Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 8 ottobre 2012

Benvenuti ad Antropia


Di Carlos de Castro Carranza.

Da The Oil Crash. Traduzione di  Ugo Bardi e Massimiliano Rupalti.


Immagine da http://dreamstime.com




Biosfera III (Revisited)

Una dozzina di anni fa ho scritto (ne “La Rivoluzione Solidale”):

”Nel 1991, un progetto dello stato dell'Arizona era condannato al fallimento solo un paio di anni più tardi. Si chiamava Biosfera II e cercava di simulare in piccolo la nostra Biosfera (la I). 

In uno spazio di più o meno due campi di calcio, dovevano convivere con otto scienziati molti ecosistemi differenti. L'idea era che Biosfera II rimanesse isolata dalla Biosfera I salvo che per l'ingresso dell'energia proveniente dal Sole. 

Il progetto, sebbene costoso, era interessante per tre motivi:

Perché si sarebbe appreso molto su come funzionano gli ecosistemi. Perché se un giorno volessimo fare viaggi interstellari dovremmo costruire un ecosistema artificiale autosufficiente. E perché apprenderemmo a dare valore alle funzioni che gli ecosistemi svolgono per noi. 

Dal fallimento di tale esperimento, in effetti si è appreso molto degli ecosistemi e di quanto siamo lontani dal poter simulare la nostra Biosfera.

E, nonostante questo, ora ci siamo imbarcati in un nuovo progetto, Biosfera III. Consiste nel “Terraformare” (dall'inglese “Terraforming”) rendere abitabile per gli esseri umani un intero pianeta: Antropia

E' l'esperimento più grande e meno conosciuto dell'umanità: le cavie sono le persone e tutta la vita che necessiteremmo portare ad Antropia. Il pianeta scelto, naturalmente, è la Terra stessa. L'esperimento è già iniziato da alcuni decenni e durerà ancora per pochi altri.

Finora è consistito fondamentalmente nel cancellare il terreno di Biosfera I, eliminando più del 50% dei boschi, un 20% dei coralli, quasi tutti gli ecosistemi acquatici attraverso la pesca intensiva, ecc., e cominciare a sostituirlo con l'ecosistema di Antropia: città, strade, zone agricole e di allevamento, deserti, piantagioni e sfruttamento ittico...

Siccome stiamo ancora imparando (ricordiamo che Biosfera II è fallito), abbiamo alcuni problemini collaterali: effetto serra, pioggia acida, buco nello strato di ozono, salinizzazione e perdita di suoli fertili, inquinamento degli alvei fluviali, atmosfera inquinata in molte città, concentrazione di metalli pesanti (Hg, Cd, As, Pb…) mai vista prima su Biosfera I. E qualche altro effetto collaterale possibile: perdita di biodiversità, parassiti e uniformità del paesaggio.

Con qualche centinaia di specie, anziché milioni, suppliremo alle funzioni ecologiche che ora svolge Biosfera I. E dobbiamo imparare in fretta. Risulta che una piantagione di eucalipti non ha la stessa efficienza nel trattenere l'acqua, pulire l'atmosfera, l'acqua e il suolo, riciclare i nutrienti, ecc. del bosco che ha sostituito; risulta che i nostri pesticidi, anche se efficienti a breve termine portano molti problemi che invece non portavano i predatori che hanno sostituito; risulta che le nostre zone di acquacultura producono un pesce che Biosfera I non può continuare a produrre, e portano loro volta molti problemi che non portavano le zone di pesca che sono scomparse. Risulta che una strada assorbe risorse e non ne fornisce. 

Non so se ci sono elezioni fra Biosfera I e Biosfera III. Si può essere ottimisti e pensare che una alta tecnologia possa sopperire alle funzioni che svolgeva Biosfera i e risolvere tutti i problemi collaterali. E tenere in zoo-riserve un qualche migliaio di specie per il nostro diletto. 

Un mondo in cui il ciclo dell'acqua, dell'azoto, del carbonio, dei metalli, ecc., sia controllato dall'essere umano in modo efficiente. Un mondo umano che dovremmo chiamare Antropia. 

O forse essere un po' meno ottimisti e “conformarsi” a Biosfera I, pensando che anche così, una adeguata tecnologia ci fornirà un livello di vita degno. E poter andare in silenzio a vedere una balena azzurra che nuota libera in mare. 

Mi sembra meno utopica Biosfera I. E mi piace molto di più”

In questa dozzina di anni la “Terraformazione” del pianeta è continuata e si sono accumulati gli studi scientifici: anche i miei.

Oggi sappiamo che non c'è possibilità di scegliere fra Biosfera I e III (lo si sospettava già), non abbiamo né le conoscenze (più apprendiamo e più ci rendiamo conto dell'enorme complessità di Gaia, chiedetelo ai climatologi), né la tecnologia, né i materiali e l'energia necessari per costruire Antropia. E non li avremo mai, visto che Gaia ha impiegato milioni di anni per terraformare il pianeta e non è stupida quanto gli esseri umani.

Oggi sappiamo che gli effetti collaterali di quanto abbiamo messo in moto, principalmente il cambiamento climatico, la distruzione del ciclo dei materiali e la perdita di biodiversità hanno scatenato alcune inerzie molto importanti, inerzie che significano irreversibilità su scala umana. Oggi, sempre con più forza, sospetto che chi sta correndo un pericolo non è Antropia, quanto la Biosfera I, Gaia.

Per me, è ovvio che questa Civilizzazione è entrata in una fase di collasso. Credo che quanto più rapidamente estingueremo questa civiltà, tanto più opportunità avrà l'umanità di creare un qualche tipo di civilizzazione dopo. Se evitiamo un'estinzione rapida, Gaia lo farà in un secolo o due nella migliore delle ipotesi, ma Gaia si ritrova tanto malata che non ci sarà più nessuna opportunità per la nostra specie. In più, non si può scartare che in questa resistenza al collasso, la malattia di Gaia non sia mortale. E se muore Gaia, muore TUTTO, perlomeno tutto quello che vale qualcosa entro qualche anno luce tutt'intorno.

A parte i fattori filosofici e morali, la discussione è sociale e politica. Viene fuori che la nostra civilizzazione globale e capitalista sta resistendo alla propria distruzione nel peggior modo possibile; sta morendo uccidendo. Come? Cercando più carbone e gas naturale per sostituire una parte della discesa del petrolio. Dedicando 50 milioni di ettari (un terzo dello spazio che occupa la coltivazione del riso) ai biocombustibili. Cercando di estrarre fino all'ultima goccia di petrolio dal sottosuolo, nonostante che questo aumenti l'impatto ecologico. Dimenticandosi della crisi ecologica e energetica - che si sono aggravate oggi - perché siamo in recessione economica. Aumentando la disuguaglianza mondiale (oggi i ricchi della Cina si uniscono ai ricchi dell'occidente, a spese della classe media e, come è sempre successo, a spese dei poveri). Aumentando la disinformazione, la diseducazione, eccetera (in Spagna riducendo le spese per l'educazione). E così via, reazioni nella direzione sbagliata. Radicalmente sbagliata.

Non avrei potuto credere a questa stupidità umana 12 anni fa. Non credevo a Einstein quando diceva che è infinita.

Quello che ci giochiamo non è solo il nostro futuro e quelllo dei nostri figli. E' TUTTO il futuro. Incrociare le braccia o disperarsi di fronte alla realtà, sono entrambe opzioni stupide.




3 commenti:

  1. ..una sinistra omofonia con ENTROPIA...
    :(

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  2. Post vergognoso: si paventa che la malattia di Gaia sia addirittura mortale, e poi il pamphlet so sposta sulle disuglianze fra uomini ?...Vorrei ricordare che siamo in 7 miliardi, che in Europa la quasi totalità della ingente spesa pubblica è destinata ai servizi alla persona ,che i biocarburanti certo non possono mantenere l'attuale pardigma produttivista non rinnovabile, più che capitalista, ma che forse anche ne accellerano il collasso sottraendo produzione alimentare ,( il che per me è un bene, e dovrebbe esserlo anche per l'autore del post visto che giustamente temeva che l'agonia del presente modello economico ontribuirà a sottraare possibilità ad una futura rinscita di Gaia e dei suoi ospiti umani),ma almeno a bilancio di co2 in pareggio: o forse meglio bruciare metano per fornire energia elettrica agli ospedali ?..Il problema fondamentale è la concezione dell'uomo non come specie ma come sommatoria di diritti individuali.

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  3. Francesco, il tuo intervento mescola il pensiero ecologista al darwinismo sociale di Herbert Spencer... speri veramente di risolvere i problemi del pianeta lasciando morire i deboli?

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