che continua a battere i record di temperatura e temperature dell'Oceano Artico molto alte che stanno scatenando enormi fioriture di alghe a nord del Circolo Polare Artico. 


13 commenti:

  1. Beh, cambiamento climatico antropogenico o naturalmente ciclico (i cicli sono sempre esistiti seppure un livello atmosferico di CO2 simile a quello odierno non si verificava, mi sembra, dall'epoca dei dinosauri), il buon senso suggerisce di cambiare completamente il paradigma attuale nel senso della piena sostenibilità.
    Che vorrebbe dire:
    1) abbandono entro un decennio almeno, dei combustibili fossili per i trasporti e nella produzione di energia elettrica e quindi poderosi investimenti sulla sua produzione tramite energie rinnovabili. Messa al bando del nucleare (armi e centrali).
    2) rigorose e immediate politiche globali di contraccezione con l'obbligo del figlio unico per coppia.
    3) recupero globale dei terreni urbanizzati e inquinati all'agricoltura. Riforestazione massiccia dei polmoni verdi del pianeta.
    4) riconversione dei processi industriali in senso ecologico e sostenibile.
    5) manutenzione di tutte le infrastrutture esistenti e riciclaggio del possibile e quindi abbandono del consumismo di massa.
    6) limiti rigidi al reddito individuale per tutti.
    Sono i punti che mi vengono in mente, tutti chiaramente realizzabili (e rapidamente) solo nel paese delle favole. Per cui, cambiamento climatico o terza guerra mondiale o schianto coi limiti delle risorse, il medioevo prossimo venturo è quasi certo.

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    1. perdona l'intervento, ma il figlio unico è una cosa molto dubbia ed è la causa della decadenza dell'Italia e in generale di tutti i paesi sviluppati. Se non ci sono giovani ci estinguiamo, discorso diverso se i consumi fossero più oculati e i paesi in via di sviluppo potessero avere alcuni vantaggi tipo welfare che hannoi paesi sviluppati.
      E' ormai noto che il benessere porta l'uomo a procreare di meno.

      Il vero problema è che questo discorso doveva essere fatto e applicato dai paesi sviluppati già 20 anni fa, in modo da evitare inutili e pericolosi flussi migratori e arrivare agli eccessi demografici dei giorni d'oggi.

      Ma come ben sappiamo stiamo parlando di utopie.

      Però in tutto questo grigiore e pessimismo io penso che sarà come sempre la natura a ribilanciare tutto, con i suoi modi e i suoi tempi, ma stiamo tranquilli che la natura si riprenderà il suo equilibrio...

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    2. "cambiamento climatico o terza guerra mondiale o schianto coi limiti delle risorse"

      diciamo pure tutte queste cose assieme, piu pandemie che riporteranno la popolazione a livelli appunto da medioevo

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    3. @ Anonimo

      Mi sembra alquanto fuori luogo addebitare la causa del declino italiano e dell'occidente al calo delle nascite.
      Magari corruzione dilagante e incapacità delle classi politiche sempre più asservite ai poteri forti e sempre meno attente ai bisogni dei cittadini potrebbero essere la causa della decadenza dei valori morali ed etici della società occidentale e dell'esacerbazione di una crisi economica senza fine.
      La politica del figlio unico sarebbe funzionale al rientro demografico fino ad una certa soglia per poi tornare ai due figli per donna, sufficienti a mantenere la parità tra nuovi nati e morti.
      Ma come ho detto, ciò sarebbe possibile solo nel paese delle favole e poi il controllo delle nascite sembra che sia un argomento scabroso per tutti i governi del pianeta, a parte la Cina.

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  2. Per "abbandonare" i combustibili fossili 10 anni non bastano, ce ne vogliono almeno 50, se accompagnati da una grandissima determinazione collettiva.

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  3. ..Paolo..Le rinnovabili immagino siano da finanziare con le risorse pubbliche, attualmente tutte destinate ai servizi ed in primis agli erogatori del servizio, drenate dalle aziende che esportano manufatti in cambio e che ci consentono di importare i combustibili fossili che finanziano cosucce pubbliche come l'energia elettrica , il riscaldamento, il gas per cucinare ai cibi, senza arrivare al trasporto su gomma ..( quello pubblico è intrinsecamente peggio del trasporto su gomma privato)....Facciamo che da domani lo stato anzitutto dimagrisca di un 20%, quello che ci stanno prestando dall'estero prima che chiudano la metà delle aziende esportatrici, del restante il 30 5 lo dedichi alla resilienza dei suoli ed energetica per almeno 15 anni...Sei d'accordo ?..Naturalmente quei 8-9 milioni di immigrati è chiaro a tutti che sono solo un ulteriore fardello oggi...Queste cose poteva farle Stalin; noi le faremo a livello comunale, di distretto, insomma quello del "pubblico" che sopravviverà entro 5 anni, molto più in piccolo e con grane continue fra i distretti viciniori e tra vicini di casa...Ti piace ? o preferisci le purghe Staliniane per mantenre uno stato centrale ?

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    1. Non a caso ho scritto "paese delle favole". Ovviamente non si farà nemmeno un centesimo di quello che servirebbe per non morire di medioevo prossimo venturo e quindi il collasso della (in)civiltà che ci attende sarà il peggiore ipotizzabile.

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  4. Bellissimo ed interessante post, un ringraziamento all'autore, a Massimiliano Rupalti ed al prof. Bardi

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  5. la soluzione può essere solo razionale, cioè provenire dall'io-conscio, oppure spirituale, dal super-io, ma la totale ignoranza dei principi termodinamici, unita all'indottrinamento mediatico e all'uso di droghe inibisce la 1° soluzione, mentre la seconda è stata annullata già quasi 2 millenni fa da Costantino, che facendo partecipare l'unica religione rivelata da Dio, al potere, ne ha corrotto il messaggio e solo grazie a quei pochi santi veri, che Dio ha concesso all'umanità, è sopravvissuta fino ad oggi. Un pò come i profeti pre cristiani. Comunque sempre troppo pochi per trasformare il mondo nel regno di Dio. Basta guardarsi intorno per vedere la superbia dominare con suo strascico di avidità, egoismo, invidia, odio, lussuria concupiscente, cioè accalappiante. Quindi per me non c'è soluzione possibile , se non si ritorna all'uso della mente e dello spirito, ma se non ci sono riusciti i grandi filosofi del passato e la venuta del Figlio di Dio, Gesù Cristo, ad elevare l'umanità dal livello quasi scimmiesco, ho poche speranze. Creati non foste per viver come bruti, ma....vabbè.

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  6. Leggo su Repubblica di oggi (http://www.repubblica.it/ambiente/2013/08/30/news/ghiacci_artico_resistono_allo_scioglimento_l_estate_fredda_evita_il_record_negativo-65567968/?ref=HREC2-5)
    un articolo secondo il quale quest'anno la situazione dei ghiacci e più in generale del clima artico sarebbe più "normale". Tale articolo, pur ammettendo una situazione di cambiamento climatico lascia intendere una situazione meno allarmante di quanto riportato in questo blog. Professor Bardi come stanno veramente le cose? Repubblica sta disinformando?
    Valdo

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  7. Beh, a una prima occhiata, l'articolo di Repubblica sembra ragionevole. Sembra in effetti che quest'anno la situazione dei ghiacci artici sia leggermente migliore di quella dell'anno scorso, quando abbiamo battuto tutti i record negativi. Rientra nelle normali fluttuazioni, comunque il trend è sempre in quella direzione. Uno di questi anni, avremo il polo nord libero dai ghiacci per la prima volta dall'ultimo periodo interglaciale. E non glie ne fregherà niente a nessuno, ahimé.....

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    1. Aggiungo che fra una ventina di giorni dovremmo essere in grado di fare un bilancio di come è andato la fusione dei ghiacci polari quest'anno, prima di allora, è ancora un po' prematuro

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  8. Se può interessare...
    http://climafluttuante.blogspot.ch/2013/08/outlook-artico-2013-iii.html

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