Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 27 febbraio 2013

Cambiamento climatico: anche la terra sotto i nostri piedi...

Da “Transition Culture”. Traduzione di MR



Oggi abbiamo un guest post di Chris Bird, autore di “Local Sustainable Homes

Siamo tristemente abituati all'impatto del cambiamento climatico nel meteo e nei livelli del mare, ma cosa ne sappiamo della terra sotto ai nostri piedi? Che ne sappiamo delle parti dure che costituiscono la crosta del pianeta e che gli scienziati chiamano litosfera? Siamo certi che non saranno colpite dal riscaldamento globale? In realtà lo saranno e forse già lo sono. E' probabile che il riscaldamento globale causi un aumento dell'attività sismica come terremoti ed eruzioni vulcaniche, frane, tsunami ed altre cose che non sono buone per le persone. Così, come può accadere questo e dove sono le prove? 

La risposta semplice è che il riscaldamento globale riduce il peso del ghiaccio sulla terra ed aumenta il peso dell'acqua sul letto del mare. Quando è finita l'ultima Era Glaciale, 20.000 anni fa, circa 52 milioni di chilometri cubici d'acqua furono redistribuiti sul pianeta. Trovatevi una calcolatrice e passate qualche minuto a calcolarlo in tonnellate e non sarete sorpresi di imparare che questo peso colossale ha un effetto sul movimento delle placche tettoniche e sul comportamento del magma sotto i vulcani. I geologi hanno scoperto le prove che ciò ha causato grandi terremoti ad alte latitudini precedentemente coperte dal ghiaccio ed uno spettacolare aumento dell'attività vulcanica. 

Un recente saggio di Marion Jegen sulla rivista Geology ha osservato milioni di anni di storia del clima come mostrati dalla geologia del Centro e Sud America. Periodi di fusione glaciale erano seguiti aumenti di 5-10 volte nell'attività vulcanica. Tuttavia, sembra essere la velocità piuttosto che la quantità totale della fusione che prevede quanto intensivamente aumentino le eruzioni e noi siamo impegnati a causare un riscaldamento globale molto rapido!

Ci sono molte più ricerche pubblicate su questo campo e il collegamento fra il cambiamento climatico e gli eventi geologici potenzialmente pericolosi del passato è stato appurato piuttosto bene fra tutti coloro che non credono che il mondo sia stato fatto in sette giorni. Ma il livello del mare è aumentato di 130 metri dopo l'ultima era glaciale e noi attualmente ci troviamo già in un periodo caldo, quindi, quanto cambiamento in più possiamo aspettarci? Cosa succede adesso? Anche le previsioni più terribili suggeriscono un aumento di soli 2 metri per la fine di questo secolo ed è certo che questo non precipiterà le risposte geologiche? 

Mi spiace, ancora cattive notizie. Sembra che la crosta terrestre sia squisitamente sensibile al cambiamento. Per esempio, il fenomeno de El Niño nel Pacifico causa piccole variazioni nei livelli del mare che sembrano innescare un aumento dell'attività sismica nel Est del Pacifico. Inoltre, gli ultimi 300 anni mostrano una correlazione stagionale fra l'attività vulcanica ed una gamma di condizioni ambientali. La Terra non ha la pelle spessa come la nostra!



Come abbiamo visto nel giorno di Santo Stefano nel 2004 ed in Giappone nel 2011, gli eventi sismici sotto il mare possono provocare tsunami devastanti. Ho appena visto alcuni filmati su youtube per ricordarmi quanto fossero scioccanti quelle immagini e il pensiero che i futuri tsunami potrebbero essere provocati dall'uomo è orrendo. 




Gli tsunami potrebbero anche essere causati dal collasso di pendici sottomarine in conseguenza delle destabilizzazione dei depositi di idrati di gas nei sedimenti marini. Gli idrati di gas (idrati di metano o clatrati) sono solidi simili al ghiaccio costituiti da acqua e da gas come il metano, un gas serra potente. Quando le temperature del mare aumentano, questi solidi possono dissociarsi provocando il rilascio di metano e il possibile collasso delle pendici sottomarine. Possiamo solo sperare che le pressioni in aumento all'aumentare del livello del mare controbilanceranno l'effetto delle temperature in aumento per evitare questo potenziale doppio colpo di uno tsunami e del rilascio di metano. 

Non tutti i pericoli geologici associati al cambiamento climatico derivano dai cambiamenti nascosti nella crosta terrestre. Il cambiamento climatico è già associato con condizioni meteo più estreme e questo può avere conseguenze geologiche disastrose. Nel 1999 le forti piogge hanno portato al collasso di una pendice montagnosa nel nord del Venezuela. Sono morte 30.000 persone. Ci sono numerosi altri esempi più vicino a casa. Nelle Alpi europee, per esempio, alluvioni che hanno portato a movimenti di terra hanno ucciso 37 persone. Pochi anni dopo, nel 2002, il collasso di parte di una montagna sul ghiacciaio Kolka, in Russia, ha causato una valanga che ha viaggiato per 24 chilometri ed ha raggiunto velocità di circa 300 km/h. Sono morte 100 persone. La combinazione della fusione dei ghiacciai e di piogge estreme è probabile che renderà tali eventi più comuni.



I laghi di alta montagna trattenuti da dighe di roccia naturale di detriti glaciali pongono un altro pericolo. Mentre i ghiacciai fondono, questi laghi aumentano di misura e minacciano di spazzare via le dighe naturali che li contengono. Ci sono già stati esempi di tali collassi in Himalaya, col Nepal che è particolarmente a rischio. Il lago Tsho Rolpa è cresciuto di 6 volte dagli anni 50 ed è alimentato da ghiacciai che attualmente si ritirano di circa 100 metri l'anno. Un collasso improvviso qui sommergerebbe 10.000 persone. 

Gli eventi geologici collegati al clima hanno anche impatti meno diretti sull'attività umana, Lo spessore del ghiaccio ridotto sui vulcani in Islanda potrebbe portare (sta portando?) ad un aumento di attività. Il pennacchio di cenere dell'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull in Islanda, nel 2010, ha causato una grande interruzione del traffico aereo in Europa e l'ulteriore fusione della calotta glaciale del Vatnajokull potrebbe rendere tali eventi più comuni. Potremmo aspettarci interruzioni del traffico aereo, ma ci sono altre conseguenze possibili. Un'eruzione in Islanda di sei mesi, nel 1783, ha diffuso una foschia tossica solforosa su gran parte dell'Europa con un bilancio di morti significativo.



Non c'è un quadro chiaro e certo su come il cambiamento climatico impatterà sulla terra non così solida che abbiamo sotto i piedi. In alcune aree la fusione glaciale potrebbe ridurre l'attività vulcanica e i livelli del mare in aumento potrebbero stabilizzare piuttosto che destabilizzare gli idrati di gas. Ma scherziamo col mondo a nostro rischio e pericolo e, proprio come abbiamo appena visto con l'atmosfera, il riscaldamento globale poterà probabilmente più pericolo geologico che non benefici. Abbiamo anche più ragioni di limitare il cambiamento climatico e di prepararci per un futuro incerto. 

Chris Bird

Questo articolo è basato su prove presentate da 33 scienziati su 'Forzante Climatica di Pericoli Geologici', edito da Bill Maguire e Mark Maslin. Wiley-Blackwell 2013.





4 commenti:

  1. "Abbiamo anche piu' ragioni di limitare il cambiamento climatico e di prepararci per un futuro incerto"..

    i) Non stiamo limitando proprio un bel niente..... stiamo facendo la cosa opposta (ed il piu' velocemente possibile)

    ii) Come ci si "prepara" ad un futuro (certamente) piu' che incerto?

    Ed iinoltre.... vari cicli viziosi di retroalimentazione si sono gia innescati. Il momento di pensarci sopra e di fare qualche cosa e' gia' passato da trent'anni.

    Domanda che ci verra posta dalle generazioni future: "Perche' non avete fatto niente? "

    E sappiamo gia' anche quella risposta, ma inutile ripeterla.

    Conclusione?

    Spedire il conto al sistema politico-economico-culturale capitalista "neo-liberale" globalizzato, ed alle sue 196 nazioni stato che ne fanno parte (e ad altre istituzioni ed organizzazioni del cavolo) ed aspettare che lo paghino.

    Nell'anno Domini 5013.










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  2. Molto inqiuetante...............

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  3. Se alle alterazioni climatiche (ARIA) sommiamo quelle oceaniche (ACQUA) e poi anche quelle della litosfera (TERRA), beh, non resta che ricordarsi del recente e drastico aumento degli incendi devastanti (FUOCO) per avere una sorta di anatema alchemico alquanto inquietante. Scherzi a parte, stiamo distruggendo tutto, nulla escluso: noi compresi (il QUINTO ELEMENTO forse? ). Come diceva Buddha, “questo è perché quello è” e, aggiungerei io incautamente: solo delle stupide scimmie pelate possono illudersi d’esser altro rispetto alla splendida volta celeste (alias il resto dell’UNIVERSO) che le ha partorite e le nutre ogni santo giorno. Il mostro che ha dato inizio a questa spirale devastatrice, non è un demone sadico. E’ l’indifferenza di massa, sistematizzata e camuffata da un modo di fare economia (e di conseguenza cultura), totalmente slegata dalle conseguenze del proprio operare. Siamo un sol popolo di folli che ha scambiato il cinismo e l’egoismo per saggezza e forza. Siamo degli “indifferenti”, ossia sciocchi che, “in virtù del proprio difetto”, non si preoccupano neppure di sapere che la loro indifferenza è la più fredda ed affilata delle lame, una sorta di mitologica spada sterminatrice. Nella lunga e perigliosa storia dell’umanità, non c’è stato crimine, guerra, disastro od orrore che non sia imputabile all’aver brandito quella spada. Neppure Auschwitz ci ha resi immuni dal suo “fascino” perverso. Ed ora, dimentichi o meno, saremo costretti a re-imparare che l’indifferenza è una lama a due facce che taglia alla perfezione tanto ciò verso cui la si rivolge quanto chi la impugna. Se l’odio può far male per uno, l’indifferenza può far danni per mille milioni di miliardi. Ed ora cosa accadrà a noi, moderni campioni assoluti d’indifferenza? Beh, se siamo indifferenti alla nostra sorte tanto da non far nulla per cambiarla, perché mai la nostra sorte dovrebbe preoccuparsi di noi?

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  4. Scusate, sapreste dirmi quali sono le aree che in futuro saranno più influenzate dal riscaldamento climatico?

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