Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 13 aprile 2013

Il cambiamento climatico è qui e ora!


da Cassandra's Legacy - 12 Aprile 2013 - di Ugo Bardi

La "ghiacciaia" di Monte-Senario, non lontana da Fiesole, così com'era circa cento anni fa. Era usata per immagazzinare neve in inverno, che poi veniva venduta come ghiaccio in estate. La ghiacciaia è ancora lì ma, oggi, la neve invernale che ci potreste buttare dentro sarebbe abbastanza per farci qualche cono gelato o poco più. Questa è una dimostrazione visibile degli effetti del cambiamento climatico nella regione, ma molte altre cose sono cambiate e stanno cambiando proprio di fronte a noi. I cittadini e gli amministratori della città di Fiesole si sono riuniti per discutere di questi cambiamenti in un incontro organizzato il 12 Aprile 2013. 


C'è un po' di speranza, dopotutto. C'è un consenso che sta crescendo a proposito del cambiamento climatico. Il negazionismo potrebbe non essere un ostacolo così terribile come sembrava e potremmo avere ancora una possibilità di fare qualcosa di buono prima che sia troppo tardi. E' una sensazione che mi è arrivata con l'incontro sul clima organizzato oggi, il 12 Aprile 2013 dall'amministrazione della mia città: Fiesole.

Non era un incontro di scienziati, non di specialisti, non di attivisti. Era un raduno di persone comuni: agricoltori, impiegati, professionist, studenti e politici locali. Erano venuti ad ascoltare un piccolo gruppo di esperti che parlavano, per una volta, non di idee remote e astratte, ma della realtà concreta del cambiamento climatico. Certo, gli orsi polari hanno i loro problemi, povere bestie, ma il ragionare era a proposito di quello che sta succedendo qui: come il cambiamento climatico sta avendo effetti sull'agricoltura, sull'economia della città, e sulla vita di tutti noi.

E, per una volta, politici, esperti, e il pubblico sono stati d'accordo su tutto. L'hanno detto a voce alta: nessuna paura di essere politicamente scorretti. Il cambiamento climatico è qui e ora. Non è qualcosa che leggiamo sui giornali o ci sentiamo dire in TV. E' nella nostra città: è qui che le cose stanno cambiando e noi vediamo il cambiamento tutti i giorni.

E' stato un piccolo miracolo per un tranquillo Venerdì mattina. Tutti hanno potuto finalmente accorgersi che non erano i soli a pensare quello che stavano pensando. Tutti avevano notato le stesse cose: che le sorgenti si stanno seccando, le cascate spariscono, le piante si seccano e le foglie diventano gialle in Estate. Ora, questo è veramente strano: Fiesole non è come la California. In estate, qui, le foglie sono sempre rimaste verdi. Fino a qualche anno fa.

E non c'erano negazionisti climatici. Se ce ne fosse stato uno, avrebbe dovuto fronteggiare persone reali - avrebbe dovuto mostrare la sua faccia; non si sarebbe potuto nascondere dietro uno pseudonimo, non avrebbe potuto giocare i soliti giochetti. Non c'era proprio spazio per il negazionismo: sarebbe stato come negare la realtà. Avrebbe voluto dire negare quello che la gente stava vedendo con i loro occhi.

Un momento rinfrescande, una piccola epifania di comprensione. Vedete, l'Internet è un ambiente avvelenato. Gente senza faccia e senza nome che si tirano frasi addosso come se fossero pietre. Come diavolo abbiamo fatto a convincerci che possiamo discutere qualcosa in questo modo? E a pensare che potremmo mai metterci d'accordo su qualcosa? Non è possibile: le persone senza faccia non si possono mettere d'accordo su niente. Dobbiamo guardarci l'uno con l'altro negli occhi. Allora le cose possono cambiare.

Non so se questo tipo di incontri siano l'unica, o la migliore, strada per risolvere i problemi. Ma sono sicuro che non stiamo andando in nessun posto con l'infinito batti e ribatti di Internet nel quale ci siamo trovati impelagati fino ad oggi. Dobbiamo guardarci in faccia per capire che il cambiamento climatico non è soltanto una cosa vera, è qui e sta succedendo ora. Se lo facciamo, ci accorgeremo che c'è un consenso che sta crescendo sulla necessità di fare qualcosa per fermare il disastro prima che sia troppo tardi. La prossima cosa che faremo a Fiesole sarà lavorare su questo.

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Ringrazio l'amministrazione di Fiesole per l'organizzazione di questo in contro. In particolare, il vice-sindaco Giancarlo Gamannossi, il sindaco Fabio Incatasciato, e l'assessore regionale all'agricoltura e le foreste, Gianni Salvadori. Ringrazio anche gli oratori: Toufic El Asmar (FAO), Federico Spanna (AIMAT) and Cristiano Bottone (Transition Town Italia). Infine, grazie a tutti quelli che hanno trovato il modo di passare un intero venerdì mattina a discutere di cambiamento climatico nonostante le tante altre cose che sicuramente avevano da fare


Nella foto, da sinistra a destra, Gianni Salvadori, Fabio Incatasciato, e Giancarlo Gamannossi, organizzatore del convegno.


Cristiano Bottone, di Transition Town Italia, parla al convegno di Fiesole e pone la domanda: "Sapevamo del cambiamento climatico già dagli anni 1970s. Perché non abbiamo fatto niente fino ad oggi?" 


Il pubblico nella sala del Basolato, a Fiesole. Quasi completamente piena; niente male per un venerdì mattina. 






3 commenti:

  1. Complimenti ai cittadini di Fiesole. Speriamo che questa modalità si allarghi a macchia d'olio.

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  2. sopra Pistoia, vicino alle sorgenti del Reno, nell'omonima valle tra le località di Piastre e Pontepetri, luogo dell'ultima disperata resistenza dei cittadini liberi di Roma, capeggiati da Catilina alla prepotenza degli avidi senatori patrizi, ci sono i ruderi di molte ghiacciaie, che rifornivano di ghiaccio prima della 2° guerra mondiale le città a valle di Pistoia, Prato e firenze. E questo ghiaccio, prodotto da acqua del Reno ghiacciata a strati durante l'inverno, durava fino all'inverno successivo. Tagliata a lastre veniva portata a dorso di mulo lungo l'antica strada prima estrusca, poi romana, poi medievale e infine medicea, che correva sul crinale del Montalbano da Serravalle pistoiese fino a Signa. Il percorso era in quota di circa 400 metri e ombreggiato da alberi secolari per preservare il prezioso ghiaccio. Su questo crinale ho potuto ammirare i massi di pietra calcarea scavati dalle ruote di carretti di tutti i millenni in scanallature parallele, prima che i buldozer alimentati dal maledetto petrolio, distruggessero queste vestigia di umani che ci hanno preceduto e che noi conderiamo degli straccioni pieni di superbia petrolifera come siamo. Per quello che riguarda la possibilità di mettersi d'accordo per salvare il salvabile dall'arrostimento in corso, la cosa mi risulta praticamente impossibile, per il concetto espressomi da un'anziana di quelle valli e colline: che cioè quando uno diventa ricco, diviene cattivo ed egoista. E quando uno è così l'unico suo interesse sono i soldi. Ovviamente solo gli umani molto, ma molto molto intelligenti o con altissimi valori spirituali possono liberarsi da un tale giogo. Oppure finire nella storia come Catilina, giudicato per anni un sovversivo, nemico della patria romana, mentre invece è morto da eroe e da uomo libero, col suo manipolo di valorosi, accerchiato dalle formidabili legioni romane super addestrate e super armate del senato romano, in quel di Pontepetri, nella valle del Reno, magari vicino a una ghiacciaia. Amen.

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  3. ..Bene ...Aspettavo almeno un commento per aggiungere il mio, visto che Cassandra fa rima con bastian contrario...Facendo il contrappunto a mago che parla di Catilina molto più coerentemente coi tempi suggerisco il waldganger di Ernst Junger , e sempre riagganciandomi dialetticamente a Mago piè che di gente interessata ai soldi parlerei di babyboomers coevi al picco dell'EROI del light crude: per opporci al cambiamento climatico dobbiamo usare se non ogni gocci almeno un a parte importante dell'energia dei combustibili fossili non per i servizi alla persona ma per la lotta diretta al cambiamento climatico: a fine estate, quando la ciclAa ebbe il suo scambio dialettico con la formica, il nucleo del dissertare non era la fine dell'estate ma la stagionalità dell cicale : basta parlare di cambiamenti climatici senza parlare della nocività dei servizi alla persona prima della sovrappopolazione.per il futuro di tutto il biota.

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