Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 29 novembre 2012

Il ritorno degli scaldabagni solari

Guest post di Giorgio Nebbia

A differenza degli "scaldabagni atomici" gli scaldabagni solari funzionano.


La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 13 novembre 2012

di Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

 Chi si rivede ? gli scaldacqua solari, resuscitati da un lungo oblio grazie ad un decreto che promette soldi pubblici a chi li compra e li installa nelle proprie abitazioni o officine. Gli scaldacqua solari sono costituiti da sottili lastre di metallo annerito su cui sono stesi o in cui sono incorporati dei tubi, il tutto coperto con una lastra di vetro e appoggiato su uno strato isolante di resina espansa o di altro materiale. I pannelli sono inclinati con la faccia che guarda a sud in modo da raccogliere la massima quantità di calore solare. Nei tubi circola dell'acqua che entra dal basso fredda, si scalda per esposizione al calore solare, raggiungendo anche 80 gradi Celsius, e sale in un serbatoio isolato termicamente, posto ad un livello superiore a quello del pannello. A mano a mano che l'acqua calda viene prelevata per l'uso di cucina, bagni, eccetera, nella parte bassa del pannello entra altra acqua fredda che a sua volta si riscalda.

Gli scaldacqua solari sono stati inventati innumerevoli volte. La prima descrizione di un collettore solare di calore fu fatta nel 1767 dallo svizzero Horace de Saussure (1740-1799), geologo, botanico, alpinista, che capì che "da questo dispositivo un giorno può venire qualcosa di buono perché è piccolo, poco costoso e facile da costruire". Un simile collettore solare fu costruito e utilizzato nel 1830 dall'inglese John Herschel (1792-1871), chimico, astronomo, viaggiatore. Nel 1891 l'americano Clarence Kemp di Baltimore brevettò un collettore solare adatto a scaldare l'acqua per uso domestico. Kemp vendette il brevetto a vari imprenditori e agli inizi del Novecento gli scaldacqua solari erano diffusi negli Stati Uniti. Dall'America l'invenzione passò in Europa: alcune notizie si trovano nel libro: "L'energia solare e le sue applicazioni" del 1966, ristampato di recente.

Una nuova età dell'oro degli scaldacqua solari si ebbe negli anni settanta del Novecento, dopo il primo aumento del prezzo del petrolio. Su alcune scuole ci sono ancora i ruderi dei pannelli di quegli anni, abbandonati quando diminuì il prezzo dei più comodi prodotti petroliferi. Dopo un lungo sonno i riscaldatori solari di acqua sembrano destinati ad una nuova diffusione. Finora solo i pannelli fotovoltaici e le pale eoliche (che producono soltanto elettricità) hanno goduto di finanziamenti statali che consentono un certo guadagno a chi li costruisce, li vende e li acquista. Molti altri costruttori di impianti solari, soprattutto adatti a produrre calore, anziché elettricità, il cosiddetto "solare termico", da tempo chiedevano anche loro incentivi pubblici per poter vendere i propri prodotti.

Il "solare termico" comprende, oltre agli scaldacqua solari, anche dispositivi con i quali è possibile scaldare l'aria nelle abitazioni mediante il calore solare raccolto in pareti o pannelli. Anche di queste applicazioni di riscaldamento solare nell'edilizia ci sono molti esempi che risalgono per lo più agli anni cinquanta del Novecento; la storia dell'energia solare, a cui si dedica un gruppo presso la Fondazione Micheletti di Brescia, dove esiste anche un vasto archivio di pubblicazioni solari del passato, offre molti esempi di dispositivi di solare termico che potrebbero ispirare nuove applicazioni, perfezionate grazie a nuovi materiali e tecniche.

Sfortunatamente la radiazione solare è intensa d'estate quando non c'è richiesta di riscaldamento, ma piuttosto richiesta di raffreddamento che può essere ottenuto con le pompe di calore, macchine descritte nel 1852 dal grande fisico Lord Kelvin (1824-1907). Le pompe di calore permettono, grazie all'energia elettrica, di estrarre calore da una fonte a bassa temperatura e portarlo a temperatura maggiore per scaldare una stanza o, viceversa, di estrarre calore da una stanza, raffreddandola; un frigorifero è sostanzialmente una pompa di calore. Anche per le pompe di calore sono previsti incentivi dal nuovo decreto sulle fonti rinnovabili.

Col calore solare, portato ad alta temperatura mediante dispositivi a specchi, è possibile azionare dei motori; altra idea sperimentata già nell'Ottocento in Francia, in Egitto, anche in Italia. Oggi esistono nel mondo alcuni impianti solari che concentrano mediante specchi il calore in caldaie che generano poi vapore e energia meccanica; i risultati sono controversi mentre sarebbe auspicabile che fossero progettati e costruiti impianti di piccole dimensioni adatti ad azionare pompe per sollevare l'acqua; pompe solari di semplice funzionamento potrebbero anche essere esportate nei paesi poveri dove è intensa la radiazione solare ma mancano altre fonti di energia.

Gli incentivi del nuovo decreto sono previsti anche per le stufe alimentate con "biomassa", come residui legnosi o pellets (cubetti di segatura compressa), una resurrezione delle stufe a legna usate per decenni nell'Ottocento e nel Novecento, e per un migliore isolamento termico degli edifici. L'erogazione di questi nuovi soldi ha il fine di dar vita a imprese, di creare occupazione, di diminuire la richiesta di combustibili fossili e soprattutto di diminuire l'inquinamento con un miglioramento delle condizioni ambientali. Speriamo vengano spesi bene.


6 commenti:

  1. di quale decreto si parla?

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  2. Per un attimo ho pensato che si stesse parlando di "ritorno" energetico!

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    1. Sarebbe una battuta? No, perché sai, in tal caso non l'ho proprio capita. Come mai i burloni come te non vanno mai a spaccare il capello a petrolio, gas, carbone e nucleare? Il motore endotermico si costruisce da per sé? Le esternalità del carbone si sistemano con le fatine? Lo stoccaggio delle scorie nucleari per millenni non pone problemi? L'estrazione di petrolio e carbone e la loro distribuzione (compresi tutti gli stabilimenti, le lavorazioni ed i trasporti) non consumano energia? Ah no! Dimenticavo la vostra solita regolina farlocca: in assenza di una tecnologia energetica PERFETTA siamo COSTRETTI a tenerci le peggiori e a stare pure zitti. Sono stanco di queste ostentazioni di "pura razionalità" e "realismo immacolato" che fingono di ignorare che metà pianeta lucra (direttamente od indirettamente) su le tecnologie sporche ed è questo il solo ed unico motivo per cui le tecnologie sporche predominano su quelle pulite: l'interesse commerciale legato ad immensi monopoli ed oligopoli che prelevano risorse planetarie non rinnovabili (PUBBLICHE) traendone incredibili guadagni assolutamente PRIVATI. Si blatera di libero mercato quando la realtà è più che evidente e sotto la luce del sole. Proprio quella che vi da tanto noia!

      Il solare termico si è diffuso nonostante decenni di petrolio a bassissimo prezzo e senza nessun incentivo. Ora iniziano i primi timidi incentivi solo perché la pacchia è finita e serve iniziare a concentrare i consumi dell'oro nero nei settori più lucrativi. Nulla a che vedere con preoccupazioni ambientali!

      Come civiltà siamo tanto morbosamente attaccati ai soldi e alla cultura deviata che ne deriva da essere disposti a suicidarci in massa. E questa non è un'eventualità. Lo stiamo già facendo (non solo all'ILVA).

      Quindi scusa Weissbach, ma le battutine tanto pungenti quanto inutili come le tue proprio non le reggo più. Se ti diletta tanto calcolare il ritorno energetico prova a calcolare questo: quanta energia ci vorrà per ricostruire il pianeta dopo che i cambiamenti climatici lo avranno distrutto grazie ai combustibili fossili? E quale energia sarà impiegata dai presunti superstiti per ricostruire il pianeta se avremo usato tutto il carbone ed il petrolio per riempire discariche svuotando al contempo tutte le risorse facili da estrarre?

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  3. L'impianto solare aiuta certamente il pianeta, siamo d'accordo! Ma è difficile e problematico installarlo per chi vive nei condomini, ed infatti se ne vedono solo per chi possiede una villa. Inoltre, se il prezzo del gas dovesse rimanere quello che è ora per molti altri anni, il payback finanziario rende l'operazione fuori mercato, anche tenendo conto degli incentivi, che comunque saranno inferiori all'attuale credito d'imposta del 50%. Da tenere anche conto che l'impianto solare necessita di manutenzione costante, con costi abbastanza alti e che vanno ad allungare i tempi di ritorno economico. Infine, sconsiglio totalmente di installare un impianto solare agli uomini sposati e con figli minorenni, troppi rischi di dover mollare tutto ......

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    1. "...se il prezzo del gas dovesse rimanere quello che è ora per molti altri anni, il payback finanziario rende l'operazione fuori mercato....".

      Ben detto: infatti non conviene. C'è chiara evidenza del fatto che il metano potrà scaldare sempre una pentola di acqua a meno spesa di qualsiasi aggeggio solare.

      L'unico problema rimasto è questo: quando io e te avremo perso lavoro e stipendio, al fine nobilissimo di garantire la stabilità del prezzo delle risorse, come potremo pagare la pur modesta bolletta? E' radioso l'inganno del mercato.

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  4. "....quando io e te avremo perso lavoro e stipendio, al fine nobilissimo di garantire la stabilità del prezzo delle risorse, come potremo pagare la pur modesta bolletta? "

    Hai ragione! Comincerò a lavarmi di meno e con acqua meno calda, ma alla fine farò come facevano quasi tutti nel medioevo: non mi laverò affatto; e quando lo farò sarà in una tinozza comune insieme alla mia compagna ... il che potrebbe anche avere dei risvolti parecchi piacevoli :)
    DECRESCITA, DECRESCITA amico

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