Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 22 aprile 2013

Dei Troll e altre bestie

Da “The Oil Crash” Traduzione di MR



Di Antonio Turiel

Cari lettori,

nella misura in cui l'impatto di questo blog è andato aumentando nel tempo è anche aumentata la lista di coloro che fanno della rabbia e del diversivo la propria ragione di essere nelle discussioni di questa chiesuola. La persistenza ed i mali modi di alcuni di questi troll mi ha obbligato da un paio di mesi a sottomettere tutti i commenti a censura preventiva (che a volte tolgo temporaneamente ma che dopo poco mi vedo obbligato a rimettere di fronte ad un nuovo assalto dei fanatici). Dopo tre anni di viaggio – ancora un periodo breve ma già significativo – mi sono più o meno fatto un'idea di che tipo di troll si possono incontrare da queste parti. 

Oggi qui vi offro la mia classificazione sommaria, come un esercizio perché possiate riconoscerli. Non vi spaventate se vi riconoscete in alcuni dei vizi che illustro: tutti abbiamo, a volte, qualche sfaccettatura da troll, ma pochi sono quelli che insistono, persistono e investono senza sosta. Sono loro i veri troll. In questa prima approssimazione alla tassonomia dell'individuo, classifico i troll secondo cinque grandi direttrici: motivazione, tono, ciò che commentano, intensità ed astuzia. 

* * * Per la motivazione: * * *

- Lo schizzato: A un certo punto ho detto una cosa che non rientra nei suoi schemi o, peggio ancora, che considera un peccato imperdonabile e da quel momento se lo segna al dito. Siccome dico tante cose, inevitabilmente devo avere una certa lista di schizzati, che logicamente aumenta col tempo. Questa gente è implacabile, non molla mai la presa e torna in continuazione al punto di partenza, poco gli importa di cosa si sta parlando in quel momento. Il bello è che il motivo del suo schizzare molte volte non hanno niente a che vedere con l'energia, il tema di questo blog: 

Esempio: Hai detto che i Bee Gees ti davano il mal di testa. I Bee Gees!! Sei incapace di comprendere la raffinatezza nell'arte, così non so come puoi pretendere di capire il processo di raffinazione dell'uranio.

- Il risentito: In alcune occasioni non gli sono corso in aiuto durante una zuffa, oppure l'ho ripreso per qualche suo commento fuori tono, o a lui è parso che io applaudissi il pazzo di turno perché gli ho dedicato parole piene di comprensione anziché attaccarlo (esacerbando così la sua paranoia). Il nostro amico c'è rimasto male ed ora non perde occasione per rinfacciarmi quel comportamento, che sia o meno a proposito.  

Esempio: Bene, ora ti sembra male la teoria del Cittadino X, ma quando rideva della mia formulazione pandorica non hai detto niente (e quello che gli esperimenti posteriori hanno mostrato che era fattibile). Spero che te ne capaciti in futuro, Antonio, anche se ormai il danno è fatto.

- Lo stordito: Non importa ciò che dici, questo ti porta sempre agli extraterrestri, al chip nella mano e ad ogni sorta di energie libere. Cercare di ragionarci è inutile, perché il suo cervello è come una spugna ma tutta bucata: tutto ciò che entra, esce. Si ripropone più dell'aglio: credo che ricominci ogni giorno. O forse ogni ora.  

Esempio: Sí, sí, lo vedrete... il momento si avvicina e i poteri nell'ombra (che saranno presto svelati) ci faranno vedere quanto ti sbagliavi quando ci hanno sottomesso. Tu dove lo vuoi il chip, Antonio, nella mano o nella fronte? (più o meno così. Dovrei mettere alcuni errori di ortografia e rimuovere alcune parole necessarie nella frase che poi bisogna dedurre, perché risulti più realista). 

- Il suscettibile: Ci sono determinati temi che non si possono toccare, perché se lo facciamo, secondo lui, si riconosce il nostro pregiudizio ideologico. Quando non parliamo del suo, ma quando esce l'argomento c'è un suo commento dopo pochi secondi: sembra che stia di guardia. I temi sui quali non possiamo opinare di solito hanno un carico economico importante. I bello è che a volte liberano tutta una serie più o meno prefabbricata che non quadra con quello che ho detto realmente.

Esempio: Stiamo ancora criticando l'energia nucleare, come si addice a questo blog prevenuto; col seguito che hai, Antonio, si esige da te un maggiore rigore scientifico e più precisione nei dati. Non puoi dire che Cernobyl ha causato più morti di tutti di tutti gli incidenti stradali in Europa, perché a Cernobyl il numero esatto delle persone che sono morte è zero. (Nel post si menziona solo il costo di mantenere le infrastrutture, senza entrare in ulteriori considerazioni).

- Il Noioso: Non ha vita propria e sonnecchia intorno a The Oil Crash, aspettando che esca un nuovo post. Se non arriva, si dedica a piazzarsi in tutte le conversazioni che si producono per vedere se si animano. I suoi commenti di solito sono vaghi, non specifici, quasi trasparenti, fino all'estremo di non contenere (quasi) alcuna informazione. Ma possono creare, questo sì, un putiferio di commenti e sviare la direzione della discussione per un nonnulla. Questo tipo non c'è molto su questo blog, a dire la verità. 

Esempio: Credo che se riflettesse meglio sulla sua critica si renderebbe conto di quanto sia infondata. Senza acrimonia... (In realtà, nessuno sa a cosa si riferisca e il “Senza acrimonia” mette ancor più di cattivo umore chi lo riceve, 200 commenti più tardi nessuno si ricorda che il post era sull'estinzione dei gamberi nel Mediterraneo). 

* * * Per il tono: * * *

- L'energumeno: A seconda del giorno, può insultare un server, la sua famiglia, l'istituzione per la quale lavora o il mondo in generale. Da lontano sembra pericoloso e a volte si lascia sfuggire minacce più o meno velate. Può provocare molto rumore se la gente comincia a rimproverargli il suo atteggiamento negativo, il che non fa altro che peggiorare e far crollare la discussione in corso.

Esempio: Signor AMT, al muro, perché fascista e stronzo (messaggio vero, che ho ovviamente cancellato).

- Il puntiglioso: Guai a te se un giorno dai un dato inesatto, che sia di uno o diecimila. Ti colpirà con Wikipedia, con l'Enciclopedia Britannica e con con L'Ayur Veda. E' capace invischiarsi in una discussione di decine di commenti per un dettaglio tecnico accessorio e irrilevante. Generalmente i post li rileggo una volta, e a volte quando li pubblico mi rendo conto all'ultimo secondo di un errore e dico “merda”. Provo a correggerlo ma per quando riposto correttamente, il mio errore risalta già nel primo commento. Sob! Ora mi toccano minimo dieci commenti per giustificare l'errore o omissione non era poi chissà cosa e non cambia il senso del post...

Esempio: Sarei d'accordo con la sua osservazione sulla migrazione della rondine, ma è inesatto che migrino all'inizio di novembre come dice lei; generalmente lo fanno alla fine di ottobre, anche se con i cambiamenti della temperatura media si sono viste rondini in migrazione in date tarde, come a San Alberto; in nessun caso, però, a inizio novembre. (Questo da luogo ad un appassionato incrocio di repliche e controrepliche con altri lettori; sì, AMT ha ragione perché nella Catalogna Centrale emigrano la prima settimana di novembre; già, anche se lui vive nel Ampurdán, cosa succede a Barcellona, con l'effetto basco a volte ritardano, ma questa non è una migrazione normale, visto che uscire prematuramente causa molta mortalità, che si sa, ecc. Il post era sulla deindustrializzazione della periferia economica). 

- Il compassato: Tutto va bene finché il mio linguaggio pulito e limpido, tanto nel post in sé, quanto nella sezione dei commenti. E così, siccome nel post curo di più la redazione, nei commenti, fatti molte volte al volo e con poco tempo, la mia espressione può essere più colloquiale e in qualche caso suonar male. Enk!!! Errore; il compassato me lo segnalerà. Alla fine ho la sensazione di tornare ad essere al collegio coi reverendi padri...

Esempio: Hai detto cacca: è improprio in un blog con questo rigore, il linguaggio è il miglior biglietto da visita di un uomo. (Dopo dieci scambi di questo tenore finisco per evocare il luogo da dove esce il prodotto della sua preoccupazione).

- L'ironico: Ci fustiga con la frusta della sua sufficienza, guardandoci dalle altezze alle quali la sua esperienza del sapere e del mondo lo hanno elevato. Relativizza tutto e scrive frasi di senso cambiato su temi molto seri, risaltando l'ironia della situazione, anche se dubita che la possiamo cogliere in tutta la sua intensità. E' solito sfidarmi a comprendere i suoi complicati giochi di parole come se a me ne importasse una sega – ops, pardon, che mi si attizza il compassato.

Esempio: Vedo che non capite che il male di una società senza governo è che è questo, una società senza governo. Di queste cose ti rendi conto quando arrivi all'età adulta. Se volete le discutiamo quando crescerete. (Tale enorme provocazione genera più di 100 commenti. Io parlavo della fame in Grecia, ma a tutti sembra interessare di più il tiro al prepotente).

* * * Per ciò che si commenta: * * *

- Il fanatico: Spara su tutto ciò che si muove e anche su quello che non si muove. Sta lì dal primo minuto e non se ne va finché non si spengono le luci: Sto tentando di lasciargli la chiave perché chiuda quando esce. 

Esempio: Questo post è pura immondizia, dalla prima lettera al punto finale. Si salva solo una virgola. 

- L'allevatore di colombi: Questo è quello tipico che comincia a commentare un post di due anni fa. Vedo il suo messaggio e lui mi chiede di più. Chiede di cose che sono già spiegate nel blog in post posteriori al “suo”, ma se non gli dai i link ai post, lui ti dirà che non hai trattato quei temi. E' arrivato tardi ma non pretenderai che faccia tutto il lavoro, no? Evidentemente per qualche motivo, che non conosco, il mio dovere è convincerlo, o lui sembra pensarlo. 

Esempio: D'accordo, va bene, c'è un problema col petrolio perché fino al 2009 la produzione era giunta in stallo, ma cos'è successo dal 2009? Sono già 4 anni si sono avviati molti giacimenti, eh? (Gli ricordi che il post nel quale commenta è del marzo 2010 e lo rimandi ai post attuali, dandogli i link, naturalmente). D'accordo, d'accordo, ma cosa succede con le rinnovabili? Qui nessuno parla di rinnovabili, ma è chiaro che sono il futuro: non mi verrai a dire di no! (sigh).

- L'impermeabile: Questo non sai da dove sbuca, se per bulerías (canto e ballo andaluso, ndt) o per peteneras (tipo di canzone popolare, ma anche dire spropositi, ndt). Non si capisce cosa lo preoccupi ma lui pensa che il problema sei tu, che non lo capisci. Mescola concetti di Fisica fra di loro fino a farne un tutum revoltum indecifrabile. Quando alla fine ottieni che sia qualcosa di intellegibile, ti rendi conto che è una banalità. Se la spieghi, non la capisce. Se la rispieghi, non ti capisce. Se lo spieghi con parole semplici, alla fine ti capisce. No, non ti ha capito, devi ricominciare da capo... 

Esempio: Ma, per capire, qual è l'EROEI del rame? Perché se non mi dici qual è l'EROEI del rame tutto il tuo ragionamento non ha senso. Alla fine e all'inizio, il rame ha poca entropia e l'entropia che ha l'elettricità è l'elettricità che circola nel cavo, anche se suppongo che in un condensatore l'entropia è zero (dieci commentatori su dieci hanno gettato la spugna nel tentativo di spiegarglielo, dopo 50 commenti).

- Quello che dice sempre l'ultima parola: E' come l'olio, rimane sempre a galla. A prescindere di cosa si parli, l'ultimo commento dev'essere suo. Se è puntuale, aspetta due o tre giorni che il post si passato di moda per fare in modo che l'ultimo commento che si vede sia il suo, il che generalmente è sottilmente squalificante. Strategia inutile, primo perché non mi lascio torcere il braccio e secondo perché Blogger mostra solo i primi 200 commenti se non schiacci il tasto “carica più commenti” alla fine della pagina. 

Esempio: Bene, ma devi ammettere che le riserve di litio che usavi non erano buone e che, pertanto, il tuo calcolo e il tuo ragionamento basati su di esse erano completamente sbagliati. Pensavo che fossi un uomo intelligente: non succede niente a rettificare (l'impatto sul calcolo delle riserve era già stato spiegato cinque volte, ma anche così il messaggio si ripeteva più o meno sulla stessa linea, ogni volta, finché non tornavo e tornavo a replicare). 


* * * Per l'intensità: * *

- Il rumoroso: Si fa notare. Commenta tutti i post. La prima linea di battaglia è nel proprio blog e lui non eluderà la lotta. La coerenza dei suoi argomenti non è la cosa più importante.

Esempio: La relazione fra disoccupazione e consumo non mi sembra evidente, hai qualche modello che lo accrediti?

- L'economico: Non intendo dire economista, ma che economizza i suoi sforzi, cosciente che non ha senso combattere tutte le battaglie. Non commenta tutti i post, solo quelli che toccano interessi per lui vitali e lì sì, il suo spiegamento, in quanto a documentazione, è degno di ammirazione. I suoi cavalli di battaglia sono soliti essere il nucleare, le energie rinnovabili o il cambiamento climatico. 

Esempio: Vedo che lei ignora l'articolo di Gagnaman et al del 2012, dove commentano i cambiamenti di volume del ghiaccio in Antartide e sebbene nella penisola Antartica il ghiaccio diminuisce, nell'insieme aumenta e questo confuta completamente il cambiamento climatico. 

- Il distante: Non si scomoda a venire a discutere qui, non sia che ribattano alle sue argomentazioni; mi critica ferocemente, ma non qui, in altre pagine, che mi vengono linkate. Non si preoccupa di attribuirmi frasi che non ho pronunciato, o idee che non hanno niente a che vedere con ciò di cui parlo (per esempio, che il mio modello economico non funziona, quando in realtà io non ne propongo alcuno). E' solito ricorrere al ad hominem con una certa fissazione per il mio profilo accademico, che cerca di screditare con gli argomenti più peregrini.

Esempio: Fanno arrossire le teorie del tale Turiel, cosa ne saprà un Fisico di Economia, con una laurea di un'Università di qui, che sappiamo già che le regalano (il post forse trattava l'incapacità di raffinare il diesel da certe sostanze).


* * * Per l'astuzia: * * *

- Il bulldozer: Per lui è tutto uguale, va a tavoletta. Grida e insulta, se è necessario, e le sue idee sono.. ehm.. non molto sottili. Il vantaggio è che lo si vede arrivare. Lo svantaggio e che non lo si vede andarsene. Da quando c'è la censura, questa specie è scomparsa per i lettori, ma non per me, che devo filtrare i suoi sfoghi:

Esempio: Per K.N.: I problemi della Spagna vengono dalla corruzione e dall'emigrazione, se non lo capisci è perché bene che vada sei un politico o un emigrante, in ogni caso un figlio di p.

- Il saputello: Sa di cosa sto parlando, almeno in questo post. Va oltre, se lui sa di cosa sto parlando, sono io che non lo so. Che sia lui ingegnere o che lo sia suo cognato: lui sa e le cose sono come dice lui. Punto. Come minimo, porta dei dati. 

Esempio: Ho lavorato all'ampliamento della raffineria di Gdansk e non è vero pertanto che non si siano aperte raffinerie nuove in Europa, quello che lei dice non ha né capo né coda (un ampliamento non è una nuova raffineria). Mi perdoni, ma sono state cambiate tutte le torri e i catalizzatori ed ora si può lavorare greggio pesante. E' stato costruito tutto da zero: E' una nuova raffineria (una raffineria non è solo le unità di cracking, ma i depositi, l'infrastruttura di distribuzione, ecc. E' certo che la capacità di raffinazione si mantiene abbastanza costante, mentre la capacità occupata troppo spesso al di sotto del 80%, il che compromette la redditività). Lei è mai stato in una raffineria? Tutto qui. 

- Il mamporrero (persona che ne aiuta un'altra a dar fastidio ad una terza) : Viene a fare qualche lode per poi, in tono amichevole e come involontariamente, darti una pugnalata con l'intenzione di screditati. Non è facile da riconoscere, a volte si fanno domande simili senza cattive intenzioni: è solo la persistenza che ne evidenzia la malafede.

Esempio: Eccellente articolo, AMT, di classe magistrale come sempre. Ho un dubbio: da dove viene il materiale XXX? (Risposta: dalle miniere) Ma allora lei disdegna il riciclaggio? (No, non lo disdegno, ma non è così importante) Non lo capisco: nel 2012 la massa riciclata equivaleva al 50% della produzione e va aumentando ad un ritmo del 5% all'anno, quindi in 10 anni si riciclerà il 100%. Questo non invalida l'argomento centrale del suo articolo? (Figa, come mai non mi sono reso conto di una cosa del genere? Cerco e ricerco documentazione. Nel primo documento la cosa è chiara ed evidente: ciò che il nostro amico chiama “massa riciclata” in realtà è “massa raccolta”, ma di fatto riciclare si ricicla poco perché ha un costo energetico molto elevato, che documento nella risposta) Non so, non so, non sono tanto convinto: sicuramente in un prossimo futuro si potranno trovare procedimenti alternativi meno costosi: guardi questo articolo del 2009 che lo spiega (se avevi questo articolo, riferimenti ricercati e difficili da ottenere, dall'inizio sapevi che la chiave era il costo; allora cosa tergiversi e perché non giochi a carte scoperte?)

- Il cordiale: Esprime le sue idee con chiarezza e con cordialità ed è aperto a discutere e dibattere con grazia, eleganza e educazione. Tutto è irreprensibile. C'è solo una cosa che stona: la sua persistenza nel considerare solo un tipo di futuro, più vantaggioso forse non per tutti, ma per noi sì, senza dati che lo avvalorino ed anche se i dati gli vanno contro. Forse in realtà non è un troll, o non deliberatamente, ma qualcuno che sta cercando di superare le proprie contraddizioni interne. Proprio per questo, non è semplice fare un esempio. 

* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *

Infine, queste sono le mie osservazioni sul campo dopo questi tre anni, osservazioni che potete migliorare aggiungendo i vostri esempio ma, per favore, senza trollarmi. 

L'unica cosa buona, a proposito dei troll, è che quando esce la luce del giorno e della verità si trasformeranno in pietra: E' una magra consolazione...



Saluti. 
AMT



8 commenti:

  1. Mi viene da pensare che chiunque sia un pò troll, a volte!!!

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  2. Tanti troll, tanto onore.

    Non c'è luogo di rete che abbia un minimo di successo che non abbia i suoi troll.
    Inevitabile.
    E forse è anche un buon segno.
    Inoltre sviluppa il sistema immunitario e censore dell'autore.
    E' parte del vivere virtuale.

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  3. Un triste elenco delle tante aberrazioni della psicologia umana. (ma molto utile che AMT abbia preso il tempo per compilarlo).

    Mi vengono in mente due o tre cose secondo me interessanti:

    1) Qual'e la percentuale di trolls (delle varie categorie elencate sopra) rispetto al numero totale di persone che commentano? Cioe si tratta del 5% o del 10 o del 50%?

    2) E si potrebbe fare anche una seconda categorizzazione delle persone sane di mente? Sicuramente nemmeno quelli hanno delle caraterristiche di personalita' uniformi.

    3) In termini di disordini psicologici le categorie le quali AMT elenca e descrive potrebbero essere tutti considerati dei nevrotici o dei frustrati di diverso tipo cercando in vari modi (e con diverse strategie tacite od esplicite delle quali molti non sono sicuramente nemmeno coscienti) di compensare a qualche senso di inadeguatezza il quale probabilmente sentono anche in altre situazionii sociali od interpersonali.

    Quali tendenze e condizioni sociali e culturali ed economiche nella societa producono questa serie di nevrosi e di compensazioni? Credo che quest'ultima sia una domanda un po difficile e non e' nemmeno molto importante che vi sia una risposta precisa. La mia propria risposta imprecisa e' che essendo la societa MALATA produce tutta una gamma di personaggi e di personalita' MALATE pure loro in diversi modi.

    E tutto cio' probabilmente durera' finche' la societa stessa non riuscira a creare al suo interno delle condizioni di esistenza diverse per gli individui che ne fanno parte. Fino allora una buona percentuale emergera' con caraterristiche personali dis-funzionali. (comunque probabilmente sempre meglio tutta una serie di psicopatologie minori o forti che siano piuttosto che delle equivalenti sociopatologie piu pericolose)

    Come trattarli? Perdendo tempo discutendo con loro? Avendo "compassione" e cercando di capirli? Mandandoli tutti a quel paese? Ovviamente dato che le persone normali che partecipano alle discussioni sui blogs non sempre conoscono o sono capaci di riconoscere tutte le patologie altrui, se li si manda subito a quel paese altre persone potrebbero pensare male dell'autore del blog, o venire alla difesa dei "poverini".

    Quindi il tutto diventa un'emerita perdita di tempo ma credo che AMT abbia comunque fatto bene a pubblicare il suo elenco sopra. Forse qualcuno dovrebbe andare a guardare anche su altri blogs e vedere se si possono facilmente osservare anche altre tipologie e poi scrivere un libro sul fenomeno piu complessivo il quale potrebbe essere letto da chiunque voglia partecipare a dei forum di discussione sui blogs e magari dare al libro il seguente titolo..."vecchie psicopatologie umane adesso in nuove vesti moderne sull"Internet".





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  4. Buon Giorno
    Mi rincresce dirlo ma in effetti credo di essermi comportato da troll una volta in passato nei confronti di un blog, postando un commento che avrei potuto evitare.
    IL punto è che, vuoi, lo stress al quale la nostra condizione "di precari" ci sottopone, vuoi, la generale insoddisfazione della propria vita che la gente ha, vuoi, la sempre minore propensione delle persone ad ascoltare il prossimo,vuoi, la sempre piu' grande confusione su qualsiasi argomento che la rete e la tv generano... inoltre aggiungerei la totale mancanza di un modello adeguato "inteso come modello comportamentale e di società" da seguire nonchè un' esaltazione sfrenata dell'egocentrismo, il quale ci fa dimenticare che siamo una società complessa e interdipendente ad ogni livello.
    ps. apprezzo molto il tuo lavoro Antonio, complimenti , ti seguo ormai da qualche anno, continua così.

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    1. Ciao Wood, trovo la tua lista di condizioni che possono portarci un po tutti a comportarci male o in maniera compensatoria talvolta molto buona ! Grazie.

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  5. Ma sì, in fondo tutti noi abbiamo il diritto di procurarci un quarto d'ora di celebrità.
    E anche il dovere di farlo, quando occorre usare il coraggio, poco o tanto che ne abbiamo, perchè le circostanze lo richiedono.

    I troll sono come le zanzare, gli scarafaggi, e le zecche.
    L'importante è tenerli a bada.Cercare di debellarli sarebbe controproducente.

    Io di questo post ne farei una pagina di Wikipedia.
    Pensaci, Antonio!

    Marco Sclarandis

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  6. ...Immagino che chi non possa esser inquadrato in alcuna di queste categorie, vuoi per moderazione negli eccessi che soprattutto variazione dello stile e delle intenzioni, non possa esser considerato un Troll.

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